venerdì 13 settembre 2013

fagioli antichi.. biodiversità.. salubrità..


Questo 2013 è sicuramente un anno..da fagioli!”

Una frase detta con soddisfazione dai tanti coltivatori e auto produttori di fagioli della valbelluna, che stanno partecipando al progetto “custodi della biodiversità” promosso del Gruppo Coltivare Condividendo
fasol bonel di Fonzaso


Un anno partito con qualche difficoltà dovuta alle piogge e alle basse temperature della primavera, ma anche con qualche timore legato al forte attacco di virosi che aveva decimato le coltivazioni del 2012 ma che quest'anno non ha lasciato strascichi (anche grazie alla capacità e alle molte informazioni date relativamente alla corretta selezione delle sementi)

Il progetto, totalmente auto finanziato e auto gestito in modo partecipativo, ha coinvolto oltre 100 coltivatori e consentito la semina e la coltivazione di quasi tutte le 40 varietà di fagioli tipici della nostra provincia

Cio' ha consentito non solo a molte persone di assaggiare e assaporare alcune ottime varietà spesso semi sconosciute, ma anche di aumentare non poco la disponibilità di sementi, alcune delle quali erano a rischio estinzione (es. fagiolo dell'oio, maseleta rossa, i cruc bassi ecc..)
i cruc bassi


Ovviamente abbiamo cercato di diffondere il più possibile non solo le sementi ma anche le conoscenze sia di coltivazione che di riproduzione del seme basate su metodologie biologiche, sane, sostenibili e capaci non solo di ottenere un prodotto salubre ma anche di aumentare la fertilità del suolo e ridurre al minimo l'impatto ambientale

A tale scopo ci siamo avvalsi della collaborazione di alcuni tecnici molto capaci e preparati che hanno tenuto e terranno (il prossimo inverno) una serie di corsi gratuiti aperti a tutti. Molto importante anche il corso in svolgimento organizzato da AVeProBi che ha portato in provincia alcuni tra i più noti e capaci tecnici di caratura nazionale (come il genetisca S. Ceccarelli, R. Bocci della rete semi rurali, la dott.ssa Vezzana dell' Università di Firenze e altri)

Grazie ai loro stimoli e proposte hanno trovato avvio una serie di progetti molto interessanti e innovativi legati ai fagioli. In primis quello di selezione partecipata (in purezza) ma anche quello di “coltivazione di miscela di fagioli” che a detta del noto genetista S. Ceccarelli potrebbe consentire di rinforzare geneticamente molte varietà locali che stanno palesando qualche indebolimento genetico

Crediamo molto nella sperimentazione e soprattutto nella divulgazione di conoscenze e saperi. Ci piace pensare a un coltivatore, ad un auto produttore che ha la capacità di essere autonomo in tutti i sensi. Dalla capacità di auto riprodursi le sementi antiche (e quindi dal non doverle acquistare) a quella di coltivare senza uso di chimica, riconoscendo avversità e individuando soluzioni il più possibili a impatto zero. Un coltivatore non solitario ma legato ad una serie di contatti e relazioni capaci di supportarlo e di fargli giungere saperi e metodologie

Ci spaventa l'idea che terra, saperi, sementi, filiere di produzione siano invece concentrate nelle mani di pochi (sia a livello locale che mondiale)

Crediamo invece nella conoscenza diffusa e in un coltivare legato a filiere corte e a un rapporto stretto e diretto tra chi produce e chi acquista. Senza dimenticare che questa nostra terra è ancora molto ricca di fertilità e biodiversità, capace di fornire un paniere tanto ricco e variegato vitale sia per un uso familiare che da proporre a turisti sempre più sensibili a cibi sani, tipici e variegati


Tutto ciò è messo in serio pericolo da un “imprenditorialità agricola” (spesso finalizzata al massimo profitto e alla massima resa.. incurante dei danni a salute e ambiente) super finanziata e basata su monoculture iper irrorate di veleni e diserbanti (es una certa viticoltura e melicultura)

Siamo certi che i bellunesi non si faranno incantare dalle “sirene” del facile profitto a tutti i costi e, anche sollecitati dalle riflessioni di personaggi del calibro di Leonardo Boff, Ermanno Olmi, Carlo Petrini ecc sapranno scegliere quella via fatta di sostenibilità, biodiversità e amore per la propria terra che rappresenta il presente e il futuro di questo luogo

2 commenti:

  1. Salve a TUTTI..... diciamo che c'è qualcuno che fa il birichino,ho interpellato,4 iscritti per dei semi, uno solo mi ha risposto,moltogentile e ci siam messi d'accordo per vederci visto che siam vicini.Comunque COMPLIMENTI per il sito. Dino

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  2. in realtà nesusno fa il furbetto.. il gruppo non ha iscritti, ha solo persone che partecipano aprogetti e iniziative, Ad essere contattato dev essere il gruppo (alle mail "ufficiali") che non distrubuisce semi ma promuove progetti e iniziative soprattutto sul territorio, finalizzate al recupero, alle selezione e al miglioramento delle varietà riproducibili. I semi recuperati sono quindi destinati ai partecipanti ai progetti

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