giovedì 12 maggio 2016

Acque contaminate dai pesticidi.. è allarme


La notizia è di quelle che fanno tremare i polsi… l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ci fa sapere che il 65% delle acque italiane è contaminato da pesticidi e che in Veneto la situazione è ancora peggiore.
Nelle acque superficiali venete sono state individuate 42 sostanze: ci sono residui nel 74,8% dei punti al vaglio e nel 53,4% dei campioni. Nelle acque sotterranee si riscontrano 13 pesticidi, con residui nel 29,7% dei punti esaminati e nel 22,2% dei campioni (cliccare qui per poter leggere il rapporto ISPRA)
Ma quali sono i principali responsabili di tale contaminazione, che minaccia salute e ambiente? Innanzitutto i diserbanti, in primis il famigerato “glifosate” (e prodotti della sua degradazione). Glifosate che, solo qualche mese fa, è balzato agli onori della cronaca dato che l'Organizzazione Mondiale della Sanità e lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) lo hanno classificato come “possibile cancerogeno”. Il glifosate è molto usato in viticoltura, nella coltivazione del mais e troppo spesso anche per il diserbo di strade, cortili e spazi privati.
Allarma molto anche il fatto che i dati forniti dimostrano che le acque sono contaminate da miscele di pesticidi (in un campione sono state trovate ben 48 sostanza diverse) e che non esiste una valutazione complessiva del rischio per queste miscele.

Questi dati sono l’ennesima conferma che l' agricoltura chimica e intensiva sta facendo dei danni notevoli,
minacciando non solo la biodiversità, la fertilità del suolo ma anche la salubrità dell'acqua e il futuro dei nostri figli.
Ovviamente dinnanzi a questi dati agghiaccianti non possiamo restare inerti!!!
  • Chiediamo con forza, nel rispetto della salute pubblica e dell'ambiente che si avvii quanto prima una forte azione di stimolo per una graduale conversione a metodi di coltivazione biologici o che non utilizzano la chimica di sintesi
  • Crediamo sia indispensabile l'adozione, quanto prima di regolamenti di polizia rurale capaci di monitorare il corretto utilizzo di pesticidi e la loro graduale sostituzione con principi attivi meno impattanti. Il tutto supportato da un valido sostegno formativo e un preciso e puntuale monitoraggio ambientale ed epidemiologico.
Ma difronte a questa preoccupante criticità cosa possiamo fare noi cittadini?
Innanzitutto, avere piena consapevolezza dei rischi legati all'uso di pesticidi e diserbanti, limitarne l'uso e ancora meglio bandirli dai nostri campi ed orti (consapevoli che ci sono valide alternative).

Fare pressione su Sindaci (che sono i massimi responsabili della salute pubblica) ed Amministratori affinché si adottino seri disciplinari di polizia rurale che tutelino in primis la salute dei cittadini.
A proposito di Sindaci, in questo periodo stiamo ricevendo tantissime segnalazioni, da parte di cittadini arrabbiati dato che troppo spesso operai comunali irrorano (spesso anche senza protezioni) diserbanti a ridosso delle alle loro abitazioni, di parchi e scuole. Nella stragrande maggioranza dei casi il diserbante usato è proprio il famigerato “glifosate”!!

Qui come cittadini possiamo fare un atto molto concreto e pratico: possiamo scrivere al Sindaco del nostro Comune affinchè renda noto il principio attivo utilizzato per il diserbo dagli operai comunali, RICORDANDO CHE IN AREA URBANA il PAN (Piano di Azione Nazionale) vieta l'utilizzo di pesticidi e diserbanti. (Un fax simile della lettera è scaricabile a fondo pagina o può essere richiesto inviandoci una email)

Crediamo che, alla luce di questi dati e di tanti altri che certificano un pesante inquinamento di ambiente e contaminazione del cibo, sia indispensabile una seria e profonda riflessione sul modello di agricoltura che vogliamo. Siamo consapevoli che una valida alternativa c'è, è un coltivare basato su biodiversità, biologico, filiera corta e trasparente, su relazioni tra coltivatori e consumatori, … siamo altresí convinti che questa alternativa sia percorribile sin da ora ... per il bene del nostro pianeta e della nostra salute.