lunedì 28 gennaio 2013

domenica 3 febbraio a LENTIAI (BL) "tecniche di coltivazione dolci"


Domenica 3 febbraio vi aspettiamo a LENTIAI (BL) presso la "Società Operaia" (poco lontano dalla piazza di Lentiai) per una "chiacchierata" sulle tecniche di coltivazione dolci" Il tutto avrà inizio alle ore 15.30.
 L' ingresso è ovviamente LIBERO !!!

Mauro Flora, tecnico di campo, ci suggerirà una serie di tecniche e di metodologie utili per coltivare in modo sano, naturale, privo di concimi  e prodotti chimici l' orto e il campo di casa.
Una panoramica  su tecniche e metodologie che spazierà dall'uso delle micorize, all'orto sinegico, dai macerati alle pacciamature, dal come aumentare la fertilità del suolo a che piante usare per attirare gli insetti utili e gli impollinatori.
Una serie di consigli e di buone pratiche utili, semplici e spesso a "costo zero" per chi ha intenzione di coltivarsi un orto o un campo senza correre il rischio di "auto avvelenarsi"

Durante il pomeriggio faremo anche il punto della situazione su due dei progetti presentati 15 giorni fa al Museo di Serravella. Quello relativo alla "riproduzione" delle sementi antiche (affidate a costodi della bio-diversità) e quello degli "orti a vista" (orti visitabili) che hanno suscitato notevole interesse e avuto degli interessanti sviluppi
Due progetti che non rigurdano solo la provincia di Belluno ma che stanno coinvolgendo anche gruppi e realtà del Primiero, del Bassanese, della Valsigana e dell' alto trevigiano. Una sinergia che coinvolge sensibilità che hanno a cuore biodiversità, sostenibilità, paesaggio, ambiente, salute e che credono in un legame molto stretto tra agricoltura sana (e non quella tossica e devastatrice.. quella che è troppo spesso premiata dalle politiche europee, nazionali, e regionali) ed ecoturismo, salubrità e qualità della vita
Molto interessanti anche alcune proposte di giovani della zona per la realizzazione di un "orto/campo catalogo condiviso" che qualcuno auspica collocato nelle adiacenze di uno stabile ove esporre permanentemente le varie mostre delle sementi antiche e organizzare laboratori pratici di auto produzioni. 

Giovedì 31 gennaio dalle ore 20.45 ci troveremo presso la sede WWF al Centro Giovani di FARRA di FELTRE (BL) per dicutere assieme di questi progetti e iniziative (l'incontro è aperto a tutti)

di seguito un breve video di un intervento di M. Flora

sabato 26 gennaio 2013

Rischio OGM anche in provincia di Belluno ????

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RISCHIO OGM IN ANCHE IN PROVINCIA DI BELLUNO ???

Uno delle attività che il Gruppo Coltivare Condividendo ha svolto in questi anni è stata quella di “girare” per piazze, feste, sagre della provincia di Belluno alla ricerca di sementi antiche Oltre alle sementi, che abbiamo poi coltivato e donato, abbiamo raccolto anche conoscenze, storie, aneddoti, usanze.. costruito relazioni

Adesso, questo enorme patrimonio di biodiversità coltivata (oltre 35 varietà di fagioli, una dozzina di mais e altri cereali, legumi, orticole..) tipico della nostra provincia è, a detta di molti, messo in serio pericolo.
Infatti, grazie a una fortissima pressione svolta dalle multinazionali sementiere sugli organi del parlamento Europeo, si è di fatto giunti a un “via libera” alla coltivazione di alcune varietà di Organismi Geneticamente Modificati (le famigerate sementi Frankenstein) anche in quelle Nazioni in cui erano banditi
Diversi Paesi europei (Francia, Lussemburgo, Austria, Germania, Polonia, Bulgaria, Grecia e Ungheria..ma anche Svizzera ecc..) hanno adottato la cosidetta “clausola di salvaguardia” che blocca questa “liberalizzazione” voluta dalla CE e di fatto vieta ogni coltura di OGM Purtroppo in Italia tutto ciò non è stato fatto, ma, cosa assai grave, (nonostante si sia in piena campagna elettorale) di questa questione non si parla affatto

Noi siamo estremamente preoccupati da questa inerzia, temiamo motivata dalle fortissime pressioni delle suddette multinazionali, di lobbies e dal disinteresse da parte di una ampia fetta della classe politica (locale, regionale e nazionale) verso l'agricoltura sana, tipica e sostenibile.
Da sempre abbiamo espresso tutta la nostra contrarietà e opposizione alle coltivazione, alle sementi e al cibo OGM. Una contrarietà condivisa dalla maggioranza degli italiani che chiedono non solo il bando degli OGM ma anche una etichettatura chiara e riconoscibile di quei cibi che li contengono

A confermare la nostra contrarietà il fatto che le sementi OGM sono la negazione della libertà di auto riprodursi la semente e quindi di essere autonomi dalle multinazionali sementiere (infatti le sementi OGM devono essere ogni anni riacquistate ed essendo brevettate restano di proprietà della multinazionale, che potrebbe anche decidere di scegliere se darti o meno questa o quella semente)
topi nutriti con Mais OGM
E per favore non evochiamo la lotta alla “fame nel mondo” che è ampiamente dimostrato non è legata alla produzione (attualmente produciamo quasi il doppio del cibo utile per sfamare il pianeta, peccato che una buona fetta venga buttato) ma alla distribuzione

In ambito di biodiversità il nostro maggior timore è legato all' incompatibilità tra coltivazioni biologiche, tradizionali e coltivazioni OGM a causa del “rischio contaminazione” E' la stessa Bayer che ammette limpidamente (cliccare qui per leggere la dichiarazione della Bayern):la contaminazione da Ogm è un processo fuori controllo”
Rischiamo quindi che il nostro patrimonio di biodiversità locale coltivata nel volgere di pochi anni sparisca, si perda a causa di pochi coltivatori che scelgono le sementi OGM (per mero profitto economico) incuranti della devastazione che causano
Mais della Valle di Seren
Pensiamo che, se si ha a cuore l'agricoltura bellunese, sia assurdo puntare sulle coltivazioni Ogm. Puntare cioè su sementi che sono uguali in tutto il mondo, su coltivazioni che non si differenziano pertanto da quelle cinesi, brasiliane o argentine. Le sementi OGM del mais della Monsanto non ci permettono di caratterizzare, tipicizzare un prodotto, una produzione, cosa che invece accade se usiamo le sementi del mais Sponcio, del Fiorentin, del Marano bellunese, dei tanti cinquantini.
Se anche ci interessasse ben poco della salute dei bellunesi, e della nostra biodiversità coltivata, e avessimo solo un approccio “economicista” della questione, ci chiediamo, che senso ha coltivare un mais identico a quello del “resto del mondo” (e con inevitabili costi di produzione più elevati) e incapace di rendere tipici i nostri piatti. Che direbbero i turisti che giungono ai piedi delle Dolomiti se gli offriamo un piatto con fagiolo gialet presidio slow food e tipico bellunese, formaggio schiz e polenta di mais Ogm Monsanto mon810?
E che senso avrebbe parlare di Distretto del biologico o di Distretto rurale di qualità se la nostra valle fosse infestata da coltivazioni OGM?

Ci sentiamo quindi di lanciare un appello forte e sentito in primis a tutti i bellunesi affinchè facciano sentire la loro voce, sia verso le istituzioni, gli amministrazioni ma anche rispondendo al questionario della Comunità Europea 


.. ribadendo il loro No agli OGM devastatori. Ma ci rivolgiamo anche a associazioni, gruppi, realtà locali affinchè si discuta, si agisca e si invochi la clausola di precauzione (una moratoria in attesa di dati scientifici certi e incontestabili)

Purtroppo il rischio OGM e contaminazione da OGM no è un pericolo così remoto dato che un associazione friulana ha già ribadito che ha fatto giungere dagli Stati Uniti una quantità di seme Monsanto tale da coltivare oltre 80000 ettari nel Nord Italia.
Dato che alcuni coltivatori bellunesi e la Confagricoltura si sono in più occasioni espressi a favore degli OGM, ci sentiamo di lanciare un appello a costoro, affinchè
meditino attentamente e con scrupolo la scelta che rischiano di fare.
Una scelta di pochi che mette a rischio un patrimonio e un tipicità che è di tutti
Spiegandoci magari, se mai pensassero di seminare mais OGM nel bellunese, a chi vendono, in che filiera entra e chi è l'utilizzatore finale di queste produzioni

L'auspicio è che anche anche i vari candidati alle elezioni, esponenti politici e associazioni, importanti aziende locali si esprimano su questa questione, che ribadiamo è cruciale per il futuro di questa nostra Terra

di seguito un link molto interessante pubblicato su "Terra Nuova" per leggerlo cliccare qui 

domenica 20 gennaio 2013

Mostra sementi antiche e articoli

Mentre campi e orti riposano sotto una abbondante colte di neve.. il Gruppo Coltivare Condivindendo sta partecipando e programmando una serie di iniziaive e progetti
Ieri, sabato 19 gennaio siamo stati a Borgoricco (PD) dove abbiamo portato le nostre sementi alla giornata organizzata da Civiltà Contadina. Buona la partecipazione e l'interesse suscitato dalle sementi antiche e dal coltavare sano e sostenibile. Molto importante il continuare la collaborazione con gruppi, associazioni e realtà a cariatura locale, regionale e nazionale Al fine di portare anche le nostre sperienze e le tipicità di questa nostra Terra

In attesa di definire data e luogo del nostro prossimo appuntamento informativo (gratuito) dedicato alle tecniche di coltivazione dolci e naturali, ma anche alle piante spontanee.. (che molto probabilmente si svolgerà domenica 3 febbraio..pomeriggio)...

ci fa piacere proporre un bel articolo che ci è stato dedicato dalla rivista "Terre di mezzo" PER LEGGERE L'ARTICOLO CLICCARE QUI
(oltre all'articolo, nel sito di Belluno+" è anche possibile vedere l'estratto della trasmissione "Fuori TG" dedicato al Gruppo Coltivare Condividendo) 

...Una battaglia, quella di Tiziano e di Coltivar condividendo, che a livello mondiale è portata avanti da Vandana Shiva che promuove l’alleanza globale “salviamo i nostri semi”. Nel manifesto si spiega come “la libertà dei semi è minacciata dalla loro deliberata trasformazione da risorsa rinnovabile autogenerativa a merce brevettata non rinnovabile”. Il caso più estremo è la cosiddetta tecnologia Terminator, una tecnica che rende le sementi sterili dopo il primo raccolto, obbligando di fatto i contadini a riacquistare ogni anno le sementi invece di produrle da sè. È anche per questo che il gruppo Coltivar condividendo ha deciso di promuovere la disobbedienza civile per proteggere le sementi tradizionali. “Abbiamo dato vita a un progetto di museo diffuso che prevede la donazione di qualche seme a chi se ne vuole prendere cura, in modo che queste persone lo possano riprodurre seguendo tecniche di coltivazione biologica e buone pratiche agricole. Oggi sono coinvolte nell’iniziativa un centinaio di persone: ognuno ha solo l’obbligo di compilare delle schede utili a raccogliere dati e informazioni scientifiche che servono per aumentare la nostra conoscenza su queste varietà” prosegue Tiziano.

..MA ANCHE...
..il servizio pubblicato sul Touring Club e dedicato all'agricoltura sana e sostenibile bellunese..


 e per finire...

un importante coordinamento anti-pesticidi a cui abbiamo dato la nostra disponibilità a partecipare...

Il movimento NO pesticidi è per ora limitato

 

alle zone di frutticultura e viticultura intensive 

 

direttamente vittime di continue irrorazioni di 

 

ogni tipo di 'fitofarmaco' (anche con 

 

gli elicotteri).

 

Ora si spera di coinvolgere i consumatori.

 

per leggere l'articolo cliccare qui

martedì 15 gennaio 2013

Una gran bella domenica !!!


Riuscitissima la giornata: “da un seme puo' nascere un mondo”

Sala straripante di persone (nonostante il maltempo) e molto interesse per la presentazione del progetto “da un seme puo' nascere un mondo” avvenuta domenica 13 gennaio al Museo etnografico di Serravella. Il primo di una serie di incontri finalizzati al costruire una serie di iniziative e al mettere in rete una miriade di sensibilità, di persone desiderose di impegnarsi in prima persona in difesa della biodiversità, del paesaggio, dell'ambiente, della salubrità.. del condividere, delle relazioni

Un progetto che deborda dal feltrino e coinvolge anche gruppi e realtà.. per lo più di giovanissimi, di aree limitrofe. Dal Primiero, al bassanese, dal bellunese alla Valsugana fino alla realtà consolidata di Valstagna dedita al recupero dei terrazzamenti.
Assieme costruiremo delle metodologie comuni per classificare le varietà antiche locali (raccogliendo sia notizie sulle sementi sia storie, aneddoti, metodologie di coltivazione e conservazione), ma anche e soprattutto sperimenteremo varietà antiche in zone, terreni e climi diversi.
Ioci e Lolo
Ogni realtà territoriale sarà anche punto di riferimento, divulgazione di informazioni e notizie per tutti quei piccoli coltivatori, auto produttori, aziende e cittadini interessati al progetto e alla tutela delle varietà antiche coltivate in maniera sana e sostenibile

Ma oltre all' adesione da parti di gruppi ed associazioni sono state oltre 30 le persone (in maggior parte feltrine) che hanno aderito all'iniziativa. Dando la loro disponibilità sia di essere “custodi della bio-diversità” ma anche di mettere a disposizione del progetto loro conoscenze e competenze specifiche (inerenti la comunicazione, il design, l'informatica, l'alimentazione, la gastronomia ecc..)
Ovviamente chiunque fosse interessato sia ad aderire alle varie iniziative che a proporne di nuove basta che ci contatti o partecipi alle prossime iniziative.

sebastiano (Skasera) e M. Flora
Molte di queste adesioni riguardano un iniziativa che sia il Gruppo Coltivare Condividendo che altre realtà stanno portando avanti da tempo, quella che si prefigge lo scopo di recuperare, censire, riprodurre e distribuire le sementi antiche.
Molto vivo e interessante il dibattito su questo tema, sia per le delucidazioni del tecnico Mauro Flora sulla differenza tra una semente antica e un ibrido commerciale, ma anche per gli stimoli e le perplessità sollevate dalla direttrice del Museo Etnografico Daniela Perco. Ne è nato un bel dibattito e confronto incentrato su questioni quali “che significa semi antichi e tipici” o “coltivazioni tradizionali”, su cosa è veramente “locale”, ma anche sul patrimonio genetico e la vigoria dei vari semi. E' emersa forte l'importanza del confrontarsi, del costruire assieme, del non pensare mai dia vere la verità in tasca e che un “modo di veder le cose” prevalga sugli altri. Ma è indispensabile seguire più vie, sperimentare anche in luoghi e condizioni diverse.
Abbiamo convenuto che è si vitale conservare le varietà in purezza ma non è da scartare l'ipotesi (affascinante) dell'incrociare Ovviamente non a caso ma seguiti da tecnici ed esperti (e noi abbiamo la fortuna di essere in contatto con uno tra i più importanti genetisti Salvatore Ceccarelli)

Altra iniziativa molto apprezzata è stata quella degli “orti aperti” (o orti a vista)..orti che sono cioè visitabili, previa appuntamento, da chiunque lo desideri. Luoghi adatti per far conoscere le nostre varietà antiche, tecniche e metodologie di coltivazione, sperimentazioni. Luoghi di confronto, di condivisione, in cui si crea consapevolezza
Orti in cui raccontare il come si è fatto quell'orto.. quel campo, la differenza che esiste tra questa e quella varietà, il perchè si consociano fiori e ortaggi. Evidenziando il contesto che circonda quell'appezzamento, un ambiente non solo molto bello ma anche più salubre di altri.
alcuni ragazzi della Skasera
Un progetto che inevitabilmente paleserà il valore aggiunto della biodiversità, del biologico di questa Terra, grazie a un percorso di condivisione e trasparenza
Ovviamente questi “spazi aperti” si prestano a una miriade di iniziative Da mini-tuor (all'insegna del eco-turismo) a performance artistiche, da realizzazione di aiuole condivise a prove pratiche e dimostrazioni di ogni tipo..
Tra le varie ipotesi di "Orto Aperto" quella dei ragazzi della Skasera (orto sociale e condiviso), quello "vegano" (ove si esclude ogni prodotto di derivazione animale), quello montano (a 1300 m slm).. quello dedicato al teologo Leonardo Boff padre della teologia della Liberazione e ora autore di un interessante e forte scritto sulla questione ecologica. Gli avi di L. Boff sono partiti dalla Valle di Seren ed è proprio nei pressi di "Col dei Bof" che speriamo di realizzare un orto a lui dedicato (un mix di biodiversità coltivata, utilizzo di materiali naturali e scritti del famoso teologo)

Molto interessante la proposta di affiancare al “far conoscere” ed assaporare le varietà locali anche quelle spontanee che spesso popolano, quasi sempre ignorate, i nostri orti, campi e prati

Al termine di una giornata davvero molto intensa, ricca di contenuti e di proposte da costruire assieme alcuni dei presenti (in sintonia con lo spirito dell' iniziativa) si sono presi l'incarico di costruire un sito in cui far confluire tutte le notizie, le informazioni, le disponibilità e ciò che si sta facendo sul territorio. Cuore del sito sarà una cartina geografica ove verranno evidenziati i vari “custodi della biodiversità”, gli “orti aperti” ma anche percorsi e iniziative. Per facilitare così visite, acquisti, contatti evidenziando la grande vitalità di questo territorio, le sue enormi bellezze e risorse, ma soprattutto una bellissima realtà costruita dal basso da tante sensibilità che hanno a cuore la loro Terra

A brevi si organizzeranno delle giornate informative (gratuite) su tecniche di coltivazioni naturali e biologiche, su selezione della semente e erbe spontanee. Non mancheranno momenti di approfondimento e iniziative anti OGM
Per informazioni, per conoscere meglio e per aderire alle iniziative proposte contattateci

giovedì 10 gennaio 2013

13 gennaio a Serravella.. per costruire assieme..


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Domenica 13 gennaio, con inizio alle ore 15.30, si terrà al Museo etnografico di Serravella (Cesiomaggiore) un incontro che abbiamo intitolato “da un seme puo' nascere un mondo”

L'iniziativa, organizzata dal gruppo coltivare condividendo, in collaborazione con i ragazzi della Skasera, e altre realtà del Primiero, Bassanese, alto trevigiano e della Valsugana ha lo scopo di cercare di costruire una serie di progetti partecipati e condivisi tra tutti coloro che hanno a cuore sostenibilità, salubrità, agricoltura tipica e sana, ma anche la tutela della biodiversità e del paesaggio.. le relazioni

Un progetto per ora solo abbozzato che è soprattutto un “agire in prima persona”, in modo diretto, molto pratico e partecipato.. Quindi un costruire assieme dal basso senza delegare o aspettare “imput” dall'alto 

Il programma della giornata è puramente indicativo dato che ci sarà molto spazio per gli interventi e le proposte.. 

ore15.30.. breve presentazione della giornata
...............  e importanza della partecipazione attiva
Presentazione del progetto relativo al censimento, selezione, riproduzione e distribuzione delle sementi antiche
.... Alcune nozioni sulle tecniche per il mantenimento delle varietà  
idea di sperimentazione di varietà antiche in aree diverse

Dopo il dibattito e confronto su queste tematiche, durante una breve pausa sarà possibile dare la propria disponibilità per riprodurre sementi e piantine antiche.. (essere cioè custodi della biodiversità)  Sarà anche possibile sorseggiare le nostre tisane (per chi lo dediderasse è consigliato portarsi tazza, bicchiere o "gamela" da casa)

Presentazione idea di "ORTI APERTI" (orti a vista)
..luoghi di incontro, confronto, scambio di conoscenze, esperienze, saperi.. creazione di consapevolezza 
Sperimentazione di tecniche, creazione di itinerari (ecoturismo).. auto certificazione biologica partecipata

Tra le varie ipotesi di "Orto Aperto" quella dei ragazzi della Skasera (orto sociale e condiviso), quello "vegano" (ove si esclude ogni prodotto di derivazione animale), quello montano (a 1300 m slm).. quello dedicato al teologo Leonardo Boff padre della teologia della Liberazione e ora autore di un interessante e forte scritto sulla questione ecologica. Gli avi di L. Boff sono partiti dalla Valle di Seren ed è proprio nei pressi di "Col dei Bof" che speriamo di realizzare un orto a lui dedicato (un mix di biodiversità coltivata, utilizzo di materiali naturali e scritti del famoso teologo) 


CON L'OCCASIONE VI SEGNALIAMO LA BREVE APPARIZIONE DEL NOSTRO GRUPPO A UN PROGRAMMA TELEVISIVO
(Fuori TG dell' 8 gennaio 2013) 
     



sabato 5 gennaio 2013

domenica 13 gennnaio.. DA UN SEME PUO' NASCERE UN MONDO..

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.. da un seme puo' nascere un mondo..”

da un seme può nascere un mondo
Sono già diversi anni che ci stiamo dedicando alla ricerca, catalogazione, riproduzione e diffusione delle sementi antiche. Abbiamo vagato per paesini, comuni, feste, sagre della provincia di Belluno alla ricerca di sementi ma anche di storie, aneddoti, conoscenze, metodologie.. Ci siamo resi conto e abbiamo cercato di evidenziare l'enorme patrimonio di biodiversità coltivata (e saperi) che è ancora presente in questa nostra Terra.Una biodiversità che puo' essere un elemento importante per il nostro domani

Anche in questo 2013 proseguiremo nella nostra azione di ricerca, riproduzione e diffusione (tramite donazione) delle sementi antiche. E' però nostra intenzione costruire un ulteriore progetto condiviso, possibilmente più partecipato, più “scientifico” e capace di interagire con altri ambiti e situazioni

Un progetto per ora solo abbozzato (da proporre a tutti coloro che desidereranno pensarlo e costruirlo assieme a noi) che prevede tre possibili azioni..


La prima riguarda la “riproduzione delle sementi antiche

Ci siamo accorti che donare sementi è si un qualcosa di utile, interessante e coinvolgente.. che da senso a parole quali auto produzione e biodiversità ma che spesso chi riceve le sementi si sente poco partecipe di un progetto molto importante (e spesso di costoro si perdono le trecce)
Quindi pensavamo di dare vita a un gruppo più "stretto".. più identificato.. più coeso

Che preveda contatti periodici, momenti informativi (anche in campo), una raccolta dati più precisa.. la possibilità di avere consulenze di tecnici ed esperti

Questo progetto è ovviamente aperto a tutti.. ad aziende a piccoli produttori, auto produttori ed appassionati. Ma anche a gruppi e realtà di altre zone (preferibilmente limitrofe alla nostra) Dandoci così la possibilità di sperimentare metodi, tecniche e varietà in aree e ambiti diversi, valutando efficacia, produttività e qualità.

Se qualcuno desidera fare un ulteriore passo, partecipare a un ulteriore progetto, c'è la possibilità di seguire o collaborare al lavoro di un importante genetista .. Salvatore Ceccarelli che da anni fa una selezione varietale partecipata in campo. Un progetto, che nel nostro caso riguarderà i fagioli, al quale teniamo davvero molto e che pensiamo possa darci molto in termini di conoscenze e materiale vegetale

Stiamo anche pensando a un terzo progetto che abbiamo provvisoriamente chiamato "campi - o orti - aperti"
Dei campi e degli orti che sono cioè visitabili, previa appuntamento, da chiunque lo desideri. (da componenti di GAS, gruppi, associazioni, singole persone anche da altre zone del veneto o d' italia) Luoghi adatti per far conoscere le nostre varietà antiche, tecniche e metodologie di coltivazione, sperimentazioni.

"orti aperti"
Luoghi in cui raccontare il come si è fatto quell'orto.. quel campo, la differenza che esiste tra questa e quella varietà, il perchè si consociano fiori e ortaggi. Evidenziando il contesto che circonda quell'appezzamento, un ambiente non solo molto bello ma anche più salubre di altri. Orti e campi che diventano luoghi di informazione, di confronto, sperimentazione.. di creazione di consapevolezza.

Un progetto che inevitabilmente paleserà il valore aggiunto della biodiversità, del biologico di questa Terra, grazie a un percorso di condivisione e trasparenza

Ovviamente questi “spazi aperti” si prestano a una miriade di iniziative Da mini-tuor (all'insegna del turismo sostenibile) a performance artistiche, da realizzazione di aiuole condivise a prove pratiche e dimostrazioni di ogni tipo..

..da un seme si puo' creare un mondo.. un mondo all'insegna della condivisione..

Ovviamente è un po' tutto "in costruzione" ma pensiamo che con la collaborazione e la partecipazione..il coinvolgimento e la sensibilità di tutti si possa costruire un bel percorso condiviso Che darebbe anche il senso di una rete assai ampia che collabora e propone (il tutto all insegna della spontaneità e mai del sentirsi in obbligo di fare per forza)

..il tutto all'insegna della condivisione, della partecipazione e delle relazioni..
di un vivere la terra, con la terra, nella terra mai solitario e "rin-chiuso" entro i confini di un orto ma sempre costruito e condiviso con gli altri..

Per tutte e tutti coloro che sono interessati a conoscere meglio e a partecipare a questo progetto..
ci troveremo domenica 13 gennaio dalle ore 15.30
presso il MUSEO ETNOGRAFICO di SERRAVELLA
Cesiomaggiore (BL) 
clicca qui per vedere la mappa

(il museo è visitabile dalle ore 15 alle 18)