mercoledì 5 marzo 2014

FERMIAMO IL REGOLAMENTO SUI SEMI !!!


..la notizia e' proprio di queste ore... IL PARLAMENTO EUROPEO HA BOCCIATO LA PROPOSTADELLA COMMISSIONE EUROPEA CHE VOLEVA VIETARE IL LIBERO SCAMBIO E IL COMMERCIO DI  SEMI TRA PICCOLI PRODUTTORI!!!
bocciato la proposta sul materiale riproduttivo vegetale della Commissione europea che voleva vietare il libero scambio e commercio di semi tra piccoli produttori. - See more at: http://www.andreazanoni.it/it/news/comunicati-stampa/il-parlamento-europeo-difende-le-sementi-europee-contro-le-multinazionali-dell-agricoltura.html#sthash.BaC0KE8R.dpuf
bocciato la proposta sul materiale riproduttivo vegetale della Commissione europea che voleva vietare il libero scambio e commercio di semi tra piccoli produttori. - See more at: http://www.andreazanoni.it/it/news/comunicati-stampa/il-parlamento-europeo-difende-le-sementi-europee-contro-le-multinazionali-dell-agricoltura.html#sthash.BaC0KE8R.dpuf
bocciato la proposta sul materiale riproduttivo vegetale della Commissione europea che voleva vietare il libero scambio e commercio di semi tra piccoli produttori. - See more at: http://www.andreazanoni.it/it/news/comunicati-stampa/il-parlamento-europeo-difende-le-sementi-europee-contro-le-multinazionali-dell-agricoltura.html#sthash.BaC0KE8R.dpuf


I SEMI TIPICI BELLUNESI PARTONO PER BRUXELLES


Il fagiolo Bonel di Fonzaso, il Gialet della valbelluna, la zucca santa e il Mais Sponcio.. quattro eccellenze della biodiversità bellunese.. partono per Bruxelles


Sono infatti le sementi di queste quattro varietà tipiche bellunesi e rappresentare il nostro territorio in quella che si prospetta essere una delle più massicce e originali proteste a livello europeo


In questi giorni una miriade di gruppi, associazioni, realtà e singoli cittadini europei stanno inviando al Parlamento e alla Commissione della Comunità Europea migliaia di semi in segno di protesta contro la paventata approvazione del regolamento sui semi Così come è stata concepita la nuova normativa intende sostituire 12 direttive europee introducendo ulteriori limiti alla circolazione dei semi e un catastrofico livellamento delle varietà delle sementi. Un freno insomma al libero scambio tra contadini che contraddistingue l’attività dell’uomo da quando da raccoglitore è diventato coltivatore. Con buona pace delle varietà antiche, rare e locali, espressione di biodiversità indispensabili per una sicura sovranità alimentare.
Le nuove barriere burocratiche ed economiche renderanno la vita affatto semplice per chi pratica e porta avanti un tipo di agricoltura tradizionale, di piccola scala, attenta all’ambiente. Stiamo rinunciando insomma a tutta quella varietà che non rientra nei canoni stabiliti dall’Unione, senza tenere assolutamente in considerazione che «l’uniformità dei sistemi produttivi che gli uomini allestiscono e rendono industriali non è adatta all’esistenza in natura.



Ovviamente il gruppo coltivare condividendo si oppone a tutto cio' e ha deciso di rispondere all'appello lanciato dalle principali associazioni di “salvatori di sementi e della biodiversità” europee (in primis gli amici austriaci di Arche Noah - cliccare qui per vedere la pagina dedicata alla questione nel sito dell'associazione austriaca)

Invitiamo pertanto tutti, associazioni e singoli cittadini di partecipare a questa iniziativa inviando qualche semente tipica e locale, al presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz e al commissario Tonio Borg accompagnate da un appello a bloccare immediatamente questo regolamento che minaccia la biodiversità locale coltivata
Di seguito un fax simile di busta con allegato il testo da inviare a:
Bitte senden Sie Ihre Säckchen an:

BERL 11/112

Dr. Tonio Borg

European Commission

Rue de la Loi 200

BE-1049 Bruxelles

Europäisches Parlament,

Martin Schulz, PHS 09B012, 
Rue Wiertz 60, 1047 Bruxelles, BELGIEN“


 Siamo sempre più allarmati dalla piega che sta prendendo la politica europea in ambito agricolo. Una politica che tende sempre più a favorire le grosse multinazionali, l'agroindustria e a penalizzare i piccoli coltivatori

Siamo convinti che siamo in una fase davvero cruciale. Un momento in cui dovremo scegliere tra due modelli non solo agricoli ma di stile di vita. Da un lato l'agricoltura tradizionale, basata sulla biodiversità, sulla sostenibilità, sulle coltivazioni tipiche e locali, spesso familiari, sulle filiere di fiducia e la tracciabilità, su produzioni legate e che identificano un territorio (quindi un coltivare legato al turismo). Dall'altro un modello che ha perso i connotati di agricoltura e si avvicina sempre piu' a una concezione industriale del coltivare, quindi monocultura intensiva, piena di concimi chimici, diserbanti, pesticidi, che “sfrutta la terra” (incurante della fertilità del suolo e dell'impatto ambientale). Mai nessuna rotazione e unico obiettivo “il massimo profitto e la massima resa” (incuranti di salubrità, sostenibilità e tipicità) Un coltivare non più tipico ma globalizzato, uguale in tutto il mondo e che ha come sua ultima degenerazione gli OGM e i gli ibridi CMS


E' ora di far sentire la nostra voce, di dire basta a queste imposizioni dall'alto che scontentano la stragrande maggioranza dei coltivatori e dei “consumatori”, che mettono a repentaglio salute, ambiente, tipicità in nome del profitto di pochi


Invitiamo pertanto tutti a partecipare a questa iniziativa ma anche a chiedere a viva voce,



ZERO OGM - SI BIODIVERSITA'- CIBO SANO PER TUTTI



Cercando, tutti assieme, di squarciare l'inquietante silenzio (di politici, ministri, giornali, tv e media) che avvolge questioni cruciali come quelle dell'alimentazione, del coltivare, e soprattutto dell'imminente rischio di contaminazione da OGM che minaccia anche il nostro Paese

COME ABBIAMO SCRITTO A INIZIO POST POCO FA IL PARLAMENTO EUROPEO HA BOCCIATO LA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE:
PER LEGGERE UN ARTICOLO CHIARIFICATORE CLICCARE QUI   

GRAZIE A TUTTE E TUTTI COLORI CHE HANNO CONTRIBUITO A VINCERE QUESTA BATTAGLIA.. CERTO C' E' DA RESTARE VIGILI E GUARDINGHI IN QUANTO:
"Dopo la bocciatura della proposta della Commissione, la rappresentante dell'Esecutivo comunitario presente in Aula a Strasburgo ha palesato la volontà di non ritirare la proposta e quindi di non presentarne una nuova. Per questo i deputati hanno votato ed approvato (511 favorevoli, 136 contrari e 16 astenuti) una risoluzione legislativa che ha chiesto la conclusione della prima lettura (passaggio del processo legislativo) per portare la questione in Consiglio Ue.
I 28 ministri dell'Agricoltura dovranno adesso decidere se approvare il rigetto della normativa, il che porterebbe alla conclusione del processo legislativo, oppure modificare il testo originale della Commissione e avviare i negoziati propedeutici alla seconda lettura.
Quello che è sicuro è che sarà un'altra Commissione e un altro parlamento europeo a proseguire il dossier viste le imminenti elezioni europee di maggio e il successivo rinnovo del gabinetto dei Commissari Ue. 

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