mercoledì 16 settembre 2015

E' VITALE FARE LA SELEZIONE IN CAMPO DELLE SEMENTI


come è andato il raccolto quest'anno?

Domanda assai frequente in questo periodo di fine estate in cui si iniziano a fare i primi conti dell' annata “agricola”



Sicuramente anche questo 2015 è stato un anno “climaticamente anomalo”

Un “anomalia” che, visti i cambiamenti climatici in atto, rischia di diventare la “normalità”. Sta di fatto che il gran e prolungato caldo, le scarse precipitazioni, la quasi totale impossibilità a “dare acqua” hanno danneggiato non poco molte varietà di fagioli, ma anche altre coltivazioni dal mais a talune orticole.

Ovviamente non tutto è andato storto, anzi, i cereali e le patate sono andate decisamente bene e con un buon
settembre, un ottimo ottobre si potrebbe ancora recuperare qualche coltivazione, dalle tegoline ad alcune varietà di fagioli.



Ciò ci insegna, se ce ne fosse ancora bisogno, che la biodiversità, il coltivare vario e il seminare in tempi diversi è una grande risorsa per riuscire a produrre anche in situazioni climatiche non favorevoli. Abbiamo infatti riscontrato degli ottimi raccolti sia in fagioli precoci che in alcuni bassi (bianchet e “fasol de la marina).

Diventa pertanto indispensabile tutelare, far conoscere, riprodurre e diffondere il nostro immenso patrimonio di “biodiversità coltivata” adottando alcune metodologie di selezione delle sementi in campo che si stanno rilevando sempre più fondamentali e indispensabili.



Metodologie che consigliamo vivamente a ogni coltivatore, soprattutto ai tantissimi auto produttori e custodi della biodiversità locale.

Grazie alla collaborazione con alcune tecnici ed esperti, già
differenza tra fagioli ottenuti da semente selezionata in campo(a sinistra) e non selezionata
da diversi anni stiamo portando avanti una serie di progetti di “selezione in campo” e di “campi catalogo” Ciò richiede un piccolo e costante impegno di osservazione e annotazione, ma i risultati che si ottengono valgono decisamente questo piccolo sforzo

Se prendiamo come esempio i fagioli, il lavoro da fare
differenza tra fagioli ottenuti da semente selezionata in campo (a sinistra) e non selezionata
consiste nell' indicare su un foglio (elettronico o cartaceo che sia) il nome della varietà che andremo a seminare e l'annata di produzione (consigliamo sempre di mescolare semi di diverse annate). Successivamente annoteremo e contemporaneamente SEGNEREMO in campo, con un apposito nastrino o bastoncino di vario colore:

- le prime piante che germogliano

- le prima piante che raggiungono il metro di altezza

- le prime piante che fanno i primi fiori

- le prime piante in cui vediamo i primi baccelli

- le prime piante dalle quali andiamo a raccogliere i baccelli freschi e secchi

andremo inoltre a segnare:

le piante più rigogliose, quelle più produttive e quelle più sane, SOPRATTUTTO quelle che non palesano alcuna traccia di VIROSI.


Tutti questi dati ci consentono di fare una selezione delle sementi in campo che è migliorativa della varietà sia in termini di sanità che di produttività. (anche del 20 - 30%)

Al momento del raccogliere i semi da conservare per le future semina, andremo a prendere tutti i baccelli da quelle piante che secondo noi rispondono meglio alle nostre esigenze di coltivatore. Quindi terremo come “piante da seme” le piante più sane e che non hanno palesato virosi, e poi, a nostro
piacimento quelle.. o più precoci, o più vigorose, o più produttive. Avremo così fatto un seme di qualità, sano e migliorato geneticamente. Vivamente sconsigliato il lasciare “da seme” i baccelli posizionati più in alto sulla frasca e non raggiungibili durante la raccolta o di fare una selezione “a tavolino” tra i fagioli secchi raccolti a prescindere dalla salubrità delle piante che li hanno prodotti



Tutto bello, tutto utile, ma a questo punto della stagione, cos'è che possiamo fare se vogliamo selezionare bene le nostre sementi riproducibili?



A questo punto della stagione si puo' fare ancora molto. Si può fare una selezione che mira alla salubrità della semente che raccoglieremo.

A darci un aiuto proprio questa stagione difficile e quindi stressante per le piante, soprattutto per i fagioli. In molti infatti hanno palesato i classici sintomi della virosi

La virosi si è manifestata in vari modi: foglie deformate, più piccole del solito, con decolorazioni che ricordano le
virosi
tessere di un mosaico
; nanismo della pianta; aspetto cespuglioso; accartocciamento e bollosità delle foglie. Le piante ammalate possono rimanere vive ma essere improduttive o scarsamente produttive.


Tra le azioni molto concrete e pratiche da fare a questo punto della stagione, c'è innanzitutto l' avere cura delle sementi che abbiamo accantonato. 
(è indispensabile riprendere l'antica abitudine di accantonare la semente, due o tre volte superiore a quella che usiamo di solito)

Molto importante anche andare in campo e segnare tutte quelle piante che non manifestano i sintomi della virosi (anche se cio' non significa che siano sane) e preleveremo solo e unicamente da quelle piante sane i semi che useremo negli anni a venire

E' importante non prelevare semente da piante malate, infatti il virus dimora solo nella semente.



Siamo consapevoli che questo è un lavoro arduo e impegnativo ma indispensabile per salvaguardare e migliorare soprattutto le oltre 30 varietà di fagioli che sono stati censiti e classificati (come sementi antiche e locali) della provincia di Belluno. (discorso valido anche per l'intera biodiversità coltivata)

E' importante che vi sia un azione diffusa e capace di recuperare vecchi saperi fondendoli con nuove tecniche e metodi di coltivazione e riproduzione affinchè questo enorme patrimonio di biodiversità non vada perso.



Siamo ovviamente a disposizione di tutti per diffondere e condividere conoscenze e pratiche, per confrontarci e collaborare, consapevoli che più le informazioni circolano e non restano imbrigliate tra burocrazie e chiusi in luoghi e stanze.. più questa nostra terra né trarrà beneficio.. e noi con essa


Abbiamo in programma (e siamo disponibili a tenere) delle serate informative sia sulla selezione in campo delle sementi di fagiolo che di altre coltivazioni (cereali, pomodori, insalate, cavoli, ecc...) Sarà inevitabile affrontare anche la questione delle notevoli limitazioni legislative che minacciano sempre più l'utilizzo delle cosi dette “sementi antichi” e riproducibili in agricoltura, anche biologica.

1 commento:

  1. Ma che bello questo post, sono assolutamente d'accordo che la scelta delle sementi è assai meglio farla nel campo, conservando solo i semi delle piante che presentano il miglior raccolto

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