giovedì 28 maggio 2015

UNA BELLA RIFLESSIONE DI LOLO...

DOPO UN PO' DI TEMPO DEDICATO PIÙ AI CAMPI CHE AL NOSTRO BLOG.. ECCO UNA RIFLESSIONE DI LOLO SUL COLTIVARE .. buona lettura..

                              
Avevi tutti gli odori dei giardini
seppelliti nei fossi attorno alle case: tu sei, reseda selvaggia, che mi nutri l’amore che cerco, che mi fa sperare. E come l”onda non la puoi più fermare, non puoi chiudere la bocca ai germogli, non serrare le persiane a questo sole, io ti guardo e mi bevo il tuo sorriso, amica del caso, scoperta del cuore che deve colmare la sera.
Rocco Scotellaro
Il 2O14 è stato dichiarato dall’ONU l’anno internazionale dell’agricoltura familiare. Questo 2015 invece è intitolato ad un tema conseguente: la tutela del suolo. Come mai un organismo come l”ONU si interessa a questi argomenti?
Perché ci troviamo di fronte a scelte improcrastinabili, dovute sopratutto al fenomeno del riscaldamento globale, che è ormai conclamato. Questo fenomeno con i suoi eventi meteorologici estremi ha indotto ad un analisi degli scenari futuri su tematiche relative alla produzione di cibo. Questi studi tendono a mettere in discussione l’attuale modello agricolo occidentale basato su un concetto puramente PRODUTTIVO (1).
Questo modello non è RESILIENTE (2) ovvero non ha la capacita di assorbire il colpo (evento estremo) senza rompersi. Questa resilienza puo’ riuscire attraverso il modello agricolo familiare basato su una visione CONSERVATIVA(3) .
Approfondendo questa tematica il punto che più preoccupa è la costante perdita di terreni agricoli e soprattutto la perdita di FERTILITA’ (4) dei suoli dovuta al modello di produzione imperante.
Il riduzionismo NPK (5) associato alla chimica di sintesi e alla pesante meccanizzazione hanno rotto un equilibrio millenario fatto di cura ed amore, di contatto fisico con l’organismo terra verso il quale non dovremmo porci in modo PREPOTENTE “tu terra ti piegherai alle mie esigenze” ma in senso COLLABORATIVO “io mi sento parte integrante della terra” e sta nella ricerca di questa collaborazione l’inevitabile cambio di paradigma, da produttivo a conservativo,che la FAO ritiene improrogabile dando rilievo a questi temi.
La stessa FAO purtroppo non riesce a trasporre la problematica ai livelli politici sottostanti che continuano a perpetuare un sistema di interessi consolidato che elargisce contributi ai soliti settori al di là della loro reale capacità produttiva, drogando i prezzi, e tutelano gli interessi delle multinazionali dell’agrobusiness attraverso tutta una serie di trattati internazionali, tipo i T.R.I.P.S. Del WTO, arrivando all”eccesso degli attuali accordi segreti in fase di attuazione denominati T.T.I.P. In cui, da indiscrezioni, verranno superate a ribasso le varie normative nazionali, anche in campi come salute ed ambiente,annullando di fatto lo stato nazionale.
Caso emblematico della “crisi antropologica” che stiamo vivendo è insito nel tema dell’EXPO di milano “nutrire il pianeta, energia per la vita”. L’antropocentrismo contenuto in questo slogan ci fa capire quanto il genere umano si sia allontanato da un agire collaborativo con la terra, arrogando a se la capacità non solo di nutrire se stesso ma addirittura tutto il pianeta.
Questa breve analisi ci induce ad un quesito, che fare?
Se vogliamo, meditare sul ed agire per; il futuro la ragionevolezza non ci puo’ che portare in una direzione.
PASSARE DALLA PREOCCUPAZIONE ALL’OCCUPAZIONE
— ITERVENIRE SENZA APPARIRE —
— ASTENERSI DAL PROFANARE —
— COOPERARE E PRESERVARE —
— LAVORARE PER CURARE E SPERIMENTARE PER MIGLIORARE —
— OZIARE PER IMPARARE AD OSSERVARE —
— CHINARSI A CONTEMPLARE —
MANTENERE SEMPRE ALTA LA VOGLIA DI CONOSCERE E SMETTERE DI FARE PER ACCUMULARE


Nessun commento:

Posta un commento