venerdì 17 agosto 2012

EMERGENZA FAGIOLI.. E' IMPORTANTE AGIRE..


COSE' È CAPITATO QUEST'ANNO AI NOSTRI FAGIOLI??
VIROSI DEL FAGIOLO (mosaico comune)

Come stanno i tuoi fagioli quest'anno?
..questa è sicuramente una delle domande più comuni in questa calda estate..
..una domanda a cui segue spesso uno scuotere sconsolato del capo..

..ma cosa è accaduto ai nostri fagioli quest'anno?
Ce lo siamo chiesti anche noi..e abbiamo deciso di girare la domanda a tecnici ed esperti. Mettendo a frutto le tante conoscenze, contatti, relazioni acquisite nel tempo sia dal Gruppo Coltivare Condividendo che dall'associazione Dolomiti bio. Due realtà che credono in un agricoltura sana, sostenibile, biologica basata su biodiversità e coltivazioni tipiche ma anche e soprattutto sulle relazioni e la condivisione

Le risposte che abbiamo ottenuto sono state univoche.. è colpa di una virosi del fagiolo.. il mosaico comune.. Quindi non è colpa del clima anomalo (che ha tuttalpiù contribuito), ma di un qualcosa che da tempo minaccia le nostre coltivazioni e che quest'anno ha avuto un accelerazione improvvisa quanto letale

La malattia si è manifestata in vari modi: foglie deformate, più piccole del solito, con decolorazioni che ricordano le tessere di un mosaico; nanismo della pianta; aspetto cespuglioso; accartocciamento e bollosità delle foglie. Le piante ammalate possono rimanere vive ma essere improduttive, possono velocemente deperire fino a seccare (caso non raro quest’anno), oppure possono tollerare la presenza del virus ed essere più o meno produttive.
Ma quale è la causa principale di diffusione di questo virus? Il virus si propaga da un anno all’altro attraverso la semente infettata, il più delle volte raccolta inconsapevolmente dai coltivatori da piante ammalate che non hanno saputo riconoscere come tali.
Infatti, spesso il seme non manifesta anomalie rispetto alle caratteristiche ritenute normali ed è questo che inganna quei coltivatori che selezionano la semente da usare l’anno che verrà solo considerando le caratteristiche estetiche del seme sgranato e non anche lo stato di salute della pianta-madre. La riproduzione ripetuta di piante nate da semi malati porta ad un progressivo decadimento genetico delle coltivazioni che, di anno in anno, perdono vigore e produttività. (già nel 2011 la situazione era evidente sul fagiolo di Lamon, e tutti ne abbiamo sottostimato la rapidità di diffusione)

Ad aumentare la diffusione del virus ha contribuito in maniera decisiva una massiccia presenza di afidi che quest'anno hanno sviluppato dense colonie sulle coltivazioni e poi, disperdendosi di orto in orto, hanno trasmesso la malattia a numerose piante che prima erano sane, incrementando in modo significativo la percentuale di piante di fagiolo infette. E’ cosa ben nota che l’afide sia il più potente vettore della virosi del Mosaico Comune del fagiolo e quest’anno ha impartito un’accelerazione alla diffusione della virosi che già, nella trasmissione per seme, era esponenziale

Ma arrivati a questo punto..che facciamo? Come detto una delle prerogative sia di Dolomiti bio che di Coltivare Condividendo è quello di informare..di condividere conoscenze e creare consapevolezza. Pertanto riteniamo indispensabile infrangere il silenzio che avvolge la questione e avviare una azione informativa (usando mail, volantini, conferenze, contatti personali ecc..) affinchè si sappia e si abbia coscienza della situazione molto critica. Stiamo già diffondendo una serie di relazioni tecniche e di consigli di esperti da noi contattati. Porteremo e diffonderemo il più possibile materiale informativo e dei volantini creati ad hoc in fiere, mercati, mostre Chiediamo la collaborazione di tutti in questa azione informativa !!!
Tra le azioni molto concrete e pratiche da fare, c'è innanzitutto l' avere cura delle sementi che abbiamo accantonato. (è indispensabile riprendere l'antica abitudine di accantonare la semente, due o tre volte superiore a quella che usiamo di solito)
Molto importante anche andare in campo e segnare tutte quelle piante che non manifestano i sintomi della virosi (anche se cio' nn significa che siano sane) Le proteggeremo poi dagli attacchi degli afidi (con tecniche biologiche) e preleveremo solo e unicamente da quelle piante sane i semi che useremo negli anni a venire
E' importante non prelevare semente da piante malate (come detto il virus dimora nella semente e rischiamo di accantonare semente infetta)

Siamo consapevoli che per le varietà di fagiolo più diffuse e utilizzate da professionisti è ipotizzabile e auspicabile si pensi a un progetto di “pulitura della semente” (cosa che fu fatta nel 1997 quando coltivatori e Regione Veneto iniziarono un impegnativo programma di risanamento della semente, concretizzatasi dopo alcuni anni nella produzione di popolazione di sementi-virus esenti consegnata ai coltivatori.
Purtroppo è mancato un approccio territoriale sistematico e nel giro di pochi anni la situazione si è ripresentata in forma forse ancor più grave ed estesa).
Ma cio' è improponibile per le oltre 30 varietà di fagioli che sono stati censiti e classificati (come sementi antiche e locali) della provincia di Belluno.
Quindi diventa indispensabile un azione diffusa e capace di recuperare vecchi saperi e acquisire nuove tecniche di coltivazione (in programma la sperimentazione di tecniche biodinamiche o omeodinamiche ) e riproduzione affinchè questo enorme patrimonio di biodiversità non vada perso

Noi, seguiti da alcuni tecnici stiamo avviando un progetto di salvaguardia di sementi locali. Useremo semente “vecchia” e accantoneremo solo in minima parte semi di questo 2012. Nel frattempo stiamo individuando alcuni appezzamenti isolati e possibilmente siti a 1100-1300 m slm, saranno i nostri “campi per la semente”

Sappiamo che ci attende un lavoro sicuramente arduo e impegnativo ma indispensabile anche per salvaguardare una preziosa risorsa dell' agricoltura bellunese, in cui molti giovani credono e vi stanno investendo energie e risorse
Siamo a disposizione di tutti per diffondere conoscenze e pratiche, per confrontarci e collaborare . consapevoli che più le informazioni circolano e non restano imbrigliate tra burocrazie e chiusi in luoghi e stanze.. più questa nostra terra né trarrà beneficio.. e noi con essa..



Questo è il volantino che stiamo distribuendo.. perchè non lo stampi e lo distribuisci anche tu nella tua zona??





6 commenti:

  1. Ciao! Ho letto parte di questo articolo. Quando stavo a Bologna (centro) ho provato a coltivare i fagioli (anche quelli di soia) ed hanno presentato tutti queste macchie sulle foglie per poi morire...Difficilmente sono riuscita ad aver piante con la P maiuscola sui miei balconi a Bologna. Aria di bassa qualità? Penso di si! Attualmente sono vicino le Alpi e nei vasi cresce del basilico bellissimo che non ho MAI avuto!

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  2. domani sarà fatto alla mostra dell'orto a castelnovo del friuli ;D
    http://www.ilgnoort.it

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  3. consiglierei un controllo dei terreni soprattutto la concentrazione di metalli pesanti quali alluminio e sali di bario.....componenti ormai cospicui dei nostri cieli con la conseguente ricaduta pluviale sui nostri terreni....le piante sono debilitate per qualcosa...troviamo cosa.... i virus attecchiscono dove l'organismo e' debilitato...rischiamo di trovarci con terreni sempre piu' sterili e inadatti a certe coltivazioni senza sapere da cosa e' dovuto

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  4. Le mie piante sono tutte malatissime e quelle di tutti i miei amici-parenti-conosventi! Zona Caldonazzo-Calceranic-Levico.
    Proviamo a diffondere il volantino nei vivai, agrarie, ecc
    Alessandra Decarli

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  5. grazie pe ri post e i commenti.. e soprattutto per la diffusione del materiale!!

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  6. grazie per la diffusione: aggiungo qualche nota, dopo aver risposto a varie curiosità e domande sull'argomento:

    - non tutte le piante diventano improduttive, se la virosi colpisce la pianta già grandina ci sono fagioli PERFETTAMENTE COMMESTIBILI anche se nel germoplasma conservano il virus; ma sono indistinguibili da quelli senza.
    I virus delle piante non attaccano gli animali o l'uomo, anche gli afidi che li trasmettono lo fanno attraverso la linfa infetta che passa da una pianta all'altra con la loro puntura.

    - Sono state influenzate tutte le coltivazioni di Phaseolus Vulgaris, che comprendono tegoline varie alte e basse, Lamon. Gialet e oltre 30 ecotipi censiti che Coltivarcondividedo sta moltiplicando. Per la conservazione di questi questi fagioli rari è fondamentale non perdere i pochi semi producibili, e quindi informare i potenziali inconsapevoli vicini che hanno "vettori di virus" delle modalità di diffusione dell'epidemia.

    - Se una pianta è indebolita è facile che sia attaccata anche da atre patologie: malattie fungine, ruggine, ragnetto - con sintomi simili a quelli iniziali del virus CBMV - e altro. Per questo è opportuno a fine annata distruggere le piante non sane, per evitare che a es le ife dei funghi si mantengano nel terreno.

    - I virus non si trasmettono né si conservano nel terreno, ma solo per seme e poi si moltiplicano e diffondono per punture di afidi, e anche - in misura minore - per graffi e contatto . ecco perché è opportuno, se si vuole fare seme, partire da semi sani e metterli 1 pianta per 1 tutore, non troppo vicini, in "gabbia" di rete fitta che non lasci passare afidi.

    Per fare stare meglio le piante di fagiolo sono importanti alcune buone pratiche agronomiche:
    - rotazioni colturali e concimazioni - organiche meglio - , in modo che il terreno mantenga in modo equilibrato i nutrienti necessari.
    - se possibile scegliere posti circondati da piante che limitano gli spostamenti degli afidi e mantengono un microclima più umido e fresco, adatto al fagiolo che è pianta di origine tropicale.
    - cura delle piante, per mantenerle in buona salute e più resistenti: osservazione periodica, innaffiature di soccorso se servono, trattamenti se piove molto per evitare malattie fungine, ecc
    - bloccare infestazioni di afidi (sapendo che il proprio campo potrebbe essere già danneggiato quando si interviene, bastano pochi secondi e pochi individui per trasmettere la virosi; ma importante bloccare il numero per non diffondere il contagio) . Possibili mezzi compatibili con coltivaz bio: in particolare l'azadiractina (olio di neem) che blocca la crescita, pur non essendo selettivo e agendo anche su insetti utili impedisce proliferare di afidi e nascita di nuove generazioni alate che si spostano altrove, quindi è efficace per limitare contagio.

    cari saluti, il mio campo è così così se volete vederlo.

    Laura

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