venerdì 28 ottobre 2011

I FAGIOLI ANTICHI BELLUNESI CONQUISTANO IL MONDO..


ANCHE LE SEMENTI VANNO IN TOURNE'

Quando si parla di “tournè” si pensa subito a un qualcosa che ha a che fare con cantanti, sportivi, alteti.. in questo caso invece a spiccare il volo per mete lontane non è nulla di tutto ciò, ma sono le “sementi antiche bellunesi

Sementi che sono state “riscoperte”, coltivate, scambiate, studiate e catalogate dal Gruppo Coltivare Condividendo, in collaborazione con i Gruppi di acquisto solidale bellunesi, con l' associazione Dolomiti bio e soprattutto con tantissimi cittadini, auto produttori, coltivatori bellunesi
Dopo aver vagato a lungo per la nostra Provincia e toccato una serie di fiere, eventi, manifestazioni venete.. ecco giunto il momento dell'andare più lontano

Qualche giorno fa alcune di loro hanno raggiunto Ferrara e Siena, nel prossimo fine settimana raggiungeranno niente popo di meno che la Bulgaria.
A portarle fin laggiù la delegazione del consorzio del Fagiolo Gialet e di Slow food che raggiungerà la valle di Smilyan per un gemmellaggio tra l'ormai noto fagiolo bellunese e quelli di quella valle del sud della Bulgaria

A loro abbiamo affidato otto varietà antiche bellunesi, fagioli che non sono solo delle sementi ma che rappresentano un modo di approcciarsi all'agricoltura, alla coltivazione, all' auto produzione. Una visione, un modus operandi che ha ripudiato la chimica di sintesi e ha individuato il metodo di coltivazione biologico come il migliore sia per avere dei prodotti sani che per rispettare ambiente, territorio e salute. Biologico che va inevitabilmente di pari passo con la biodiversità, con la filera corta, con una conoscenza e uno scambio di saperi, esperienze, pratiche ed esigenze tra chi coltiva e chi acquista. Non perdendo mai di vita aspetti vitali quali in paesaggio, le relazioni, il turismo sostenibile, l'ecocompatibilità.

Siamo contenti che a portare le sementi bellunesi siano i rappresentanti del consorzio del fagiolo gialet, uno dei pochissimi presidi e consorzi (bellunesi e non) che ha scelto di adottare un disciplinare di coltivazione biologico
Un notevole valore aggiunto per il prodotto e la dimostrazione di una sensibilità verso la nostra terra che non è da tutti

La “tournè” delle sementi bellunesi terminerà il 4 novembre quando verranno esposte al Centro Piero Rossi a Belluno in una serata dedicata alla mostra e allo scambio delle sementi, nonché all'illustrazione dell'azione del Gruppo Coltivare Condividendo
L'appuntamento clou si terrà invece il 26 novemnre quando, all'Istituto Professionale di Stato per l'Agricoltura di Vellai (Feltre-BL) ci sarà l'ormai classico appuntamento “Chiamata a Raccolto” Una giornata ricca di appuntamenti ed eventi
Esposizioni e scambio sementi (che potranno anche essere donate a chi non ne ha da scambiare, per stimolare così l' auto produzione), mostre, dibattiti, banchetti di associazioni, gruppi e realtà provinciali e non
coltivarcondividendo@libero.it - coltivarcondividendo@yahoo.it

LOCANDINA "CHIAMATA A RACCOLTO" E MULINO..

ECCO LA PRIMA BOZZA DI VOLANTINO CHE STIAMO FACENDO GIRARE PER PUBBLICIZZARE L'EVENTO AUTUNNALE "CHIAMATA A RACCOLTO" !!
IN ATTESA DELLA VERSIONE DEFINITIVA VI INVITIAMO A SCARICARLO E DIFFONDERLO..
VI RICORDIAMO CHE L'INGRESSO E' GRATUITO E C'È LA POSSIBILITA' DI ESPORRE PER CHIUNQUE DESIDERI PROPORRE INIZIATIVE, PROGETTI. ATTIVITA' IN LINEA CON LO SPIRITO DELL'EVENTO
TRA GLI ORGANIZZATORI DELLA GIORNATA DEL 26 NOVEMBRE C'È ANCHE L'ASSOCIAZIONE DOLOMITI BIO.. l associazione che raggruppa una serie di aziende biologiche della Provincia di Belluno. Aziende che coltivano fagioli, cereali, piccoli frutti, mele, piantine da orto, formaggi fatti con latte di capra, patate,orticole e che offrono ospitalità in B&B e agriturismo. Sarà disponibile  a breve un sito che ne racconterà iniziative, spirito e dislocazione
dall' associazione Dolomiti bio ci giunge, proprio in questi giorni una novità.. è disponibile anche un mulino per la macinazione dei cereali In primis mais..
per ulteriori informazioni e spiegazioni si può contattare Nic ai seguenti recapiti:
tel.329 13 33 089 - mail: lavallinadilucia@hotmail.it  

martedì 25 ottobre 2011

UNA MELA AL GIORNO E I PESTICIDI PER CONTORNO..


 CI GIUNGONO DAL TRENTINO UNA SERIE DI NOTIZIE E DATI CHE CI CONFERMANO I RISCHI LEGATI ALLE COLTIVAZIONI INTENSIVE DI MELE.
RIPORTIAMO DI SEGUITO UNA SERIE DI ARTICOLI E RICERCHE CHE CI FANNO RIBADIRE CON FORZA L'IMPORTANZA DI PUNTARE SULLE COLTIVAZIONI BIOLOGICHE E SULLA NECESSITA' DI TUTELARE LA SALUTE DEI CITTADINI CREANDO UNA SERIE DI "ZONE DI SICUREZZA" ATTORNO A CASA, ASILI, SCUOLE, OSPEDALI ECC.. DI 150M IN CUI NN È POSSIBILE IRRORARE CON ATOMIZZATORI DI UNA CERTA POTENZA.. NE VA DELLA SALUTE DI TUTTI NOI

A CIO' SI UNISCONO I DATI, PER DAVVERO SCONCERTANTI, RELATIVI AI RESIDUI DI PESTICIDI PRESENTI NELLE MELE DA AGRICOLTURA INTENSIVA


(dall'Adige.it) CENTO FIRME CONTRO I PESTICIDI
25/10/2011 08:43
meleSMARANO - Sono oltre mille le sostanze chimiche capaci di causare neurotossicità, tra queste molte sono pesticidi. Esperti di livello mondiale affermano che esse producono cambiamenti a vita nel comportamento, per esempio riducendo il quoziente di intelligenza e i tempi di attenzione, aumentando l'impulsività e l'aggressività, danneggiando il coordinamento motorio, le abilità cognitive e di linguaggio. Come conseguenza aumenta la probabilità di fallimenti scolastici, diminuisce la produttività economica ed è possibile un maggior rischio di comportamenti antisociali e criminali.
Dopo essersi interessato all'argomento, ed aver trovato conferma di quanto sopra, Marco Casari , residente a Smarano, non ha avuto dubbi: assieme ad altre persone ha steso una lettera di richiesta di attenta valutazione delle conseguenze per i cittadini esposti a pesticidi - di cui in valle di Non si fa discreto uso - e raccolto un centinaio di firme in calce alla stessa ne ha inviato copia ai sindaci ed ai medici di famiglia operanti in valle, chiedendo «di adottare efficaci provvedimenti affinché la deriva dei pesticidi non contamini case, orti e giardini provati, nonché spazi comuni quali asili, scuole, parchi», e che vengano promossi «monitoraggi costanti attraverso analisi di campioni di erba in zone residenziali o di urine degli abitanti». «Sono nato e cresciuto in valle», spiega Marco Casari.
«Sulla tossicità dei pesticidi usati in agricoltura circolano informazioni di ogni tipo. Ho letto un articolo sul giornale The Lancet , che riassumeva i risultati di tutta la letteratura scientifica riguardo agli effetti delle sostanze chimiche sulla salute, dove erano elencati anche i pesticidi. In quell'articolo si parlava degli effetti sul sistema nervoso, in particolare nel processo di crescita di neonati e bambini».

PRODOTTI CHIMICI: IN ANAUNIA SI UTILIZZANO 58 KG AD ETTARO
il GLIFOSATE è ammesso dal protocollo e usato in Val di Non ma non è tutt altro che biodegradabile.. PER LEGGERE L'ARTICOLO CLICCARE QUI)

UNA MELA AL GIORNO E I PESTICIDI PER CONTORNO..
interessante articolo da leggere... cliccare qui

CLORPIRIFOS INTERFERENTE ENDOCRINO E NEUROTOSSICO
per leggere l'articolo cliccare qui  

e per finire una serie di video e riflessioni proposte da questa pagina (cliccare qui per vederla)











domenica 23 ottobre 2011

IN ATTESA DI.. "CHIAMATA A RACCOLTO" ( di sabato 26 novembre)

Ottobre.. il mese delle fiere e delle prime valutazioni, riflessioni sulla "annata agraria" sta ormai volgendo al termine. 
Prima di concentrarci sul nostro tradizionale appuntamento autunnale "CHIAMATA A RACCOLTO" che quest'anno avrà luogo sabato 26 novembre presso l'Istituto professionale di Stato per l'Agricoltura di Vellai di Feltre pensiamo sia utile ripercorrere gli altimi appuntamenti a cui abbiamo partecipato e fare alcune considerazioni su questa intensa e interessante annata
Un annata estremamente positiva per il Gruppo Coltivare Condividendo sia in termini di persone contattate e coinvolte nella importante iniziativa "Museo Diffuso" (per la moltiplicazione e diffusione delle sementi antiche), che di partecipazioni a convegni e fiere
Ciò ci da forza per proseguire nella direzione intrapresa
Siamo sempre più convinti che in questo territorio così bello (ma al contempo fragile) e per certi versi unico..anche l'agricoltura, il vivere la terra e in questa terra non possa ridursi all'imitare modelli di cosidetto sviluppo che hanno gia dimostrato o stanno dimostrando i loro limiti altrove (soprattutto in ambito di tutela del paesaggio, ambiente, territorio e salute)
Puntiamo il dito contro l'agricoltura intensiva basata su monoculture zeppe di pesticidi e chimica di sintesi, proponendo invece un qualcosa di tipico, di legato a doppio filo alla biodiversità, al biologico, alla filiera corta, al turismo sostenibile.. alle relazioni
E i segnali in questo senso sono davvero molti.
In primis la partecipazione alle nostre iniziative, ma anche le forti prese di posizione di Carlo Petrini (durante la sua visita bellunese), la nascita di un' associazione di aziende biologiche bellunesi ( Dolomiti bio), il consolidarsi del coordinamento dei Gruppi di Acquisto Solidale locali (gasdotto) e la stretta collaborazione con i Gas trevigiani, veneziani, vicentini
Ma anche in gran successo che sta riscontrando il fagiolo GIALET presidio slow food e uno dei pochi fagioli con un disciplinare di coltivazione biologico
Molti altri potrebbero essere gli esempi  da citare (dagli orto sociali del comune di Trichiana all' orto comune dei ragazzi della Skasera).. ma per parlare di tutto ciò, e di molto altro vi diamo appuntamento a sabato 26 novembre Giornata in cui non mancheranno riflessioni e approfondimenti sulle auto produzioni e sullo stretto legame tra agricoltura, ruralità e paesaggio/territorio

In attesa del 26 novembre ecco alcune foto dei nostri più recenti appuntamenti:
(bio festa in valle di Seren, il "peso della piazza" a Vas, la giornata dei comuni virtuosi a Ponte nelle Alpi, la fiera 4 passi a Treviso, l'intervista a radio Speranza di Conegliano ...)

per vedere tutte le foto cliccare su quella riportata qui sotto)
23 ottobre 2011

martedì 18 ottobre 2011

ALL' ASILO DI TOMO SI USO' GLIFOSATE...

QUALCHE SETTIMANA FA CI SIAMO OCCUPATI DI "DISERBANTI - DISSECANTI" SOLLECITATI DA UNA MAMMA LA CUI BIMBA FREQUENTA L'ASILO DI TOMO. ERA MOLTO PREOCCUPATA DATO CHE IN QUELLA SCUOLA ERA STATO IRRORATO UN "DISERBANTE"..

..ABBIAMO PERTANTO DECISO DI CHIEDERE CHE PRODOTTO FOSSE STATO IRRORATO..
LA RISPOSTA CHE TEMEVAMO E' GIUSTA.. SI TRATTO INFATTI DI UN PRODOTTO A BASE DEL FAMIGERATO GLIFOSATE..
E' STATO INFATTI USATO LO: STREAM SL (cliccare qui per vedere scheda)

L' INVITO CHE CI SENTIAMO DI FARE E' QUELLO DI EVITARE IN FUTURO L'USO DI QUESTO ERBICIDA CHE A DETTA DI MOLTE RICERCHE E ANALISI FATTE INQUIETA NON POCHI (invito valido sia per amministratori che per cittadini)

SIAMO A DISPOSIZIONE PER FORNIRE I DOCUMENTI E LE ANALISI CHE DENUNCIANO QUESTA PERICOLOSITA'
NE RIPORTIAMO UNO..


INQUINAMENTO CHIMICO

VELENI CHIMICI: LA SPECIE UMANA SEMPRE PIÙ A RISCHIO : Il glifosate erbicida
Fonte: Equivita, comunicato del 29/07/2011.
Uno studio universitario condotto da Greenpeace e GM freeze, riportato da “The Ecologist”, dimostra che il glifosate, ingrediente primo di vari diserbanti e in particolare del Roundup, (quello di gran lunga più diffuso, sia nelle colture tradizionali che – in dosi 4 volte maggiori – in quelle geneticamente modificate) è causa di cancro, malformazioni neonatali, squilibri ormonali e malattie neurologiche quali il Parkinson. Risultati uguali o simili sono stati ottenuti con numerosi altri studi (un esempio fra tanti: quello dell’Università di Saskatchewan, Canada). Poiché in tutto il mondo viene fatto un uso massiccio di glifosate (non solo in agricoltura, ma anche nei parchi pubblici e luoghi residenziali, come avviene in Italia senza che sia adottata la minima misura di precauzione!) gli studiosi ne hanno chiesto il ritiro dal mercato, denunciando anche l’effetto gravissimo e prolungato che il glifosate ha sull’ambiente, con la creazione di piante “resistenti” ad esso.
Più di 20 specie di infestanti naturali, dette “superweeds” (e oggi oggetto di grande allarme) hanno reso incontrollabili, specie in Brasile, Argentina e US, quasi 6 milioni di ettari di coltivazioni, e indotto le aziende chimiche a produrre diserbanti sempre più tossici. La notizia non è del tutto nuova. La regolamentazione dei pesticidi è fondata attualmente su una classificazione della tossicità derivante principalmente dal test Ld50 (Dose letale 50). I test su animali, tuttavia, non sono in grado di identificare la risposta umana a tali sostanze. E' noto che i roditori reagiscono diversamente ai pesticidi, avendo, ad esempio, maggiore capacità di neutralizzare gli effetti nocivi degli organofosfati (lo dimostra anche il fatto che, in modo opposto, vengono reclamizzati dei rodenticidi “innocui per l’uomo” da chi vende prodotti per la disinfestazione). Per giungere ad una corretta valutazione di tossicità occorre modificare la classificazione dei pesticidi stilata dall'OMS in base alle reazioni dei roditori considerando esclusivamente i dati umani a disposizione. Questa conclusione ci giunge da un team di ricercatori internazionali, dopo aver monitorato, tra il 2002 e il 2008, la degenza di 9.302 srilankesi che hanno tentato di suicidarsi ingerendo un pesticida. Tale studio ha rilevato il tasso di letalità di molte sostanze di uso comune nonché evidenziato le notevoli difformità tra le classificazioni OMS e gli effetti sull'uomo.

venerdì 14 ottobre 2011

UN INTERVISTA AD ANDREA PASQUALOTTO DI COLTIVARE CONDIVIDENDO

DI SEGUITO UN INTERVISTA AD ANDREA PASQUALOTTO DI COLTIVARE CONDIVIDENDO
.. per visitare il sito in cui è stata pubblicata e vedere altri interviste relative alle giornate dei Comuni Virtuosi cliccare qui

DUE BELLE NOTIZIE DAL BELLUNESE

Carlo Petrini tiene a battesimo la neo nata associazione “Dolomiti Bio”

Grande l’entusiasmo del padre di slow food alla notizia che in provincia di Belluno è stata costituita l’associazione Dolomiti Bio.
Si tratta di una quindicina di aziende agricole biologiche certificate o in conversione, determinate ad essere un punto di riferimento nella svolta verso un’agricoltura sostenibile nel bellunese. (le produzioni vanno dai seminativi agli ortaggi alla frutta ai formaggi fino all’allevamento).
Il presidente di Dolomiti Bio Alessandro Pezzino, ha consegnato un documento che sintetizza l’impegno di questa associazione ad operare per un’agricoltura sana e rispettosa del territorio, conservando e rivalutando le biodiversità e mantenendo viva la tradizione di colture minori delle vallate dolomitiche.
L’agricoltura biologica, significa anche sostenibilità sociale e diffusione di una cultura della terra e del valore alimentare che al giorno d’oggi sembra molto necessaria.
Tra i primi passi, l’apertura del mercato della terra.
Lo scopo dell’associazione non è solo promuovere prodotti bio ma anche e soprattutto sensibilizzare il pubblico e diffondere una maggiore conoscenza sull’agricoltura organica e le sue molteplici interrelazioni.

UNA BELLA INIZIATIVA DEL GRUPPO DI ACQUISTO SOLIDALE DI FELTRE 
dal Corriere delle Alpi del 13 ottobre

La Madia feltrina a spasso tra i sapori

FELTRE Dal produttore al consumatore con un traino al turismo agroalimentare. Puntando sul connubio tra piacere dell'assaggio e visita alle aziende agricole verso il rilancio della microeconomia legata alla coltivazione della terra come si faceva una volta, il gruppo d'acquisto la “Madia feltrina” è stato invitato dai coltivatori della val Piana e della val Morel a una passeggiata abbinata alla degustazione. Oltre a conoscere l'azienda “I boschi del castagno”, si sono potuti assaggiare i formaggi caprini della ditta a gestione familiare “La schirata” e i fagioli “zalet” insieme al radicchio della cooperativa biodinamica San Damiano e alle fragole di Giusi Cappellari. Alla base del progetto dei Gas c'è la convinzione che la produzione bio possa rappresentare una fonte di reddito per più coltivatori. La filiera corta consente poi di abbassare notevolmente i prezzi, ma il concetto più importante è l'inserimento nel territorio, senza sfruttarlo solo in vista del massimo ricavo. Perché il metodo biologico affonda le radici sulla conoscenza delle tradizioni locali e della valenza dei luoghi nei quali nasce e si sviluppa ogni azienda.(sco)


CREDIAMO CHE PROSEGUIRE LA COLLABORAZIONE CON DOLOMITI BIO E I GAS BELLUNESI SIA VITALE PER LA TERRA CHE CI OSPITA.. PROPORREMO UNA SERIE DI ESCURSIONI E VISITE ALLE VARIE AZIENDE BIOLOGICHE E ZONE NEL 2012 SPERANDO CHE IN MOLTI VENGANO A CONOSCERE MEGLIO IL BELLUNESE E AD ASSAPORARE LE SUE SQUISITEZZE E TIPICITÀ.. COLTIVATE IN MODO SANO!!! 

ANCHE IL GRUPPO COLTIVARE CONDIVIDENDO ADERISCE ALL'INIZIATIVA.. BASTA VELENI!!!

"... Nel 2004 non siamo più riusciti a far passare l'inverno alle famiglie tanto erano spopolate, al punto da essere costretti a riacquistarne una sessantina, complete sui 10 favi per poter affrontare la stagione apistica 2005 e reintegrare l'apiario. Quest'anno ci ritroviamo in una situazione ancora peggiore: abbiamo potuto constatare che nel periodo luglio-agosto il calo è stato drastico, dell'80%, e stiamo procedendo a riunioni esasperate per tentare di salvare almeno qualche vecchio ceppo di api più resistenti alla varroa..."

Con questa lettera, il 7 settembre 2005, denunciavamo per la prima volta, ai vari amministratori della nostra regione, la situazione critica della nostra attività.

Siamo arrivati al 2011 e nulla è cambiato. Ogni anno lo stesso problema in quanto la nostra azienda è situata in una delle più rinomate zone di coltivazione della vite dell'astigiano, ai margini del Parco Naturale di Rocchetta Tanaro. La moria delle api causata dai trattamenti "obbligatori" per la flavescenza dorata delle viti, trattamenti che tra l'altro non hanno ancora risolto il problema. Pesticidi a base di neonicotinoidi che irrorati anche una sola volta sono letali per le api. E questo è conclamato: infatti tali prodotti erano utilizzati anche per la concia delle sementi del mais e sono stati vietati già da qualche anno.

Ad oggi più di 50 prodotti diversi a base di neonicotinoidi sono stati iscritti nel registro del Ministero della Sanità (molti sono autorizzati addirittura per la "lotta integrata") per l'impiego sulle principali colture ortofrutticole, (pomodoro, melanzana, peperone, cetriolo, zucchino, melone, cocomero, cavolo a infiorescenza, a foglia, a testa, cavolo rapa, cardo, prezzemolo, basilico, rosmarino, cerfoglio, erba cipollina, lattughe e altre insalate, fagiolo, fagiolino, pisello, porro, cipolla, carciofo, fragola, patata, frumento, orzo, erba medica, tabacco, olivo, melo, pero, pesco, susino, ciliegio, mandorlo, albicocco, arancio, clementino, mandarino, limone, pompelmo, vite), per la floricoltura e per altri impieghi collaterali (antitarme, moschicidi, antipulci), senza minimamente preoccuparsi della loro grave tossicità anche a dosi subletali sugli insetti come le api. Un fatto gravissimo in quanto importanti studi scientifici ne hanno già provato la tossicità sia a livelli acuti che cronici a dosi bassissime.
Per la cronaca le api contribuiscono in maniera determinante all'impollinazione di oltre il 225.000 specie vegetali, il 70% di quelle di interesse agricolo, il 90 % dei fruttiferi, ortaggi, ecc.
La perdita delle api non colpisce solo direttamente gli interessi degli apicoltori, ma sono il segnale di allarme per un danno ambientale dalle conseguenze inimmaginabili, come bene illustra il tossicologo olandese Tennekes nel suo ultimo lavoro: “The systemic insecticides: A disaster in the making” (Gli insetticidi sistemici: un disastro in preparazione).

Nel nostro piccolo le conseguenze per la nostra azienda sono enormi: produciamo prodotti per apiterapia, pappa reale, embrioni di regina, pandapi, polline, miele in favo e dalle analisi condotte (dall'ASL e da un laboratorio privato) abbiamo la prova che la perdita di popolazione di api e la perdita di capacità di autodifesa delle api restanti, sono causate dai neonicotinoidi. A questo si aggiunge la scoperta della contaminazione di alcuni prodotti dell'alveare con questi insetticidi.
Questo è inaccettabile per noi, non ce la sentiamo di nascondere il problema e tacere di fronte all'evidenza.
Se non cambiano le regole di impiego di questi insetticidi rapidamente dovremo chiudere l'azienda con la perdita certa dei nostri beni dati in garanzia per il mutuo non più onorato a causa del calo delle entrate.
E chiuderemmo con un portafoglio di ordini che ci consentirebbe di far fronte a ogni impegno creando anche occasioni di lavoro.

Per questa ragione abbiamo deciso di esporci ed attivarci personalmente, a sostegno anche del lavoro svolto da Francesco Panella presidente dell'Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani (UNAAPI), che da anni si batte per lo stesso problema, a livello regionale, nazionale ed europeo.
Inizieremo quindi uno sciopero della fame il 4 di luglio 2011, con un presidio ad oltranza a Torino, davanti alla Regione Piemonte in C.so Stati Uniti, fintanto che le autorità non sottoscriveranno serie garanzie per ritirare dal mercato gli insetticidi in questione.
Per ulteriori info, sul sito internet www.rfb.it/bastaveleni pubblicheremo in "diretta" gli aggiornamenti.


Appello
L'autorizzazione all'impiego dei neonicotinoidi deve essere definitivamente revocata, per tutti gli impieghi , non solo quelli destinati alla concia del mais !
In qualsiasi periodo vengano utilizzati, sotto qualsiasi forma, questi insetticidi sistemici restano nella linfa della pianta e le api hanno infinite possibilità di entrarne in contatto: attraverso nettare, polline e l'essudazione della pianta, per melata, guttazione o rugiada. Dobbiamo riuscire a far revocare almeno questi neonicotinoidi già registrati, oltre ad impedirne le nuove registrazioni. La nuova normativa peraltro lo esigerebbe, ma non si sa quando verrà applicata davvero.
Chiediamo al Presidente della Regione Piemonte, l'avv. Roberto Cota, di applicare il diritto a salvaguardare un patrimonio locale come l'apicoltura vietando l'impiego dei questi insetticidi sistemici, appellandosi al principio di precauzione, per la salvaguardia dell'ambiente, del patrimonio degli insetti pronubi impollinatori, come le api ed anche della salute umana: a questo riguardo ci sono evidenze scientifiche che confermano che anche i mammiferi subiscono danni dall'ingestione cronica di piccolissime dosi. Auspichiamo che si faccia promotore presso la Conferenza Stato Regioni di questa necessità affinchè la revoca sia su tutto il territorio nazionale, oltre che presso la Comunità Europea.
Ci sono tutti gli strumenti legislativi per farlo immediatamente.

Abbiamo deciso di sacrificare il nostro lavoro per iniziare lo sciopero della fame poichè non abbiamo più alternative: proseguire a lavorare vedendo le api soccombere in preda agli spasmi dovuti all'intossicazione dal veleno, sapendo che questo è entrato nell'alveare e contaminerà il prodotto, non è più possibile per noi. Da qualche anno non siamo più in grado di evadere gli ordinativi e rischiamo di chiudere. L'alternativa è di smettere di lavorare nel luogo che fu un paradiso per le api, ricco di biodiversità, svendere la nostra proprietà (chi compra dove neanche le api sopravvivono?) ed emigrare in un posto dove si possa lavorare.
Tutto questo ci sembra profondamente ingiusto e non riusciamo a comprendere come possano essere più importanti gli interessi di chi produce questi prodotti (esistono molte alternative) rispetto agli interessi di chi promuove la salvaguardia dell'ambiente e della salute di coloro che vivono sul territorio.
Abbiamo deciso di dire basta e tentare questa ultima carta.

Ci rivolgiamo a tutte le persone che hanno a cuore la natura, che desiderano salvare le api, che desiderano cambiare questo modello di sviluppo basato solo sul profitto immediato, senza nessuna attenzione ai danni provocati all'ambiente e alla salute, a coloro che desiderano una agricoltura che produca cibi sani anzichè spazzatura tossica. Aiutateci a raggiungere l'obiettivo di questa battaglia.
Sul sito www.rfb.it/bastaveleni troverete le informazioni sull'argomento: agite in autonomia, aprite presidi, volantinate, diffondete via internet. Sarà un sogno riuscirci, ma a volte i sogni si avverano!

Marisa Valente 3343403464
Renato Bologna 3208310702

email: fattoria@atlink.it

per ulteriori informazioni cliccare qui

giovedì 13 ottobre 2011

SEMINE AUTUNNALI..

il progetto "museo diffuso" ha una sua appendice anche nel periodo autunnale.
In questi mesi abbiamo infatti seminato due interessanti vegetali

IL FARRO
due le varietà seminate:
il classico FARRO ALPINO che cresce molto bene ma che, soprattutto per gli auto produttori, presenta delle difficoltà al momento della pulitura
il FARRO della GARFAGNANA che è molto più facilmente pulibile..                                 

evidente la differenza tra i due farri
Farro Alpino
















L' INSALATA DELLE DOLOMITI
E' stata una delle più belle scoperte dello scorso anno Ci ha dato delle grandi soddisfazioni e ha sicuramente delle ottime potenzialità soprattutto in un territorio dai lunghi e freddi inverni
Seminata in autunno si puo' cogliere già in questi mesi di fine anno.. ma i migliori risultati si hanno al disgelo quando l'insalata spunta rigogliosa

insalata seminata da meno di un mese
IN 8-10 GIORNI L'INSALATA SPUNTA
ALTRE IMMAGINI DI QUESTO AUTUNNO FELTRINO...
"essicatoio" per mais (marano bellunese)
 UVA AMERICANA
"moroni" messi a "resolarse"
alcuni tipi di ZUCCHE