giovedì 5 gennaio 2012

SALVIAMO LA TERRA E L'UOMO.. appello di Michele Corti

Salviamo la terra e l’uomo
 
Pesticidi come distruttori endocrini. La vita minacciata nella sua potenzialità e integrità prima ancora del concepimento attraverso i danni ai gameti maschili e femminili, poi nell’embrione, nel feto, nel bambino, sino alla pubertà. Il forte calo della fertilità umana (maschile) e la crescita di anomalie a carico dell’apparato genitale alla nascita non possono non essere messi in relazione con l’inquinamento ambientale. I pesticidi fanno parte del cocktail mortifero con il quale l’uomo (e le altre forme viventi) vengono in contatto normalmente. Noi siamo un bersaglio privilegiato a causa dei residui di pesticidi (ma anche di conservanti e additivi tecnologici) nel cibo. 
 
Quello che fa schifo è che “innocenti” pesticidi in commercio in Italia sono stati testati come androgeno-antagonisti. Persino un fungicida talmente “poco tossico” ai test tradizionali da essere usato fino alla raccolta, anche sui piccoli frutti (prego leggere per credere).
 
 
Cosa ci sarebbe da fare: incentivare l’agricoltura bio ma con forti penalizzazioni per i furbi. Utilizzare negli asili e nelle mense scolastiche solo cibo bio. In gravidanza ma anche prima del concepimento (anche gli uomini) consumare solo cibi bio. Altro che lusso da snob. Ne va dell’integrità e dlela pienezza della vita. Ma forse il sospetto che il sistema industriale voglia sterilizzarci (biologicamente e spiritualmente) sarà venuto anche a voi.
 
Ecco alcuni passaggi del REPORT di Ruralpini 
 
La scienza sancisce la pericolosità di un nuovo composto chimico quando è troppo tardi quando la popolazione a rischio professionale, i consumatori, gli organismi acquatici ecc. sono già stati esposti al rischio.
Di seguito riportiamo la traduzione del capitolo sui pesticidi di una recente review sull'effetto negativo dei distruttori endocrini sulla sfera riproduttiva umana (Negative impact of endocrine-disrupting compounds on human reproductive) health). L'articolo è pubblicato su:  Reproduction, Fertility and Development, 2011, 23, 403–416 ed è firmato da Damjan Balabanic,  Marjan Rupnik and Aleksandra Krivograd Klemenc (Università di Nova Gorica, Liubljana e Maribor). Con una precisazione. La nostra attenzione si concentra sui pesticidi per via della loro immissione deliberata nell'ambiente in connessione alle pratiche dell'agricoltura. Non va però dimenticato che la pericolosità degli stessi pesticidi è ancora più elevata a causa dell'effetto cocktail che si verifica nella maggior parte delle situazioni di esposizione ambientale. I residui di pesticidi spesso sono presenti insieme a quelli di altri distruttori endocrini e, purtroopo, l'effetto congiunto è il più delle volte potenziato. Quali sono gli altri composti chimici che il sistema industriale immette nell'ambiente? Ecco un breve elenco: PCB (policlorobifenili), Diossine, Idrocarburi policiclici aromatici, ftalati, BPA (bisfenolo), Alchilfenoli. Si tratta di sostanze utilizzate nell'industria della plastica, delle vernici, elettrica, per confezionamenti e come ritardanti di fiamma o come derivati di combustioni.  Ci sono poi i metalli pesanti (arsenico, cadmio, piombo, mercurio) 

Da un certo numero di anni in ogni caso si sono accumulate evidenze scientifiche circa la dannosità dell'esposizione ai pesticidi sulla sfera riproduttiva e sullo sviluppo degli organi sessuali nelle varie fasi dello sviluppo (da quello intrauterino alla pubertà)Nel corso dello sviluppo embrionale e fetale sotto l'influenza degli ormoni androgeni (chimicamente steroli, della categoria dei grassi) da tessuti indifferenziati si sviluppano gli organi sessuali. Lo sviluppo avviene perché i tessuti-bersaglio posseggono strutture (i recettori) in grado di legare l'ormone. Molecole che competono per questi recettore impediscono la normale azione degli androgeni compromettendo il normale sviluppo degli organi sessuali e i caratteri secondari (mascolinizzazione)
 
Abbiamo voluto verificare quanto sia diffuso in Italia l'uso dei prodotti contenenti i principi attivi che i ricercatori inglesi hanno classificato come anti-androgeni in vitro. Va purtroppo premesso che l'Italia è un grande consumatore di pesticidi, al primo posto in Europa per uso per ettaro. In Italia si consuma un terzo dei pesticidi di tutta Europa e il 3% dei pesticidi mondiali.  In parte ciò è dovuto all'indirizzo specializzato e intensivo delle coltivazioni. Non a caso la regione che detiene il triste primato dell'uso di pesticidi per ettaro è il Trentino-Alto Adige che, nonostante prati e pascoli concentra un enorme impiego di pesticidi in meleti e vigneti.
Non è molto rassicurande scoprire quanti prodotti commerciali attualmente in uso in Italia contengono i principi attivi che la ricerca inglese ha inserito nella lista degli antiandrogeni. L'o-fenilfenoliìo,il conservante E-231 viene usato per trattare la frutta e puè penetrare attraverso la buccia e rinvenirsi nelle polpa dei frutti. Il Fenexamid è considerato così poco tossico che puà essere utilizzato fino alla raccolta delle fragole. Con altri prodotti si conciano le sementi (con evidente vantaggio per la fauna del suolo), con altri si trattano i cereali in magazzino.
Orto-fenilfenolo. "Innocente" Conservante con la sigla E-231 O-fenil-fenolo è un conservante sintetico, formato a partire dal fenil etere. Si presenta come una polvere bianca, insolubile in acqua, impiegata principalmente contro i funghi del genere Penicillium, presenti soprattutto in agrumi, mele e pere, ma anche su prugne, ananas, ciliegie ecc. Penetrando nella buccia, tracce di O-Fenil-Fenolo potrebbero essere presenti all'interno dei frutti. 
 
VI INVITIAMO A LEGGERE IL REPORT e gli altri articoli relativi ai pesticidi (cliccare qui)

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