martedì 24 maggio 2011

ancora dalla Val di Non

ALTRE ALLARMANTI NOTIZIE CI GIUNGONO DALLA VAL DI NON
(non possiamo che ribadire la nostra contrarietà alla melicoltura intensiva e lanciare un appello a favore dei prodotti biologici e ottenuti senza l'uso di prodotti chimici di sintesi) 

invio i prossimi trattamenti in zona media Val di Non (è il 25 e 26esimo consiglio a trattare ... e manca ancora molto a novembre quando si faranno gli ultimi trattamenti).
Quest'anno contro l'eriofide hanno tolto il Torque (molto tossico) e ci fanno collaudare il
Spirodiclofen della Bayer il quale:
1) è autorizzato dal ministero provvisoriamente
2) è SOSPETTO CANCEROGENO 3) non va utilizzato a meno di 10 m dai corsi d'acqua
4) va distributio con tuta, guanti, occiali e smimaschera filtranteNon è un trattamento generalizzato, ma siccome non si conosce il contenuto delle botti, si consiglia massima attenzione a non esporsi.


MA ANCHE UNA BELLA NOTIZIA...
.. AL GIRO d' ITALIA C'ERANO ANCHE LE NOSTRE SEMENTI...

Mostra mercato per la crono

Ed anche il Gruppo feltrino Coltivare condividendo, che sta conducendo un lavoro di catalogazione delle antiche sementi, teso anche a riprodurre le specie autoctone per salvarle dall'estinzione, e vi allestirà una piccola mostra. Un analogo progetto è stato portato a termine anche dalla Comunità montana, con la catalogazione di circa 250 specie di piante, grazie alla disponibilità dei proprietari e la collaborazione di Veneto agricoltura. Si tratta di alberi da frutto delle varietà locali, come la "mela rosetta" o "per del diaol", che ora stiamo riproducendo per poi mettere a dimora»

per leggere articolo cliccare qui 

 VI ASPETTIAMO SABATO 28 MAGGIO AD ARSIE' !!!!!!!!!!!!! 


domenica 22 maggio 2011

CAPAREZZA & PETRINI


Cosa accomuna il “padre “ di Slow Food Carlo Petrini e l’artista, musicista Caparezza?
Probabilmente la notevole popolarità e la sensibilità verso tematiche sociali, e ambientali.
Di certo li accomuna il fatto di aver ricevuto, proprio in questi giorni, la “Borsa della sostenibilità” dalle mani di alcuni componenti del Gruppo Coltivare Condividendo.
Potranno così assaporare il fagiolo Bonel di Fonzaso, il fagiolo Gialet e l’antico orzo delle vallate bellunesi (due presidi slow food), il mais sponcio, il farro e una composta di pom prussian.

Alle prelibatezze bellunesi abbiamo aggiunto anche alcuni prodotti trevigiani e veneziani per sancire il gemellaggio che si va sempre più consolidando con il Coordinamento dei GAS e con alcune aziende di quelle province.

Grande l’entusiasmo sia di Petrini che di Caparezza alla vista dei prodotti tipici e coltivati senza l’uso di prodotti chimici di sintesi, ma anche dei documenti che illustravano le nostre iniziative, progetti e idee per un agricoltura sana e “relazionale”. Forte l’incoraggiamento di entrambi a proseguire in questo nostro cammino basato su biodiversità, biologico, Km zero, relazione stretta tra chi produce e chi acquista. Abbiamo ribadito loro che “amare la propria terra” non significa urlare a squarcia gola un inno o ergere muri, ma consentirle di esprimere appieno le sua tipicità e peculiarità, condividendone l’essenza. Crediamo in una visione a 360° che considera un tutt’uno l’ambiente, il territorio, il paesaggio e noi che interagiamo con essi, che ne siamo parte. Siamo contrari alla “colonizzazione” della nostra terra da parte del cosiddetto “modello intensivo trentino” (dai tantissimi trattamenti chimici, poco rispettoso di paesaggio e biodiversità). Crediamo che non sia sufficiente “curare bene il proprio orto o campo” se poi si consente la devastazione del paesaggio e del territorio, la mercificazione dei beni comuni o l’insediamento di inceneritori e industrie pesanti.

Piena condivisione anche su un chiaro e netto NO agli OGM, a un agricoltura basata sui prodotti chimici di sintesi e sulla devastazione del territorio. Univoco un forte SI all’ agricoltura RELAZIONALE che va oltre il semplice bollino bio e si basa su  cammino condiviso di conoscenza e consapevolezza tra chi coltiva e chi acquista

“dovete venire a Terra madre Europa, aiutarci nel nostro progetto di riforma della Politica Agricola Comunitaria” ci ha detto Petrini, entusiasta della nostra mostra delle Sementi Antiche e del progetto Museo Diffuso che impedisce alle sementi di impolverarsi nei vasetti della mostra e consente loro di essere affidati alla Terra, per essere riprodotti e ridistribuiti gratuitamente, stimolando così l’auto produzione (aspetto vitale).

Ci ha fatto molto piacere ritrovare nelle parole del seguitissimo intervento di Petrini tante delle tematiche e delle questioni che stiamo cercando di portare avanti con le nostre iniziative.
Bello sentire che, a detta di Petrini anche le sementi sono un “bene comune”, patrimonio di tutti e non di poche multinazionali sementiere. Illuminanti le sue considerazioni sulla  sostenibilità, sul ruolo attivo del consumatore o meglio del cooproduttore e sulla sapenzialità del mondo rurale. Forte il suo appello in nome della bellezza e  contro la devastazione del territorio in nome di un cosiddetto progresso che è spesso mera speculazione. 

Ad affascinare non poco Caparezza la bella iniziativa dell’orto comune dei ragazzi della SKasera.. chissà mai che non decida un giorno di venire anche lui ad assaporare i frutti di quell’ ormai famoso orto....

AFIDI.. e non solo

In questi giorni siccitosi in cui molti di noi sperano in una bella pioggia, capita spesso di trovare nei nostri campi ed orti un ospite poco gradito.. l' AFIDE
Gli afidi, comunemente chiamati pidocchi delle piante, sono insetti  molto  comuni che arrecano  danni  a  diverse   piante coltivate sia quelle del frutteto che  quelle dell'orto. Hanno un corpo molliccio e di forma quasi rotondeggiante con dimensioni  che  variano  da  1 a 3  mm. È possibile, quindi, distinguerli  ad  occhio  nudo anche perché  vivono  in  colonie numerose su teneri germogli, frutticini, foglie e finanche  sulle radici Gli afidi hanno un apparato boccale pungente-succhiatore con il quale pungono le parti tenere delle piante per poi succhiarne la linfa. Il danno si manifesta con accartocciamenti delle foglie e dei germogli. Ne consegue un generale deperimento dello stato vegetativo della pianta colpita la quale produce frutta e ortaggi qualitativamente scadenti. Inoltre, attraverso le punture, gli afidi immettono saliva nelle piante con la quale possono trasmettere dei parassiti particolarmente pericolosi per gli ortaggi quali i virus, contro cui non esiste nessun rimedio antiparassitario capace di eliminarli.
Gli Afidi afidi stabiliscono con le formiche una "associazione a delinquere" nel senso che le formiche in cambio di melata, di cui sono ghiotte, provvedono a trasportarli su nuovi rami o su altre piante per metterli in condizione di formare nuove colonie e produrre nuova melata. Insomma, in questo modo li diffondono e li difendono anche dagli attacchi da parte di alcuni insetti parassiti o predatori di afidi 

RIMEDI 
Molto consigliato il macerato di Ortica
L’ortica viene utilizzata sotto forma di macerato che ha diverse proprietà:
  • combatte gli attacchi di afidi
  • stimola la crescita delle piante
  • accelera la decomposizione del compost
  • è un ottimo integratore dei fertilizzanti   
  • facilita le germinazione dei semi.
 Metti l’ortica in un recipiente di terracotta, legno o plastica (non di metallo) e ricoprila con acqua in proporzione di 1 a 10 cioè 1 chilo di ortica – 10 litri di acqua. Se non hai a disposizione l’ortica fresca puoi usare quella secca (200 g per 10 litri di acqua).  
Macerato di 12/24 ore: si utilizza concentrato, spruzzato sulle foglie, per combattere gli afidi, in particolare all’inizio dell’attacco.
Macerato di 4 giorni: si utilizza diluito in acqua nella proporzione di 1:50, oppure con aggiunta di decotto di equiseto nel rapporto di 1:1,5 per combattere afidi e ragnetto rosso.
Macerato maturo di 15 giorni: si diluisce in ragione di una parte per 10 parti di acqua e si irrora il terreno in vicinanza delle piante per stimolarne la crescita.


CI SONO ANCHE ALTRI RIMEDI NATURALI:
Preparazione aficida all’aglio
Tritare 5 spicchi d’aglio, metterli a macerare per una notte in 1 litro di acqua e, filtrare il giorno dopo
Aggiungere al macerato d’aglio 1 cucchiaino di sapone di marsiglia e far sciogliere bene.
Unire 2 cucchiai di alcool e agitare per far amalgamare il tutto.
Versare l’aficida, così preparato, in uno spruzzino e irrorare con esso, preferibilmente in una giornata non ventosa, le foglie di ortaggi e piante ornamentali. 

ESISTE ANCHE UN VALIDISSIMO PRODOTTO: L' OLIO DI NEEM



INTANTO NELL' AMBITO DEL PROGETTO "MUSEO DIFFUSO" CI GIUNGE UNA FOTO RELATIVA A METODO PER "METTERE LE FRASCHE AI FASOI"

lunedì 16 maggio 2011

IMMAGINI E NOTIZIE dal "MUSEO DIFFUSO"

Dopo la riuscitissima giornata di Fonzaso che ha consentto la distribuzione (gratuita) di una serie di sementi di varietà antiche e autoctone, proprio in questi giorni il Progetto "Museo Diffuso", entra in una fase decisamente operativa.. LE SEMENTI VENGONO AFFIDATE ALLA TERRA.
In molti hanno seguito le indicazioni del "calendario biodinamico, altri han rispettato le indicazioni legate alla luna crescente, altri ancora hanno atteso la provvidenziale pioggia di domenica. Sta di fatto che ci stanno già giungendo le prime foto richieste da questo progetto a cui teniamo molto. Un progetto indispensabile per riprodurre le sementi, per avere semi da donare durante le nostre iniziative evitando l'estinzione di alcune varietà decisamente molto erose
Vitale che la "MOSTRA DELLE SEMENTI ANTICHE" non sia un insieme di semi riposto in vasetti impolverati, ma che viva, si rigeneri, dia la possibilità a chiunque di avere sementi "non ibride" da usare nei propri orti e nei propri campi
Di seguito alcune foto giunte in questi giorni


ps siamo a disposizione per informazioni, indicazioni e consigli


la COMBINAove vengono posti i semi
molti seminano i fagioli a gruppi di 5
















utile indicare la varietà seminata
i semi di mais son ravvicinati, poi si diradarà
c'è chi ha già seminato da tempo.. patate e fagioli
fagiolo dalla striscia d'oro
le prime insidie: gli AFIDI
                                                                                                                                                          

lunedì 9 maggio 2011

UN ENNESIMO ALLARME CI GIUNGE DALLA VAL DI NON
A lanciare l'appello è l' amico S. de Romedis (del Comitato per la Salute della val di Non). Leggere tali notizie ci fa dubitare del detto "una mela al giorno leva il medico di torno"...

Attenzione, a brve nella zona media Val di Non e Val di Sole verrà effettuato un nuovo insetticida.
Nle bolettino si danno alcune indicazioni, ma si trascura di dire:
1) che il Confidor (prodotto da Bayer) ha 28 giorni di tempo di carenza (ma le insalate dei nostri orti le stiamo già mangiando, in teoria dovremmo aspettare 28 giorni)
2) è molto tossico per le api, e prima di usarlo vanno sfalciati gli eventuali i fiori.
3) l'Epik ha 14 giorni di carenza

4) va usato ad una distanza superiore di 40 m dai corsi d'acqua (quindi è vietato l'uso per una fascia di 80 m attorno ai corsi d'acqua)!!!!!! E QUI DA NOI VIENE USATO A 0 METRI DALLE CASE E A 10 M CON ATOMIZZATORE.
E' INCEDIBILE CI STANNO AVVELENANDO!!!!
E' VERGOGNOSO CHE I TECNICI NON SOLO PRESCRIVANO TALI SOSTANZE, MA NON DIANO QUESTE INFORMAZIONI. COME E' VERGOGNOSO CHE I POLITICI CONSETANO L'USO DI SIMILI SOSTANZE VICINO AI BAMBINI.
Chi non ci crede legga le etichette dei 2 prodotti consigliati (chi volesse riceverle ce le richida) 



MA PER FORTUNA C'è ANCHE QUALCHE BELLA NOTIZIA
(dal Corriere delle Alpi del 5 maggio scorso)
"

Quei diciottenni casa scuola e orto

Una ventina di ragazzi e un hobby in comune, nel terreno del nonno 
FELTRE. Molti di loro ancora non hanno la patente, altri sono poco più che maggiorenni. Sono una ventina di giovanissimi, amici, studenti dell'Agraria e non solo, che curano insieme un "orto comune" tra Tomo e Porcen, nel terreno del nonno di uno della compagnia.  I ragazzi della Skasera producono pomodori, fagioli, melanzane, peperoni, insalata e altre verdure con l'aiuto del gruppo Coltivare Condividendo, che sta portando avanti il progetto del "museo diffuso" per riprodurre una serie di sementi antiche e autoctone. Obbligo per tutti la coltivazione biologica (che esclude la chimica di sintesi), evitando la contaminazione e l'incrocio delle varietà affidate.  «Che i semi vengano affidati alla terra»: questa la frase introduttiva dell'incontro, molto partecipato, svoltosi a Porcen sul tema del "museo diffuso". «Il progetto è un modo per esprimere la nostra contrarietà a ogni brevetto sui semi, a ogni controllo degli stessi», dicono i portavoce del gruppo Coltivare Condividendo. «Crediamo che nessun vincolo debba essere posto all'antichissima pratica dello scambio dei semi e all'auto produzione di sementi.
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mercoledì 4 maggio 2011

.. E' TEMPO DI SEMINA...

..MAGGIO, TEMPO DI SEMINE..
Siamo molto soddisfatti dell'' esito della prima fase del progetto "MUSEO DIFFUSO" che ha distribuito (gratuitamente) una moltitudine di sementi "antiche e locali" a oltre 60 persone affinchè le riproducano (con tecniche di coltivazione biologica), assaggino e ne restituiscano una parte al "museo" che ne continuerà la diffusione. In questo mese di maggio il progetto sopracitato ha una piccola apendice, dato che distribuiremo alcune piantine pe rlo più di pomodori. Varietà tipiche della zona Liguria-Toscana-Emilia avute durante i diversi "scambi delle sementi" organizzati o a cui abbiamo partecipato Abbiamo giù testato alcune di queste varietà, che hanno dato ottimi risultati.

..Molti di noi, in questi giorni si stanno apprestando a fare campi ed orti.. ecco alcune notizie e informazioni che abbiamo raccolto..      
(alcune domande a F. Bof poeta e contadino)

".. ma quando è il momento giusto per piantare i fagioli?"
".. DALLA MIA ESPERIENZA E CONSULTANDO UNA SERIE DI LIBRI E PARLANDO CON MOLTI AMICI CONTADINI POSSO DIRE CHE I GIORNI MIGLIORI SONO IL SECONDO E IL TERZO DOPO IL PRIMO QUARTO DI LUNA CRESCENTE DI MAGGIO..."

".. ha qualche consiglio da darci?"
MOLTO UTILE (NON SOLO PER I FAGIOLI) UNA BUONA LETAMAZIONE DEL CAMPO, POI SI FA UNA BELLA "COMBINA" E SI METTONO GRUPPETTI DI 3 O 5 (O ANCHE PIU' PER ALCUNE VARIETA') FAGIOLI. SI METTONO A UNA PROFONDITA' CHE E' PARI AL TRIPLO DEL DIAMETRO DEL FAGIOLO (MA LA REGOLA VALE ANCHE PER LE ALTRE SEMENTI), SI COPRE SPERANDO IN UNA BELLA PIOGGERELLA PRIMAVERILE
PALI E TUTORI LI METTO QUANDO IL FAGIOLO è CRESIUTO, SPESSO SERVE ANCHE RISEMINARE QUALCHE FAGIOLO CHE NON E' SPUNTATO

"c'è anche chi usa il Mais come tutore per i fagioli"
IL FAGIOLO BONEL DI FONZASO E' IL TIPICO ESEMPIO DI LEGUME CHE ESIGE DI ARRAMPICARSI SUL MAIS.UNA CONSOCIAZIONE PERFETTA CHE FA BENE SIA ALL'UNO CHE ALL'ALTRO. IL FAGIOLO, IN QUESTO CASO LO SI SEMINA QUANDO IL MAIS E' ALTO CIRCA 15 CM, SI METTE 1 MASSIMO 2 FAGIOLI PER PIANTA, SALTANDONE DUE (es. si mette il fagiolo nella prima pianta di mais, poi non si mette nella seconda e nella terza e lo si risemina vicino alla quarta) 
IMPORTANTE LA SCELTA DI UNA VARIETA' DI MAIS SOLIDO E IN GRADO DI SORREGGERE IL FAGIOLO (oltre al Bonel si usa in questa consociazione il Fagiolo Gialet, mentre sono sconsigliati i Borlotti)

  .. IN QUESTI GIORNI SONO IN MOLTI ALLE PRESE ANCHE CON GLI ORTI..
Siamo a disposizione per fornire indicazioni tecniche e pratiche ha chi sta intraprendendo questa attività. Per adesso ci limitamo ad alcuni consigli per chi vuole farsi delle piantine da orto in casa Riteniamo ottima questa pratica di auto riproduzion delle sementi...
SI PREPARA IL TERRICCIO BIOLOGICO AGGIUNGENDO FERRO, CORNUNGHIA E MICORIZE..SI BAGNA..
  ... SI SEMINA USANDO SEMENTE BIOLOGICA O AUTOPRODOTTA.. SI COPRE CON POCHISSIMA TERRA, COSPARSA USANDO UN PASSINO O RETE FINA.. POI SI VAPORIZZA
..SI MANTIENE IL TUTTO A UNA TEMPERATURA NON INFERIORE AI 12° ...
GRANDE ATTENZIONE ALLE ANNAFFIATURE E A EVENTUALI PATOLOGIE
LE PIANTINE VENGONO POI "RIPICHETTATE NEI PAC IDONEI  
IMPORTANTE NON IRRORARE CON PRODOTTI CHIMICI DI SINTESI E SOPRATTUTTO  NANIZZANTI