domenica 28 giugno 2015

giovedì 2 luglio la prima mietitura del campo catalogo di cereali antichi

La mietitura è un momento sempre molto emozionante e ricco di sensazioni.. emozioni.. tanto più se è condiviso

E' per questo motivo che abbiamo deciso di far si che la prima mietitura nel CAMPO CATALOGO DI CEREALI ANTICHI sia un momento di condivisione riflessione comune

Pertanto ci ritroveremo a PORCEN di Seren del Grappa (presso il vivaio biologico il Ruscello in via Ronchedel 1) GIOVEDÌ 2 LUGLIO dalla ore 19.00


Assieme visioneremo le varie parcelle seminate lo scorso autunno con oltre 30 varietà di cereali antichi, faremo un resoconto dei dati fin qui raccolti e assieme giudicheremo le caratteristiche, i pregi e i difetti delle diverse varietà

Il CAMPO CATALOGO è stato seminato tra inizio e
metà novembre. Alcune parcelle sono state seminate a "spaglio", altre a "riga". Non è stata effettuata alcuna concimazione nè trattamento preventivo o curativo
La zona è stata funestata da almeno tre eventi climatici molto ventosi e con pioggia molto battente il che ha causato diversi allettamenti. 
Queste situazioni difficili ci faranno apprezzare le varietà che più di altre hanno resistito alle avversità, climatiche e non


Tra le viarietà seminate ricordiamo: farro della garfagnana, farro alpino, orzo nudo Roccaforte, orzo nudo pop gerst autriaco, orzo di Livinalongo, grano tenero: piave, canove, solina, miracolo, de carolis, autonomia2, 6 grani montani della valle d'Aosta (clavel, la salle, Rosset, Morgex, etroubles, saint marcel), Rusciola, Gentil rosso, germanella, segale viola, triticale, grano carusedda

Ovviamente tutti i dati raccolti saranno messi a disposizione di chiunque. Crediamo molto nella condivisione delle conoscenze e delle esperienze
Siamo molto contenti dell'ottimo risultato, in termini di partecipazione e di scrupolo nella realizzazione del progetto CAMPI CATALOGO. 
Un grazie particolare e sentito va a tutti coloro che hanno deciso di partecipare al progetto e a chi ci ha supportato (in primis Rete Semi Rurali)

Progetto totalmente auto gestito e auto finanziato che ha coinvolto un centinaio di coltivatori nel bellunese, feltrino, zoldano, cadore, primiero, carnia e altre zone del veneto.

Giovedì 2 luglio saranno a disposizione anche modeste quantità di semi dei cereali presenti nel campo catalogo.
Sucessivamente alla mietitura ci sarà un momento di
riflessione, selezione  e programmazione condivisa

vi aspettiamo a Porcen!!!!   

giovedì 25 giugno 2015

IL GLIFOSATO, L'ERBICIDA PIÙ USATO..anche in provincia di Belluno..E' CANCEROGENO !!!


IL GLIFOSATO, L'ERBICIDA PIÙ USATO..anche in provincia di Belluno..E' CANCEROGENO

ci stanno avvelenando”.. “ma vale la pena di rischiare di prendere un tumore per eliminare 4fili d'erba?” “ma come si fa a usare una sostanza così pericolosa con tanta leggerezza??”

Queste sono solo alcune delle frasi (le meno “colorite”) di cittadini, informati della recente decisione della Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) il braccio
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si occupa dell’ambito oncologico.

L'Agenzia per la ricerca sul cancro ha infatti emesso un verdetto pesante su cinque pesticidi molto usati in agricoltura. Si tratta di un erbicida (glifosato) e due insetticidi (malathion e diazinon), dichiarati probabili cancerogeni per l’uomo

Sicuramente il più noto è il Glifosato, l' erbicida più usato al mondo. (si ritiene che circa il 70% della terra arabile del pianeta è trattata con questo diserbante).
Molto usato nelle coltivazioni di piante Ogm definite Roundup Ready, dal nome del primoerbicida a base di glifosato realizzato e brevettato dalla multinazionale Monsanto
La IARC dichiara che sono davvero molti i danni che il glifosato provoca alla salute umana.
I principali sono la cancerogenicità, soprattutto il linfoma, il carcinoma della mammella del tipo estrogeno-sensibile, i tumori della sfera riproduttiva, l'infertilità maschile, sempre più
diffusa, in persone sempre più giovani, la disbiosi intestinale.
Ma molte altre patologie sono sospettate in base ai dati degli esperimenti

Certo, la notizia è importante, ma cosa centra il glifosato con la provincia di Belluno? E ha unsenso che i bellunesi si preoccupino di questa dichiarazione dello IARC?

Noi riteniamo che la preoccupazione debba essere massima dato che il rischio che anche il nostro territorio sia contaminato da questa pericolosa sostanza è molto alto

Due le principali fonti di inquinamento:

- il glifosato è molto utilizzato nei vigneti intensivi (le strisce giallo-arancioni sotto i filari di vite ne evidenziano l'utilizzo).
Alla luce dei massicci acquisti di terreno da parte dei viticoltori (in primis) del prosecco anche nella nostra provincia e del conseguente impianto di vigneti intensivi, è ipotizzabile che anche nella nostra vallata verrà riversata una quantità massiccia di glifosato, probabile cancerogeno

- il glifosato è l' erbicida più usato da comuni e provincia per diserbare strade, parchi
spazi pubblici (ma anche i privati lo usano nei loro viali e davanti le loro abitazioni)

Molte le segnalazioni e le preoccupazioni espresse dai cittadini dinnanzi all'irrorazione distrade e parchi, anche in pieno centro abitato.
Questo è veramente grave, anche perché visono delle normative ben chiare che VIETANO l'uso di erbicidi in ambiente urbano (art.5.6 Misure per la riduzione dell’uso o dei rischi derivanti dall’impiego dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili - art.5.6.1 Utilizzo dei prodotti fitosanitari ad azione erbicida (in ambiente urbano)

Riteniamo importante che sia finalmente bandito l'utilizzo del glifosato, che i Sindaci (come massimi responsabili della salute pubblica dei cittadini) prestino molta attenzione alleindicazioni dell Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro ed ai rapporti ISPRA sull'inquinamento delle falde acquifere, dovuto principalmente al GLIFOSATO.

Un'altra considerazione da fare è la sottostima della classe rischio, assegnata ai diserbanti dal Ministero della Salute, con particolare riguardo a quelli con principio attivo glifosato

E' altresì vitale che ognuno di noi faccia sentire la
propria voce!!
Seguendo le indicazioni dell'amico Gilberto Carlotto del WWF (OA WWF - TERRE del PIAVE TV-BL; Gruppo AltaMarca) sollecitiamo tutti a richiedere all'ufficio tecnico del proprio Comune il nome commerciale e la scheda di sicurezza del prodotto utilizzato per diserbare strade e spazi pubblici. (molti Sindaci lo sanno benissimo, ma se nessuno protesta ....lo usano)

Non nuoce ricordare che alcuni stati europei ne hanno da tempo vietato la vendita (Russia eDanimarca) mentre l'Olanda lo ha fatto qualche mese fa, con un decreto del Parlamento e la Francia ci sta lavorando.

La storia recente della medicina mostra che c'è un tempo di latenza troppo lungo, di almeno un paio di generazioni per arrivare a eliminare dal mercato una qualsiasi sostanza tossica (amianto DDT ecc..) Il procedimento è complesso e gli interessi in gioco sono molto forti.

Tutto nasce da un errore di fondo, quello di non rispettare il principio di precauzione.
..è ad esso che noi ci appelliamo!!!!

ALCUNE NOTIZIE SUL GLIFOSATO:
Attualmente circa il 70% della terra arabile del pianeta è trattata con il glifosato. La quantità usata nella provincia di Ravenna (per fare un esempio) è sufficiente a coprire 1.500 dei 1.800 km2 della sua superficie. Del milione di tonnellate di soia importate ogni anno in Italia per diventare mangime per gli animali da allevamento il 90% è Ogm e può contenere fino a 9 mg/kg di glifosate, che entra anche così nella catena alimentare.
Nella produzione di cereali, sia per uso umano che per uso animale, è utilizzato sia come diserbante sia per favorire l'essicazione pre-raccolto. Non meraviglia quindi che il 70% dei prodotti da forno ne contenga tracce, come non meraviglia che siano presenti residui anche nel vino proveniente da colture convenzionali. Nelle acque superficiali e profonde è presente, ove ricercato, rispettivamente nel 90 e nel 30 % dei campioni (sommandolo al suo metabolita, di pari tossicità Ampa).E' presente nella pioggia, nel terreno e il suo tempo di dimezzamento varia da qualche settimana a più di un anno. E' presente, a varie concentrazioni, alcune altissime, nel latte materno di donne in qualche misura esposte e in quasi la metà dei campioni di urine di abitanti di molte città europee, non direttamente esposti.
Stiamo quindi assistendo a una vera e propria alterazione dell'omeostasi ambientale, a una inconsapevole sperimentazione planetaria di una sostanza tossica.
Da una decina di anni ormai insieme alle vendite di glifosate cresce anche il numero di studi scientifici sull’argomento. Negli ultimi anni se si digita su Pub Med ci sono migliaia di lavori (anche se i lavori italiani ancora una volta sono veramente pochi)... 

FONTE: http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/medicina-e-ricerca/2015-06-22/pillole-prevenzione-caso-glifosato-192107.php?uuid=AC5HsqE