mercoledì 26 marzo 2014

2014 ANNO INTERNAZIONALE DELL' AGRICOLTURA FAMIGLIARE

2014 ANNO INTERNAZIONALE DELL'AGRICOLTURA FAMIGLIARE


Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2014 .. anno internazionale “dell'agricoltura famigliare” Riconoscendo ad essa un ruolo centrale, fondamentale nella produzione di cibo e nello “sfamare il mondo”

Un agricoltura, un coltivare per lo più teso all' auto produzione, all' auto sostentamento, incentrato su biodiversità e salubrità. Chi coltiva per produrre il proprio cibo ben difficilmente “lo avvelena” e cerca anche di nutrirsi in modo vario e stagionale



...Le piccole e medie aziende contadine sono la spina dorsale economica e sociale dell'agricoltura europea, la più potente a livello mondiale, dove in media le aziende agricole sono di 14 ettari e oltre il 69% delle aziende agricole coltivano meno di 5 ettari e solo il 2,7% ha più di 100 ettari.
Imperniate sulle capacità e sull'intensità del lavoro - non sul capitale - adattate all'infinita diversità delle condizioni naturali, sociali ed economiche, queste strutture produttive garantiscono la sicurezza e la diversità alimentare ai cittadini europei, e sono un modello di sostenibilità sociale, economica ed ecologica.
Questa è un'agricoltura per vivere, non una attività speculativa..” (tratto da uno scritto molto bello di via Campesina..per leggerlo cliccare qui)

Un coltivare quindi finalizzato al produrre CIBO (vario e sano) e non un attività speculativa o dedita alla produzione di MERCE, come spesso lo è l'agricoltura intensiva zeppa di pesticidi, di OGM e incurante di salubrità e fertilità del suolo



Va inoltre sottolineato che:
"Le piccole aziende che preservano la biodiversità producono più cibo rispetto alle grandi realtà agricole. E’ una realtà che l’associazione indiana Navdanya conosce da molto tempo. I piccoli coltivatori ottengono maggiori risultati perché dedicano maggiore attenzione al suolo, alla qualità di vita delle piante e degli animali, intensificando in questo modo la biodiversità senza ricorrere ai prodotti chimici. Di fatto, nonostante tutti i sussidi che vengono dati alle grandi aziende e gli incentivi all’agricoltura industriale, il 72% del cibo mondiale viene prodotto da piccole realtà. A queste si devono aggiungere poi gli orti domestici e urbani.
A dirlo non sono solo gli attivisti come Vandana Shiva ma anche la Rivista di Commercio e Ambiente elaborata durante la Conferenza sul Commercio e lo Sviluppo promossa dall’Onu nel 2013: la sicurezza alimentare necessaria in un periodo di cambi climatici non può essere garantita dall’agricoltura industriale e dalle monocolture che anzi stanno causando enormi danni all’ambiente.Il report continua dicendo che l’agricoltura deve spostarsi verso modelli che stimolano la ricchezza di varietà coltivate, verso un impiego sempre più ridotto di sostanze chimiche, e produzione e consumo rivolti all’ambito locale. In Kenya ad esempio è stato lanciato un progetto che ha coinvolto 1.000 contadini, con appezzamenti di circa 2 ettari, la cui produzione è quasi raddoppiata grazie alla conversione ad una produzione biologica.

Ovviamente non possiamo non chiederci come si possa stimolare, incentivare, favorire l'agricoltura familiare se anno dopo anno, le politiche messe in atto in Europa (dalla legge sul controllo dei semi al vole imporre le coltivazioni OGM) sono pensate e applicate per farla sparire, in nome di una pseudo modernità e di concetti cardine della politica agricola della CE quali “il massimo profitto e la massima resa”



Crediamo sia invece indispensabile attuare una serie di iniziative che stimolino l' agricoltura familiare e l' auto
produzione.

Iniziando dall' accesso alla terra grazie a un assegnazione dei terreni pubblici e demaniali non ai soliti (e super finanziati) mega imprenditori agricoli dediti alla monocultura spesso inquinante (alla produzione di MERCE) ma ai piccoli coltivatori (magari biologico), alle famiglie, ai giovani, di nuovi agricoltori, giovani ma anche di persone provenienti da altri settori economici in crisi che non offrono loro un futuro.



Indispensabile che le sementi siano patrimonio di tutti, e che si smetta di pensare a leggi, regolamenti che ne limitino la circolazione o favoriscano le multinazionali sementiere (in 5 controllano il 70% del mercato delle sementi). E' molto importante recuperare, riprodurre e far circolare liberamente le cosidette “sementi antiche, locali, tradizionali”, le sementi riproducibili che nei decenni, nei secoli si sono adattate a climi e terreni, ideali per le coltivazioni famigliari sane e sostenibili, per una corretta alimentazione.


Ovviamente tutto ciò è incompatibile con i famigerati OGM che multinazionali e Europa vorrebbero imporci (in primis per la questione contaminazione) e quindi chiediamo il definitivo bando dei semi franckenstein


Pensiamo inoltre che i regolamenti in materia di igiene, di produzione, conservazione, trasformazione e vendita devono essere adattati alle realtà dell'agricoltura famigliare. Magari con la creazione di una figura giuridica ad hoc



Crediamo sia importante chiedere, rivendicare tutto cio', chiedendolo a viva voce alla Politica. Ma che è altresì vitale la creazione di una forte rete auto organizzata dal basso, anche per la diffusione, condivisione di conoscenze, saperi, pratiche, sementi e mezzi tecnici. Un agricoltura famigliare che diventa agricoltura relazionale


Noi, come Gruppo Coltivare Condividendo è da diversi anni che cerchiamo di realizzare e costruire ciò senza mai chiedere contributi pubblici o elargizioni. Abbiamo organizzato 8e organizzeremo) mostre e scambio di sementi, momenti di approfondimento tecnico e giornate di costruzione condivisa di orti e campi (dimostrando l'importanza di tecniche di coltivazione che ci consentono di coltivare a costo zero)

Chiunque può partecipare a questo nostro percorso, magari diventando CUSTODE DELLA BIODIVERSITA' prendendosi cura di un seme “antico” o di una piantina che coltiverà con cura e dedizione. Avendo poi l'impegno di restituirci o di donare a un altro custode le sementi ottenute da quella essenza.



..la terra che coltiviamo non è nostra.. ce l'hanno consegnata i nostri padri col compito di averne cura.. di non inquinarla e avvelenarla.. di aumentarne la fertilità.. prima di consegnarla ai nostri figli...

(.. ampie zone della Pianura Padana in cui si coltiva mais chimici e intensivo..senza rotazione..da decenni è a rischio desertificazione dato che la sostanza organica è scesa sotto all' 1%)

semi non sono dei Governi.. non appartengono alle multinazionali .. i semi non sono nemmeno dei contadini.. i semi sono dei BAMBINI...
 venerdì 28 marzo saremo  saremo a MILANO
in Fiera a "fa la cosa giusta"
dalle ore 12,30 - 13,30 piazza "mangia come parli"
parleremo di "agricoltura familiare"

giovedì 13 marzo 2014

LA VITA NON E' UN GIOCO D' AZZARDO.. NON LASCIAMOLI GIOCARE CON LA VITA


LA VITA NON E' UN GIOCOD'AZZARDO
NON LASCIAMOLI GIOCARE CON LA VITA!

 Alla base della vita degli esseri eterotrofi, quali siamo, c’è l’aria. Pochi minuti senz’aria e si muore, poi viene l’acqua: pochi giorni senz’acqua e si muore. Terzo fattore determinante per la nostra vita di esseri eterotrofi è il cibo: alcune decine di giorni senza e si muore. Si muore e ci si ammala anche se uno o più di questi elementi è contaminato, avvelenato. Questi tre fattori dovrebbero avere una valenza assoluta essere cioè considerati un bene certo, egualitario, non discutibile, un BENE COMUNE.

Nel mondo attuale, nonostante l’incipienza di tecnologie e comunicazione, in alcune zone del pianeta si muore ancora di sete e di fame e paradossalmente in altre parti del mondo si muore per un eccessivo consumo di cibo. Si riesce a mettere in comunicazione ogni angolo del pianeta in tempo reale ma non si “vuole” distribuire elementi vitali come acqua e cibo in maniera equa.

Soprattutto non si riesce a determinare un modello produttivo agricolo che permetta ai popoli di nutrirsi in autosufficienza (SOVRANITÀ ALIMENTARE). Circa l’80% delle coltivazioni mondiali è sfruttato per produzioni industriali destinate principalmente all’allevamento (zootecnia). Questo squilibrio è strettamente legato a una dieta iperproteica che è sempre più spinta nelle società industrializzate, ad esempio il consumo di carne in Germania supera gli 80 kg pro-capite annui !!!

Uno scompenso che è reso possibile da più fattori: il primo è l’assistenzialismo statale (CONTRIBUTI) che caratterizza l’agricoltura negli stati occidentali. Questo assistenzialismo crea una sperequazione a livello mondiale nella determinazione dei prezzi dei prodotti agricoli. Per assurdo un kg di carne di pollo può costare meno di un 1 kg di zucchine.

Il secondo fattore è l’ipersfruttamento dei suoli che avviene con il modello di produzione intensiva basato sulla monocultura. Si pratica la coltivazione di pochissime specie, generalmente sono ibride o OGM supportate da un massiccio uso di input chimici. Negli ultimi vent’anni l’uso di concimi chimici minerali è aumentato di 8 volte mentre le rese sono aumentate solo del 2%. Tutto ciò a scapito della fertilità dei suoli e della biodiversità. In Pianura Padana la quantità di humus o parte fertile è scesa dal 2,5% allo 0.8%. Sotto l’1% si è a rischio desertificazione!

Un altro, e non ultimo per importanza, elemento determinante è legato al fenomeno della globalizzazione che ha prodotto una nuova forma di colonialismo da parte di stati capitalisti, soprattutto in Africa ed in America Latina, dove assistiamo
all’accaparramento delle terre (land grabbing) da parte del capitale mondiale, in Africa un ettaro di terra può valere anche solo un euro. Queste terre “espropriate” ai contadini vengono completamente disboscate e avviate alla produzione speculativa completamente destinata all’esportazione. Questo permette alla parte del mondo più consumista di avere derrate per sostenere la zootecnia e determina l’impoverimento di chi povero lo è già. Nel momento in cui si passa da un’agricoltura di sussistenza a un’agricoltura di produzione speculativa avviene la perdita di biodiversità dovuta all’abbandono di migliaia di specie tradizionali in favore delle monoculture.

Di queste problematiche sono ben consce istituzioni mondiali quali ONU e FAO che da anni lanciano segnali di allarme contrastati purtroppo da organizzazioni come il WTO che con la falsa giustificazione del libero-mercato impone sempre più questo modello speculativo che arricchisce i soliti noti (multinazionali) e affama i popoli dei paesi impoveriti.

Un problema cruciale è il libero accesso ai semi. Il seme è, assieme all’acqua e al suolo, parte fondamentale nella produzione agricola, ed è proprio sul controllo del seme che si sta GIOCANDO D’AZZARDO!

Prima, con l’imposizione di poche specie ibride, quindi non replicabili dal coltivatore (rivoluzione verde) ora, con quello che potremmo definire l’hybris transgenico (OGM) cioè piante che non solo non sono generalmente replicabili (tecnologie terminator) ma che contengono al loro interno una proteina identificabile (marcatore) e riconoscibile che consente alle multinazionali brevettartici del seme di rivendicarne la proprietà assoluta. In questo modo i marcatori permettono alle multinazionali proprietarie del brevetto di intentare cause anche in caso di contaminazione a colture convenzionali confinanti attraverso il polline di piante transgeniche rivendicandone i diritti (royalities – caso Monsanto Canola). Quindi non solo si è permesso di brevettare la vita ma si è anche tutelato chi con l’OGM contamina gli altri tutto questo a difesa di una tecnologia fortemente discutibile e pericolosa.

L’azzardo che avviene attraverso l’immissione forzata di geni di una specie in un’altra specie dà origine ad un prodotto transgenico, non riscontrabile in natura. È una forzatura i cui effetti secondari non sono ancora ben definiti ma che è stata ideata, voluta sicuramente per la creazione di un monopolio.
Anche a livello europeo, dopo l’introduzione del registro sementifero, si è messo fuori legge chi commercializza semi non iscritti al registro (sentenza Kokopelli). Per assurdo invece chi coltiva OGM viene tutelato e difeso dalle forze dell’ordine nonostante la proibizione della coltivazione (caso Fidenato che a Vivaro –PN- ha coltivato e raccolto nel 2013 per la prima volta in Italia il mais MON 810 della Monsanto). Come se non bastasse la commissione europea ha proposto una direttiva nella quale si persegue non solo chi commercializza ma addirittura chi scambia o dona questi semi non iscrivibili per le loro caratteristiche al suddetto registro. In sostanza si mettono fuori legge specie e varietà coltivate da sempre e inserite in una tradizione e si ammette invece la coltivazione di OGM di cui praticamente non si sa niente.

Ci propongono la tecnologia transgenica come risolutrice della fame nel mondo quando avviene l’esatto contrario e non si affrontano con la dovuta serietà quelle scelte che potrebbero garantire
CIBO SANO PER TUTTI.

Per capovolgere questa situazione alcuni punti sono incontestabili e improcrastinabili:

PORRE FINE ALLA CULTURA DELLO SPRECO:

Nei paesi industrializzati circa il 60% del cibo utilizzato si spreca nelle varie fasi della filiera alimentare: produzione–commercializzazione-consumo.



RIVEDERE LA NOSTRA DIETA E IL NOSTRO STILE DI VITA:

Nella zootecnia, che è al vertice della scala alimentare, vengono utilizzate da 5 a 10 proteine vegetali (cereali) per la produzione di 1 sola proteina animale. Quindi una riduzione del consumo di proteine animali aumenterebbe notevolmente la quantità di cibo disponibile. Inoltre la zootecnia è responsabile del 15/20% delle emissioni di gas ad effetto serra.

FAVORIRE QUELLE PRODUZIONI CHE GUARDANO AD UN CONCETTO DI AGRICOLTURA DI CONSERVAZIONE: Considerando che gli input utilizzati nell’agricoltura chimico-intensiva sono di origine non rinnovabile (fonti fossili) in futuro non più disponibili e che di fatto la stessa agricoltura ha sfruttato la fertilità del suolo costituita nei millenni, non possiamo che guardare a quelle forme di produzione che mettono come prioritario il mantenimento o l’aumento della fertilità del suolo nel loro modello produttivo. Ed è a questo dovrebbe guardare la ricerca!

PRATICARE L’AGRICOLTURA FAMILIARE:

Il 2014 è stato dichiarato l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare (FAO), questo modello –detto anche di sussistenza- è il più adatto al mantenimento di
una biodiversità coltivata e non. E favorisce la creazione di biotipi, particolari nicchie per una rinascita ecologica del sistema terra.

Si è qui cercato di dare il quadro di una situazione illimitatamente complessa, fatta di leggi, direttive, accordi nazionali ed internazionali; ma fatta anche di manipolazione dell’informazione che attraverso la banalizzazione ci fa credere tutto bello e possibile. Di fatto ci troviamo a vivere uno stato di sudditanza nei confronti delle multinazionali che vorrebbero monopolizzare la vita sul pianeta solamente per perseguire la perversione dell’ ACCUMULO INFINITO.



PER UN MONDO LIBERO

LIBERI COLTIVATORI

E LIBERI CONSUMATORI

Per approfondimenti:


http://www.navdanyainternational.it/attachments/article/245/SEME.pdf “La Legge del Seme” documento redatto da un gruppo di lavoro composto da avvocati e scienziati, maggiori esperti nei loro rispettivi campi, e membri della Commissione Internazionale sul Futuro del Cibo e dell’Agricoltura che si è tenuto a Navdanya International a Firenze nel mese di febbraio 2013.

mercoledì 5 marzo 2014

FERMIAMO IL REGOLAMENTO SUI SEMI !!!


..la notizia e' proprio di queste ore... IL PARLAMENTO EUROPEO HA BOCCIATO LA PROPOSTADELLA COMMISSIONE EUROPEA CHE VOLEVA VIETARE IL LIBERO SCAMBIO E IL COMMERCIO DI  SEMI TRA PICCOLI PRODUTTORI!!!
bocciato la proposta sul materiale riproduttivo vegetale della Commissione europea che voleva vietare il libero scambio e commercio di semi tra piccoli produttori. - See more at: http://www.andreazanoni.it/it/news/comunicati-stampa/il-parlamento-europeo-difende-le-sementi-europee-contro-le-multinazionali-dell-agricoltura.html#sthash.BaC0KE8R.dpuf
bocciato la proposta sul materiale riproduttivo vegetale della Commissione europea che voleva vietare il libero scambio e commercio di semi tra piccoli produttori. - See more at: http://www.andreazanoni.it/it/news/comunicati-stampa/il-parlamento-europeo-difende-le-sementi-europee-contro-le-multinazionali-dell-agricoltura.html#sthash.BaC0KE8R.dpuf
bocciato la proposta sul materiale riproduttivo vegetale della Commissione europea che voleva vietare il libero scambio e commercio di semi tra piccoli produttori. - See more at: http://www.andreazanoni.it/it/news/comunicati-stampa/il-parlamento-europeo-difende-le-sementi-europee-contro-le-multinazionali-dell-agricoltura.html#sthash.BaC0KE8R.dpuf


I SEMI TIPICI BELLUNESI PARTONO PER BRUXELLES


Il fagiolo Bonel di Fonzaso, il Gialet della valbelluna, la zucca santa e il Mais Sponcio.. quattro eccellenze della biodiversità bellunese.. partono per Bruxelles


Sono infatti le sementi di queste quattro varietà tipiche bellunesi e rappresentare il nostro territorio in quella che si prospetta essere una delle più massicce e originali proteste a livello europeo


In questi giorni una miriade di gruppi, associazioni, realtà e singoli cittadini europei stanno inviando al Parlamento e alla Commissione della Comunità Europea migliaia di semi in segno di protesta contro la paventata approvazione del regolamento sui semi Così come è stata concepita la nuova normativa intende sostituire 12 direttive europee introducendo ulteriori limiti alla circolazione dei semi e un catastrofico livellamento delle varietà delle sementi. Un freno insomma al libero scambio tra contadini che contraddistingue l’attività dell’uomo da quando da raccoglitore è diventato coltivatore. Con buona pace delle varietà antiche, rare e locali, espressione di biodiversità indispensabili per una sicura sovranità alimentare.
Le nuove barriere burocratiche ed economiche renderanno la vita affatto semplice per chi pratica e porta avanti un tipo di agricoltura tradizionale, di piccola scala, attenta all’ambiente. Stiamo rinunciando insomma a tutta quella varietà che non rientra nei canoni stabiliti dall’Unione, senza tenere assolutamente in considerazione che «l’uniformità dei sistemi produttivi che gli uomini allestiscono e rendono industriali non è adatta all’esistenza in natura.



Ovviamente il gruppo coltivare condividendo si oppone a tutto cio' e ha deciso di rispondere all'appello lanciato dalle principali associazioni di “salvatori di sementi e della biodiversità” europee (in primis gli amici austriaci di Arche Noah - cliccare qui per vedere la pagina dedicata alla questione nel sito dell'associazione austriaca)

Invitiamo pertanto tutti, associazioni e singoli cittadini di partecipare a questa iniziativa inviando qualche semente tipica e locale, al presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz e al commissario Tonio Borg accompagnate da un appello a bloccare immediatamente questo regolamento che minaccia la biodiversità locale coltivata
Di seguito un fax simile di busta con allegato il testo da inviare a:
Bitte senden Sie Ihre Säckchen an:

BERL 11/112

Dr. Tonio Borg

European Commission

Rue de la Loi 200

BE-1049 Bruxelles

Europäisches Parlament,

Martin Schulz, PHS 09B012, 
Rue Wiertz 60, 1047 Bruxelles, BELGIEN“


 Siamo sempre più allarmati dalla piega che sta prendendo la politica europea in ambito agricolo. Una politica che tende sempre più a favorire le grosse multinazionali, l'agroindustria e a penalizzare i piccoli coltivatori

Siamo convinti che siamo in una fase davvero cruciale. Un momento in cui dovremo scegliere tra due modelli non solo agricoli ma di stile di vita. Da un lato l'agricoltura tradizionale, basata sulla biodiversità, sulla sostenibilità, sulle coltivazioni tipiche e locali, spesso familiari, sulle filiere di fiducia e la tracciabilità, su produzioni legate e che identificano un territorio (quindi un coltivare legato al turismo). Dall'altro un modello che ha perso i connotati di agricoltura e si avvicina sempre piu' a una concezione industriale del coltivare, quindi monocultura intensiva, piena di concimi chimici, diserbanti, pesticidi, che “sfrutta la terra” (incurante della fertilità del suolo e dell'impatto ambientale). Mai nessuna rotazione e unico obiettivo “il massimo profitto e la massima resa” (incuranti di salubrità, sostenibilità e tipicità) Un coltivare non più tipico ma globalizzato, uguale in tutto il mondo e che ha come sua ultima degenerazione gli OGM e i gli ibridi CMS


E' ora di far sentire la nostra voce, di dire basta a queste imposizioni dall'alto che scontentano la stragrande maggioranza dei coltivatori e dei “consumatori”, che mettono a repentaglio salute, ambiente, tipicità in nome del profitto di pochi


Invitiamo pertanto tutti a partecipare a questa iniziativa ma anche a chiedere a viva voce,



ZERO OGM - SI BIODIVERSITA'- CIBO SANO PER TUTTI



Cercando, tutti assieme, di squarciare l'inquietante silenzio (di politici, ministri, giornali, tv e media) che avvolge questioni cruciali come quelle dell'alimentazione, del coltivare, e soprattutto dell'imminente rischio di contaminazione da OGM che minaccia anche il nostro Paese

COME ABBIAMO SCRITTO A INIZIO POST POCO FA IL PARLAMENTO EUROPEO HA BOCCIATO LA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE:
PER LEGGERE UN ARTICOLO CHIARIFICATORE CLICCARE QUI   

GRAZIE A TUTTE E TUTTI COLORI CHE HANNO CONTRIBUITO A VINCERE QUESTA BATTAGLIA.. CERTO C' E' DA RESTARE VIGILI E GUARDINGHI IN QUANTO:
"Dopo la bocciatura della proposta della Commissione, la rappresentante dell'Esecutivo comunitario presente in Aula a Strasburgo ha palesato la volontà di non ritirare la proposta e quindi di non presentarne una nuova. Per questo i deputati hanno votato ed approvato (511 favorevoli, 136 contrari e 16 astenuti) una risoluzione legislativa che ha chiesto la conclusione della prima lettura (passaggio del processo legislativo) per portare la questione in Consiglio Ue.
I 28 ministri dell'Agricoltura dovranno adesso decidere se approvare il rigetto della normativa, il che porterebbe alla conclusione del processo legislativo, oppure modificare il testo originale della Commissione e avviare i negoziati propedeutici alla seconda lettura.
Quello che è sicuro è che sarà un'altra Commissione e un altro parlamento europeo a proseguire il dossier viste le imminenti elezioni europee di maggio e il successivo rinnovo del gabinetto dei Commissari Ue.