venerdì 30 aprile 2010

DOMENICA 2 MAGGIO .. SAREMO ALLA FESTA DEL PANE AL MULINO DI SALZAN

DOMENICA 2 MAGGIO PORTEREMO LA NOSTRA MOSTRA ITINERANTE DEI SEMENTI ANTICHE ALLA "FESTA DEL PANE" CHE SI TERRA' PRESSO IL MULINO DI SALZAN DI SANTA GIUSTINA (inizio ore 10.30)

Siamo stati invitati dalla Cooperativa Mazarol e con vero piacere mostreremo le sementi antiche fin qui raccolte, racconteremo anoeddoti, esperienza, tecniche di coltivazione e conservazione..
VI ASPETTIAMO NUMEROSI !!!

giovedì 29 aprile 2010

QUESTIONE PESTICIDI: a Treviso incremento del 20%

In provincia di Treviso i dati ARPAV relativi all'uso di pesticidi confermano che l'incremento registrato solo nel 2008 è stato pari al 20 per cento. Un dato preoccupante che arriva nonostante siano ormai note a tutti le conseguenze che questi prodotti possono avere non solo sull'ambiente ma anche sull'organismo umano: dalla perdita di memoria, alla depressione, all’insonnia e alla perdita della fertilità



 Finalmente, dopo aver chiesto l’intervento del Difensore Civico Regionale ed in ritardo di un anno, ci sono pervenuti i dati rilevati dall’ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e protezione Ambientale del Veneto, ndr) relativi alla vendita dei pesticidi, utilizzati soprattutto per la viticoltura del prosecco.
Come era ampiamente previsto, a partire dal trend di vendita degli anni precedenti e dall'aumento consistente delle nuove superfici vietate vicino alle strade e alle case - e non ancora regolamentate dal tanto strombazzato nuovo regolamento di polizia rurale della zona del prosecco - nel 2008 si è registrato un incremento significativo.
Nella Provincia di Treviso, dai 3 milioni e centomila Kg. del 2007 si è passati a 3 milioni e 700 mila kg nel 2008 con un incremento del 20 %.
Il famigerato “mancozeb” (classificato dalla UE interferente endocrino ma utilizzabile fino al 2015) mantiene il suo primato fra i fungicidi (dopo lo zolfo) e registra vendite pari a 150 tonnellate con un incremento del 26 % sul 2007.
Fra gli insetticidi il più venduto è il “clorpirifos” con 2.567 lt. Recentemente l’Istituto Superiore della Sanità ne ha accertato la capacità nefasta di agire nell’organismo umano come “interferente endocrino”.
Fra i diserbanti il più venduto risulta il composto organofosforico “glifosate” con quasi 18.000 lt.
Ricordiamo che il Reparto di Tossicologia Alimentare e Veterinaria del Dipartimento di Salute Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare ha effettuato diversi studi sugli effetti dei pesticidi della categoria degli organofosforici (a cui appartiene oltre al glifosate anche il citato clorpirifos) e dei ditiocarbammati (maneb, mancozeb, metiram, propineb, tiram e zineb) rilevando la loro capacità di alterare i meccanismi di regolazione ormonale con effetti deleteri.
Le alterazioni che possono provocare nell’organismo umano vanno dalla perdita di memoria, alla depressione, all’insonnia e alla perdita della fertilità
Le alterazioni che possono provocare nell’organismo umano vanno dalla perdita di memoria, alla depressione, all’insonnia e alla perdita della fertilità.
Particolarmente gravi gli effetti sulle donne in gravidanza e quindi sui feti e sui bambini in quanto possono interferire in maniera permanente con lo sviluppo neurocomportamentale.
Negli adulti riguardano effetti sul sistema riproduttivo in particolare l’infertilità maschile.
Dobbiamo tener presente che la salute umana può essere compromessa non solo a causa dell’esposizione diretta ma anche per una scarsa o inefficace tutela della legislazione vigente in materia di sicurezza alimentare da almeno due punti di vista:
1- tenendo conto delle recenti acquisizioni scientifiche nella definizione dei limiti massimi di residui per i pesticidi negli alimenti, tutelando sempre di più il feto e il bambino, che possono essere maggiormente suscettibili;
2- valutando attraverso appropriati modelli sperimentali gli effetti sinergici dovuti alla presenza contemporanea negli alimenti di più pesticidi con lo stesso meccanismo.
È importante anche rilevare gli effetti di questo “bombardamento” di molecole artificiali sull’ambiente in generale: acqua, aria, suolo, flora, fauna, molecole formate da recenti principi attivi sintetici estranei all’evoluzione degli organismi viventi.
Ad esempio: da un nostro calcolo empirico questi 3 milioni e 700 mila kg di pesticidi venduti hanno richiesto almeno dai 10 ai 12 milioni di ettolitri di acqua per miscelarli, che è stata poi riversata nelle colture e quindi ritornerà in circolo contaminando prima l’aria, le acque superficiali, e poi le falde più profonde, che stanno ricevendo ora i pesticidi percolanti dispersi anni fa.
Dietro a tutto questo c’è la tutela della salute (e della biodiversità) che sta dimostrando con dati preoccupanti dell’ULSS quanto sia ancora in forte aumento (e correlata all’aumento di pesticidi) l’incidenza delle neoplasie maligne nel nostro territorio.


Gianluigi Salvador - Referente energia e rifiuti WWF Veneto

mercoledì 28 aprile 2010

DUE INIZIATIVE MOLTO INTERESSANTE

LA COMUNITÀ MONTANA BELLUNESE Belluno – Ponte nelle Alpi
Nell’anno internazionale della biodiversità
Inaugura il progetto di ricerca Cultivar di ieri per domani, censiamo le antiche varietà di alberi da frutto per assicurare la biodiversità Ricerca, recupero e valorizzazione delle antiche varietà da frutto del territorio bellunese
Tutti sono invitati a contribuire al progetto, telefonando e segnalando la presenza di antiche piante da frutto. In seguito, sarà concordato un sopralluogo per la visione delle piante.
Per informazioni, contatti e segnalazioni Segreteria della Comunità Montana Bellunese Via Feltre, 109 - 32100 Belluno Telefono: 0437 940283 – 0437 27572 Fax: 0437 943011 Email: segreteria@cm-bellunese.it antichifrutti@gmail.com

L’Associazione Natura e Salute in collaborazione con la
“Libera Scuola di Agricoltura Sinergica Emilia Hazelip” propone:
Laboratorio teorico/pratico con allestimento di un orto sinergico

Condotto da Alessio Mancin
a Villa di Villa (contrada Vanie) comune di Mel Belluno
dal 2 al 6 giugno 2010
Presso l’Azienda Agricola a coltivazione biologica “Collina degli Aromi”
l'arte di coltivare lasciando fare alla terra

I principi dell’agricoltura sinergica sono pochi e semplici:
evitare di rivoltare e compattare il terreno, tenere la superficie del suolo sempre
coperta e non usare nessun tipo di fertilizzante. Più impegno richiede la rivalutazione della Terra come organismo vivente, capace di digerire materia
organica e dare, sostenere, incrementare e migliorare la vita in uno schema complesso d’interazioni tra piante, microrganismi, elementi nutritivi e l’uomo.
Questo nuovo approccio all’agricoltura richiede evidentemente al coltivatore, di privilegiare il proprio atteggiamento di ricercatore rispetto a quello di esecutore, e quindi necessità di una visione globale anziché specialistica e settoriale, da «monocultura». I prodotti ottenuti con questa pratica hanno una diversa qualità, un diverso sapore, una diversa energia e una maggiore resistenza agli agenti che portano malattie; attraverso questo modo di coltivare viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo e facendo dell'agricoltura un'attività umana sostenibile. (www.agricolturasinergica.it
)
Per informazioni e prenotazioni: alba92004@libero.it 3487902912 0423/ 759357
Possibilità di campeggio libero. Agriturismo nelle vicinanze. Contattateci per i dettagli.

giovedì 22 aprile 2010

ANCHE NOI DICIAMO "NO AGLI OGM"

Organismi Geneticamente Modificati (OGM) una minaccia anche per la nostra provincia? Il timore esiste.. e pensare che anche nella nostra vallata ci siano coltivazioni di Mais OGM (al posto dello "sponcio" e del "marano") o di Patate OGM (altro che patata di cesio..) ci fa gelare il sangue nelle vene.
Crediamo sia giusto far conoscere alcuni interessanti documenti:

"MALATTIE INDOTTE DA VIRUS TRANSGENICI"
I virus transgenici con cui oggi si fanno gli Organismi Geneticamente Modificati (O.G.M.) entrano nel DNA della pianta, modificandola in maniera a noi sconosciuta.
Questi virus dovrebbero restare latenti, ma nulla può escludere che possano anche riattivarsi in maniera analoga ai ben noti virus tumorali a RNA (Oncornavirus) o come i virus tumorali a DNA (entrambi induttori di leucemie, sarcomi, carcinomi, gliomi…)
. (per leggere l'intero documento cliccare qui)

Ogm, a chi giova la devastazione del patrimonio agroalimentare italiano?
"Non si capisce, francamente, il motivo per cui si debbano introdurre coltivazioni Ogm in Italia a prescindere dalle Regioni e dall’assunzione di regole certe a tutela del prezioso e ineguagliabile patrimonio agroalimentare di qualità che ci distingue nel mondo”... (per leggere l'intero documento cliccare qui)

Gli OGM “non hanno rese agricole superiori”
Ad aprile è stato pubblicato un rapporto americano che attacca la garanzia di più forti rendimenti degli OGM. Non è il primo studio a mettere in dubbio l’efficacia degli organismi geneticamente modificati, eppure i paesi e le superfici coltivate con OGM continuano ad aumentare... (per leggere l'intero documanto cliccare qui)

PER DIFENDERCI DALLA MINACCIA OGM STIAMO PREDISPONENDO (avvalendoci dell'aiuto di tecnici ed esperti) DEI DISCIPLINARI DA PROPORRE ALLE AMMINISTRAZIONI LOCALI..
INVIATIAMO TUTTI A SOTTOSCRIVERE LA PETIZIONE ON LINE DI GREENPEACE..
..PER ANDARE ALLA PAGINE DELLA PETIZIONE CLICCARE QUI (E POI SOTTOSCRIVERE)..

giovedì 15 aprile 2010

ALCUNI ARTICOLI (pubblicati su giornali e siti web) DEDICATO AL NOSTRO PROGETTO


Sementi di un tempo: a Palazzo delle Contesse oggi al via la rassegna
(corriere delle alpi - 10 aprile)
Dopo Fonzaso tocca a Mel: è nel capoluogo zumellese che fa tappa la mostra itinerante delle “sementi antiche”, manifestazione che ha il patrocinio del Comune di Mel). Oggi a partire dalle 14, a Palazzo delle Contesse, verrà esposte una miriade di sementi antiche, che da decenni vengono coltivate nel Bellunese, assieme all’erbario di Erminio Fent, molto apprezzato a Fonzaso... (per leggere l'articolo cliccare qui)

Un patto per sostenere il mercato a km zero
(corriere delle alpi 10 aprile)
Facciamo un patto tra aziende agricole, scuole, negozi alimentari ed attività commerciali, erboristerie, ristoranti, sagre che garantiscono menù biologici, gruppi di acquisto solidale e consumatori per produrre in modo tradizionale e sostenere il mercato a chilometro zero. A lanciare la proposta di fare squadra attorno all’agricoltura genuina e senza diserbanti chimici è il gruppo “Coltivare condividendo”, che alza gli scudi davanti alla biodiversità del territorio insieme ai comitati locali schierati dalla parte del biologico con l’obiettivo di scoraggiare la monocoltura intensiva. Dal contadino alla tavola del consumatore, si vuole «creare consapevolezza verso la tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo attraverso un’economia sostenibile che elimini ogni forma di speculazione della filiera intermedia e quindi favorisca il mercato diretto a chilometro zero». Su queste basi prende corpo il “patto” che il gruppo Coltivare condividendo propone - con la possibilità di integrarlo - a tutti i soggetti interessati: alle aziende agricole e ai contadini per produrre seguendo i criteri della certificazione biologica o comunque senza spargere nei campi sostanze chimiche; agli allevatori per utilizzare razze animali locali; ai rivenditori al dettaglio, ristoratori, mense aziendali e scolastiche, ma anche sagre e feste paesane affinché scelgano menù completamente biologici. Dall’altra parte, gli acquirenti si impegnano a privilegiare le varietà vegetali stagionali e sostenere il mercato del territorio. Gli aderenti sono chiamati inoltre a tutelare la biodiversità e la ricchezza paesaggistica, riconoscere un giusto prezzo di mercato, mettere a disposizione conoscenze e saperi, fornire ai cittadini informazioni sui metodi di coltivazione e favorire attività multifunzionali come la fattoria didattica, sociale o agrituristica. Nel frattempo prosegue anche il progetto di “certificazione partecipata” che conta già 15 aziende agricole e sei gruppi di acquisto solidale bellunesi per aiutarli a vedere riconosciuta la loro produzione. (sco)

Trovate varietà «perdute» con lo scambio di sementi
(corriere delle Alpi 11aprile)
MEL. In molti hanno partecipato ieri pomeriggio alla manifestazione organizzata dal gruppo “Coltivare condividendo” nel cortile del Palazzo delle Contesse. In concomitanza con l’anno internazionale della biodiversità, la giornata è stata dedicata all’agricoltura biologica: in particolare è stata allestita una mostra di sementi antiche e un’esposizione di diverse varietà locali di semi di fagioli, mais e zucche. Sementi che nel corso dell’iniziativa sono state scambiate con quelle portate dai molti visitatori, per tornare a dare vita ad un’antica pratica. Grazie a questi scambi di sementi tra i visitatori, alla fine della giornata sono state recuperate una decina di varietà di fagioli e di mais che si credevano ormai perdute... (per leggere tutto l'articolo cliccare qui)

C'è un forte ritorno di interesse per l'orticoltura e la frutticultura rurali come occasioni di autoproduzione e di differenziazione per le piccole aziende agricole
Dal bellunese alle valli bergamasche la primavera porta nuove iniziative di ritorno alla terra di Michele Corti
( sal sito "Ruralipini")
Mentre la frutticultura intensiva superspecializzata punta al mercato globale, utilizzando pochissime varietà e non rinunciando alla 'tossicodipendenza' (da pesticidi), si diffondono le iniziative per diffondere e conservare le vecchie varietà, aiutare la gente a riappropriarsi delle conoscenze su come coltivare, potare ecc. Il tutto nella prospettiva della condivisione dei saperi e della cooperazione tra aziende agricole, autoproduttori, consumatori.
(per leggere l'intero articolo cliccare qui)

sabato 10 aprile 2010

PRESENTATO "il PATTO"

UN GRAZIE IMMENSO A TUTTI COLORO (E SONO STATI TANTI) CHE OGGI SONO VENUTI ALLA MOSTRA DELLE SEMENTI ANTICHE A MEL.
QUANTO PRIMA FAREMO UN BREVE RESOCONTO DELLA INTENSISSIMA GIORNATA. PER ADESSO PUBBLICHIAMO "il PATTO" PRESENTATO QUESTO POMERIGGIO.
RICORDIAMO CHE E' POSSIBILE SIA INOLTRARE DELLE PROPOSTE DI INTEGRAZIONE CHE.. SOTTOSCRIVERLO (inviando una mail a: coltivarcondividendo@libero.it)

“FACCIAMO un PATTO”
…per l’uomo, l’ambiente, il territorio

E’ fondamentale che ogni territorio riesca ad esprimere appieno la sua potenzialità ed originalità e non si adegui a percorsi e strategie che hanno già dimostrato tutti i loro limiti e storture, con profitti per pochi e danni per molti.

Crediamo molto nell’ agricoltura biologica e biodinamica o che comunque segua disciplinari che mettono al bando i “prodotti chimici di sintesi”. Un agricoltura che favorisca la biodiversità naturale, coltivata ed allevata, il minor impatto ambientale possibile, che tuteli il paesaggio agrario tradizionale e scoraggi la “monocoltura intensiva”. Siamo nettamente contrari ad ogni forma di agricoltura intensiva che risulti dannosa per l’ambiente e per la salute, energeticamente inefficiente e lontana da ogni cultura della sostenibilità.

Crediamo molto nei “cammini condivisi”, costruiti attraverso la partecipazione e il coinvolgimento di tutti. Diffidiamo delle iniziative calate dall’alto senza il giusto coinvolgimento di chi vive nel territorio.

Crediamo molto nel “fare rete”, nel continuo scambio di informazioni e conoscenze, nel dar vita a luoghi (reali e virtuali), occasioni e situazioni di condivisione e costruzione volti a creare consapevolezza e diffondere conoscenza. Siamo convinti che la responsabilità per la tutela dell’ambiente e della salute vada condivisa e costruita insieme a chi produce e chi consuma.

Vogliamo diffondere informazione e promuovere la formazione, anche di alto profilo professionale. Abbiamo bisogno di mantenere intelligenze e conoscenze teoriche e pratiche legate ai nostri territori e quindi investire anche nel lavoro intellettuale.
Crediamo molto nella costruzione di un rapporto fiduciario, una conoscenza diretta, una condivisione costante tra agricoltori (ed eventuali associazioni che li rappresentano) e acquirenti (cittadini in proprio o costituiti in GAS o associazione), un interagire che consenta di progredire, un migliorarsi per tutti coloro che intraprendono questo cammino.

Crediamo molto in un economia sostenibile che persegua il “benessere” innanzitutto dei produttori agricoli che s’impegnano nel rispettare l’ambiente e nella produzione salubre, riconoscendo a loro il giusto prezzo per il loro lavoro, eliminando ogni forma di speculazione della filiera intermedia e quindi favorendo principalmente il rapporto diretto produttore-consumatore.
Crediamo sia fondamentale che elementi importantissimi quali: biologico, km zero, biodiversità, produzioni locali sino legati gli uni agli altri.. presi singolarmente hanno un peso e un senso decisamente inferiore (e a volte addirittura deleterio)

Crediamo che per cercare di conseguire questi obiettivi sia importante che venga stipulato:
“UN PATTO”
Che non è assolutamente statico e immutabile, ma che va costruito, aggiornato, integrato, da parte di tutti coloro che lo condividono e lo concretizzano giorno dopo giorno

Un “Patto” tra:

- aziende, piccoli produttori, auto-produttori biologici, biodinamici o che hanno rinunciato alla chimica di sintesi e loro associazioni e gruppi;
- Gruppi di Acquisto Solidale, cittadini acquirenti e associazioni;
- istituzioni scolastiche e formative, università, centri di ricerca specializzata;
- singolarità, associazioni, enti che condividono i punti di questo “Patto” e desiderano partecipare alla loro concretizzazione e affinamento
- negozi ed attività commerciali ed artigianali specializzati sui prodotti “biologici e biodinamici”;
- erboristerie e librerie specializzate nel settore del biologico;
- ristoranti, sagre, feste paesane..che promuovono o garantiscono menù completamente biologici e ottenuti con prodotti locali (magari di aziende che aderiscono al “Patto”).

Gli aderenti (aziende, piccoli produttori, auto produttori, cittadini) si impegnano

1. a produrre in maniera biologica certificata o comunque senza l’utilizzo di sostanze non consentite in agricoltura biologica
2. a sostenere il mercato locale promuovendo i propri prodotti principalmente presso il privato cittadino o gruppi di acquisto ed eventualmente nei settori economici in cui la rivendita sia indirizzata esclusivamente al consumatore finale (rivenditori al dettaglio, ristorazione in genere, mense aziendali..ecc..)
3. a sostenere la biodiversità coltivata ed allevata utilizzando varietà vegetali e razze animali locali
4. a tutelare la ricchezza paesaggistica e garantire l’accesso dei cittadini alla campagna
5. a chiedere per i loro prodotti un prezzo giusto, che tenga conto delle proprie necessità e di quelle di chi acquista
6. a fornire ai cittadini informazioni (sia teoriche che pratiche) relativamente ai propri metodi di produzione e al “mondo del biologico” e favorendo, possibilmente, l’attività multifunzionale (fattoria didattica, sociale, agrituristica)
7. a valutare l’ipotesi di fare degli sconti a chi sosterrà le loro iniziative a favore del biologico

I cittadini si impegnano

8. ad acquistare prodotti biologici certificati o comunque prodotti senza l’utilizzo di sostanze chimiche non consentite in agricoltura biologica, preferibilmente da aziende che hanno sottoscritto il patto
9. a privilegiare prodotti stagionali e locali
10. a sostenere la biodiversità coltivata ed allevata privilegiando varietà vegetali e razze animali locali
11. a riconoscere ai produttori un prezzo giusto per i loro prodotti, che tenga conto della professionalità, del tempo e della passione
12. a mettere a disposizione degli altri aderenti al “Patto” loro conoscenze, competenze, saperi

Altri che sottoscrivono e sostengono il “Patto” (i sostenitori del patto)

Chiunque vuole sostenere le finalità di questo “patto” (Enti, Associazioni, Comitati, singoli cittadini..) si impegna a mettere a disposizione le proprie conoscenze e competenze al fine di conseguire i risultati del “patto” stesso, a divulgarne la conoscenza, i contenuti e le finalità

Sono previsti periodici incontri per valutare l’efficacia delle iniziative intraprese e a promuovere attività

P.S. Le aziende che aderiscono al “patto” e non hanno la certificazione “bio” dovranno sottoscrivere un disciplinare in cui si impegnano a non usare prodotti chimici di sintesi, E’ previsto di attivare una serie di iniziative di “certificazione partecipata” o “di gruppo” (oltre a uno scambio di conoscenze e informazioni) per aiutare soprattutto le aziende di piccole dimensioni e gli auto produttori a veder riconosciuta la loro “coltivazione/produzione”

In questo blog verranno pubblicate le iniziative proposte ma anche informazioni, esperienze e l’elenco degli aderenti al “patto”

giovedì 8 aprile 2010

Biodiversità, a Mel si riscoprono le antiche sementi

(il Corriere delle Alpi — 04 aprile 2010)
  MEL. Nell’anno internazionale della biodiversità il gruppo “Coltivare condividendo” ha organizzato, con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Mel, un’esposizione di sementi antiche, per dimostrare l’importanza del ruolo che la biodiversità svolge nell’assicurare la continuazione della vita sul pianeta Terra.  L’iniziativa parte dal presupposto che le attività umane stanno causando gravi danni e impoverendo le risorse naturali: le perdite sono irreversibili ed è quindi necessario impegnarsi nella prevenzione. Il tema verrà analizzato nel corso della manifestazione “I semi di ieri per l’agricoltura di domani”, in programma sabato prossimo al Palazzo delle Contesse. Alle 14 è prevista l’esposizione delle diverse varietà locali di semi, tra cui quelli di fagioli, mais e zucche, con relativa descrizione delle caratteristiche più importanti. Alle 17, invece, verrà presentato il patto tra le aziende agricole, i piccoli produttori, gli autoproduttori biologici (o che hanno rinunciato alla chimica di sintesi), associazioni, gruppi di acquisto solidale, operatori commerciali e cittadini, cui seguirà un dibattito.  Il gruppo invita chi parteciperà a portare le proprie sementi e a raccontare esperienze, vicende, tecniche e modalità di coltivazione. Info: 333 6889954. (a.f.)