giovedì 10 luglio 2014

UNA TROUPE DI REPORT FA VISITA AL GRUPPO COLTIVARE CONDIVIDENDO


UNA TROUPE DI REPORT FA VISITA AL GRUPPO COLTIVARE CONDIVIDENDO



Cosa centra il Gruppo Coltivare Condividendo con il TTIP?


E' quello che ci siamo chiesti anche noi quando una troupe della famosa trasmissione televisiva “report” ci ha contattato un po' di tempo fa..


Il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America attualmente oggetto di negoziati volutamente segreti) è uno dei quei trattati semi sconosciuti ai più, siglati da burocrati di alto livello, che sembrano tanto lontani dal nostro vivere, ma che in realtà hanno un impatto devastante anche sul nostro quotidiano

Un trattato che, in nome del libero commercio rischia di spalancare le porte a OGM e carne zeppe di ormoni, di concedere poteri enormi alle multinazionali e spazzar via
pratiche e tutele soprattutto in ambito agricolo



La redazione del programma di RAI3 ha individuato nel nostro gruppo un esempio di resistenza attiva a queste (ma anche ad altre) imposizioni calate dall'alto, una resistenza molto pratica, diretta, fatta di piccoli ma significativi gesti



Ci siamo così trovati a raccontare il nostro agire in favore della biodiversità, delle coltivazioni tipiche e locali, delle pratiche di coltivazione sane e sostenibili, ma soprattutto dell' agricoltura relazionale, del costruire assieme, della
conoscenza e delle pratiche diffuse e partecipate. Ci siamo soffermati molto sulla questione “sementi antiche e locali”, sulle sementi riproducibili, che è vitali siano “libere” e mai soggette a brevetti o limitazioni di legge. Che è fondamentale coltivarle e diffonderle assieme alla conoscenza sul come riprodurle in modo corretto. E' folle che ci sia qualcuno che vende o utilizza fagioli destinati all'alimentazione per essere seminati


Vagando tra l'orto biodiverso di Johannes ad Arson e il campo catalogo (con 25 varietà di cereali) di Colfranco, tra il vivaio biologico di Porcen e l'agriturismo in Valle di Seren abbiamo mostrato la mostra delle sementi antiche bellunesi (che ha ormai superato le 150 varietà) e le piantine figlie di quei semi che stanno crescendo in centinaia di orti e campi



Alla troupe di Report abbiamo ribadito con forza che l' enorme potenzialità di questa nostra Terra è rappresentata in primis dalla enorme biodiversità coltivata (inesistente altrove, spazzata via dalle monoculture intensive).

Una miriade di varietà di fagioli, mais, cereali, ortaggi, frutta.. tipiche della nostra zona, introvabili altrove e capaci di rendere unici manù e pietanze

Piante che si sono adattate a clima e territorio ottime per un coltivare sano, sostenibile, biologico.

Molto importante anche un altra tipicità della nostra zona..il “coltivare diffuso”


Un agricoltura molto legata all'auto produzione, caratterizzata da moltissime piccole aziende famigliari, le vere salvatrici della biodiversità e capaci di tutelare il territorio (cosa che non fanno le grandi aziende pervase dal dogma del “massimo profitto e della massima resa)

Queste due grandi ricchezze della nostra Terra sono pero' assai poco aiutate da una politica agricola che privilegia soprattutto viticoltura chimica e zootecnia. Che incentiva la singola azienda, il singolo individuo e poco il coltivare collettivo

Siamo convinti che sarebbe molto più utile, per la nostra agricoltura che invece di riempire di contributi vigneti di prosecco e non (spesso collocati in posti improbabili) si incentivassero acquisti collettivi di mezzi meccanici (trebbie, selezionatrici ottiche ecc..), a uso collettivo, utili per abbattere tempi e costi di produzione

Lo affermiamo noi che, come gruppo non abbiamo mai chiesto né cercato finanziamenti e contributi pur avendo organizzato eventi e progetti che hanno avuto un notevole riscontro

(più di tanti altri super finanziati e sponsorizzati)



Ma tornando alla domanda iniziale.. cosa centra il Gruppo Coltivare Condividendo con il TTIP?

Forse nulla o forse è uno dei tanti esempi di come i cittadini, i contadini, chi ama la propria Terra.. riesce a auto organizzarsi e, relazionandosi con altre persone a costruire percorsi e progetti che tutelano e salvaguardano, che difendono e diffondono gli elementi essenziali della vita, l' essenza del vivere.. la biodiversità, la terra, l'acqua.. le relazioni..


Persone che con pochi mezzi, ma con tanta passione e amore..mai da soli..ma uniti ad altre persone.. lottano in contrapposizione all'enorme potere delle multinazionali che condizionano pesantemente le scelte politiche e i trattati.. che insidiano la sovranità alimentare,,

Persone che non si piegheranno mai alla cecità di leggi e norme, sentenze e direttive



pensiamo spesso ai nostri vecchi..che durante la prima guerra mondiale preferivano morire di fame che mangiare i semi..o ai nostri emigranti che in Brasile o Argentina si portavano poche cose ma non abbandonavano i loro preziosi semi..

..chi controlla i semi controlla il cibo.. controlla il mondo..

ma.. potranno fare tutte le leggi del mondo..i “nostri” semi..loro.. non li controlleranno mai..

4 commenti:

  1. Allora attenti che fra poco arriverà la CIA....
    Grande TIZ

    RispondiElimina
  2. Bellissimo articolo! Alla fine siete i più attivi ed efficaci

    RispondiElimina