giovedì 26 aprile 2012

Carlo Petrini ed Ermanno OLMI applaudono l'agricoltura "SANA" bellunese

Ricevere i complimenti e gli applausi da due personaggi quali Carlo Petrini (slow food) e dal regista Ermanno Olmi non è certo cosa da tutti i giorni.
Una gran bella soddisfazione per il Gruppo Coltivare Condividendo intervenuto al convegno “torniamo alla terra” svoltosi in questi giorni ad Asiago

Particolarmente apprezzato il riferimento all'agricoltura “sana” bellunese, quella fatta da un sempre crescente numero di aziende, piccoli produttori e auto produttori che hanno scelto di coltivare sementi antiche con metodi biologici, che escludono la chimica si sintesi Un agricoltura troppo spesso ignorata da politici, amministratori e funzionari che si affannano a invocare la “salvifica colonizzazione” di melicoltori trentini e “proseccari” ..
..diciamo ai nostri politici che se loro pensano che evolversi, essere al passo coi tempi significa vedere la nostra Terra violentata da sbancamenti e infiniti trattamenti chimici.. noi preferiamo la nostra arretratezza fatta di cibi sani, di biodiversità, di fileira corta, di tutela del paesaggio e della salute”
(e a queste parole uno scrosciante applauso ha sottolineato che non siamo i soli a pensarla così..)

Non sono mancati accenni ai dati molto preoccupanti che ci giungono dalla Val di Non e dai colli del prosecco relativamente ad analisi e report, all'enorme patrimonio di biodiversità coltivata (e non) ancora presente nella nostra provincia, alla collaborazione coi Gruppi di acquisto solidale e dall'associazione Dolomiti bio, all'importanza del fare rete e del ruolo importante di chi acquista (che Petrini definisce cooproduttore)
Il tutto racchiuso in un concetto molto apprezzato e citato di “agricoltura relazionale” in cui il conoscere, il conoscersi, il condividere direttamente ha un ruolo fondamentale.

L'intervento si è concluso con un aneddoto relativo alla recente visita feltrina di Carlo Petrini. Come non ricordare che nonostante il grande apprezzamento per le sue parole e per il suo invito a essere “sostenibili” e rispettosi di salute e ambiente, pochi giorni dopo all'asilo di Tomo si irrorava un diserbante non certo benefico a base di Glifosate..
Un occasione per invitare Sindaci, Amministratori ma anche i i candidati al Governo di alcuni importanti comuni bellunesi a prendere un solenne impegno a non far usare diserbanti o pesticidi vari in scuole, asili, ospedali e strutture pubbliche (e nelle loro vicinanze)

Torniamo da Asiago con un ennesima bella soddisfazione, consapevoli che..citando Ermanno Olmi.. “si inizia a sentire profumo di primavera”, una sensibilità nuova si sta sempre più diffondendo, rispettosa di ambiente, salute, biodiversità, relazioni.. e in provincia di Belluno, grazie a moltissime realtà, crediamo, si stia sentendo in modo particolare (peccato che chi è chiamato o sarà chiamato ad amministrare se ne stia accorgendo davvero poco)

E' (QUASI) TEMPO DI SEMINE...

COME FARE UNA PIANTINA BIOLOGICA ?? IN ATTESA DELL'EVENTO DEL 6 MAGGIO .. intitolato "MANI SPORCHE" (in cui chiunque potrà cimentarsi nella realizzazione di un orto condiviso).. SBIRCIAMO IN UN BLOG AMICO E VI DIAMO ALCUNI CONSIGLI

(dal blog del VIVAIO BIOLOGICO iL RUSCELLO per visitarlo cliccare qui))

E' ( QUASI) TEMPO DI SEMINE

Dopo le bizzarrie climatiche che hanno indotto molte persone a posticipare il momento della semina e dell'impianto dell'orto.. pare che il tempo si sia deciso di "fare giudizio"..
Molte la varietà di piante orticole presenti in serra..
anche se un ruolo di primo piano è occupato  dai POMODORI..
Da diversi anni abbiamo cercato e riprodotto delle varietà tipiche della zona Liguria-Toscana-Emilia avute durante i diversi "scambi delle sementi" o a cui abbiamo partecipato Abbiamo giù testato alcune di queste varietà, che hanno dato ottimi risultati.
(pomodoro ROSA, pomodoro Gigante, Pera Toscano, Grosso piatto, lungo polposo ma anche ciliegino nero, peretto giallo, pomodoro grosso giallo e molti altri...)


  .. IN QUESTI GIORNI SONO IN MOLTI ALLE PRESE ANCHE CON GLI ORTI..

Siamo a disposizione per fornire indicazioni tecniche e pratiche ha chi sta intraprendendo questa attività. Per adesso ci limitamo ad alcuni consigli per chi vuole farsi delle piantine da orto in casa
Riteniamo ottima questa pratica di auto riproduzion delle sementi...

SI PREPARA IL TERRICCIO BIOLOGICO AGGIUNGENDO FERRO, CORNUNGHIA E MICORIZE..
 
  ... SI SEMINA USANDO SEMENTE BIOLOGICA O AUTOPRODOTTA.. SI COPRE CON POCHISSIMA TERRA, COSPARSA USANDO UN PASSINO O RETE FINA.. POI SI VAPORIZZA
..SI MANTIENE IL TUTTO A UNA TEMPERATURA NON INFERIORE AI 12° ...

SI ANNAFFIA USANDO SPESSO MACERATI DI ORTICA, EQUISETO, ESSENZIO (macerato di 24 ore)

GRANDE ATTENZIONE ALLE ANNAFFIATURE E A EVENTUALI PATOLOGIE
LE PIANTINE VENGONO POI "RIPICHETTATE NEI PAC IDONEI  
IMPORTANTE NON IRRORARE CON PRODOTTI CHIMICI DI SINTESI E SOPRATTUTTO  NANIZZANTI

martedì 17 aprile 2012

INTERVISTATI DA CATERPILAR (Radio Due)

LUNEDÌ 16 APRILE SIAMO STATI INTERVISTATI DA "CATERPILAR" LA TRASMISSIONE DI RADIO DUE...
CERTO.. SONO MOLTE LE COSE CHE AVREMMO VOLUTO DIRE MA CHE POI, COME SPESSO ACCADE .. "SFUGGONO"...


PER CHI VOLESSE ASCOLTARE L'INTERVISTA.. DI SEGUITO POSTIAMO IL PODCAST dove scaricare il file ( dal minuto 9.30)

http://www.rai.it/dl/Radio2/popupaudio.html?t=CATERPILLAR+del+16%2F04%2F2012+-+parte+2&p=CATERPILLAR+del+16%2F04%2F2012+-+parte+2&d&u=http%3A%2F%2Fwww.radio.rai.it%2Fpodcast%2FA42443520.mp3

venerdì 13 aprile 2012

I PROSSIMI APPUNTAMENTI A CUI PARTECIPEREMO..

IN ATTESA DELL'EVENTI DI  
DOMENICA 6 MAGGIO..

..GIORNATA DEDICATA ALLA REALIZZAZIONE DI UN ORTO COMUNE..
..IL MOMENTO CLOU DELLA GIORNATA SI SVOLGERÀ PRESSO LA SKASERA (LUOGO DI RITROVO DI UNA VENTINA DI RAGAZZI TRA I 16 E I 22ANNI CHE CURANO UN ORTO COMUNE DI CUI CONDIVIDONO I FRUTTI..E LE FATICHE)
(il programma è ancora in definizione ma con ogni probabilità:
 si partirà dal Vivaio biologico il Ruscello a Porcen di Seren del Grappa dove oltre alla mostra delle sementi antiche si potrà vedere come si coltiva una piantina biologica da seme bio, autoprodotto e antico) 
Dopo un breve percorso a piedi (con riconoscimento erbe spontanee) si raggiungerà la Skasera. Diversi i laboratori che li si terranno.. dallo sfalcio dell'erba con falce, alla realizzazione dei cumuli.. all'impianto o semina di varie tipologia di orto)
A breve il programma definitivo....

ECCO ALCUNI APPUNTAMENTI DOVE SAREMO PRESENTI


DOMENICA 29 APRILE "FESTA DELLE ERBE" AD ASIAGO (VI)

AVREMO LA FORTUNA E IL PIACERE DI PARLARE CON E ASSIEME A CARLO PETRINI (slow food) E AL REGISTA ERMANNO OLMI

(per programma della giornata cliccare qui)





SABATO 21 APRILE ...
saremo a SARSO di PERGINE VALSUGANA (TN)

"ANTICHE SEMENTI PER NUOVE IDEE"

dalle ore 17 .. tavola rotonda

(per dettagli vedere volantino) 




 ... DOMENICA 20 APRILE.. 
SAREMO A : "VIVERE SOSTENIBILE" A SAN ZENONE DEGLI EZZELINI (VI)



.. DOMENICA 20 APRILE 
A VILLA WASSERMAN - GIAVERA DEL MONTELLO
"MELI' MELO'... 

giovedì 5 aprile 2012

QUASI IN MILLE PER CHI SEMINA RACCOGLIE

Quasi mille le persone che domenica 1aprile hanno attraversato, costruito e reso davvero bella e intensa “chi semina raccoglie” la giornata dedicata alla biodiversità, al biologico, alla sostenibilità e al costruire assieme organizzata dal Gruppo Coltivare Condividendo

Molto partecipate le due escursioni che tra riconoscimento di erbe spontanee, riflessioni su paesaggio e territorio hanno portato centinaia di persone prima all' eremo di S.Micel e poi alla chiesetta di S. Giustina
Ma il vero assalto è stato portato ai banchetti che hanno colorato il piazzare dei Padri Canossiani a Fonzaso. Molto intenso lo scambio di sementi antiche e molto apprezzate le tante varietà di fagiolo recuperate in provincia e non.
Particolare interesse è stato riservato al “fagiolo bonel basso” (o fagiolo dell'oio) recuperato, riprodotto e distribuito dal gruppo coltivare condividendo. In molti fonzasini lo ricordavano coltivato ai piedi delle note viti della zona e son stati ben felici di riceverne alcuni in dono per .. “poter così fare semenza..”

chi semina raccoglie” ha anche segnato il via ufficiale al progetto di selezione partecipata che permetterà, in questo 2012, di monitorare una serie di coltivazioni si varietà antiche al fine di ricavare utili dati e notizie su dette cultivar
Circa 50 le schede distribuite, una partenza davvero incoraggiante.

Molto apprezzati anche i banchetti informativi del Gasdotto, il coordinamento dei gruppi di acquisto solidale bellunese e quello di Dolomiti bio, una giovane associazione che è oramai diventata un punto di riferimento importante del biologico bellunese

Come Gruppo Coltivare Condividendo ci sentiamo di ringraziare tutti coloro che hanno partecipato all'iniziativa (scusandoci per qualche disguido dovuto all'imprevista massiccia partecipazione) ma anche alla Pro Loco Fonzasina e ai padri Canossiani per la preziosa collaborazione

Dopo questa ennesima riuscitissima giornata, non possiamo che ribadire una nostra ferma convinzione.. nella nostra provincia è possibile sviluppare una agricoltura sostenibile e incentrata sulla biodiversità locale, sul turismo sostenibile, sulla filiera corta e consapevole. Un qualcosa che puo' dare (che sta già dando) ottimi risultati sia in termini di occupazione, ma anche di reddito e di sostenibilità, tutela ambientale e paesaggistica.
Siamo stati avvicinati da molti ragazzi che stanno iniziando o vogliono iniziare a coltivare campi e orti, singolarmente e in gruppo, usando tecniche di coltivazione biologica e sementi antiche. Incoraggiandoli abbiamo messo a loro disposizione conoscenze e contatti, in primis coi gruppi di acquisto solidale che pososno svolgere un ruolo importante nello stimolare l'economia (sana e sostenibile) locale
Certo, esiste un grosso problema legato al trovare terreni disponibili, ma siamo fiduciosi che anche questo problema si riuscirà a superare sia grazie al fare “rete” ma speriamo anche con l'aiuto di qualche Amministrazione sensibile

DI SEGUITO UN BREVE VIDEO DELLA GIORNATA CHE RACCHIUDE PREZIOSI CONSIGLI PER CHI SI APPRESTA A SEMINARE FAGIOLI..MAIS..ECC... (ovviamente antichi)

PROGETTO dI SELEZIONE PARTECIPATA di SEMENTI ANTICHE LOCALI

DOMENICA 1APRILE HA PRESO UFFICIALMENTE IL VIA IL PROGETTO DI "SELEZIONE PARTECIPATA" . UN QUALCOSA DI MOLTO IMPORTANTE CHE SI AGGIUNGE ALLA GIA' CONSOLIDATA ATTIVITÀ DEL GRUPPO COLTIVARE CONDIVIDENDO RELATIVA AL RECUPERO. ALLA CLASSIFICAZIONE  E RIPRODUZIONE DELLE SEMENTI ANTICHE LOCALI

CHIUNQUE VOLESSE PRENDERSI CURA DI UNA VARIETA' ANTICA CI PUO' CONTATTARE E VERRA' COINVOLTO NEL PROGETTO, CHE PREVEDE LA COMILAZIONE ATTENTA ED ACCURATA DELLA SCHEDA CHE ALLEGHEREMO DI SEGUITO

IN MOLTI HANNO GIA' ADERITO A QUESTA INIZIATIVA, IN PRIMIS LE AZIENDE DELL' ASSOCIAZIONE DOLOMITI BIO

PROGETTO di SELEZIONE PARTECIPATA 

Progetto del Gruppo coltivare condividendo per il recupero e la riproduzione delle sementi antiche

Sono già alcuni anni che il Gruppo Coltivare condividendo, un gruppo informale aperto a tutti, si dedica al recupero e alla riproduzione delle sementi antiche. Scopi essenziali di questa iniziativa il rendere visibile l'enorme patrimonio di biodiversità ancora presente in provincia di Belluno e lo stimolare all' auto produzione con tecniche di coltivazioni sane (ripudiando la chimica di sintesi)

Per ottenere ciò siamo “andati in mezzo alla gente”, abbiamo organizzato e abbiamo partecipato a una serie di fiere, sagre, iniziative che hanno portato le sementi recuperate in piazze, in “casei” e in tutti quei luoghi in cui potevamo mostrarle, scambiarle, raccogliere testimonianze ed esperienze dirette.

A tutt'oggi la “mostra itinerante delle sementi antiche” conta circa 30 varietà di fagioli, alcuni piselli, fave, una decina di varietà di mais e poi orzo, farro, lenticchie, grano saraceno, miglio, dell'insalata e alcune varietà orticole.
Noi non vogliamo che queste sementi restino chiuse in un vasetto e vengano esibite come fossero dei reperti legati al passato, anzi desideriamo, vogliamo che palesino la loro vitalità e si riproducano

Siamo convinti che la questione “sementi” sia centrale in questi tempi e strettamente legata alla “sovranità alimentare” e all' autonomia dell'azienda, del piccolo produttore rispetto alle grandi ditte sementiere. (ribadiamo che siamo fermamente contrari a ogni brevetto e controllo sulle sementi e agli OGM)
Crediamo sia fondamentale che ogni azienda, ogni auto produttore abbia la possibilità e le conoscenze tecniche per auto produrre le sue sementi, per poterle scambiare, saperle difendere e poterle commercializzare liberamente. (come era consuetudine diffusa nel mondo contadino tradizionale": d'accordo che oggi l'aggettivo più usato per definire un'agricoltura rispettosa dell'ambiente è quello di biologico, ma non va dimenticato che per buona parte del mondo contadino, quello delle piccole aziende dei coltivatori diretti, almeno quelli che non ricorrevano alle spinte dei prodotti del Consorzio Agrario, la produzione tradizionale era molto
vicina alla moderna produzione biologica)

MUSEO DIFFUSO
Già nel 2011 abbiamo proposto l'iniziativa “museo diffuso” che ha proprio la finalità di riprodurre le sementi antiche sia per aumentare la consistenza della mostra ma soprattutto per stimolare l'auto produzione con sementi antiche (e non con ibridi commerciali troppo spesso abbinati a confezioni di fitofarmaci e concimi chimici). Siamo rimasti decisamente soddisfatti del grande interesse dimostrato per questa nostra iniziativa e per l'elevato numero di persona coinvolte.
Abbiamo distribuito molte sementi di varietà antiche facendo un patto con chi le riceveva, e cioè di restituircene una piccola quantità o di darla a un suo vicino, conoscente, amico, affinchè questa varietà si diffondessero, fossero conosciute, assaggiate, apprezzate

In questo 2012 vorremmo pero' affiancare all'iniziativa esistente anche un progetto, per così dire “più scientifico” sia per ottenere delle sementi che conservano, il più possibile, le caratteristiche della varietà originale, che per raccogliere informazioni e notizie sulle varietà stesse.

A tale scopo abbiamo predisposto una scheda che dovrà essere compilata da tutti coloro che aderiranno all'iniziativa delmuseo diffuso 2012. Una scheda in cui segnalare, evidenziare fotografare la diverse fasi dello sviluppo della pianta. Ovviamente chi partecipa a tale iniziativa non è lasciato solo ma potrà sempre contare sull'aiuto del Gruppo. Previsti consigli tecnici e momenti di confronto comune, visite in campo ma anche assaggi e degustazioni. Tale progetto potrà avere una durata di tre anni per poter seguire meglio l'andamento delle diverse varietà su un tempo più lungo

LA SCHEDA

Nella scheda che abbiamo predisposto riporteremo innanzitutto:
  • la specie - la varietà
  • area di provenienza del seme - nome “volgare” della pianta
  • gli “altri nomi” con cui è conosciuta

Troveranno poi spazio 3 FOTO che ritrarranno
  • la pianta in pieno sviluppo con fiori ed eventuali frutti
  • le foglie e i frutti
  • i frutti
(Richiediamo anche una serie di fotografie che mostreranno tutte le diverse fasi della crescita e dello sviluppo della pianta stessa, dalla semina alla raccolta)

Di seguito una PARTE di DESCRIZIONE delle varie fasi di crescita della pianta:

  • data di semina e metodologia di semina
  • data di inizio fioritura con descrizione del fiore (colore ecc..)
  • data di comparsa dei primi baccelli o spighe
  • data di raccolta dei primi frutti
  • spazio di indicazione di eventuali avversità, attacchi di insetti e patogeni

Non mancherà una descrizione (con foto) dei fiori e dei bacelli/spighe sia da “freschi” che da “maturi”

Sarà poi richiesto un conteggio dei semi prodotti dalla pianta campione e una valutazione, descrizione, considerazioni sulla presenza di “ibridi” tra i frutti raccolto

La scheda si concluderà con una descrizione del “TOPONIMO”

LOCALITÀ DI COLTIVAZIONE, QUOTA, ESPOSIZIONE, TIPO DI TERRENO, CARATTERISTICHE DEL LUOGO e UNA DESCRIZIONE DELL'ANDAMENTO METEO DEL PERIODO DI COLTIVAZIONE

Importante che vengano fatta una attenta e puntuale descrizione sulle VARIETÀ COLTIVATE NEL VICINATO E DISTANZE (oltre al nome del compilatore)

Richiesto l'invio delle foto fatte durante le varie fasi di accrescimento della pianta e almneo 10 sementi tipo (utili per verificare eventuali mutazioni morfologiche e fotografare)

ps per quel che riguarda la riproduzione di sementi per la conservazione e la tutela di alcune varietà antiche a rischio di erosione genetica richiediamo degli standard di coltivazione a chi si prende in carico dette varietà e cioè:

  • distanza minima di coltivazione da altre varietà della stessa specie (che varia a seconda della specie e dal suo tipo d’impollinazione: autogama o allogama. Infatti la distanza di sicurezza a prova d’impollinazione incrociata indesiderata può arrivare anche a 1.000 m. per la zucca, a 50 m per il fagiolo a 200 pe ril masi)
  • coltivazione in zone non eccessivamente arieggiate e ventose

TUTTI COLORO CHE PARTECIPERANNO AL PROGETTO “MUSEO DIFFUSO 2012” SI IMPEGNANO A COLTIVARE LE VARIETÀ A LORO AFFIDATE IN MODO “BIOLOGICO” ESCLUDENTO CATEGORICAMENTE OGNI PRODOTTO CHIMICO DI SINTESI

(a tale scopo ci sarà a loro disposizione un tecnico e verranno date in tempo reale informazioni sul come coltivare e come intervenire in caso di necessità)

lunedì 2 aprile 2012

PESTICIDI IN VAL dI NON.. UN INTERESSANTE DOSSIER..

MOLTO INTERESSANTE IL RESOCONTO DI "RURALPINI" SULLA QUESTIONE PESTIDICI IN VAL DI NON

PER LEGGERE L'INTERO ARTICOLO CLICCARE QUI


(02.04.12) In Trentino la Coldiretti se la prende con gli "allarmisti", ovvero la gente della Val di Non (appoggiata da alcune amministrazioni comunali) stufa di essere spruzzata di pesticidi a ridosso delle proprie case

Trentino felix (al pesticida):
tutto ok, tranne gli "allarmisti"

Dalle parti della Val di Non (Melinda Valley) qualcuno comincia a capire
che le proteste dei "reprobi" del Comitato per la salute Val di Non
prima o poi avranno eco a livello nazionale
e la gente si chiederà se questa Mel è linda o non tanto.
Così Melinda corre ai ripari e annuncia che la quota bio salirà in sei anni al 1.5%
di Michele Corti
Primavera. È tempo di trattare, di spruzzare veleni. Specie nei meleti intensivi, specie in quelli coltivati in monocoltura su un'ampia e compatta superficie territoriale.
Al 28.03 la Fondazione Mach (ex Istituto Agrario di S. Michele all'Adige) aveva già emanato 9 bollettini di trattamenti con una serie nutrita di prodotti. In questi giorni per il diserbo viene consigliato il Glifosate (Roundup della Monsanto), un insetticida (Etofenprox) contro la psilla del melo e vari aficidi. Ma siamo solo all'inizio di una serie di decine di trattamenti. A costo di essere ripetitivi dobbiamo ricordare come il Glifosate, avendo la "sfortuna" di essere molto utilizzato nel mondo (e da molto tempo), ha avuto l'onore di parecchi studi sui suoi effetti. Difficile negare (vi sono troppi studi condotti su molti organismi viventi, uomo compreso) il rischio di danno genetico e le evidenze di un suo ruolo quale distruttore endocrino (alterazione delle azioni degli ormoni della riproduzione) mentre vi sono anche forti sospetti di cancerogenicità (per alcune specifiche forme tumorali). Quanto all'"innocuo" Etofenprox è comunque classificato molto pericoloso per gli organismi acquatici. Nel corso della stagione, da qui alla raccolta, si succederanno bollettini su bollettini che dicono quale pesticida, pardon, prodotto fitoiatrico, utilizzare. Alla fine saranno un bel repertorio.

Una specie di coprifuoco 
All'uscita di ogni bollettino, emanato a pro dei melicoltori, il Comitato per la salute della Val di Non provvede a diffonderlo anche tra gli abitanti raccomandando di non far giocare i bambini per 48 ore nei meleti e in prossimità dei meleti. Un clima da coprifuoco che contrasta un tantino con gli idilliaci spot di Melinda con gente felice che sgambetta e pedala allegramente nei meleti e coglie al volo le mele senza lavarle.
Uccellacci del malaugurio questi abitanti della Val di Non che da un po' di tempo in qua hanno deciso di non voler più subire passivamente. Hanno intrapreso una campagna per il diritto alla salute e contro la nocività ambientale che è diventata permanente. Un bel coraggio considerato che l'economia della valle ruota intorno a Melinda, che nei consigli comunali c'è il problema del conflitto di interessi e che quando si affrontano questioni sensibili come i pesticidi molti devono allontanarsi. Un bel coraggio considerato che chi osa mettere in discussione Melinda è malvisto da molti abitanti anche non direttamente coinvolti nella filiera ma che temono che Melinda possa delocalizzare le fasi della lavorazione post-raccolta se gli fanno "girare le mele".

Al posto di Melinda si fa avanti Coldiretti
Eppure il Comitato non demorde e tutto questo, che loro qualificano "allarmismo ingiustificato", comincia a creare nervosismo.. A venire allo scoperto, però, è stata la Coldiretti con un comunicato del 28 marzo. Forse è bene ricordare che il presidente provinciale della Federazione Coldiretti (che si è chiamata Unione contadini trentini sino al 2003) è tale Gabriele Calliari di Romeno (Val di Non), un grosso imprenditore agricolo (altro che contadini) che opera in campo zootecnico e frutticolo. Un imprenditore dinamico tanto che ha acquistato terreni anche in Veneto dove, lui e altri trentini e altoatesini, sono sbarcati da piantatori bianchi alla conquista dell'Africa spianando intere colline (vedi articolo su Ruralpini) .
Il tutto per espandere la produzione melicola visto che a casa loro le mele le hanno piantate ovunque (e quindi si spruzza a fianco delle case). Particolare da non trascurare, Calliari è anche vice-presidente dalla Fondazione Mach.
(continua nel sito di Ruralpini)   




RICERCHE, ANALISI DOSSIER COME QUESTO CONFERMANO LA NOSTRA OPPOSIZIONE AI PESTICIDI CHIMICI E ALL'AGRICOLTURA INTENSIVA..
CI SONO DELLE VALIDE E PIÙ SALUTARI ALTERNATIVE....