giovedì 30 agosto 2012

“La virosi del fagiolo si sconfigge anche con l'informazione, la condivisione, il costruire progetti molto concreti e pratici”


APPELLO IMPORTANTE !!!!!

 CONSAPEVOLI DEL FATTO CHE PUR VOLENDOLO NON RIUSCIAMO A RAGGIUNGERE (CON I  VOLANTINI E IL MATERIALE INFORMATIVO) TUTTI I PAESI..LE FRAZIONI..I LUOGHI DI QUESTA NOSTRA PROVINCIA (e non solo..) 
ABBIAMO DECISO DI LANCIARE QUESTO APPELLO E CHIEDIAMO A TE.. SI PROPRIO A TE DI AIUTARCI !!!

TI CHIEDIAMO DI STAMPARE IL VOLANTINO RELATIVO ALLA VIROSI DEL FAGIOLO.. CHE ALLEGHAIMO (o quelli dei post precedenti) .. DI STAMPARLO E DI METTERLO NELLA BACHECA.. NEL BAR O IN QUALSIASI ALTRO LUOGO DEL TUO PAESE (o dove vorrai)

ma anche di parlare della questione con tuoi conoscenti, amici, vicini di casa...
o diffondendo via mail il nostro appello
E' VITALE CHE LE INFORMAZIONI GIRINO !!
TE NE SIAMO GRATI !!!!!!!!!!!!!!
(di seguito due righe per presentare l'iniziativa e fare il punto della situazione sulla questione virosi)

 “La virosi del fagiolo si sconfigge anche con l'informazione, la condivisione, il costruire progetti molto concreti e pratici

Questa la convinzione che ha spinto molti di noi, in questo torrido agosto, a girare per paesi, fiere, piazze.. distribuendo i nostri volantini “caserecci” auto prodotti e auto finanziati,,a parlare con la gente.. a visitare campi ed orti
Un impegno senz' altro ripagato dalla notevolissima attenzione riservata a questa importante situazione che ha toccato quasi tutta la provincia di Belluno.. debordando anche in trentino e nel trevigiano.

Le centinaia di volantini, le migliaia di contatti al nostro blog, le telefonate e le mail ci fanno dire che c' è una enorme “sete” di conoscenza e informazione soprattutto da parte di auto produttori, piccoli coltivatori ma anche da parte di aziende che non sanno a chi rivolgersi per capire e avere spiegazioni per un annata davvero disastrosa.
La domanda “ma che è successo quest'anno ai nostri fagioli ha una risposta lapidaria.. “è una virosi.. il famigerato mosaico comune del fagiolo..
Quindi non è colpa del clima anomalo (che ha tuttalpiù contribuito), ma di un qualcosa che da tempo minaccia le nostre coltivazioni e che quest'anno ha avuto un accelerazione improvvisa quanto letale

Il virus si propaga da un anno all’altro attraverso la semente infettata, il più delle volte raccolta inconsapevolmente dai coltivatori da piante ammalate che non hanno saputo riconoscere come tali. (ma molta virosi è stata palesata anche da semente acquistata) Infatti, spesso il seme non manifesta anomalie rispetto alle caratteristiche ritenute normali ed è questo che inganna quei coltivatori che selezionano la semente da usare l’anno che verrà solo considerando le caratteristiche estetiche del seme sgranato e non anche lo stato di salute della pianta-madre.

Ad aumentare la diffusione del virus ha contribuito in maniera decisiva una massiccia presenza di afidi che quest'anno hanno sviluppato dense colonie sulle coltivazioni e poi, disperdendosi di orto in orto, hanno trasmesso la malattia a numerose piante che prima erano sane, incrementando in modo significativo la percentuale di piante di fagiolo infette.

Dinnanzi a questa vera e propria epidemia sia Dolomiti bio che il gruppo Coltivare Condividendo credono sia indispensabile informare..condividere conoscenze e creare consapevolezza. Pertanto riteniamo indispensabile infrangere il silenzio che avvolge la questione e continuare con forza questa azione (dal basso..molto concreta e diretta) informativa

Ci rendiamo pero' conto che non riusciamo (pur volendolo) raggiungere tutti.. arrivare in ogni paese o frazione e quindi stiamo lanciando un appello.. “aiutateci ad informare” Invitiamo tutti coloro che hanno a cuore questa nostra Terra e i suoi frutti a scaricare del nostro blog volantini e mini manifesti.. a stamparli e a metterli nella bacheca, nel bar o in qualsiasi altro luogo pubblico a lui vicino O magari ne parli con vicino di casa, con parenti e conoscenti.. è importante che si sappia e si sappia cosa fare

Tra le azioni molto concrete e pratiche da fare, c'è innanzitutto l' avere cura delle sementi che abbiamo accantonato. (è indispensabile riprendere l'antica abitudine di accantonare la semente, due o tre volte superiore a quella che usiamo di solito)
Molto importante anche andare in campo e segnare tutte quelle piante che non manifestano i sintomi della virosi (anche se cio' nn significa che siano sane) Le proteggeremo poi dagli attacchi degli afidi (con tecniche biologiche) e preleveremo solo e unicamente da quelle piante sane i semi che useremo negli anni a venire 
E' importante non prelevare semente da piante malate (come detto il virus dimora nella semente e rischiamo di accantonare semente infetta)

L'enorme successo di questa “azione informativa” ci da ulteriore forza e determinazione per proseguirla anche nei prossimi giorni e nelle prossime settimane

Crediamo che questa epidemia che sta mettendo a rischio molte delle oltre 30 varietà di fagioli che abbiamo censito e classificato (come sementi antiche e locali) della provincia di Belluno., ci stia comunque insegnando molto

Innanzitutto ad aumentare un approccio condiviso e partecipato nel coltivare e nello scambiare esperienze e conoscenze. Mai e poi mai ci considereremo persone che “danno lezioni”, che pretendono di insegnare.. siamo consapevoli dei nostri limiti e crediamo sia vitale sperimentare, cercare soluzioni e strategia in cui non c'è un elitè che detta tempi e modi ma in cui la conoscenza di tutti è indispensabile In primis quella “dei nostri vecchi” Sono loro che ci hanno insegnato come si fa la selezione della semente (dalle piante sane e non solo dal seme) Sono loro che ci hanno insegnato come conservare la semente e quanta conservarne
A tale conoscenza va affiancata anche quella di bravissimi tecnici e selezionatori con i quali abbiamo stabilito un bella e proficua collaborazione
Oggi un vecchio contadino ci ha detto.. bisogna tornare coi piedi per terra, tornare a mettere le mani nella terra.. avere maggior rispetto della terra e dei suoi frutti.. bisogna smetterla di pensare che l'importante è fare “soldi”.. a vendere come “semente” anche fagioli buoni solo per mangiare.. fare semi è un arte, è faticoso e troppo spesso sono state prese scorciatoie.. e adesso ne paghiamo le conseguenze..

Ma quando gli abbiamo detto come facciamo noi le sementi.. sorridendo ci ha detto.. venite che vi faccio vedere il mio campo...

forse è proprio da qui che bisogna ripartire... dalla terra.. dal sapere contadino..
dall'umiltà .. dalla passione..

domenica 26 agosto 2012

FAGIOLO BASSI ANTICHI

Sono una particolarità che abbimo trovato a Fonzaso (BL) E' l'unico Comune in cui abbiamo registrato la presenza e la coltivazione di "fagioli bassi" in decenni passati Venivano..e in parte vengono.. consociati con la vite Coltivati nell'interfila, offrivano una valida alternativa e soprattutto una stagionalità diversa ai tradizionali "fagioli alti della zona" in primis il fagiolo Bonel

Molte le testimonianze raccolte inerenti soprattutti ad alcuni di  questi fagioli antichi bassi

Da qualche anno li stiamo coltivando e ridistribuendo, in un territorio in cui è ancora molto vivo il loro ricordo e ove son molto apprezzati.

FAGIOLO BONEL BASSO
È indubbiamente il più conosciuto Ci hanno testimoniato che veniva coltivato molto e che dava ottime produzioni Si raccoglieva secco e veniva usato sia per minestre che mangiato lesso in abbinamento con altre verdure
Purtroppo anche questa varietà è stata colpita dalla virosi.. per fortuna siamo riusciti a segnare alcune piante sane (seminate a inizio giugno)
Le piante seminate il 28 maggio sono pronte per la raccolta in questi giorni (la prima fioritura)
     

FUMOLET
Altro tipo di "fagiolo antico basso" molto coltivato nel fonzasino in consociazione con la vite Più rigoglioso rispetto al "bonel basso" e anche più produttivo
Ha un fagiolo tondegginate e grigiastro molto delicato ma che richiede una certa attenzione al momento della cottura
Si presta anche a semine tardive che non devono pero' superare il 26 giugno
Abbiamo riscontrato che la pacciamatura con foglie o fieno da ottimi risultati
In questo 2012 davvero molto difficile abbiamo notato un ottima resistenza alla "virosi o mosaico comune" Da verificare se sia casuale o meno
Le semine del 26 giugno sono in piena fioritura e si nota la comparsa dei primi bacelli a metà agosto 


FASOL de la MARINA
E' un borlotto nano che è stato ritrovato in zona Arten di Fonzaso Coltivato in consociazione con la vite ma sucessivamente anche in campi e orti
Ecco alcuni dati forniti da una delle schede distribuite in primavera:

data semina: 01maggio 2012
metodo di semina: manuale, su terreno arato, non concimato
data inizio fioritura: primi fiori verso il 15 giugno, fioritura complessiva a partire dal 20 giugno. Rispetto alle altre tipologie basse questa presenta uno sviluppo più lento cosi anche nella fioritura e maturazione dei bacelli: a fine luglio sono pochi i bacelli secchi ed è presente una seconda fioritura.
colore dei fiori: bianco
data comparsa primi baccelli: 20 giugno
colore dei baccelli freschi: da inizialmente verde a rosso screziato, poco intenso con sfondo biancogiallo
data raccolta primi baccelli secchi: 10 agosto
colore dei baccelli secchi: dal giallo paglia al grigio
Numero baccelli freschi raccolti: nessuno. numero baccelli secchi raccolti
numero complessivo dei fagioli raccolti: produzione mediocre, inferiore a quella del precedente anno
numero ibridi notati: nessuno

AVVERSITA': fase di caldo e secco nella seconda metà di Giugno, periodo di sviluppo dei bacelli; attacco limitato di afidi derivanti da fagioli alti coltivati in adiacenza ( in particolare “fasole” risolto con utilizzo di Olio di Neem).

 
BIANCHET
 Fagiolo basso antico molto produttivo e di veloce accrescimento
Di seguito alcuni dati rilevati dalla scheda di coltivazione di Luca Ferrari ad Arten (Fonzaso - BL)

data semina: 28 aprile 2012
metodo di semina: manuale, su terreno arato, non concimato

data inizio fioritura:
colore dei fiori: bianco

data comparsa primi baccelli: 40 Giorni
colore dei baccelli freschi:
data raccolta primi baccelli secchi : 75 giorni
data raccolta : 27 luglio 2012, a 90 giorni dalla semina
colore dei baccelli secchi: colore paglia, generalmente uniforme, solo ove a contatto con terreno assume toni più scuri e variegati, fino al grigio scuro.
Caratteristiche della pianta: pianta a sviluppo rapido, buono sviluppo vegetativo, fioritura a partire da 35mo giorno; la pianta, anche in condizioni di tempo umido, va a seccare rapidamente con la maturazione dei bacello; ridotta la seconda fioritura, solo su un 5-10% delle piante.
Numero baccelli freschi raccolti : nessuno
numero baccelli secchi raccolti elevata produttività delle piante come rilevato anche negli anni precedenti.

numero complessivo dei fagioli raccolti
numero ibridi notati: nessuno

venerdì 17 agosto 2012

EMERGENZA FAGIOLI.. E' IMPORTANTE AGIRE..


COSE' È CAPITATO QUEST'ANNO AI NOSTRI FAGIOLI??
VIROSI DEL FAGIOLO (mosaico comune)

Come stanno i tuoi fagioli quest'anno?
..questa è sicuramente una delle domande più comuni in questa calda estate..
..una domanda a cui segue spesso uno scuotere sconsolato del capo..

..ma cosa è accaduto ai nostri fagioli quest'anno?
Ce lo siamo chiesti anche noi..e abbiamo deciso di girare la domanda a tecnici ed esperti. Mettendo a frutto le tante conoscenze, contatti, relazioni acquisite nel tempo sia dal Gruppo Coltivare Condividendo che dall'associazione Dolomiti bio. Due realtà che credono in un agricoltura sana, sostenibile, biologica basata su biodiversità e coltivazioni tipiche ma anche e soprattutto sulle relazioni e la condivisione

Le risposte che abbiamo ottenuto sono state univoche.. è colpa di una virosi del fagiolo.. il mosaico comune.. Quindi non è colpa del clima anomalo (che ha tuttalpiù contribuito), ma di un qualcosa che da tempo minaccia le nostre coltivazioni e che quest'anno ha avuto un accelerazione improvvisa quanto letale

La malattia si è manifestata in vari modi: foglie deformate, più piccole del solito, con decolorazioni che ricordano le tessere di un mosaico; nanismo della pianta; aspetto cespuglioso; accartocciamento e bollosità delle foglie. Le piante ammalate possono rimanere vive ma essere improduttive, possono velocemente deperire fino a seccare (caso non raro quest’anno), oppure possono tollerare la presenza del virus ed essere più o meno produttive.
Ma quale è la causa principale di diffusione di questo virus? Il virus si propaga da un anno all’altro attraverso la semente infettata, il più delle volte raccolta inconsapevolmente dai coltivatori da piante ammalate che non hanno saputo riconoscere come tali.
Infatti, spesso il seme non manifesta anomalie rispetto alle caratteristiche ritenute normali ed è questo che inganna quei coltivatori che selezionano la semente da usare l’anno che verrà solo considerando le caratteristiche estetiche del seme sgranato e non anche lo stato di salute della pianta-madre. La riproduzione ripetuta di piante nate da semi malati porta ad un progressivo decadimento genetico delle coltivazioni che, di anno in anno, perdono vigore e produttività. (già nel 2011 la situazione era evidente sul fagiolo di Lamon, e tutti ne abbiamo sottostimato la rapidità di diffusione)

Ad aumentare la diffusione del virus ha contribuito in maniera decisiva una massiccia presenza di afidi che quest'anno hanno sviluppato dense colonie sulle coltivazioni e poi, disperdendosi di orto in orto, hanno trasmesso la malattia a numerose piante che prima erano sane, incrementando in modo significativo la percentuale di piante di fagiolo infette. E’ cosa ben nota che l’afide sia il più potente vettore della virosi del Mosaico Comune del fagiolo e quest’anno ha impartito un’accelerazione alla diffusione della virosi che già, nella trasmissione per seme, era esponenziale

Ma arrivati a questo punto..che facciamo? Come detto una delle prerogative sia di Dolomiti bio che di Coltivare Condividendo è quello di informare..di condividere conoscenze e creare consapevolezza. Pertanto riteniamo indispensabile infrangere il silenzio che avvolge la questione e avviare una azione informativa (usando mail, volantini, conferenze, contatti personali ecc..) affinchè si sappia e si abbia coscienza della situazione molto critica. Stiamo già diffondendo una serie di relazioni tecniche e di consigli di esperti da noi contattati. Porteremo e diffonderemo il più possibile materiale informativo e dei volantini creati ad hoc in fiere, mercati, mostre Chiediamo la collaborazione di tutti in questa azione informativa !!!
Tra le azioni molto concrete e pratiche da fare, c'è innanzitutto l' avere cura delle sementi che abbiamo accantonato. (è indispensabile riprendere l'antica abitudine di accantonare la semente, due o tre volte superiore a quella che usiamo di solito)
Molto importante anche andare in campo e segnare tutte quelle piante che non manifestano i sintomi della virosi (anche se cio' nn significa che siano sane) Le proteggeremo poi dagli attacchi degli afidi (con tecniche biologiche) e preleveremo solo e unicamente da quelle piante sane i semi che useremo negli anni a venire
E' importante non prelevare semente da piante malate (come detto il virus dimora nella semente e rischiamo di accantonare semente infetta)

Siamo consapevoli che per le varietà di fagiolo più diffuse e utilizzate da professionisti è ipotizzabile e auspicabile si pensi a un progetto di “pulitura della semente” (cosa che fu fatta nel 1997 quando coltivatori e Regione Veneto iniziarono un impegnativo programma di risanamento della semente, concretizzatasi dopo alcuni anni nella produzione di popolazione di sementi-virus esenti consegnata ai coltivatori.
Purtroppo è mancato un approccio territoriale sistematico e nel giro di pochi anni la situazione si è ripresentata in forma forse ancor più grave ed estesa).
Ma cio' è improponibile per le oltre 30 varietà di fagioli che sono stati censiti e classificati (come sementi antiche e locali) della provincia di Belluno.
Quindi diventa indispensabile un azione diffusa e capace di recuperare vecchi saperi e acquisire nuove tecniche di coltivazione (in programma la sperimentazione di tecniche biodinamiche o omeodinamiche ) e riproduzione affinchè questo enorme patrimonio di biodiversità non vada perso

Noi, seguiti da alcuni tecnici stiamo avviando un progetto di salvaguardia di sementi locali. Useremo semente “vecchia” e accantoneremo solo in minima parte semi di questo 2012. Nel frattempo stiamo individuando alcuni appezzamenti isolati e possibilmente siti a 1100-1300 m slm, saranno i nostri “campi per la semente”

Sappiamo che ci attende un lavoro sicuramente arduo e impegnativo ma indispensabile anche per salvaguardare una preziosa risorsa dell' agricoltura bellunese, in cui molti giovani credono e vi stanno investendo energie e risorse
Siamo a disposizione di tutti per diffondere conoscenze e pratiche, per confrontarci e collaborare . consapevoli che più le informazioni circolano e non restano imbrigliate tra burocrazie e chiusi in luoghi e stanze.. più questa nostra terra né trarrà beneficio.. e noi con essa..



Questo è il volantino che stiamo distribuendo.. perchè non lo stampi e lo distribuisci anche tu nella tua zona??





martedì 14 agosto 2012

UNA PROPOSTA "VITALE" PER LA NOSTRA VALLATA.. IL BIO DISTRETTO


UNA PROPOSTA SOSTENIBILE: IL BIODISTERETTO

Un bel “filo” di speranza, proposta.. di “sostenibilità ha legato in questo fine settimana feltrino e cadore
Infatti, sabato a Tomo (comune di Feltre) si è tenuta una riuscitissima iniziativa organizzata da Coltivare Condividendo e dai ragazzi della Skasera. Oltre a visitare l'orto comune e a osservare in campo problemi e successi in un annata decisamente particolare, è stato compiuto un atto di disobbedienza civile contro la politica della Comunità Europea che penalizza sempre più sementi antiche e coltivazioni tradizionali favorendo l'agroindustria e le grosse multinazionali
Ma si è soprattutto dato vita a un fruttuoso dibattito stimolato anche dalla presenza del neo assessore all' agricoltura del Comune di Feltre Valter Bonan

Un dibattito molto vivo e partecipato che ha visto seduti fianco a fianco “vecchi” padri del biologico bellunese (es Toni Vago) e giovanissimi coltivatori, appassionati e piccoli auto produttori locali e non solo

E' emersa con forza l'esigenza di puntare su un agricoltura sostenibile, rispettosa di ambiente, territorio, biodiversità, paesaggio, salute. Incentrata su varietà locali e tecniche di coltivazione biologiche.. un qualcosa di fondamentale è un valore aggiunto per la nostra zona. Un agire che si interseca e aumenta le potenzialità di turismo e artigianato sostenibili, che crea lavoro di qualità e induce ad investire nella cura della nostro territorio, della identità, del paesaggio tipico della Valbelluna.

Un agricoltura che guarda al futuro, alla cosidetta green economy e che si differenza da un agroindustria impattante e zeppa di pesticidi, concimi e diserbanti dall'indubbio impatto ambientale. Un agricoltura, quella sostenibile, che ha a cuore la fertilità del suolo, il paesaggio..la salute. Che rende uniche le produzioni locali e non è costretta a dipendere dalle fluttuazioni delle borse mondiali. Un agricoltura che informa e costruisce consapevolezza, relazioni tra chi produce e chi acquista, che fuga ogni ambiguità e si basa su chiarezza e fiducia. L’agricoltura che accompagna ogni cittadino cosciente.

Lo stesso spirito ha contraddistinto la giornata di domenica a Calalzo di Cadore dove, grazie all'energia e alla determinazione di Daniela De Martin e del GAS “el ceston” si è tenuta la 7° edizione di “Cadore Natura”
Decine i banchetti presenti e migliaia le persona accorse Uno scenario sicuramente diverso da quello feltrino ma pervaso dallo stesso spirito e dallo stesso amore per questa nostra Terra, dallo stesso desiderio di proporre e costruire assieme

Due momenti in cui tante conoscenze, esperienze, saperi, metodi e desideri si sono incontrati e hanno dialogato.. hanno proposto Momenti in cui non si sono sentiti piagnistei e scoramenti, lamentazioni e rassegnazioni.. ma contraddistinti da proposte alte.. in cui più e più volte si è parlato di “bio distretto” di “distretto del biologico” da costruire passo dopo passo in questa nostra valle (partendo da alcune coltivazioni magari tipiche)
Un progetto a lungo termine ma che va costruito da subito con iniziative molto concrete e dirette

Queste due giornate ci lasciano tante belle sensazioni ed energia ma anche una “impegno” importante.. la consapevolezza che se per davvero amiamo questa nostra terra e crediamo nei nostri sogni e desideri..ora dobbiamo concretizzare questo nostro obiettivo Iniziando a contattare e coinvolgere tutti coloro che credono in questo obiettivo (associazioni, gruppi, singoli cittadini..) a stimolare, non solo il Comune di Feltre, ma anche gli altri Comuni, il Parco delle Dolomiti Bellunesi, la Scuola Agraria e tutti coloro che possono, devono essere coinvolti in questo cammino condiviso (che non riguarda solo l'agricoltura ma anche turismo, cultura, attività sociali ecc..)

Ci piace concludere queste poche righe con una frase di uno dei giovanissimi ragazzi della Skasera...

ogni giorno sento di gente che ama la nostra terra e lo fa urlando slogan e frasi fatte Ma poi son solo capaci di lamentarsi e piangersi addosso, di auspicare due euro di elemosina da qualche fondo o che qualche “imprenditore” venga qui a devastare il paesaggio spianando e scavando per piantare viti o meleti..
Io voglio invece dare dignità a me stesso e a questo luogo consentendole di esprimere appieno le sue potenzialità e tipicità.. voglio essere io..vogliamo essere noi i padroni del nostro domani.. non delegando a questo o quel onorevole ma impegnandoci in prima persona.. lavorando assieme”...

martedì 7 agosto 2012

SEMI'NO CLANDESTINO.. O SÈMINO CLANDESTINO ???


TUTELIAMO LA BIODIVERSITA' E LE SEMENTI ANTICHE

In questi giorni si sta parlando davvero molto di “sementi”. A stimolare il dibattito una sentenza della Corte Europea di Giustizia che, chiamata e dirimere una controversia commerciale tra due ditte sementiere francesi ha ribadito una serie di “principi”, “priorità” e “vincoli” che evidenziano quale sia la “visione agricola” della legislazione europea.

fagiolo FUMOLET
Tale sentenza (del 12 luglio scorso) ha fatto scaturire i commenti e le prese di posizione più disparate. Qualcuno le ha attribuito la messa al bando delle sementi antiche, altri parlano di “una riconferma di quanto già previsto”..

Noi, consapevoli del fatto che essa tocca marginalmente il nostro operare, dato che le sementi non le commercializziamo, ma le riproduciamo, scambiamo e regaliamo, abbiamo comunque letto nella sentenza della Corte di Giustizia europea un ribadire concetti, impostazioni e visioni che ci piacciono davvero poco.

Rileviamo che sempre più spesso leggi, normative, sentenze (sia a livello nazionale, europeo o di organismi mondiali) limitano sempre più l' utilizzo, la commercializzazione e la diffusione delle sementi antiche..(ma anche lavorazioni, tecniche e metodologie produttive e di auto produzione.. non industriali)

Nella sentenza europea leggiamo ad esempio che la politica agricola europea deve essere finalizzata al “massimo profitto” e che le sementi devono essere registrate in un apposito registro europeo La registrazione costa tempo, denaro e richiede che le varietà registrate soddisfino a precisi criteri di stabilità, distinzione e omogeneità. (caratteristiche che le varietà antiche non hanno)

Da ciò si può intuire che le migliaia di varietà locali che per secoli hanno nutrito, reso uniche e particolari le nostre pietanze, caratterizzato il nostro territorio rischiano di essere..passo dopo passo considerate “fuori legge”.. “clandestine

Leggi e sentenze che espropriano contadini, piccoli produttori, cittadino di fare ciò che da sempre si è fatto.. riprodurre, conservare e distribuire le sementi antiche.. le sementi dei nostri padri..dei nostri avi..

Ciò favorisce esclusivamente le 7 multinazionali che controllano già il 75% del mercato delle sementi.. (e che si occupano contemporaneamente della produzione di sementi, veleni per l’agricoltura e OGM)

Noi che crediamo in un agricoltura, in un coltivare, auto produrre.. sano, sostenibile, rispettoso di ambiente, salute, paesaggio, territorio e relazioni (e non finalizzato quindi al mero “massimo profitto”) ci opponiamo con forza a questo andazzo. Consapevoli che, soprattutto in realtà e situazioni come la nostra, il solo profitto è sinonimo di un agricoltura intensiva, di speculazioni che arricchiscono solo i soliti noti.. di devastazione, inquinamento e avvelenamento.. di impoverimento del substrato (basti pensare che le Nazioni Unite ci hanno ricordato che la Pianura Padana, a causa della monocultura intensiva del mais è a rischio desertificazione)

Crediamo invece in una ruralità basata sulle varietà antiche e locali.. che non richiedono grosse concimazioni e trattamenti chimici, adattandosi benissimo a un agricoltura biologica.. varietà che rendono “tipica” e unica tale agricoltura, che la legano al territorio e a un turismo sostenibile
Coltivazioni non energivore che, grazie alla biodiversità e alla policoltura riescono a fornire produzioni anche in anni dal clima mutevole come lo è questo 2012 (e pensiamo, temiamo che il futuro avrà questo andamento)

Abbiamo pertanto deciso, sia per discutere di queste questioni che di palesare il nostro profondo dissenso verso una politica agricola europea che ostacola il “piccolo” e la tipicità favorendo le multinazionali e l'omologazione
.. di organizzare un momento di dialogo, riflessione ma anche di “disobbedienza civile..

Infatti sabato 11 agosto, con inizio alle ore 15 presso la Skasera (tra Porcen e Tomo.. vicino a Feltre BL) si terrà “SEMINO CLANDESTINO” ..

Un pomeriggio dedicato alla visita all'orto comune dei ragazzi della Skasera e semina “disobbediente” di sementi e piantine di varietà antiche

Poi, vicino alla mostra delle sementi antiche e locali, discuteremo della agricoltura che desideriamo e di quella che contestiamo (troverà spazio anche la campagna promossa da Rete Semi Rurali “Campagna per il riconoscimento del diritto dei contadini alla selezione e commercializzazione dei semi di varietà da conservazione” )

Ampio spazio per proposte, suggerimenti, costruzione di iniziative e laboratori vari

Crediamo sia molto importante il costruire dal basso, molto pratico, concreto e diretto.. sensibilizzando, condividendo conoscenze, saperi, metodi.. consapevoli che amare la propria Terra significa anche difenderla da imposizioni calate dall'alto

Non mancheremo di ribadire che è indispensabile si curare bene il proprio orto.. ma è vitale alzare anche la schiena e saper volgere il nostro sguardo all'orizzonte.. del resto la Terra che ci ospita è il nostro orto.. condiviso..

GIRONZOLANDO NELL' ORTO

Anche in un anno non certo facile per la coltivazione, come si sta rivelando questo 2012 (per fortuna che in questi ultimi giorni, almneo qui, non mancano le piogge).. prosegue il "lavoro" di mappatura delle varietà antiche 

Si sono già raccolte sia le "badane bonorive"(borlotto alto precoce) che alcune varietà di "tegolina" (bisbolada e di Erto) Buoni anche i "racoclti" di "bianchet" (fagiolo basso che si raccoglie seccoin 60-70 giorni)I raccolti non sono stati abbondanti (anzi) ma qualcosa si è raccolto..
badane bonorive (borlotto precoce)

Vista l'annata non ottima per i fagioli, consigliamo di tenere la semente solo di quelle piante che non hanno palesato virosi A breve dedicheremo un post e una giornata proprio alla selezione della semente


Ottimi risultati li stanno invece dando i pomodori di varietà antiche che da qualche anno stiamo riproducendo e distribuendo
  











Ricordiamo che anche in questa stagione è possibile, anzi consigliabile seminare e piantare nel nostro orto.. per qualche indicazione e consiglio visitare questo blog (cliccare qui)

Vi ricordiamo inoltre che saremo presenti a Cadore Natura domenica prossima
Cadore Natura, il mercato dei prodotti biologici e
                tradizionali della provincia di Belluno

Cadore Natura - domenica 12 agosto 2012

Appuntamento ormai consolidato per l’estate di Calalzo, "Cadore Natura"
 ogni anno anima di banchetti il centro del paese, in un’atmosfera di festa.
 Protagoniste sono le piccole aziende biologiche venete e quelle tradizionali 
della provincia di Belluno che presentano un prodotto il quale, oltre a dare 
garanzia di qualità, rintracciabilità e salubrità, racconta un territorio, 
una cultura e un metodo di produzione. È un’occasione per migliorare 
la conoscenza delle risorse locali, di avvicinare il produttore all’acquirente,
 di promuovere un’economia sostenibile; non mancheranno momenti culturali,
 di degustazione e di approfondimento sui temi dell’agricoltura. 
L'Aiab Veneto, per una maggiore garanzia nell’organizzazione dei 
mercatini, prevede il controllo in loco della certificazione delle 
aziende biologiche e in collaborazione con il comune cerca di 
ridurre al minimo l’impatto ambientale non utilizzando materiale 
plastico e non servendo acque minerali in bottiglia, in coerenza 
con la campagna "Acqua bene comune".

EVENTI

Incontri pomeridiani (dalle ore 17, in Piazza IV novembre):

"Cerchiamo il pelo nell’uovo"

L’esperienza di un allevamento biologico di galline ovaiole
Relatore: Sergio Pascolo, Titolare dell’azienda biologica Pascolo


"I semi di oggi per l’agricoltura sostenibile di domani"

Relatore: Tiziano Fantinel, Associazione Coltivare Condividendo e DolomitiBio
 

venerdì 3 agosto 2012

LEGGE EUROPEA SULLE SEMENTI ANTICHE.. NOI DISUBBEDIAMO !!!

LEGGE EUROPEA SULLE SEMENTI ANTICHE...
.. NOI DISUBBEDIAMO !!!

ABBIAMO LETTO IN QUESTI GIORNI ALCUNI ARTICOLI CHE CI INFORMANO DELLA RECENTE SEMENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA SULLA QUESTIONE "SEMENTI TRADIZIONALI" (ANTICHE)

SIAMO CONSAPEVILO CHE TALE SENTENZA RIGUARDA LA COMMERCIALIZZAZIONE DI TALI SEMENTI E QUINDI CI TOCCA MARGINALMENTE DATO CHE NOI LE SEMENTI LE SCAMBIAMO E LE RAGALIAMO.. NON FACCIAMO ALCUNA FORMA DI COMMERCIO.. MA LA SENSAZIONE CHE TALE SENTENZA CI DA E' QUELLA DI OSTACOLARE, LIMITARE E CERCARE DI METTERE AL BANDO LE SEMENTI ANTICHE PER SPALANCARE LE PORTE AI FAMIGERATI OGM O COMUNQUE A UN CONTROLLO SULLE SEMENTI DELLE POCHE MULTINAZIONALI

OVVIAMENTE CI RIBELLIAMO A TUTTO CIO' !!!!!!!!!!!!!!!

LANCIAMO UN APPELLO ALLA MOBILITAZIONE E CON OGNI PROBABILITA' NE PARLEREMO A UN INCONTRO RPEVISTO PER SABATO11 AGOSTO ALLA SKASERA (tra Tomo e Porcen) .. A BREVE INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE

SI SEGUITO UN BEL ARTICOLO AL RIGUARDO DI RESET (rete di salvaguardia del territorio) per vedere il loro sito cliccare qui

Addio sapori antichi: L’UE mette al bando le sementi tradizionali

In una sentenza del 12 Luglio, la Corte di Giustizia dell’ Unione Europea, ha confermato il divieto di commercializzare sementi di varietà tradizionali che non siano state iscritte nel catalogo ufficiale europeo. E’ la sconfitta delle associazioni volontarie impegnate nella salvaguardia della varietà delle piante antiche, l’unica alternativa che avevamo a sementi inustriali ed OGM.

Le sementi tradizionali sono il risultato di millenni di selezione derivati dall’esperienza agricola umana, un tesoro che si è conservato nei secoli protetto dagli agricoltori; queste sementi riassumono in sé la memoria storica e biologica dell’agricoltura e racchiudono un patrimonio genetico molto vasto che determina la biodiversità dei prodotti agricoli. Dal 1998 però è in vigore una direttiva comunitaria europea che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere vietandolo agli agricoltori, in questo modo ciò che i contadini hanno fatto per millenni è diventato improvvisamente un reato. L’intero mercato mondiale delle sementi è oggi quasi totalmente gestito da sette aziende multinazionali che detengono i brevetti e che si occupano contemporaneamente (e paradossalmente) della produzione di sementi, veleni per l’agricoltura e OGM. Come si è arrivato a questo? Considerando che l’iter per registrare un nuovo semente richiede circa 12-15 anni di lavoro e costare fino a 1 milione di euro, è semplice capire che parliamo di capitali di cui può disporre solo una grande azienda e non un piccolo agricoltore. Negli ultimi anni un progetto di recupero delle tradizioni culturali rurali, diverse associazioni di Seed Salvers (salvatore di semi) si erano impegnate nella salvaguardia della varietà delle piante antiche, salvandole dall’estinzione e coltivandole in orti su piccola scala. Il pregio di queste varietà di semi deriva dall’elevato valore nutritivo dei prodotti che producono e dal loro facile adattamento all’agricoltura eco-compatibile.

La sentenza del 12 luglio della Corte di Giustizia europea, arriva in risposta ad una controversia tra due imprese francesi, l’associazione no-profit Kokopelli e un produttore di sementi Graines Baumaux sas. La Graines Baumaux sas aveva denunciato la Kokopelli accusandola di commercializzare sementi non iscritte nei cataloghi ufficiali; le sementi in questione sono di varietà arcaiche. Inizialmente la Corte di Giustizia aveva sentenziato che: “L’assenza di una semente dal catalogo non è indice del fatto che non sia “buona”, perché le norme che ne regolano l’iscrizione non riguardano alla futura la salubrità delle piante, ma a logiche commerciali.” nel caso specifico la commercializzazione di varietà arcaiche rientrava nella deroga prevista dalla direttiva 2009/145/CE, assolvendo di fatto la Kokopelli. Ma il 12 Luglio, a seguito del ricorso della gigante Graines Baumaux sas la Corte ribalta il verdetto e sancisce :‘’l’obbligo d’ iscrizione ufficiale di una varietà vegetale per la sua commercializzazione, così come previsto dalle direttive sementiere, non viola i principi del libero esercizio di un’attività economica e della libera circolazione delle merci, e nemmeno interferisce con gli impegni presi per la tutela delle risorse fitogenetiche.’’ La”Graines Baumaux” ha chiesto ai giudici francesi di imporre a Kokopelli di pagare 100 mila euro per danni e inoltre – esplicitamente –”la cessazione di tutte le attività dell’associazione”, pericolosa per il business. La Corte europea ha motivato e giustificato il suo verdetto a favore della Graines Baumaux sostenendo che il divieto del commercio delle sementi antiche e tradizionali ha l’obbiettivo di ottenere ‘’una accresciuta produttività agricola’’ come se l’Europa fosse affollata di popolazioni malnutrite, bisognose di aumentare le loro rese alimentari.
Si dimostra soddisfatta l’Assosementi (associazione italiana dell’industria sementaria); di fatto però, non si può che prendere atto che con questa sentenza si mettono fuorilegge tutte le associazioni di volontari impegnati nel recupero delle varietà antiche e tradizionali – alcune anche Italiane – che commettono il ‘’crimine’’ di preservare e distribuire a chi le chiede sementi fuori del catalogo ufficiale.

A dire il vero, la Corte di Giustizia ha preso la sua decisione contrariamente al suo Avvocato Generale che, nella memoria depositata il 19 maggio precedente, rilevava che ‘’la registrazione obbligatoria di tutte le sementi nel catalogo ufficiale era una misura sproporzionata e violava i principi della libertà di esercizio dell’attività economica, della non-discriminazione e della libera circolazione delle merci’’. Violando praticamente uno dei tre dogmi del liberismo. La sconfitta Kokopelli, secondo questo principio si chiede: ‘’Perchè non esiste un registro ufficiale dei bulloni e delle viti? Forse perchè non c’è una Monsanto della minuteria metallica. Sottomettere le sementi ad una procedura del genere, che esiste ed è giustificata per i medicinali e i pesticidi, ha evidentemente il solo scopo di eliminare alla lunga le varietà di dominio pubblico, e quindi liberamente riproducibili, per lasciare in campo solo quelle brevettabili’’.




giovedì 2 agosto 2012

UN PREZIOSO CONSIGLIO DI ENZO NASTATI SULLA QUESTIONE AFIDI

QUALCHE SETTIMANA FA ABBIAMO AVUTO LA GRANDE FORTUNA DI POTER OSPITARE ENZO NASTATI.. 
RENDEREMO LA VISITA IL 30 SETTEMBRE QUANDO CI RECHEREMO A A CODROIPO IN OCCASIONE DI UNA GIORNATA DEDICATA ALLE SEMENTI ANTICHE.
CIO' CI FA DAVVERO MOLTO MOLTO PIACERE (il confrontarsi, il condividere conoscenze, esperienze, saperi e il sentire è fondamentale), COME DEL RESTO IL POTER RIPORTARE NEL NOSTRO BLOG QUESTO RPEZIOSO CONSIGLIO CHE CI HA DATO SULLA QUESTIONE AFIDI...

UN GRAZIE SENTITO AD ENZO!!!

Ai cari amici di coltivare condividendo. La mia esperienza "con gli afidi" mi ha portato ad alcune riflessioni che vorrei condividere. L'afide parassitizza la pianta perchè ne vuole succhiare la linfa e questo perchè la linfa è diventata più ricca di sostanze zuccherine. Il problema non è qundi l'afide, ma la modificazione avvenuta nella linfa della pianta. Questa modificazione avviene per due-tre motivi principali: troppo secco, troppo bagnato, troppo concimato. Si tratta quindi di operare regolando le adacquature e poi, soprattutto sulle leguminose che sono piante "risparmiatrici", concimare molto poco (meglio niente per le piante basse) con compost ben maturo, ossia che ha superato la fase della presenza del lombrico (circa 8-9 mesi a seconda delle componenti e del clima).
Vi sono altri due sistemi per contenere gli afidi (da me ampiamente sperimentati).
Il primo consiste nell'irrorare sulle piante di fagioli del macerato di ortica di 3 gg quando la pianta è alla quarta foglia. Questo agisce molto bene come preventivo. Il secondo è di seminare a spaglio sotto le piante di fagiolo delle carote. Chiaramente le carote saranno calpestate e maltrattate, ma lo scopo non è quello di produrle e raccoglierle, ma di usufruire del beneficio della loro consociazione con i nostri fagioli (soprattutto per quelli alti).
Per le virosi il problema è molto più articolato. Innanzi tutto il virus è un "qualcosa"di inorganico (non ha vita in sé) e utilizza la vita (il DNA) della pianta ospite per riprodursi. Siamo quindi dinnanzi a qualcosa che è un assurdo dal punto di vista biologico. Tanto assurdo che esiste! Quali ne sono la cause? Qui bisogna essere molto spregiudicati, cosa d'altronde necessaria dato che le virosi sono incurabili (al virus il rame fa più o meno "un baffo", agisce invece - come biocida- sull'insetto o altro che sia - vettore del virus). Da dove vengono i virus? come si "muovono"? perchè? quali sono le cause scatenanti? Ecco, la spregiudicatezza dice che i virus sono materializzazioni dei pensieri materialistici degli uomini (ora vediamo quanti continuano a leggere) e quindi si possono contrastare cambiando modo di pensare! Irreale? forse! funziona? si!
Se ci sarà interesse postremo sviluppare questi pensieri (non materialistici).
Buon seme a tutti
Enzo Nastati