martedì 14 agosto 2012

UNA PROPOSTA "VITALE" PER LA NOSTRA VALLATA.. IL BIO DISTRETTO


UNA PROPOSTA SOSTENIBILE: IL BIODISTERETTO

Un bel “filo” di speranza, proposta.. di “sostenibilità ha legato in questo fine settimana feltrino e cadore
Infatti, sabato a Tomo (comune di Feltre) si è tenuta una riuscitissima iniziativa organizzata da Coltivare Condividendo e dai ragazzi della Skasera. Oltre a visitare l'orto comune e a osservare in campo problemi e successi in un annata decisamente particolare, è stato compiuto un atto di disobbedienza civile contro la politica della Comunità Europea che penalizza sempre più sementi antiche e coltivazioni tradizionali favorendo l'agroindustria e le grosse multinazionali
Ma si è soprattutto dato vita a un fruttuoso dibattito stimolato anche dalla presenza del neo assessore all' agricoltura del Comune di Feltre Valter Bonan

Un dibattito molto vivo e partecipato che ha visto seduti fianco a fianco “vecchi” padri del biologico bellunese (es Toni Vago) e giovanissimi coltivatori, appassionati e piccoli auto produttori locali e non solo

E' emersa con forza l'esigenza di puntare su un agricoltura sostenibile, rispettosa di ambiente, territorio, biodiversità, paesaggio, salute. Incentrata su varietà locali e tecniche di coltivazione biologiche.. un qualcosa di fondamentale è un valore aggiunto per la nostra zona. Un agire che si interseca e aumenta le potenzialità di turismo e artigianato sostenibili, che crea lavoro di qualità e induce ad investire nella cura della nostro territorio, della identità, del paesaggio tipico della Valbelluna.

Un agricoltura che guarda al futuro, alla cosidetta green economy e che si differenza da un agroindustria impattante e zeppa di pesticidi, concimi e diserbanti dall'indubbio impatto ambientale. Un agricoltura, quella sostenibile, che ha a cuore la fertilità del suolo, il paesaggio..la salute. Che rende uniche le produzioni locali e non è costretta a dipendere dalle fluttuazioni delle borse mondiali. Un agricoltura che informa e costruisce consapevolezza, relazioni tra chi produce e chi acquista, che fuga ogni ambiguità e si basa su chiarezza e fiducia. L’agricoltura che accompagna ogni cittadino cosciente.

Lo stesso spirito ha contraddistinto la giornata di domenica a Calalzo di Cadore dove, grazie all'energia e alla determinazione di Daniela De Martin e del GAS “el ceston” si è tenuta la 7° edizione di “Cadore Natura”
Decine i banchetti presenti e migliaia le persona accorse Uno scenario sicuramente diverso da quello feltrino ma pervaso dallo stesso spirito e dallo stesso amore per questa nostra Terra, dallo stesso desiderio di proporre e costruire assieme

Due momenti in cui tante conoscenze, esperienze, saperi, metodi e desideri si sono incontrati e hanno dialogato.. hanno proposto Momenti in cui non si sono sentiti piagnistei e scoramenti, lamentazioni e rassegnazioni.. ma contraddistinti da proposte alte.. in cui più e più volte si è parlato di “bio distretto” di “distretto del biologico” da costruire passo dopo passo in questa nostra valle (partendo da alcune coltivazioni magari tipiche)
Un progetto a lungo termine ma che va costruito da subito con iniziative molto concrete e dirette

Queste due giornate ci lasciano tante belle sensazioni ed energia ma anche una “impegno” importante.. la consapevolezza che se per davvero amiamo questa nostra terra e crediamo nei nostri sogni e desideri..ora dobbiamo concretizzare questo nostro obiettivo Iniziando a contattare e coinvolgere tutti coloro che credono in questo obiettivo (associazioni, gruppi, singoli cittadini..) a stimolare, non solo il Comune di Feltre, ma anche gli altri Comuni, il Parco delle Dolomiti Bellunesi, la Scuola Agraria e tutti coloro che possono, devono essere coinvolti in questo cammino condiviso (che non riguarda solo l'agricoltura ma anche turismo, cultura, attività sociali ecc..)

Ci piace concludere queste poche righe con una frase di uno dei giovanissimi ragazzi della Skasera...

ogni giorno sento di gente che ama la nostra terra e lo fa urlando slogan e frasi fatte Ma poi son solo capaci di lamentarsi e piangersi addosso, di auspicare due euro di elemosina da qualche fondo o che qualche “imprenditore” venga qui a devastare il paesaggio spianando e scavando per piantare viti o meleti..
Io voglio invece dare dignità a me stesso e a questo luogo consentendole di esprimere appieno le sue potenzialità e tipicità.. voglio essere io..vogliamo essere noi i padroni del nostro domani.. non delegando a questo o quel onorevole ma impegnandoci in prima persona.. lavorando assieme”...

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