venerdì 17 settembre 2010

dal Cadore ad Alano e Treviso il nostro cammino continua…

Venerdì sera una delegazione del Gruppo Coltivare Condividendo è salita a Valle di Cadore..
Per noi è stato emozionante parlare dinnanzi alla folta platea e soprattutto “raccontare ciò che stiamo facendo” precedendo l’intervento di un personaggio di spicco qual è il prof. Tamino. Un emozione che diventa poi soddisfazione quando abbiamo ricevuto i suoi complimenti e la richiesta di “restare in contatto”.
Siamo molto contenti del riscontro che stanno avendo le nostre iniziative e dei molti inviti che stiamo ricevendo per portare la mostra delle sementi antiche, il nostro materiale sulla pericolosità dei fitofarmaci e sul paesaggio

Domenica prossima saremo ancora a Valle di Cadore per palare del “Patto” tra Gas, aziende biologiche e chi ha a cuore l’ecosostenibilità, patto che abbiamo contribuito a costruire Domenica 25/9 saremo ospiti sia presso la importante “Fiera quatto passi” a Treviso sia alla festa dei ciodet ad Alano

Un pellegrinare tra mostre, fiere, serate pubbliche che ci fa capire quanto interesse ci sia (a tutti i livelli) verso un approccio all’agricoltura, alla socialità, all’ambiente, alla salute che ha ben poco a che fare con quello “industriale”, intensivo, che “sfrutta” il territorio e calpesta le relazioni umane (e finalizzato solo al profitto di pochi)

Nei nostri banchetti è sempre disponibile del materiale che documenta la pericolosità dei pesticidi (sia sottoforma di residui nel cibo che come deriva all’interno di case, asili, scuole) Ci sono inoltre le tantissime sementi antiche, spesso trovate, scambiate, recuperate grazie all’incontro con tantissimi agricoltori e non. Abbiamo documentato una miriade di storie, conoscenze ed esperienze ad esse legate.. Importante per noi anche lo scambio delle sementi, pratica antichissima che c’è chi tenta di mettere fuori legge
Abbiamo anche una foto documentazione relativa al “museo diffuso” Una serie di immagini che testimoniano le varie fasi di crescita delle diverse varietà coltivate

Ovviamente questo lavoro di recupero, conoscenza, scambio di sementi antiche non è un qualcosa di “nostalgico” o un semplice “collezionare” Ci piace pensare che: “le sementi di ieri saranno importanti nell’agricoltura di domani” E ciò non è solo una speranza ma è un qualcosa di basato su una serie di dati e esperienze concrete
Basti pensare alla enorme richiesta che c’è di fagioli Gialet coltivati ovviamente seguendo il disciplinare del biologico

Siamo convinti che mettendo assieme una serie di buone pratiche e tipicità si riuscirebbero ad ottenere degli ottimi risultati in questo nostro territorio. Le straordinarie caratteristiche organolettiche e l’adattabilità delle sementi antiche, le tecniche di coltivazione biologica, la tutela del paesaggio e della biodiversità. Un legame forte e un interagire continuo tra aziende, autoproduttori e GAS/consumatori. Uno sguardo di insieme che considera la tutela del territorio, dell’ambiente, del paesaggio e della salute un qualcosa imprescindibile. Una serie di progetti che legano tutto ciò a turismo e artigianato.
Siamo certi (e lavoriamo in tale senso) che siano carte vincenti per un oggi e un domani esenti da colonizzazioni deleterie, devastazioni irreparabili e un territorio che riesce ad esprimere appieno le sue tipicità e enormi potenzialità

di seguito la scheda riguardante il "fasol Bonel" uno dei fagioli "di punta" del nostro territorio

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