giovedì 5 gennaio 2012

UN ARTICOLO MOLTO BELLO CHE CI HA DEDICATO IL CORRIERE DELLE ALPI

Museo etnografico di Seravella
Un 2012 agreste. È ricco di iniziative l'anno del gruppo Coltivare Condividendo, che mette in calendario una serie di incontri a favore dell'agricoltura sana, basata sui concetti di biodiversità, biologico, difesa dell'ambiente e filiera corta, in cui hanno un ruolo importante le auto produzioni, la condivisione di conoscenze e la promozione del territorio. Si comincia domenica 29, affrontando il tema delle fibre vegetali (in particolare ad uso edile), dell'alimentazione (le nostre produzioni ci garantiscono una dieta equilibrata?) e delle sementi (come riprodurle e salvaguardarle). L’appuntamento è al Museo di Seravella. Oltre al progetto di “turismo sostenibile” ce n'è poi un altro che vede un'alleanza sempre più stretta tra chi produce e chi compra. Un rapporto fiduciario da portare avanti in collaborazione con i Gas (gruppi di acquisto solidale), le aziende bio e tutte le realtà agricole locali che hanno ripudiato la chimica di sintesi. Un’attività che ormai si è sviluppata coinvolgendo una sempre maggior numero di persone sensibili alla tematica del mangiare sano, creando una vera e propria rete di contatti e fornitori di fiducia

 Da un lato si vedono molti terreni abbandonati, dall'altro sempre più persone cercano un campo dove piantare pomodori, fagioli, melanzane, patate e altre verdure, perché credono nelle potenzialità del settore primario. Per unire le due cose, il gruppo Coltivare Condividendo lancia la proposta degli “orti comuni”. L'idea, prendendo spunto da una pratica ormai diffusa in Italia, è che uno spazio verde attualmente lasciato a sé stesso possa trasformarsi in un giardino condiviso, di tutti e di ciascuno. «C'è tanto interesse», evidenziano i portavoce del gruppo, che sono stati contattati da una cinquantina di potenziali autoproduttori alla ricerca di un fazzoletto da coltivare, mentre cinque o sei privati si sono detti favorevoli a offrire il proprio spicchio di terreno incolto (in totale 5-6 mila metri quadri). «Quello degli orti sociali sarà un tema a cui dedicheremo tempo ed energie, non solo attraverso una proficua collaborazione con i ragazzi della Skasera (che curano un orto comune tra Tomo e Porcen) e di Arson, ma anche stimolando le varie amministrazioni a mettere a disposizione dei cittadini terreni e aree fertili spesso non utilizzate. Da parte nostra non mancheremo di dare consulenze, consigli e fornire sementi antiche». Per questo saranno organizzati corsi gratuiti (le lezioni prenderanno il via indicativamente a fine gennaio): «Daremo consigli teorici e pratici, fornendo le conoscenze di base sull'agricoltura (naturalmente bio, senza chimica di sintesi) ma anche sui piccoli allevamenti per chi vuole tenere qualche gallina per diventare autoproduttori di uova», spiegano i rappresentanti di Coltivare Condividendo. «La volontà è di seguire da vicino i nuovi agricoltori, collaborando sotto l'aspetto della formazione tecnica per risolvere di volta in volta dubbi e problematiche». Altro capitolo è quello del turismo sostenibile, che unisce alla buona tavola un itinerario a piedi tra natura, paesaggio e arte. «Siamo stati contattati da un'agenzia di viaggi per proporre una serie di percorsi», dicono i portavoce del gruppo. «Loro puntano su pacchetti di due-tre giorni, che potrebbero svilupparsi con pernottamento in agriturismo, visita nelle aziende agricole e passeggiate, abbinando la mostra delle sementi e il mercatino agroalimentare». Il progetto, come l'iniziativa degli orti comuni, è in rampa di lancio per il 2012. E in occasione della manifestazione di aprile “Chi semina raccoglie” a Fonzaso, sarà fissata una sorta di prova generale, coinvolgendo le realtà locali.

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