domenica 10 aprile 2011

NO AGLI OGM !!!! TANTOMENO IN PROVINCIA DI BELLUNO

QUESTA LA NOSTRA REPLICA ALLE DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DARIO BOND (cliccare qui per leggere)


NO AGLI OGM

Ci sono frasi e dichiarazioni che spesso si è costretti a leggere più di una volta, non tanto perchè non se ne comprenda il senso, ma perchè ci si stupisce che siano state affermate certe cose..
E la situazione si è ripetuta proprio in questi giorni quando abbiamo appreso delle dichiarazioni del Consigliere Regionale Dario Bond a favore degli OGM
Siamo basiti che ci sia qualcuno che ritenga la nostra provincia luogo adatto a queste coltivazioni e non possiamo che sottoscrivere appieno la presa di posizione del Governatore Zaia.
“Abbiamo necessità di ricordare che un Paese che ha puntato sulla tipicità dei prodotti, non può fare una scelta diversa” ovvero approvare l’impiego degli Ogm.  L’agricoltura italiana  (e tantomeno quella bellunese aggiungiamo noi)– ha ricordato il governatore del Veneto -  non può fare ”la guerra ai costi di produzione con gli altri competitor perché non possiamo vincere, sotto questo aspetto, con i cinesi che vengono pagati 5 euro al giorno. Il nostro vantaggio – ha concluso – è l’identità produttiva, ma se facciamo pomodoro transgenici come li fanno loro non c’è identità produttiva”!

Un concetto che anche noi ribadiamo da tempo, dato che auspichiamo, soprattutto per la nostra provincia, un’ agricoltura basata sulla biodiversità, la tipicità, la tutela di territorio e paesaggio, della salute, con un legame molto stretto con turismo e relazioni tra chi coltiva e chi acquista (es. i gruppi di acquisto solidale).

Ci chiediamo pertanto come potrebbe un agricoltore bellunese, con le sue micro particelle di terreno e i costi di produzione non certo irrisori competere con un “farmer” americano o argentino coltivando la stessa varietà di mais OGM? Sarebbe inevitabilmente fuori mercato.

Siamo convinti che la nostra agricoltura e inevitabilmente la nostra bella provincia si salva se evita una contrapposizione impari di questi tipo ma punta sulle sue eccellenti tipicità (i fagioli gialet, bonel, di Lamon, il mais sponcio, la patata ecc. ) coltivate in maniera sana (seguendo disciplinari del biologico) e proponendoli (magari con appositi pacchetti) a turisti e visitatori.

Ci sarebbe molto da dire anche sulla questione brevetti che regola gli OGM e che lega questi tipi di coltivazioni a pochissime multinazionali che li detengono, ma anche su quel “che la scienza ha negato ogni rischio per la salute dell’uomo e del bestiame” Basterebbe citare la notevole documentazione prodotta soprattutto da Greenpeace (ma anche da molti medici, scienziati e ricercatori ad es. Mariano Bizzarri e Mae-Wan Ho Materiale che posteremo nel nostro blog) al riguardo per dubitare non poco dell’affermazione perentoria del Consigliere Bond.(per visionare parte di questo materiale cliccare qui)
Ci piacerebbe sapere dall’ esponente del Pdl come crede si possa conciliare questa sua apertura agli OGM con l’ agricoltura biologica (dato che oltre ad avere una azienda biologica è anche componente dell’associazione Dolomiti bio) Sappiamo benissimo (da dati scientifici) che non vi puo’ essere coesistenza tra piante OGM e piante tipiche, tradizionali, locali o antiche essendo ampiamente dimostrato il rischio della contaminazione

Vorremmo sapere se Lattebusche condivide questa apertura agli OGM e come la concilia con un marketing basato su genuinità, tipicità e naturalezza. Inevitabile chiederci cosa differenzia la dieta dei bovini allevati nel bellunese da quelli della pianura o stranieri.

Noi non siamo degli “oscurantisti”, crediamo nella scienze e nella ricerca ma non  pensiamo si debbano fare “salti nel buio”. Invocando il principio di precauzione, auspichiamo di cuore che a prevalere sia la posizione del Governatore Zaia e nessun organismo geneticamente modificato trovi ospitalità nella nostra provincia. Noi continueremo a proporre, promuovere a credere in un’ agricoltura tipica e sana, molto legata al territorio e capace di esprimere appieno la sua peculiarità, ben lontana da laboratori statunitensi o cinesi

Gruppo Coltivare Condividendo
www.coltivarcondividendo.blogspot.com

4 commenti:

  1. a dire il vero la scienza ha fornito un mole dati impressionante sulla sicurezza di queste piante. ma, a parte questo, l'argomento degli anti-ogm che meno comprendo è quello della convenienza economica. vi chiedete come possa un agricoltore bellunese essere competitivo se coltiva ogm, beh, lasciatelo scegliere a lui se conviene o no! se è vero che non conviene nessuno sarebbe così stupido da coltivare ogm e il problema nemmeno esisterebbe. no?

    arre

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  2. Sulla sicurezza degli OGM c'è ben poca certezza, basti guardare i dati da noi citati, i tanti dossier prodotti sia da greenpeace che da moltissimi laboratori e ricercatori INDIPENDENTI
    ..da non sottovalutare la qustione brevetto sulle sementi..affidare il ns futuro alimentare a 4-5 mulinazionali è da folli
    Sulle coltivazioni OGM nella ns provincia non è una questione che riguarda solo chi coltiva tali sementi ma che riguarda ogniuno di noi Infatti gli OGM contaminano le altre varietà (e la contaminazione è stata la strategia di espansione di queste coltivazioni in Sud America) E' bene che la politica si assuma la responsabilità di scegliere
    O la nostra tipicità e particolarità o l'omologazione perdente

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  3. Scusate, ma mi pare ci sia un po' di ingenuità
    Lattebusche da anni oramai fa utilizzare per gli allevamenti sia gli OGM che altri mangimi "poco salutari". Tanto è vero che alcuni anni fa due allevatori che producono per Lattebusche furono coinvolti nella "mucca pazza", ed in particolare l'ex presidente di Lattebusche Donazzolo.
    E' che come al solito si punta alla quantità più che alla qualità e se si vuole quantità, e quindi sfruttamento dell'animale, bisogna utilizzare prodotti ad alto valore nutritivo e a basso costo come gli ogm o peggio.
    C'è una miopia in tutto questo perché competere sul prezzo in queste produzioni si è perdenti, sarebbe da prendere ad esempio altri produttori come Latte Mila (http://www.mila.it/it/prodotti/latte-e-latticini-mila/latte-fresco-mila/) - Nel latte fresco Mila, proveniente dai masi di montagna dell'Alto Adige, tutti i pregi del latte seguono pari passo l'originario sapore naturale. L'alta qualità attribuitagli è dovuta principalmente alla sua provenienza: i paesaggi alpini e subalpini dell'Alto Adige. In questi bei paesaggi di montagna il latte fresco della Mila viene prodotto in maniera ecocompatibile. I passi della produzione regolati ad arte, il bestiame controllato e l'alimentazione assolutamente priva di OGM, fanno del latte fresco Mila un prodotto pregiato e incontaminato.
    Per questo il Bellunese a mio parere avrà poche prospettive.....
    Saluti
    Davide

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  4. Gli OGM le vacche li mangiano già in grande quantità perchè i mangimi
    animali non sono tracciati con la legge Galan, per cui ci entra di tutto.

    Invece se si parla di coltivazione: questa è vietata in campo aperto (anche
    il FVG ha emesso una legge regionale in questo senso) perchè contaminano le
    altre coltivazioni. Vedi allegato sul FVG.
    Inoltre coltivare OGM che necessitano di utilizzi di diserbanti non
    selettivi ma sistemici tipo roundup-glifosate della Monsanto, ci si rirtrova
    poi a dover lottare contro erbe infestanti che si devono estirpare a forza.
    (vedi allegato)
    Se vuoi leggere qualche testo sulle malattie o rischi provocati dagli OGM, e
    la loro costosità crescente, perchè devono non solo pagare il mark up delle
    sementi ma devono usare sempre più pesticidi per le erbe resistenti e i
    concimi chimici che sono fatti col petrolio, allora leggi qualche libro di
    Gianni Tamino : Ladri di geni, oppure il bivio genetico.
    Ti allego qualche nota sul tema.
    Cordiali Saluti
    Gianluigi Salvador

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