sabato 26 gennaio 2013

Rischio OGM anche in provincia di Belluno ????

-->
RISCHIO OGM IN ANCHE IN PROVINCIA DI BELLUNO ???

Uno delle attività che il Gruppo Coltivare Condividendo ha svolto in questi anni è stata quella di “girare” per piazze, feste, sagre della provincia di Belluno alla ricerca di sementi antiche Oltre alle sementi, che abbiamo poi coltivato e donato, abbiamo raccolto anche conoscenze, storie, aneddoti, usanze.. costruito relazioni

Adesso, questo enorme patrimonio di biodiversità coltivata (oltre 35 varietà di fagioli, una dozzina di mais e altri cereali, legumi, orticole..) tipico della nostra provincia è, a detta di molti, messo in serio pericolo.
Infatti, grazie a una fortissima pressione svolta dalle multinazionali sementiere sugli organi del parlamento Europeo, si è di fatto giunti a un “via libera” alla coltivazione di alcune varietà di Organismi Geneticamente Modificati (le famigerate sementi Frankenstein) anche in quelle Nazioni in cui erano banditi
Diversi Paesi europei (Francia, Lussemburgo, Austria, Germania, Polonia, Bulgaria, Grecia e Ungheria..ma anche Svizzera ecc..) hanno adottato la cosidetta “clausola di salvaguardia” che blocca questa “liberalizzazione” voluta dalla CE e di fatto vieta ogni coltura di OGM Purtroppo in Italia tutto ciò non è stato fatto, ma, cosa assai grave, (nonostante si sia in piena campagna elettorale) di questa questione non si parla affatto

Noi siamo estremamente preoccupati da questa inerzia, temiamo motivata dalle fortissime pressioni delle suddette multinazionali, di lobbies e dal disinteresse da parte di una ampia fetta della classe politica (locale, regionale e nazionale) verso l'agricoltura sana, tipica e sostenibile.
Da sempre abbiamo espresso tutta la nostra contrarietà e opposizione alle coltivazione, alle sementi e al cibo OGM. Una contrarietà condivisa dalla maggioranza degli italiani che chiedono non solo il bando degli OGM ma anche una etichettatura chiara e riconoscibile di quei cibi che li contengono

A confermare la nostra contrarietà il fatto che le sementi OGM sono la negazione della libertà di auto riprodursi la semente e quindi di essere autonomi dalle multinazionali sementiere (infatti le sementi OGM devono essere ogni anni riacquistate ed essendo brevettate restano di proprietà della multinazionale, che potrebbe anche decidere di scegliere se darti o meno questa o quella semente)
topi nutriti con Mais OGM
E per favore non evochiamo la lotta alla “fame nel mondo” che è ampiamente dimostrato non è legata alla produzione (attualmente produciamo quasi il doppio del cibo utile per sfamare il pianeta, peccato che una buona fetta venga buttato) ma alla distribuzione

In ambito di biodiversità il nostro maggior timore è legato all' incompatibilità tra coltivazioni biologiche, tradizionali e coltivazioni OGM a causa del “rischio contaminazione” E' la stessa Bayer che ammette limpidamente (cliccare qui per leggere la dichiarazione della Bayern):la contaminazione da Ogm è un processo fuori controllo”
Rischiamo quindi che il nostro patrimonio di biodiversità locale coltivata nel volgere di pochi anni sparisca, si perda a causa di pochi coltivatori che scelgono le sementi OGM (per mero profitto economico) incuranti della devastazione che causano
Mais della Valle di Seren
Pensiamo che, se si ha a cuore l'agricoltura bellunese, sia assurdo puntare sulle coltivazioni Ogm. Puntare cioè su sementi che sono uguali in tutto il mondo, su coltivazioni che non si differenziano pertanto da quelle cinesi, brasiliane o argentine. Le sementi OGM del mais della Monsanto non ci permettono di caratterizzare, tipicizzare un prodotto, una produzione, cosa che invece accade se usiamo le sementi del mais Sponcio, del Fiorentin, del Marano bellunese, dei tanti cinquantini.
Se anche ci interessasse ben poco della salute dei bellunesi, e della nostra biodiversità coltivata, e avessimo solo un approccio “economicista” della questione, ci chiediamo, che senso ha coltivare un mais identico a quello del “resto del mondo” (e con inevitabili costi di produzione più elevati) e incapace di rendere tipici i nostri piatti. Che direbbero i turisti che giungono ai piedi delle Dolomiti se gli offriamo un piatto con fagiolo gialet presidio slow food e tipico bellunese, formaggio schiz e polenta di mais Ogm Monsanto mon810?
E che senso avrebbe parlare di Distretto del biologico o di Distretto rurale di qualità se la nostra valle fosse infestata da coltivazioni OGM?

Ci sentiamo quindi di lanciare un appello forte e sentito in primis a tutti i bellunesi affinchè facciano sentire la loro voce, sia verso le istituzioni, gli amministrazioni ma anche rispondendo al questionario della Comunità Europea 


.. ribadendo il loro No agli OGM devastatori. Ma ci rivolgiamo anche a associazioni, gruppi, realtà locali affinchè si discuta, si agisca e si invochi la clausola di precauzione (una moratoria in attesa di dati scientifici certi e incontestabili)

Purtroppo il rischio OGM e contaminazione da OGM no è un pericolo così remoto dato che un associazione friulana ha già ribadito che ha fatto giungere dagli Stati Uniti una quantità di seme Monsanto tale da coltivare oltre 80000 ettari nel Nord Italia.
Dato che alcuni coltivatori bellunesi e la Confagricoltura si sono in più occasioni espressi a favore degli OGM, ci sentiamo di lanciare un appello a costoro, affinchè
meditino attentamente e con scrupolo la scelta che rischiano di fare.
Una scelta di pochi che mette a rischio un patrimonio e un tipicità che è di tutti
Spiegandoci magari, se mai pensassero di seminare mais OGM nel bellunese, a chi vendono, in che filiera entra e chi è l'utilizzatore finale di queste produzioni

L'auspicio è che anche anche i vari candidati alle elezioni, esponenti politici e associazioni, importanti aziende locali si esprimano su questa questione, che ribadiamo è cruciale per il futuro di questa nostra Terra

di seguito un link molto interessante pubblicato su "Terra Nuova" per leggerlo cliccare qui 

5 commenti:



  1. Beata ingenuita'!
    Come se questo (Occhio!: destinato SOLO ad un'elite di informatizzati!) fosse NEUTRALE.
    Come se chi lo valutera' fosse al NOSTRO servizio e non alle loro dipendenze.
    Come se questo sondaggio non servisse a loro (per esempio) per soppesare l'opposizione e adeguare le tattiche.
    Non so quanti di noi leggeranno queste note; quanti ne trarranno utilita' pratica. So che intanto sono gia' state inserite in automatico nei loro nei loro data-base.

    Faciledariconoscere

    ... al contrario delle password per rispondere, da (tentare di) leggere o - peggio INASCOLTABILI - da digitare

    RispondiElimina
  2. il compliare il questionario è ovviamente un opzione.. a noi sta a cuore informare che c'è questa possibilità

    Il nostro agire negli anni penso dimostri chiaramente che siamo ben lontani da ogni "pura virtualità telematica" ma che anzi agiamo in maniera costante e pensiamo incisiva a livello di praticità, condivisione e costruzione dal basso (senza mai alcun finanziamento o sponsorizzazione nè pubblica nè privata)

    .. e sinceramente penso nn ci sia bisogno di essere riconosciuti perchè compiliamo un questionario dato che lo rivendichiamo da anni il nostro essere contro talune scelte comunitarie, nazionali o locali.. es sul controllo delle sementi.. ecc..

    RispondiElimina
  3. Molto realistico quello che scrivete,
    Mi stupisco del silenzio di tutti, soprattutto dei politci.
    Le ultime bozze delle linee guida della politica comunitaria sono prive di ogni riferimento alla difesa e incentivazione di biodiversità e biologico. Ancora e sempre solidi ai devastatori. Se ci aggiungiamo le limitazione ai semi antichi e il via libera agli OGM, siamo davvero ben oltre il baratro
    Bravi che avete ancora energia e speranza di cambiare questo lercio mondo

    RispondiElimina
  4. Questa è una battaglia da portare alla luce del giorno, sugli OGM c'è spesso informazione fallace e di parte sui media ma anche negli atenei purtroppo.
    Inoltre come giustamente detto nel post, le argomentazioni a favore dell'uso degli OGM (maggiori rese, sicurezza alimentari) sono a dir poco paradossali, visto che l'agricoltura contadina produce ancora più del 70% del cibo (dati FAO 2010) nel mondo con tecniche sostenibili e durevoli.
    Quella che stiamo vivendo è una guerra silenziosa tra l'industria e l'agricoltura che è l'ultimo baluardo che può resistere all'assalto capitalistico e consumistico che ci ha proiettati nella crisi ambientale( altro che economica) più grande della storia umana.
    Lottiamo per un agricoltura contadina, per economie locali e sane , per la sovranità alimentare, per coltivazioni sostenibili fatte senza pesticidi,erbicidi, fertilizzanti chimici o piante OGM, lottiamo per l'unico futuro che possiamo augurarci come specie!
    bravi
    un saluto
    luca

    RispondiElimina
  5. Quello che soprattutto fa incavolare è la prepotenza con cui certe pratiche penetrano nella nostra vita senza che possiamo sottrarci ai soliti interessi travestiti da prospettive umanitarie. Infatti vediamo bene come nelle zone colonizzate dagli OGM non ci sia più la fame, come i soldati occidentali abbiano portato la pace nel mondo e come tutti siano più ricchi e più sani dove si coltiva in maniera "razionale"

    RispondiElimina