mercoledì 10 ottobre 2012

COLTIVARE "VEGAN"

In questo ottobre ricco di eventi.. mostre.. fiere.. esposizioni ci capita molto spesso di incontrare persone ..di rispondere a domende e questioni che ci fanno guardare al nostro coltivare.. al nostro rapporto con la terra e la natura da punti di osservazione diversi... 

"è da un po' di tempo che seguo le vostre attività e mi sono chiesta spesso se vi sia un modo, un metodo di coltivazione "vegano", che esclude l' utilizzo della sofferenza animale ... !

Innanzitutto grazie per la domanda e per averci fatto riflettere su questa questione. Abbiamo deciso di proporla pubblicamente al fine di stimolare un dibattito.. coinvolgendo anche altri in questa proposta
In realtà, già la scorsa primavera abbiamo ragionato si questa questione e abbiamo scelto di sperimentare una metodologia di coltivazione, di auto produzione che escludesse ogni prodotto di "derivazione animale" o che fosse pregno di "sofferenza animale" (come ama dire un ragazzo del nostro gruppo). La cosa più difficile non è stato tanto quella di trovare tecniche adatte a cio' ma di conoscere la reale composizione di molti prodotti "biologici" o "biodinamici" in commercio Troppo spesso "dietro" a un prodotto si celano lavorazioni e componenti che ignoriamo completamente e che spesso ci fanno mettere in discussione prodotti tecnicamente molto validi ma con alcune ombre (es brevetti su piante antiche e presenza di carnicciato-scolo di macelli- nell' olio di neem, ipotesi di residui in stallatici ecc..)
Ovviamente la natura ci offre una vasta gamma di validissime alternative a questo "prodotti commerciali" e quindi non è stato difficile sostituirli


Per quel che riguarda la concimazione abbiamo escluso ogni tipo di letame, pollina e ovviamente gli stallatici anche se bio. 
Abbiamo usato invece i cosidetti "letti caldi" o i "cumuli (di cui abbiamo già parlato in un precedente post) Colonne di terra (a cui abbiamo mescolato compost auto prodotto) avvolte da strati di foglie secche, fieni e erba appena appassita In queste "colonne di terra" abbiamo piantato piantine auto prodotte con sementi antiche e non usando ibridi Pacciamate con foglie secche (da esludere quelle di noce e castagno)
Non abbiamo usato nè cornunghia nè fantomatici concimi naturali 
Molto meglio auto produrre  sia concimi che fungicidi e anti parassitari Per apportare sostanza organica usiamo i sovesci  
Molto usato il macerato di ortica (non acquistato ma fatto) Quello di 24ore lo usiamo come anti afidi, quello di 3 giorni per concimare le nostre verdure (attenzione a non usare sui cavoli dato che attiva la cavolaia) Ottimo anche il macerato di pomodoro (anti afidi) quello di equiseto (fungicida e concime) di assenzio (fungicida e repellente) aglio e peperoncino

Abbiamo scelto di ispirarti all'agricoltura sinergica costruendo letti caldi e cumuli ad andamento sinuoso. Consociando il più possibile piante di varietà diverse e usando molto i fiori (ottimi per attirare insetti utile e impollinatori)  

Nel nostro orto non mancano "nidi per insetti".. hanno un ruolo importante le siepi, gli alberi da frutto.. è indispensabile la rotazione e la giusta consociazione Ma anche il "vivere" l'orto, il visitarlo con animo adeguato e viverlo come un luogo importante in cui vive la biodiversità e l'armonia E non certo un pezzo di terra da "sfruttare" e "far fruttare" 
Prioritario per noi l'aumentare la fertilità di quel terreno e il numero di insetti e creature che lo popolano Ci rendiamo conto che è più facile acquistare una polverina da spargere su piante e ortaggi pensando dia ver risolto i "problemi" che cercare le erbe, fare decotti o macerati.. gironzolando per l'orto scrutando eventuali problemi.. ma, come spesso si suol dire.. ciò che è apparentemente facile non è quasi mai meglio

Siamo a disposizione per dare informazioni su questa nostra esperienza che ci ha dato non solo ottimi frutti ma anche molta soddisfazione Auspichiamo uno scambio di esperienze e consocenze al riguardo

1 commento:

  1. Anch'io da anni faccio agricoltura vegana (sono vegano) per l'autoproduzione, oltre che tutti i corsi che tengo come relatore sono improntati su queste tecniche, anche perchè i prodotti di origine animale hanno solitamente delle problematiche ambientali anche molto gravi, oltre che etiche. Come consulente del verde (la mia professione) applico lo stesso concetto, direi anche con buoni risultati e lo faccio anche negli orti scolastici.
    Se a qualcuno interessa approfondire l'argomento può contattarmi via mail all'indirizzo gea.selvatica@libero.it o partecipare ad uno dei miei corsi.
    Complimenti all'esperienza e alle spiegazioni di chi ha scritto l'articolo sul blog; il corso che iniziamo stasera alla sede di Arianova a Pederobba è proprio basato sulla realizzazione di cumuli o lasagne con materiali normalmente considerati di scarto e che finiscono nei rifuti, anche se riciclabili..

    Mauro Flora

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