lunedì 2 aprile 2012

PESTICIDI IN VAL dI NON.. UN INTERESSANTE DOSSIER..

MOLTO INTERESSANTE IL RESOCONTO DI "RURALPINI" SULLA QUESTIONE PESTIDICI IN VAL DI NON

PER LEGGERE L'INTERO ARTICOLO CLICCARE QUI


(02.04.12) In Trentino la Coldiretti se la prende con gli "allarmisti", ovvero la gente della Val di Non (appoggiata da alcune amministrazioni comunali) stufa di essere spruzzata di pesticidi a ridosso delle proprie case

Trentino felix (al pesticida):
tutto ok, tranne gli "allarmisti"

Dalle parti della Val di Non (Melinda Valley) qualcuno comincia a capire
che le proteste dei "reprobi" del Comitato per la salute Val di Non
prima o poi avranno eco a livello nazionale
e la gente si chiederà se questa Mel è linda o non tanto.
Così Melinda corre ai ripari e annuncia che la quota bio salirà in sei anni al 1.5%
di Michele Corti
Primavera. È tempo di trattare, di spruzzare veleni. Specie nei meleti intensivi, specie in quelli coltivati in monocoltura su un'ampia e compatta superficie territoriale.
Al 28.03 la Fondazione Mach (ex Istituto Agrario di S. Michele all'Adige) aveva già emanato 9 bollettini di trattamenti con una serie nutrita di prodotti. In questi giorni per il diserbo viene consigliato il Glifosate (Roundup della Monsanto), un insetticida (Etofenprox) contro la psilla del melo e vari aficidi. Ma siamo solo all'inizio di una serie di decine di trattamenti. A costo di essere ripetitivi dobbiamo ricordare come il Glifosate, avendo la "sfortuna" di essere molto utilizzato nel mondo (e da molto tempo), ha avuto l'onore di parecchi studi sui suoi effetti. Difficile negare (vi sono troppi studi condotti su molti organismi viventi, uomo compreso) il rischio di danno genetico e le evidenze di un suo ruolo quale distruttore endocrino (alterazione delle azioni degli ormoni della riproduzione) mentre vi sono anche forti sospetti di cancerogenicità (per alcune specifiche forme tumorali). Quanto all'"innocuo" Etofenprox è comunque classificato molto pericoloso per gli organismi acquatici. Nel corso della stagione, da qui alla raccolta, si succederanno bollettini su bollettini che dicono quale pesticida, pardon, prodotto fitoiatrico, utilizzare. Alla fine saranno un bel repertorio.

Una specie di coprifuoco 
All'uscita di ogni bollettino, emanato a pro dei melicoltori, il Comitato per la salute della Val di Non provvede a diffonderlo anche tra gli abitanti raccomandando di non far giocare i bambini per 48 ore nei meleti e in prossimità dei meleti. Un clima da coprifuoco che contrasta un tantino con gli idilliaci spot di Melinda con gente felice che sgambetta e pedala allegramente nei meleti e coglie al volo le mele senza lavarle.
Uccellacci del malaugurio questi abitanti della Val di Non che da un po' di tempo in qua hanno deciso di non voler più subire passivamente. Hanno intrapreso una campagna per il diritto alla salute e contro la nocività ambientale che è diventata permanente. Un bel coraggio considerato che l'economia della valle ruota intorno a Melinda, che nei consigli comunali c'è il problema del conflitto di interessi e che quando si affrontano questioni sensibili come i pesticidi molti devono allontanarsi. Un bel coraggio considerato che chi osa mettere in discussione Melinda è malvisto da molti abitanti anche non direttamente coinvolti nella filiera ma che temono che Melinda possa delocalizzare le fasi della lavorazione post-raccolta se gli fanno "girare le mele".

Al posto di Melinda si fa avanti Coldiretti
Eppure il Comitato non demorde e tutto questo, che loro qualificano "allarmismo ingiustificato", comincia a creare nervosismo.. A venire allo scoperto, però, è stata la Coldiretti con un comunicato del 28 marzo. Forse è bene ricordare che il presidente provinciale della Federazione Coldiretti (che si è chiamata Unione contadini trentini sino al 2003) è tale Gabriele Calliari di Romeno (Val di Non), un grosso imprenditore agricolo (altro che contadini) che opera in campo zootecnico e frutticolo. Un imprenditore dinamico tanto che ha acquistato terreni anche in Veneto dove, lui e altri trentini e altoatesini, sono sbarcati da piantatori bianchi alla conquista dell'Africa spianando intere colline (vedi articolo su Ruralpini) .
Il tutto per espandere la produzione melicola visto che a casa loro le mele le hanno piantate ovunque (e quindi si spruzza a fianco delle case). Particolare da non trascurare, Calliari è anche vice-presidente dalla Fondazione Mach.
(continua nel sito di Ruralpini)   




RICERCHE, ANALISI DOSSIER COME QUESTO CONFERMANO LA NOSTRA OPPOSIZIONE AI PESTICIDI CHIMICI E ALL'AGRICOLTURA INTENSIVA..
CI SONO DELLE VALIDE E PIÙ SALUTARI ALTERNATIVE....

Nessun commento:

Posta un commento