giovedì 30 dicembre 2010

FOTO E IMMAGINI DI UN 2010 MOLTO RICCO DI INIZIATIVE E PROPOSTE...

cliccare sulla foto per vedere l'album...


anno 2010

MA ANCHE DUE VIDEO (per vederli cliccarci sopra)


VIDEO FONZASO
VIDEO LENTIAI
 

... ALTRE FOTO CHE NON AVREMMO MAI VOLUTO VEDERE..E CHE SPERIAMO DI NON RIVEDERE NEL NUOVO ANNO...

pesticidi irrorati con l'elicottero nella zona del prosecco...

cartello che vietano il passaggio tre i vigneti da aprile ad agosto..troppi trattamenti...(zona vidor)




paesaggio dominato dalla monocoltura intensiva con frequentissime irrorazioni di pestidici e insetticidi (val di non)

domenica 26 dicembre 2010

ALCUNE RICETTE PER PREPARARE I PRODOTTI DELLA BORSA DELLA SOSTENIBILITA'


FAGIOLO GIALET
Il valore riconosciuto a questo fagiolo risiede nelle sue caratteristiche di sapore delicato e nell'alta digeribilità, proprietà che lo rendono particolarmente adatto per l’alimentazione di bambini e anziani. Possiede una buccia molto sottile che quasi si scioglie con la polpa durante la cottura. Il fagiolo giàlet è particolarmente adatto agli usi culinari. Il seme essiccato imbibisce con omogeneità l’acqua durante la fase di precottura, riducendo così i tempi di bollitura.
Se volete consumare questo legume fresco, consigliamo di lessarlo all'interno del suo baccello al fine di evitarne lo spappolamento: il baccello funge così da piccola pentola a pressione.
Una volta essiccati,  rigenerati in acqua si prestano per molteplici usi culinari, particolarmente indicati  per le zuppe.

MINESTRA DI FAGIOLI GIALET E ORZO
Mettere a mollo per almeno 4 ore g 200 di gialet e g 150 di orzo decorticato. Preparare un soffritto di cipolla e porro, unire i fagioli e l'orzo, acqua, sale e un rametto di rosmarino precedentemente legato con un filo (per evitare che le foglie si perdano nella zuppa).
Cuocere a fuoco lento per 40 minuti. Al termine aggiungere a piacere un po' di latte e servire.


FAGIOLO BALA ROSSA
Questo fagiolo appartiene alla famiglia dei borlotti.   Risulta essere più digeribile rispetto ai borlotti normalmente reperibili in commercio  in quanto la sua buccia è  più sottile ed assimilabile.

ZUPPA DI FAGIOLI BORLOTTI (BALA ROSSA),  CIPOLLA E PANCETTA

Fare soffriggere in un capiente tegame due grosse cipolle, tagliate a fette grossolane, con  olio d'oliva.  Aggiungete circa g 200 di pancetta affumicata a cubetti soffriggendo per breve tempo (uno o due minuti), g 500 di fagioli bala rossa già lessati, senza troppo brodo o con un brodo abbastanza ristretto. Unire della passata di pomodoro quanto basta per ottenere un bel colore bruno. Salare. Adesso è il momento di aggiungere le due spezie "signore" di questa petanza: la cannella macinata e il  peperoncino.  Mettete anche un po' di pepe nero (non troppo avanti nella cottura), paprika e pochissimo zenzero. Nel frattempo infornate a bassa temperatura del pane (meglio se raffermo) tagliato a cubetti per farlo diventare ben croccante. Fate cuocere la zuppa per circa 15 minuti o comunque fino a quando avrà assunto una consistenza morbida e cremosa, ma con la maggior parte dei fagioli ancora "definiti". Servire la zuppa calda, con i cubetti di pane e un  filo d'olio d'oliva.   

FARINA MAIS SPONCIO 
Prima di essere lavorato in farina il mais è essiccato con esposizione al sole in idonei graticci, solai e poggioli di legno. Le cariossidi sono macinate per l’ottenimento di una farina per polenta dalla grana media (ne troppo fine ne troppo grossolana).
La tradizionale farina di mais sponcio viene lavorata presso piccoli molini locali ed è di due tipi:
- Farina tipo integrale o semi-integrale, con lavorazione a palmenti a pietra.
La farina ottenuta presenta la quasi totalità delle parti della cariosside. Essa appare puntinata di porzioni scure, ricca in oli e grassi vegetali e dà origine ad una polenta definita in termini positivi come “grassa” ed  altamente nutriente.     
- Farina a molitura con “cilindri” dalla quale sono estratti parte del germe e del pericarpo.
La farina, porta con sé tutti  i pigmenti delle cariossidi, apparendo di un colore aranciato intenso.

POLENTA DI MAIS SPONCIO
Scaldare 4 litri e mezzo d'acqua in un recipiente (possibilmente un paiolo di rame) e, poco prima che cominci a bollire, aggiungere 2 cucchiai di sale grosso. Lasciare cadere a pioggia la farina, mescolando bene dapprima con una frustina e successivamente con un mestolo di legno, per evitare la formazione di grumi.
Continuare la cottura a fuoco lento per almeno 40 minuti, mescolando di tanto in tanto.
La polenta che si ottiene deve essere riversata su un “tajer” di legno e  mantenere la forma del paiolo. Accompagna con successo un gran numero di piatti in particolare formaggio, funghi e affettati.

giovedì 23 dicembre 2010

GRAZIE !!!!

un GRAZIE davvero grande a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del riuscitisismo progetto "la BORSA della SOSTENIBILITA'" !!
Siamo rimasti davvero contenti dell'esito dell'iniziativa che dimostra ancora una volta l'interesse che c'è, sia in provincia che soprattutto fuori, verso i prodotti bellunesi coltivati seguendo il disciplinare biologico

Un grazie sentito anche a nome delle aziende che hanno avuto modo di vendere (a prezzo pieno) i loro prodotti..
Crediamo che una menzione particolare la meriti la Coordinatrice del GAS di Belluno (e componebte del Gasdotto) Cristina Piaz per l'ottimo lavoro svolto!!


VISTA L'OTTIMA RIUSCITA DELL'INIZIATIVA E IL GRANDE AIUTO CHE E' STATO DATO A  MOLTE AZIENDE E' NOSTRA INTENZIONE PROSEGUIRLA.. CON ALTRE PROPOSTE DI PRODOTTI ANCHE NEL PERIODO  "POST NATALIZIO"


Con l'occasione segnaliamo un bel articolo che parla di noi sul Corriere delle alpi di qualche giorno fa
(per leggere l'articolo cliccare qui)
..tante piccole aziende agricole vorrebbero fare il salto verso il biologico, ma non hanno ancora osato per motivi economici, tecnici e burocratici. Eppure coltivano seguendo rigidi disciplinari basati su biodiversità, tutela della salute e dell'ambiente, senza utilizzare diserbanti chimici, in un rapporto sempre più stretto tra produttore e consumatore attraverso la filiera corta.  Per venire loro incontro, il gruppo Coltivare condividendo, il coordinamento dei Gruppi di acquisto solidale della provincia e l'associazione Dolomiti bio lanciano il progetto di "Certificazione semplificata" - che ha avuto il consenso dell'Associazione italiana per l'agricoltura biologica - con l'obiettivo di costituire un gruppo di ditte interessate ad ottenere il riconoscimento di qualità bio e insieme discutere con l'ente preposto alla certificazione un costo minore rispetto al percorso individuale.

INOLTRE .. MARTEDI' 28 DICEMBRE   ABBIAMO ORGANIZZATO, PRESSO L'AGRITURISMO "L'ALBERO DEGLI ALBERI" IN VALLE DI SEREN, UNA CENA..A BASE DI PRODOTTI TIPICI E DI TANTE CHIACCHIERE..IDEE..PROPOSTE  PER L'ANNO CHE STRA PER INIZIARE.. ma anche tanta allegria!!!

sabato 18 dicembre 2010

CERTIFICAZIONE BIOLOGICA PARTECIPATA !!! una bella opportunità per la nostra Provincia

Fine d’anno con il botto per l’ “alleanza tra Gasdotto (coordinamento dei GAS della prov di BL) Gruppo Coltivare Condividendo e ass. Dolomiti bio (ass. delle aziende bio bellunesi

Grazie all’ottimo lavoro svolto, in maniera puntuale, capillare e agli ottimi riscontri avuto (sia in provincia che fuori) promovendo un agricoltura SANA e basata su biodiversità, biologico, filiera corta, tutela di salute, ambiente, paesaggio.. AIAB si è convinta e ha dato il consenso all’ avvio di un progetto, in provincia di Belluno, di CERTIFICAZIONE SEMPLIFICATA

Si aggiunge un nuovo tassello al mosaico di iniziative nate in seguito alla costituzione del Patto sostenuto da Coltivare Condividendo, Dolomitibio e Gasdotto.



In collaborazione con AIAB Veneto nel 2011 si concretizzerà un interessante progetto di CERTIFICAZIONE BIOLOGICA.

Questo progetto innovativo (unico nel Veneto e tra i pochi a livello nazionale) vuole innanzitutto svincolare la certificazione biologica dal solo rapporto azienda agricola - ente certificatore concentrando l’attenzione sulla comunicazione trasparente verso il pubblico, la collaborazione e lo scambio di conoscenze tra aziende, l’assistenza tecnica e burocratica al produttore.

Le parole d’ordine saranno pertanto
Semplificazione – Collaborazione – Trasparenza – Assistenza

Questo progetto è molto importante per la nostra provincia dato che sono molte le aziende che già coltivano seguendo disciplinari biologici o che semplicemente hanno escluso la chimica di sintesi.
Diverse piccole aziende vorrebbero fare il salto verso il biologico, ma ancora non hanno osato per motivi economici, tecnici e burocratici.

L’idea è quella di costituire un gruppo di aziende seriamente interessate alla certificazione, discutere con l’ente certificatore un costo minore rispetto al percorso individuale, e con la differenza che risparmiamo gestire un supporto tecnico-agronomico e burocratico a disposizione delle aziende partecipanti.
In questo processo verremo supportati da AIAB Veneto.

Insieme a questo verranno attivate iniziative di comunicazione e di partecipazione pubblica, per far comprendere ai cittadini il valore della produzione biologica certificata.

Ovviamente più siamo e più forza contrattuale abbiamo.
   
Entro la fine dell’anno puntiamo ad avere un elenco di aziende (anche già certificate) seriamente interessate.

INVITIAMO PERTANTO TUTTI COLORO CHE DESIDERANO AVERE INFORMAZIONI E CHE DESIDERANO PARTECIPARE AL PROGETTO A CONTATTARCI.

L’ ADESIONE OVVIAMENTE NON E’ VINCOLANTE

PER ADESIONI E INFORMAZIONI:

coltivarcondividendo@yahoo.it
tel 3336889954 (tiziano)
tel 3403486821 (andrea)
  

lunedì 13 dicembre 2010

FINE SETTIMANA RICCO DI SODDISFAZIONI...

FA SEMPRE PAICERE QUANDO GIORNALI O SITI DEDICANO SPAZIO ALLE NOSTRE INIZIAVIVE..

(dal Corriere delle Alpi di Domenica) .. cliccare qui per leggere l'articolo

"CIBO BIOLOGICO sotto l'ALBERO"

Con la Borsa della sostenibilità si diffonde il prodotto tipico
Un regalo buono per il palato, di gusto e sapori genuini, si offre come alternativa ai tradizionali doni di Natale per portare sotto l'albero l'agricoltura biologica. È la "Borsa della sostenibilità", riempita con una serie di prodotti tipici bellunesi (o bellunesi e trevigiani insieme per sancire il gemellaggio tra i coordinamenti dei Gruppi di acquisto solidale delle due province), coltivati senza l'uso di diserbanti chimici da aziende dell'associazione Dolomiti bio e da altre realtà del territorio.... A promuovere il progetto basato sui principi di filiera corta, biodiversità e biologico, è il gruppo "Coltivare condividendo", con l'obiettivo di «creare un legame sempre più stretto e di aiuto reciproco soprattutto tra Gruppi di acquisto solidale e aziende che hanno rinunciato alla chimica di sintesi». Una rete tra chi coltiva, chi è interessato a mangiare sano a chilometro zero e chi vuole difendere le colture ecosostenibili valorizzando la biodiversità, è stretta proprio dal Gas, che nel feltrino conta quaranta famiglie. Scelgono alimenti sani, riducendo i costi di mercato e andando a favorire i coltivatori locali (in tutto una cinquantina quelli aderenti, tra aziende, ditte di media grandezza e piccoli produttori, con diversi giovani interessati). E adesso si guarda al binomio del turismo agroalimentare.

ANCHE SUL SITO DI "BELLUNO PRESS" SPAZIO ALLA NOSTRA ULTIMA INIZIATIVA..
  " LA BORSA DELLA SOSTENIBILITA'"
(cliccare qui per leggere l'articolo)
Il Gruppo Coltivare Condividendo ha avviato assieme al Gasdotto (coordinamento GAS prov. di BL) e all’ associazione Dolomiti bio un’iniziativa che sta avendo un ottimo riscontro e che sancisce un alleanza sempre più stretta e efficace fra chi coltiva e chi ama alimentarsi in maniera sana eco compatibile ed ecosostenibile, a tutela di biodiversità, biologico, paesaggio e territorio.
La “borsa della sostenibilità” è un progetto che prende forma durante la riuscitissima festa “chiamata a.. raccolto” che ha visto affluire a Lentiai diverse centinaia di persona decise a dire SI a un’agricoltura sana, basata su biodiversità e biologico, su filiera corta, su un rapporto fiduciari, di scambio di conoscenze, esperienze e saperi tra chi produce e chi acquista. Ma anche rispettosa di ambiente, paesaggio e territorio.
Un sentire che ha caratterizzato il nostro agire di questi mesi e che ora ci porta a promuovere questa iniziativa tesa a creare un legame sempre più stretto e di aiuto reciproco soprattutto tra Gruppi di Acquisto Solidale e aziende che hanno rinunciato alla chimica di sintesi (in perfetta linea coi dettami del “patto” costruito e sottoscritto nel maggio scorso).
La “borsa della sostenibilità” è, in sostanza, una borsa nella quale viene collocata una serie di prodotti tipici bellunesi e/o bellunesi +trevigiani (per sancire il gemellaggio tra i coordinamenti GAS delle due province venete) coltivati senza l’uso di prodotti chimici di sintesi da aziende dell’ associazione Dolomiti bio o che hanno condiviso le nostre iniziative. Prodotti che consentono di apprezzare l’enorme patrimonio di biodiversità e tipicità della nostra zona.
..

MA OLTRE AGLI ARTICOLI DEDICATI AL NOSTRO GRUPPO...
IL NOSTRO FINE SETTIMANA E' STATO CONTRADDISTINTO DALLA PARTECIPAZIONE AL "TERRA MADRE DAY" A VICENZA. UNA GIORNATA ORGANIZZATA DA SLOW FOOD, DA EQUISTIAMO, DA CA' DELL'AGATA, DA PACHAMAMA E DAL PRESIDIO NO DAL MOLIN CHE HA OSPITATO L'EVENTO
CI HA FATTO PIACERE RACCONTARE LA NOSTRA ESPERIENZA ED ASCOLTARE LE TANTE IDEE, PROPOSTE, INIZIATIVE DI MOLTE REALTA' VICENTINE E VENETE (a breve un resoconto dettagliato)

PER VEDERE ALCUNE FOTO DELLA GIORNATA VICENTINA CLICCARE QUI 

martedì 7 dicembre 2010

ORDINA ANCHE TU LA BORSA DELLA SOSTENIBILITA'

La “borsa della sostenibilità” è un progetto che prende forma durante la riuscitissima festa “chiamata a.. raccolto” che ha visto affluire a Lentiai diverse centinaia di persona decise a dire SI a un’agricoltura sana, basata su biodiversità e biologico, su filiera corta, su un rapporto fiduciari, di scambio di conoscenze, esperienze e saperi tra chi produce e chi acquista. Ma anche rispettosa di ambiente, paesaggio e territorio.

Un sentire che ha caratterizzato il nostro agire di questi mesi e che ora ci porta a promuovere questa iniziativa tesa a creare un legame sempre più stretto e di aiuto reciproco soprattutto tra Gruppi di Acquisto Solidale e aziende che hanno rinunciato alla chimica di sintesi (in perfetta linea coi dettami del “patto” costruito e sottoscritto nel maggio scorso).

La “borsa della sostenibilità” è, in sostanza, una borsa nella quale viene collocata una serie di prodotti tipici bellunesi e/o bellunesi +trevigiani (per sancire il gemellaggio tra i coordinamenti GAS delle due province venete) coltivati senza l’uso di prodotti chimici di sintesi da aziende dell’ associazione Dolomiti bio o che hanno condiviso le nostre iniziative. Prodotti che consentono di apprezzare l’enorme patrimonio di biodiversità e tipicità della nostra zona.

Sono previsti 4 formati di “borse della sostenibilità” che conterranno indicativamente i seguenti prodotti:

          borsa della sostenibilità base
-         borsa di carta contenente: fagioli, farina di mais, mele, confettura, orzo..  
                                                                                               dal costo di  euro 15
   
                                borsa della sostenibilità bellunese
-         borsa di tela contenente: fagioli, farina di mais, mele, confettura, orzo..  
                                                                                                dal costo di euro  20     

                                 borsa della sostenibilità gemmellaggio base
-         borsa di carta contenente: fagioli, farina di mais, mele, succo di frutta, orzo, radicchio ed eventuale bottiglia di prosecco bio
                                                                                                 dal costo di euro 25
          
 borsa della sostenibilità BL/TV      
              
-         borsa di tela contenente: fagioli, farina di mais, mele, succo di frutta, orzo, radicchio ed eventuale bottiglia di prosecco bio
                                                                                                 dal costo di euro 30   

le varietà di fagiolo usate sono GIALET (confezione da 300 g)
                                                    e BALLA ROSSA (confezione de 500 g)
le varietà di mas usate sono: SPONCIO e MARANO o a scleta MAIS bianco perla
                                                 (per tutti confezione da 1 kg)
le varietà di mela usate sono POM PRUSIAN (fino a esaurimento poi altre varietà locali)
                                                  (quantità = 1 kg di mele)  

L’offerta è aperta a tutti i componenti dei GAS e di chi ha a cuore biologico, biodiversità, salute, ambiente, paesaggio e territorio.

E’ importante che le richieste giungano entro il 18 dicembre

Per informazioni e ordinazioni:

cripiaz@gmail.com
coltivarcondividendo@yahoo.it                                                                          

lunedì 6 dicembre 2010

INTERESSANTE RIFLESSIONE SULLA QUESTIONE BIOLOGICO

(di Virgilio Rossi e Giuseppe Visintainer)


Biologico: tirata d’orecchi ai tecnici di San Michele
E' consigliato mangiare la frutta con la buccia se è biologica
«La politica comunitaria è proiettata a rafforzare il ruolo dell'attività agricola in funzione della salvaguardia del territorio, riducendo al minimo i residui nelle produzioni alimentari, limitando il ricorso ai prodotti chimici nelle coltivazioni. La Val di Non non potrà sottrarsi a questa tendenza: prima ci si attrezza per affrontare i nuovi scenari, minori saranno i contraccolpi che i cambiamenti comportano».
Questa la conclusione di un documento dei consiglieri del gruppo Sae (Salute ambiente economia, ora in assemblea della Comunità di valle) Virgilio Rossi e Giuseppe Visintainer , steso all'indomani della pubblicazione dell'articolo «Bio e tradizionale entrambi controllati», pubblicato da l'Adige il 28 novembre, in cui Maria «Mina» Venturelli, Michele Pontalti e Gastone Dallago , elementi di vertice dell'Istituto agrario, affermavano che non esistono contrapposizioni tra agricoltura bio e convenzionale, esprimendo qualche perplessità sulle decisioni assunte dall'amministrazione di Malosco guidata da Adriano Marini . I due consiglieri della Comunità di valle esprimono invece compiacimento per la decisione assunta a Malosco, vòlta a favorire la coltivazione biologica. In tutti i programmi dei gruppi in corsa per l'elezione della Comunità, viene sottolineato, era rimarcata la necessità di coniugare agricoltura e turismo, anche se solo «Sae» aveva avanzato proposte concrete; inoltre «l'agricoltura biologica è l'unico metodo di produzione regolato da una legge Comunitaria recepita da tutti gli Stati membri».
E mentre delle esperienze maturate in campo biologico hanno portato a «tecniche colturali e strategie di difesa adottate anche dall'agricoltura convenzionale, raramente si è assistito al percorso opposto». L'agricoltura bio - continuano Rossi e Visintainer - si avvale dell'utilizzo di soli prodotti naturali, che non rientrano nelle classificazioni T+ (molto tossico) e T (tossico), «fitofarmaci con potenzili effetti acuti sulla salute dell'uomo, anche mortali». Prodotti che superano il vaglio del Ministero della Salute, ma questo «non deve indurre ad equivocare sulla loro presunta innocuità». Nell'agricoltura bio si usano formulati a base di rame e zolfo, elementi naturali e non di sintesi («come erroneamente affermato nell'articolo»), ma a basso dosaggio (20-40 grammi a ettolitro). Nell'agricoltura convenzionale si eseguono meno interventi con tali prodotti, ma a dosaggi più elevati (250-500 g/hl). Il «bio» favorisce, oltre alla salute umana e dell'ambiente, «lo sviluppo di economie quasi assenti in Val di Non quali il turismo ecosostenibile e responsabile»; e nonostante la crisi «la domanda di prodotti certificati biologici sia in continuo aumento».
Tirata d'orecchi per i tecnici dell'Istituto agrario, il cui atteggiamento nei confronti dell'agricoltura bio «suona come una presa di distanza»; peraltro, viene affermato, «il termine biologico non rientra ancora nella terminologia ricorrente all'interno della Fondazione Mach», e viene il sospetto che «il ricorrente rinvio alle possibili ricadute legate all'individuazione del genoma della vite e del melo sia quasi un alibi per procrastinare scelte non più rinviabili».
Da tempo, continuano Rossi e Visintainer, esistono varietà con spiccata attitudine a resistere a determinate malattie, che «attendono solo di essere sdoganate da tecnici e responsabili commerciali». La loro introduzione e la diminuzione dei trattamenti «può rappresentare un vero cambiamento in termini di salute, costi, fatiche e pacifico svolgimento della propria attività».
CARTELLI CHE NON VORREMMO MAI VEDERE LUNGO PISTE CICLABILI CHE ATTRAVERSANO MELETI                  ...MA CIO' E' POSSIBILE SOLO SE I MELETI SONO COLTIVATI BIOLOGICAMENTE

giovedì 2 dicembre 2010

UN INTERESSANTE CORSO di AGRICOLTURA BIOLOGICA a SAN GREGORIO nelle ALPI

FARE AGRICOLTURA BIOLOGICA IN MONTAGNA

In attesa del volantino ufficiale ecco i primi dettagli.

Martedì 7 dicembre - FRUTTICOLTURA (piccoli frutti) - relatore: Roberto De Nart, titolare di un'Azienda agricola biodinamica a Carzano (Valsugana - TN)
Martedì 14 dicembre - ORTICOLTURA - relatore: Luca Michieletto, agronomo AIAB Veneto

Martedì 21 dicembre - CERALICOLTURA - relatore da definire

Tutti gli incontri si terranno a SAN GREGORIO NELLE ALPI, dalle 9 alle 18

I corsi sono gratuiti in quanto finanziati con fondi del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Veneto.
Gli incontri sono di carattere tecnico-agronomico, sono ammessi i possessori di partita Iva agricola, i loro coadiuvanti, salariati e partecipi famigliari (coniugi, figli, nipoti, ecc.).
A questi verrà riconosciuto un attestato di partecipazione.
E’ possibile partecipare anche a singoli incontri.

Per prenotazioni ed informazioni 

E PER RICHIEDERE MODULO DI ISCRIZIONE AL CORSO:

ANDREA PASQUALOTTO
E-mail: endriupasq@hotmail.com
tel.:     3403486821
ALESSANDRO PEZZINO
E-mail: ifruttidelsole3@libero.it
tel.:     3478675598


PER ISCRIVERSI AL CORSO E' NECESSARIO INVIARE RICHIESTA AL CIPAT