sabato 13 novembre 2010

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Le foglie degli alberi si tingono di colori e sfumature sgargianti e il “San martìn” è ormai alle porte Segno inequivocabile che il tempo dedicato al “coltivare” si riduce sempre più mentre si moltiplicano le occasioni per “condividere”
Molti i momenti di dialogo, di confronto, di scambio di conoscenze, esperienze e di progetti da costruire insieme che hanno caratterizzato questi ultimi giorni

Decisamente interessante e intensa la serata padovana in cui abbiamo parlato della nostra “piccola esperienza” bellunese Serata per lo più dedicata alla presentazione del video “Il mondo secondo Monsanto” (che è nostra intenzione proporre anche nella nostra zona) e alle testimonianze di Presila Facina Monnerat rappresentante del Movimento Sem Terra del Brasile 
Sconcertante la panoramica fatta sulla questione OGM in America Latina, con contaminazioni, prevaricazioni, scienziati e controllori prezzolati e un tentativo di controllo di sementi e cibo che deve preoccuparci non poco. Concetti ribaditi, con dovizia di particolari e documenti nel video documentario che ci racconta dello strapotere della multinazionale statunitense e di quanto minacciata la nostra sovranità alimentare
Con notevole emozione abbiamo raccontato del nostro cammino fatto, ai momenti di condivisione e di progetti dal basso basati su biologico, biodiversità stimolo all’ auto produzione e della filiera corta. Sull’importanza del fare rete e del ruolo dei GAS
Inevitabile ribadire la nostra totale contrarietà agli OGM Tralasciando l’aspetto scientifico, abbiamo basato la nostra obiezione su questioni economiche tese a evidenziare come sia folle rinunciare a un patrimonio immenso e unico di biodiversità tipiche, che non richiedono massicce dosi di chimica di sintesi e che sono strettamente legate al nostro splendido territorio, per usare gli OGM (ed è chiara ormai a tutti che, a causa della contaminazione OGM non possono convivere coltivazioni ogm e convenzionali)
Noi non potremmo mai competere in termini di quantità e costi di produzione con altre aree del mondo e quindi che senso ha rinunciare alla nostra preziosa unicità e tipicità per coltivare mais, patate o altro che sarebbe identico a quello cinese, brasiliano o canadese? Sarebbe come, alla vigilia di una importante competizione, rinunciare alla nostra Ferrari  per correre con un ape car
Concludendo nn possiamo non citare una frase di Carlo Petrini (slow food):"Nelle campagne del mondo ci vogliono uomini, non multinazionali. Il cibo deve essere prodotto per essere mangiato, e non solo per essere venduto. Ne va della sovranità alimentare dei popoli; ne va della nostra libertà. Non ci è dato sapere quali saranno in futuro gli effetti degli OGM sulla salute dell’ambiente e delle persone, ma per ora è certo che essi sono di proprietà di multinazionali che mirano a controllare il nostro cibo su scala globale, per vendercelo alle loro condizioni. Il Mondo secondo Monsanto ci fa capire di più su questi processi perversi, e ci mette in guardia sul futuro del cibo»  

E l’importanza, l’unicità e l’enorme potenzialità delle nostre coltivazioni locali la abbiamo avuta all’assemblea del Consorzio del Gialet Ottimi i riscontri ottenuto dal nostro fagiolo al Salone del Gusto di Torino Sia in termini di qualità, di tipicità organolettiche ma anche per la scelta fatta di adottare un disciplinare di coltivazione biologico. Presenti alla serata anche alcuni giovani coltivatori intenzionati ad avviare o a convertire coltivazioni usando questo squisito legume

Riteniamo sia molto importante il lavoro che più soggetti e ottime realtà stanno facendo in provincia di Belluno in ambito agricolo Possiamo ormai contare su un paniere davvero interessante: l’orzo, il mais sponcio, la patata di cesio, il fagiolo gialet e il Lamon, l’agnello d’Alpago e i formaggi di malga oltre a noce, moroni e mela prussiana paniere che puo’ sicuramente essere integrato con altri interessanti prodotti tipici e locali (ad esempio il fagiolo Bonel e altre varietà di frutta)
Prodotti che possono costituire un menù davvero interessante, soprattutto se proposto in una cornice (le dolomiti patrimonio dell’Umanità) unica e splendida

Del legame “territorio, paesaggio, turismo, produzioni tipiche e sane” su cui basare il domani di questa nostra provincia, abbiamo parlato molto anche al Corso di Agricoltura biologica svoltosi martedì a San Gregorio nelle Alpi
Momento di formazione tecnica di grande spessore grazie alle competenze di Luca Conte che ci ha raccontato come sia possibile fare agricoltura in modo sano, ecosostenibile senza rinunciare a produzioni e qualità
Per chi volesse approfondire alcune tematiche relative alla fertilità, a tecniche di coltivazioni biologiche e biodinamiche, al sovescio e a molto altro consigliamo questa pagina http://biodinamicaveneta.blogspot.com/p/documenti.html

Molto interessante anche il racconto di Luca sui suoi frequenti viaggi in Sud America e soprattutto all’esperienza della “certificazione partecipata” in Bolivia Una certificazione biologica (con valore locale) fatta non da enti certificatori (da pagare) ma da gruppi composti da rappresentanti delle municipalità, dei consumatori, degli agricoltori col supporto di tecnici. Un modello perfetto per la nostra zona, che non smetteremo di inseguire. 
Bello anche il confronto sulla questione “alimentazione” (inevitabilmente legato alla questione coltivazione e produzione) soprattutto grazie alle competenze di Annalisa Malerba. Utile evitare eccessivi radicalismi mirando invece a una dieta equilibrata e molto varia, basata sulla stagionalità, sulle produzioni biologiche e sane, magari auto prodotte. Evitare il più possibile la carne, l’eccesso di latticini, di cibi industriali ed eccessivamente lavorati (anche se biologici), di quelli precotti e pronti in 4minuti Importante ritagliarsi del tempo da dedicare alla preparazione del cibo

E’ piaciuta a tutti l’idea di dar vita a un “orto sociale condiviso” da coltivare assieme e utile per favorire la socialità e per tenervi corsi di coltivazione ma anche di preparazione di pranzi

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