martedì 21 aprile 2015

MAIS ANTICHI; al via i campi catalogo

CAMPI CATALOGO DI "MAIS ANTICHI"

Una miriade di "campi catalogo" stanno popolando in modo sempre più consistente sia la provincia di Belluno..che altre zone limitrofe (Primiero, Valsugana, alto vicentino, trevigiano e Carnia..)
"Campi catalogo" che vedono impegnate centinaia di persone sia nella coltivazione che nella catalogazione e raccolta dati inerenti le varie colture di "varietà antiche e riproducibili".
 Una sperimentazione, uno sperimentare totalmente auto finanziato e incentrato sulla partecipazione, sulla diffusione di conoscenze, idee, saperi, pratiche e ovviamente sul no copyright

Dopo il grande successo dei cereali antichi (partiti lo scorso autunno) e dei piselli riproducibili..è giunto ora il momento del MAIS. 

Già molte le sementi affidate sia nella serata tenutasi a Lentiai (in cui l'amico Diego venuto da Marano vicentino per raccontardi la sua grande grande esperienza di coltivatore) che ritirate presso il vivaio biologico il Ruscello a Porcen di Seren del Grappa.
Oltre alle più note varietà locali.. il mais sponcio (rosso e giallo), il
marano bellunese, il Fiorentin, sono state distribuiti anche molti "cinquantini"locali ritrovati in Cadore, Zoldo, Valmorel e Mel

In sperimentazione anche varietà molto note ma non tipiche della nostra zona, come:
bianco perla, spin bianco, rosso di Treviso, rostato di Gandino, Quarantino di Norcia, Cinquantino della val d'aved e dei monti sibillini
Molto apprezzate anche le "moneghe" dalle più note "monegne nere" a quelle gialle, rosse e bianche

Le moneghe sono un tipi di mais ottimo per fare i pop corn

Parlando di Mais è impossibile sfuggire a due aspetti che ci interessano e inquietano non poco. Innanzitutto la questione OGM. Attualmente vige in Italia il divieto di coltivazion del famigerato Mon810 della Monsanto, ma è vitale tenere alta la guardia per prevenire colpi di mano che rischiano di contaminare varietà locali e territori minacciando biodiversità e salute

Ma gli OGM son solo l'ultima degenerazione di una mais coltura intensiva e intrisa di diserbanti e pesticidi. Un "coltivare" che ha smarrito i dettami del buon coltivare, rinunciando alle rotazioni, strumenti indispensabile per conservare (o migliorare) la fertilità del suolo (che in vaste aree della Pianura Padana è scesa a livelli che rasentano la soglia di desertificazione) e
contrastare talune avversità..in primis la diabrotica. 

Per una buona coltivazione del Mais è consigliata una buona letamaione o un sovescio. Indispensabile una coltivazione "biologiche" che ripudia diserbanti e pesticidi
Aspetto da non trascurare la facilità con cui il mais rischia di "incrociarsi". E' pertanto opportuno osservare una certa distanza di coltivazione dal altri campi di mais (circa 250 m) E' anche
possibile   fare una impollinazione manuale o seminare le diverse varietà con tempistiche tali che esse fioriranno in tempi diversi le une dalle altre

Molto interessante la consociazione del 
mais con fagioli e zucche