lunedì 29 marzo 2010

"CHI SEMINA RACCOGLIE" - MOSTRA SEMENTI ANTICHE A FONZASO.. UNA GRAN BELLA GIORNATA!!!

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Davvero una gran bella giornata sabato.
E non solo per lo splendido sole che ci ha ricordato che anche quest’anno l’inverno è alle corde, ma anche per la riuscitissima “mostra delle sementi antche”, come abbiamo voluto chiamarla, dandoci un certo tono, noi del gruppo “Coltivare Condividendo”, altro nome piuttosto impegnativo.
Un’esposizione iniziata appena dopo pranzo, neanche il tempo di digerire, e continuata fin oltre le aspettative, giusto in tempo per la cena.
Molto l’interesse suscitato dalla miriade di sementi esposte, le varietà di fagioli, cereali, zucche, sementi che da parecchio tempo vengono coltivate in questo lembo di territorio adagiato ai piedi delle Dolomiti.
Parecchio tempo vuol dire, per la gente di qui, ben oltre la memoria dei vecchi.
Ma i veri protagonisti dell’evento sono sicuramente stati i tantissimi cittadini che hanno organizzato, costruito, pubblicizzato, allestito, visitato, che hanno fatto, la mostra.
Persone giunte da Venezia, Thiene, Rovereto, Trento, giunte anche dall’altra parte del Piave, che per i vecchi voleva dire proprio da lontano, giunte anche da Belluno, non si era mai vista gente da Belluno al Casel di Fonzaso.
Persone che hanno portato le loro sementi, ma anche e soprattutto racconti, esperienze, vicende, aneddoti, curiosità, convinzioni, domande. Molti hanno anche domandato, e qualcuno ovviamente ha risposto, e questa è stata una delle cose più belle che si sono viste sabato.
Notevole interesse ha suscitato l'esperienza di "spiazzi verdi" (Venezia) e di una serie di "orti solidali" diffusi in varie zone della Regione
Una giornata che è stata soprattutto una festa e un momento di condivisione, di lunghe chiacchierate e confronti sulle caratteristiche, sulle tecniche di coltivazione, conservazione e sul come assaporare al meglio sia le varietà di fagiolo più conosciute della zona (Gialet, Bonel, Fasole bianche, Balla Rossa, Spagnoi e spagnolet de Lamon) che quelle meno note
Una giornata che ci ha anche riservato alcune piacevolissime sorprese. Sorprese che si sono concretizzate attraverso contenitori di varie forme, materiale e dimensioni portate da tante persone, e che contenevano i loro preziosi tesori.
Ed è così che abbiamo scoperto “el fasol fumolet”, fagiolo basso di colore grigiastro, il “radicchio delle Dolomiti”, seminato in tarda estate e buonissimo in primavera, il “fasol a tega rosa bonorivo”, borlotto alto a maturazione precoce, e il sorgo blu.
Ad un certo punto sono arrivate anche le “cartufole” o topinambour, le patate viola, diverse varietà di mais e di piante officinali
Molto ammirato anche l’erbario realizzato da Erminio Fent con 16 varietà di fagioli da lui “salvate” e ricoltivate anno dopo anno.
E mentre le prime ombre della sera iniziavano ad avvolgere banchetti ed espositori è iniziata una chiacchierata a microfono aperto in cui si sono evidenziati alcuni aspetti per noi molto interessanti.
Innanzitutto è importante che biodiversità, varietà antiche, km zero siano sinonimo di agricoltura biologica o comunque di coltivazioni senza chimica di sintesi, per tutelare al meglio ambiente, salute e favorire un alimentazione sana.
Si è parlato tanto di costruire un rapporto diretto e fiduciario tra piccole aziende e Gruppi di Acquisto Solidale. Una fiducia costruita con visite aziendali, serate di informazione e ogni altra iniziativa in grado di rinforzare e legare al territorio la certificazione biologica. Ha pertanto suscitato un notevole interesse l’ipotesi di costruire anche da noi un progetto di “certificazione partecipata”.
Non poteva mancare un viaggio nel tempo intorno al protagonista della giornata, il fagiolo, alle coltivazioni di un tempo, fatto, in maniera davvero puntuale, chiara e coinvolgente dal prof. Gazzi
Molto forte anche la critica ai brevetti sui semi e sul fatto che qualcuno ne possa rivendicare la proprietà Una critica che si è concretizzata con “lo scambio dei semi” una pratica antichissima che è oggi, paradossalmente, al limite della legalità. Noi crediamo che i semi debbano essere “liberi” e si debba favorire, come vuole fare ad esempio il consorzio del fasol Gialet, l’autoproduzione delle sementi e la vastità del patrimonio genetico delle diverse varietà. Per tale motivo affermiamo che i semi che abbiamo esposto a Fonzaso non sono “nostri” ma a disposizione di chiunque vorrà organizzare una mostra, sono anch’essi “patrimonio di tutti”.
Qualcuno di noi si impegnerà a coltivare una serie di sementi antiche verrà fatto un reportage fotografico e il seme ottenuto verrà messo a disposizione per lo scambio e la coltivazione.
Molte altre sono state le iniziative proposte, le esperienze raccontate e le idee abbozzate, tutte sorrette da un sano entusiasmo e dalla consapevolezza di vivere in un territorio tutt’altro che “sottosviluppato” e povero, che non ha affatto bisogno di essere invaso da “modelli di agricoltura intensiva/industriale” che hanno già fatto danni devastanti altrove
Sicuramente l’esperienza è da portare anche altrove, in una sorta di “mostra” itinerante che verrà integrata da conoscenze e saperi che incroceremo lungo il nostro cammino.. speranzosi di “seminare” nuova consapevolezza.

1 commento:

  1. MOlto bella la iniziativa a Fonzaso
    Complimenti!
    adesso aspettiamo quella di Mel

    Samuela

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