lunedì 24 maggio 2010

NOTIZIE BELLE... E NOTIZIE MENO BELLE..

Ci ha fatto tanto piacere che nel libro "IL FRUTTO RITROVATO" (edito da Altraeconomia) .. SIAMO CITATI ANCHE NOI !!! Un grazie sentito all'autrice Chiara Spadaro

(IL FRUTTO RITROVATO: Mappa della biodiversità in Italia: vademecum per scoprire e salvare semi e frutti dimenticati Sapete come si diventa “custodi di semi”? Scopritelo sfogliando questo libro in un orto biodiverso, tra una mela annurca e una cicerchia.
Una vera e propria “geografia” di semi e frutti antichi: storie di seed saver che coltivano varietà “clandestine”, orti didattici, eventi sulla biodiversità in Italia. Come scambiare semi o produrre sul proprio balcone. Perché non si può vivere senza differenze
.)

Chiara Spadaro, giornalista, collabora con il mensile Altreconomia e con il settimanale Carta. È laureanda in antropologia culturale.

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CI HA FATTO MENO PIACERE LEGGERE INVECE QUESTA NOTIZIA:


"PESTICIDI E MALATTIE DEL SANGUE"
Possiamo con ragionevole certezza affermare che la relazione fra pesticidi/fitofarmaci e tumori umani, in particolare linfomi, mielomi e leucemie, ma anche diversi tumori solidi, è stata ormai dimostrata in modo inequivocabile per gli agricoltori o per i lavoratori esposti; la dimostrazione che l’esposizione a dosi “ambientali” sia parimenti pericolosa è certamente più ardua (anche perché è ormai difficile trovare popolazioni di controllo veramente non esposte), tuttavia è difficile pensare di poter “assolvere” queste molecole, ormai entrate nel nostro habitat, anche se assunte a dosi inferiori rispetto alle esposizioni lavorative. L’Italia detiene, in Europa, il triste primato della più alta incidenza di cancro nell’infanzia (in media 30 casi in più ogni anno per milione di bambini) e si registra nel nostro paese un incremento annuo quasi doppio rispetto alla media europea: 2% annuo vs.1.1%. Per linfomi e leucemie nell’infanzia l’incremento annuo in Italia è rispettivamente del 4.6% e dell’1.6% versus un incremento in Europa rispettivamente dello 0.9%, e dello 0.6% (19). Tutto ciò deve farci seriamente riflettere: certamente tanti altri agenti sono coinvolti, basti pensare al benzene, alle radiazioni – ionizzanti o non ionizzanti – e su tutti questi bisogna agire per una loro drastica riduzione, ma ciò non toglie che sia del tutto legittimo pretendere di sapere anche cosa c’è nel nostro piatto, nel cibo che mangiamo, nell’acqua che beviamo e soprattutto cosa arriva sul desco dei nostri bambini. Su temi tanto importanti, quali quelli che riguardano la salute, i cittadini hanno il diritto di ricevere informazioni serie, puntuali, chiare: la protezione di momenti “cruciali” della vita quali la gravidanza, l’allattamento, l’infanzia deve inoltre diventare un imperativo per tutti. L’attenzione verso queste problematiche in tanta parte del mondo scientifico è crescente ed in un recente e documentatissimo libro della grande epidemiologa americana Devra Davis (20) troviamo scritto: ”Quando scopriamo che quel che ieri era “il trionfo della chimica moderna” è invece una minaccia mortale all’ambiente mondiale, è legittimo chiedersi cosa altro non sappiamo”. Di fatto la probabilità di ricevere una diagnosi di cancro nell’arco della vita in Italia è ormai del 50% sia per i maschi che per le femmine, ovvero ad un uomo su due ed a una donna su due verrà fatta una diagnosi di cancro nel corso della vita (21). Sempre più emerge nella letteratura internazionale che i fattori comunemente ritenuti responsabili del cancro (invecchiamento, stile di vita, tabagismo, ecc) possono spiegare non più del 40% dei casi (22) ed altri fattori, in primis quelli ambientali, devono essere invocati (23, 24); d’altra parte non possiamo sperare certo di risolvere il problema del cancro con farmaci costosissimi che il più delle volte possono prolungare un po' la vita, ma che non comportano una guarigione definitiva (25). Di fronte a queste considerazioni appare sempre più urgente imboccare l’unica strada che fino ad ora non è stata percorsa nella guerra contro il cancro, ovvero la strada della Prevenzione Primaria, cioè una drastica riduzione della esposizione a tutti quegli agenti chimici e fisici già ampiamente noti per la loro tossicità e cancerogenicità. La dimostrazione di quanto sia vincente la strada della Prevenzione Primaria viene proprio, nel campo dei pesticidi, da quanto è stato fatto in Svezia dove, grazie alle ricerche di un coraggioso medico Lennart Hardell, negli anni ’70 furono messi al bando alcuni pesticidi: ora, a distanza di trenta anni, in quel paese si sta registrando una diminuzione nell’incidenza dei linfomi (26). E’ nell’interesse di tutti e soprattutto di chi verrà dopo di noi passare dalle parole ai fatti, adottare precise norme a tutela della salute pubblica e pretendere l’applicazione delle leggi già esistenti, perchè come ha detto Sandra Steinberg: ”dal diritto di conoscere e dal dovere di indagare discende l’obbligo di agire”
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