venerdì 19 dicembre 2014

SALVATA LA BIODIVERSITA' BELLUNESE ?!


L'annata, dal punto di vista meteorologico, non è stata sicuramente delle migliori, ma ciò nonostante, anche quest'anno una buona fetta di “biodiversità bellunese” è stata salvata.. riprodotta, selezionata, conservata e distribuita
Una gran bella soddisfazione per le centinaia di “custodi della biodiversità” che hanno contribuito in maniera determinante al progetto proposto dal gruppo coltivare condividendo e appoggiato da una serie di associazioni e realtà locali e non.(dolomito bio, rete semi rurali, Arche Noah e molte altre)

I custodi della biodiversità sono dei coltivatori, dei piccoli produttori, degli ortolani ed appassionati che hanno accettato di prendersi cura di alcuni semi (donati loro dal gruppo) coltivandoli senza usare la chimica di sintesi e annotando una serie di dati e informazioni utili ad approfondire le conoscenze dalle diverse varietà locali

Ovviamente ogni custode della biodiversità non non è stato abbandonato a se
badane bonorive (borlotti precoci)
stesso ma ha avuto costantemente a disposizione tecnici ed esperti pronti a dargli informazioni relative alla coltivazione e alla selezione del seme. Selezione fatta esclusivamente in campo, individuando le piante più sane e prelevando i semi da destinare alla riproduzione solo da esse. In alcuni casi è stata fatta anche una individuazione e selezioni partecipata, che ha visto la partecipazione di gruppi di custodi che visitavano i rispettivi campi scegliendo e scambiando conoscenze, esperienze e saperi
A farla da padrona sono stati i fagioli, grande patrimonio della biodiversità bellunese. Oltre alle varietà ormai note, per non dire famose come il fagiolo Gialet della valbelluna (vincitore delle fagioliadi 2014), in molti hanno voluto
fagiolo d'oro della val di fielle
sperimentare delle varietà meno conosciute ma comunque molto interessanti o capaci di vivere in situazioni quasi estreme. Tra i fagioli noti sono stati molto apprezzati il fagiolo BONEL di Fonzaso, la Balla Rossa feltrina, il fagiolo dalla riga d'oro (o tòne) e le Monachelle. Varietà sicuramente molto interessanti sia per le loro qualità organolettiche, per la loro resistenza, rusticità e produttività (hanno anche un ottimo mercato vista la notevole richiesta di prodotto)
Meritano di essere citate e sperimentate su più ampia scala anche le “maselete
fagiolo fumolet basso
rosse”, il fagiolo della “bareta”, il “fasol macià”, il fagiolo dell'ostensorio, il “fagiolo del frate”, la “badana bonoriva (un borlotto molto precoce) e, per le zone più montane i rossoni del cadore e i fagioli d'oro della val di fiemme.
Una citazione la meritano anche la tegolina bisbolada o dell'abbondanza (ottima e super produttiva) e i fagioli bassi. In primis il fumolet, ma anche il bianchet, il bonel bas e il fasol de la marina coltivati un tempo ai piedi delle viti in zona Fonzaso. Un enorme patrimonio di biodiversità che tocca e supera le 40 varietà di fagioli tipici bellunesi che pensiamo non valga solo la pena di salvare e riprodurre ma
anche di coltivare e fa conoscere anche ai tanti turisti che spesso cercano la tipicità locale non trovandola che raramente.Oltre ai fagioli il progetto della biodivesità ha coinvolto anche alcune varietà di mais locale (sponcio, marano bellunese, cinquantino del cadore e dello zoldano, il mais fiorentin e le moneghe nere e gialle destinate al pop corn) Mais che spesso è anche stato coltivato in consociazione con alcune varietà di fagioli (gialet e bonel)
Tra le tipicità locali più apprezzate anche la “zucca santa”, alcuni cavoli invernali, le fave, il grano saraceno e diverse varietà di fiori molto usati negli orti tradizionali. (cosmea, calendula, malva ecc..)
Abbiamo anche sperimentato in zona una serie di varietà RIPRODUCIBILI tipiche di altre zone ma molto apprezzate anche nel bellunese in primis i pomodori (un trentina di varietà), ottimi per gusto, resistenza e apprezzati per la loro scalarità nella produzione

Un discorso a parte meritano i cereali e i piselli. Sono oltre 100 i campi catalogo di
cereali antichi, in cui svariate varietà di orzo, segale, grano tenero, monococco, farro, triticale e grano duro hanno già germogliato e stanno crescendo molto bene. Un progetto molto partecipato che sta riscuotendo un notevole successo, interesse e che sta coinvolgendo anche quattro scuole. 
Quattro le varietà di piselli antichi a semina autunnale (Lavadino, Principe Umberto, Biso negro, pisello fava) stanno crescendo bene in una decina di campi catalogo
A questo lavoro di recupero, classificazione, riproduzione, scambio e donazione di sementi antiche, locali e riproducibili, verrà affiancato un attività di formazione. Stiamo già pensando a una serie di incontri e serate GRATUITE aperte a tutti e dedicate alle tecniche di coltivazioni biologiche e alla selezione delle sementi in campo, invitando esperti di notevole spessore E' indispensabile che, non solo le sementi ma anche le conoscenze e i saperi siano sempre più diffuse, condivise e partecipate.

Va inoltre ricordato che il gruppo è aperto a tutti e chiunque può decidere di farviparte senza dovere fare tessere o iscrizioni ma semplicemente partecipando alla costruzione e realizzazione delle varie attività. Invitiamo pertanto tutti coloro che desiderano partecipare a ciò di contattarci dato che da gennaio saranno molte le idee e i progetti che intendiamo mettere in cantiere
Come più volte ricordato siamo disponibili a tenere serate e momenti informativi sulle sementi antiche e sulle tecniche di coltivazione sane e sostenibili GRATUITE per chiunque lo desideri (associazioni, gruppi, realtà...) soprattutto locali
varietà di zucca santa
insalata dolomiti (oggi)

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