mercoledì 31 dicembre 2014

buon 2015..all'insegna della biodiversità

TANTI CARI AUGURI PER UN 2015 ALL'INSEGNA DELLA BIODIVERSITA', DEL COLTIVARE SANO E SOSTENIBILE.. DEL CONDIVIDERE CONOSCENZE, SAPERI.. ESPERIENZE E PRATICHE..
 Auguriamo a tutti un 2015 all'insegna della biodiversità, dell' immenso patrimonio di varietà tipiche e locali, delle sementi RIPRODUCIBILI.
Di un coltivare sano e sostenibile che abbia a cuore la fertilità del suolo la salubrità di ambiente e territorio..ma anche la salute di chi coltiva e chi acquista il cibo prodotto. Auspichiamo una sempre maggior consapevolezza nel ripudiare un agricoltura incentrata su pesticidi, diserbanti, su OGM e super ibridi sterili,  sulla monocoltura intrensiva tesa solo a produrre merce incurante del devastante impatto che ha su ambiente e salute.

Dal canto nostro, come gruppo coltivare condividendo ci prefissiamo di portare avanti i tanti progetti, le iniziative, le idee concretizzate e  costruite assieme a tutti coloro che lo desidereranno.
(il gruppo è ovviamente aperto a tutti!!!)
 Continuando a cercare, selezionare, riprodurre e donare le sementi antiche, locali e riproducibili, a costruire relazioni e condivisione di saperi, conoscenze, esperienze e pratiche in nome di un AGRICOLTURA che è sempre più RELAZIONALE.

Ricordiamo a tutti che siamo sempre  disponibili a tenere serate e momenti informativi sulle sementi antiche e sulle tecniche di coltivazione sane e sostenibili GRATUITE per chiunque lo desideri (associazioni, gruppi, scuole, realtà...) soprattutto locali

BUONA 2015 SANO.. SOSTENIBILE E BIODIVERSTO A TUTTE E TUTTI !!!! 

venerdì 19 dicembre 2014

SALVATA LA BIODIVERSITA' BELLUNESE ?!


L'annata, dal punto di vista meteorologico, non è stata sicuramente delle migliori, ma ciò nonostante, anche quest'anno una buona fetta di “biodiversità bellunese” è stata salvata.. riprodotta, selezionata, conservata e distribuita
Una gran bella soddisfazione per le centinaia di “custodi della biodiversità” che hanno contribuito in maniera determinante al progetto proposto dal gruppo coltivare condividendo e appoggiato da una serie di associazioni e realtà locali e non.(dolomito bio, rete semi rurali, Arche Noah e molte altre)

I custodi della biodiversità sono dei coltivatori, dei piccoli produttori, degli ortolani ed appassionati che hanno accettato di prendersi cura di alcuni semi (donati loro dal gruppo) coltivandoli senza usare la chimica di sintesi e annotando una serie di dati e informazioni utili ad approfondire le conoscenze dalle diverse varietà locali

Ovviamente ogni custode della biodiversità non non è stato abbandonato a se
badane bonorive (borlotti precoci)
stesso ma ha avuto costantemente a disposizione tecnici ed esperti pronti a dargli informazioni relative alla coltivazione e alla selezione del seme. Selezione fatta esclusivamente in campo, individuando le piante più sane e prelevando i semi da destinare alla riproduzione solo da esse. In alcuni casi è stata fatta anche una individuazione e selezioni partecipata, che ha visto la partecipazione di gruppi di custodi che visitavano i rispettivi campi scegliendo e scambiando conoscenze, esperienze e saperi
A farla da padrona sono stati i fagioli, grande patrimonio della biodiversità bellunese. Oltre alle varietà ormai note, per non dire famose come il fagiolo Gialet della valbelluna (vincitore delle fagioliadi 2014), in molti hanno voluto
fagiolo d'oro della val di fielle
sperimentare delle varietà meno conosciute ma comunque molto interessanti o capaci di vivere in situazioni quasi estreme. Tra i fagioli noti sono stati molto apprezzati il fagiolo BONEL di Fonzaso, la Balla Rossa feltrina, il fagiolo dalla riga d'oro (o tòne) e le Monachelle. Varietà sicuramente molto interessanti sia per le loro qualità organolettiche, per la loro resistenza, rusticità e produttività (hanno anche un ottimo mercato vista la notevole richiesta di prodotto)
Meritano di essere citate e sperimentate su più ampia scala anche le “maselete
fagiolo fumolet basso
rosse”, il fagiolo della “bareta”, il “fasol macià”, il fagiolo dell'ostensorio, il “fagiolo del frate”, la “badana bonoriva (un borlotto molto precoce) e, per le zone più montane i rossoni del cadore e i fagioli d'oro della val di fiemme.
Una citazione la meritano anche la tegolina bisbolada o dell'abbondanza (ottima e super produttiva) e i fagioli bassi. In primis il fumolet, ma anche il bianchet, il bonel bas e il fasol de la marina coltivati un tempo ai piedi delle viti in zona Fonzaso. Un enorme patrimonio di biodiversità che tocca e supera le 40 varietà di fagioli tipici bellunesi che pensiamo non valga solo la pena di salvare e riprodurre ma
anche di coltivare e fa conoscere anche ai tanti turisti che spesso cercano la tipicità locale non trovandola che raramente.Oltre ai fagioli il progetto della biodivesità ha coinvolto anche alcune varietà di mais locale (sponcio, marano bellunese, cinquantino del cadore e dello zoldano, il mais fiorentin e le moneghe nere e gialle destinate al pop corn) Mais che spesso è anche stato coltivato in consociazione con alcune varietà di fagioli (gialet e bonel)
Tra le tipicità locali più apprezzate anche la “zucca santa”, alcuni cavoli invernali, le fave, il grano saraceno e diverse varietà di fiori molto usati negli orti tradizionali. (cosmea, calendula, malva ecc..)
Abbiamo anche sperimentato in zona una serie di varietà RIPRODUCIBILI tipiche di altre zone ma molto apprezzate anche nel bellunese in primis i pomodori (un trentina di varietà), ottimi per gusto, resistenza e apprezzati per la loro scalarità nella produzione

Un discorso a parte meritano i cereali e i piselli. Sono oltre 100 i campi catalogo di
cereali antichi, in cui svariate varietà di orzo, segale, grano tenero, monococco, farro, triticale e grano duro hanno già germogliato e stanno crescendo molto bene. Un progetto molto partecipato che sta riscuotendo un notevole successo, interesse e che sta coinvolgendo anche quattro scuole. 
Quattro le varietà di piselli antichi a semina autunnale (Lavadino, Principe Umberto, Biso negro, pisello fava) stanno crescendo bene in una decina di campi catalogo
A questo lavoro di recupero, classificazione, riproduzione, scambio e donazione di sementi antiche, locali e riproducibili, verrà affiancato un attività di formazione. Stiamo già pensando a una serie di incontri e serate GRATUITE aperte a tutti e dedicate alle tecniche di coltivazioni biologiche e alla selezione delle sementi in campo, invitando esperti di notevole spessore E' indispensabile che, non solo le sementi ma anche le conoscenze e i saperi siano sempre più diffuse, condivise e partecipate.

Va inoltre ricordato che il gruppo è aperto a tutti e chiunque può decidere di farviparte senza dovere fare tessere o iscrizioni ma semplicemente partecipando alla costruzione e realizzazione delle varie attività. Invitiamo pertanto tutti coloro che desiderano partecipare a ciò di contattarci dato che da gennaio saranno molte le idee e i progetti che intendiamo mettere in cantiere
Come più volte ricordato siamo disponibili a tenere serate e momenti informativi sulle sementi antiche e sulle tecniche di coltivazione sane e sostenibili GRATUITE per chiunque lo desideri (associazioni, gruppi, realtà...) soprattutto locali
varietà di zucca santa
insalata dolomiti (oggi)

martedì 2 dicembre 2014

Grande successo per CHIAMATA A RACCOLTO 2014


GRANDE SUCCESSO PER CHIAMATA A RACCOLTO


Un grazie di cuore a tutti coloro che partecipando, esponendo, visitando CHIAMATA A RACCOLTO la hanno resa una giornata ricca di belle sensazioni, incontri,
collaborazioni, scambi, donazioni..una giornata per davvero speciale e capace di incarnare il nostro spirito..quello dell'agricoltura relazionale !!!



Diverse migliaia di persone (qualcuno stima 5-6mila) hanno popolato e attraversato il bocciodromo di Feltre (BL), dove anche quest'anno di è svolta CHIAMATA A RACCOLTO, la giornata dedicata alla biodiversità, al coltivare sano e
sostenibile, al costruire assieme ..organizzata dal Gruppo Coltivare Condividendo.


Una trentina gli espositori per lo più “salvatori di semi” provenienti da varie parti d'Italia e dall'estero. Associazioni di caratura nazionale e piccoli gruppi di “scambiatori di semi”hanno riempiti con sementi e piante dai tanti colori e forme uno spazio ormai diventato piccolo per ospitare questo evento. La biodiversità coltivata e spontanea si è mostrata ai tantissimi visitatori giunti a Feltre anche da Sicilia e Piemonte, da Austria e Slovenia per condividere sementi, conoscenze, esperienze e saperi.
alcune bambine pirata

Protagonisti della giornata sono stati senza dubbio i BAMBINI PIRATA che da alcune scuole venete sono giunti con il loro carico di sementi auto prodotte per l'orto, il campo e l'anima



La soddisfazione è davvero grande anche perché, per l'ennesima volta CHIAMATA A RACCOLTO ha dimostrato quale e quanto sia l'interesse per un coltivare e acquistare basata su biodiversità, varietà locali e riproducibili, su biologico..il desiderio di costruire un rapporto stretto e diretto tra produttore e consumatore ma anche per l' auto prodursi un cibo sano e vario. Un qualcosa di assai lontano da un “agricoltura”
intensiva basata su pesticidi, diserbanti, monocultura, OGM (coltivati o somministrati), e scarsa, o nulla, tracciabilità. Una cosidetta “agricoltura”, super finanziata e sostenuta 
(es viticoltura zootecnia “industriale”), spesso indicata come unica soluzione per “sviluppare” il settore e il territorio..ma che in
alcuni "seed vicious"
realtà proprio su territorio e salute ha degli impatti devastanti (impoverimento della sostanza organica del terreno e desertificazione del suolo.. impatto devastanti di pesticidi e diserbanti su salute e ambiente.. escavazioni e movimenti terra..con sospetti smaltimenti..per vigneti e meleti ecc..)



CHIAMATA A RACCOLTO, giornata totalmente auto
finanziata e basata sull'impegno volontario sia dei componenti del gruppo coltivare condividendo ma anche di altre realtà che ci hanno aiutato e sostenuto (magazzini prensili, gruppo natura Lentiai...) ci ha consentito di stringere molti contatti e di avviare collaborazioni, con realtà, gruppi, associazioni, ma anche con molte moltissime persone che desiderano collaborare con noi e diventare “custodi della biodiversità”. Diventare “custode della biodiversità” significa ..PRENDERSI CURA di alcuni SEMI che noi doniamo. Significa affidarli alla terra e coltivarli, senza usare pesticidi e diserbanti chimici. Significa curarli e
selezionarli con metodi antichi e assai efficaci, con la consapevolezza che non si è soli nel farlo, ma si è parte di una rete vastissima di persone che stanno facendo altrettanto. Si può inoltre contare sull'assistenza tecnica non solo del gruppo coltivare condividendo ma anche di una serie di altre associazioni, gruppi, tecnici, esperti di levatura internazionale (rete semi rurali, Arche Noah e molti altri)Prendersi cura di un seme è un gesto apparentemente banale, ma essenziale, per consentire anche alle future
generazioni di disporre di semi RIPRODUCIBILI, vitali, che non necessitano di essere acquistati anno dopo anno. Semi che non sono auto sterili o contaminanti (come i super ibridi, cms e OGM)



A breve organizzeremo una serie di incontri, aperti a tutti, per organizzare assieme dei momenti formativi gratuiti e per pensare si estendere il progetto “campi catalogo” anche a fagioli, piselli e orticole (che si aggiungeranno agli oltre 100 di cereali antichi) Per una sperimentazione, per una ricerca e conoscenza sempre piu' diffusa e partecipata. (chi desidera aderire ci contatti)

PROSSIMO APPUNTAMENTO PER LE SEMENTI RIPRODUCIBILI BELLUNESI ..UN CONCERTO!!!
SALIRANNO SUL PALCO DEL TEATRO BUSNELLI A DUE VILLE INVITATE DAL NOTO CANTAUTORE LUCA BASSANESE (per ulteriori informazioni cliccare qui)
Di seguito un bel video di L. Bassanese e J. Fo contro gli OGM

..ed inoltre alcuni articoli dedicati a CHIAMATA A RACCOLTO
(cliccare sul titolo articolo per leggerlo) 
- Cinque mila visitatori pe run agricoltura no ogm e sostenibile (corriere delle Alpi)  

..e un commento che ci fa particolarmente piacere..
.."Tornando a casa con i miei amici pensavamo che:

E’ stata la più forte realtà di “condivisione del sapere fuori dal mercato”, di cui siamo stati testimoni. Generazioni di esperienza e poi anni di lavoro e di pratica, messi lì, a disposizione di chi abbia voglia o necessità di beneficiarne.

Apertura a ricevere, valorizzare e rimettere in circolo  le esperienze di chi ha lavorato e sperimentato nei campi e negli orti.

Straordinario!

Unici obiettivi, facilmente visibili, erano  la salute della terra, dei consumatori e il piacere di mangiare piatti deliziosi.

Insomma tutta roba che fa parte del bene comune e dunque delle istituzioni che vorremmo,

intese come collettività che partecipa al proprio sviluppo. 


Bravi, bravi e bravi! Un abbraccio