giovedì 30 dicembre 2010

FOTO E IMMAGINI DI UN 2010 MOLTO RICCO DI INIZIATIVE E PROPOSTE...

cliccare sulla foto per vedere l'album...


anno 2010

MA ANCHE DUE VIDEO (per vederli cliccarci sopra)


VIDEO FONZASO
VIDEO LENTIAI
 

... ALTRE FOTO CHE NON AVREMMO MAI VOLUTO VEDERE..E CHE SPERIAMO DI NON RIVEDERE NEL NUOVO ANNO...

pesticidi irrorati con l'elicottero nella zona del prosecco...

cartello che vietano il passaggio tre i vigneti da aprile ad agosto..troppi trattamenti...(zona vidor)




paesaggio dominato dalla monocoltura intensiva con frequentissime irrorazioni di pestidici e insetticidi (val di non)

domenica 26 dicembre 2010

ALCUNE RICETTE PER PREPARARE I PRODOTTI DELLA BORSA DELLA SOSTENIBILITA'


FAGIOLO GIALET
Il valore riconosciuto a questo fagiolo risiede nelle sue caratteristiche di sapore delicato e nell'alta digeribilità, proprietà che lo rendono particolarmente adatto per l’alimentazione di bambini e anziani. Possiede una buccia molto sottile che quasi si scioglie con la polpa durante la cottura. Il fagiolo giàlet è particolarmente adatto agli usi culinari. Il seme essiccato imbibisce con omogeneità l’acqua durante la fase di precottura, riducendo così i tempi di bollitura.
Se volete consumare questo legume fresco, consigliamo di lessarlo all'interno del suo baccello al fine di evitarne lo spappolamento: il baccello funge così da piccola pentola a pressione.
Una volta essiccati,  rigenerati in acqua si prestano per molteplici usi culinari, particolarmente indicati  per le zuppe.

MINESTRA DI FAGIOLI GIALET E ORZO
Mettere a mollo per almeno 4 ore g 200 di gialet e g 150 di orzo decorticato. Preparare un soffritto di cipolla e porro, unire i fagioli e l'orzo, acqua, sale e un rametto di rosmarino precedentemente legato con un filo (per evitare che le foglie si perdano nella zuppa).
Cuocere a fuoco lento per 40 minuti. Al termine aggiungere a piacere un po' di latte e servire.


FAGIOLO BALA ROSSA
Questo fagiolo appartiene alla famiglia dei borlotti.   Risulta essere più digeribile rispetto ai borlotti normalmente reperibili in commercio  in quanto la sua buccia è  più sottile ed assimilabile.

ZUPPA DI FAGIOLI BORLOTTI (BALA ROSSA),  CIPOLLA E PANCETTA

Fare soffriggere in un capiente tegame due grosse cipolle, tagliate a fette grossolane, con  olio d'oliva.  Aggiungete circa g 200 di pancetta affumicata a cubetti soffriggendo per breve tempo (uno o due minuti), g 500 di fagioli bala rossa già lessati, senza troppo brodo o con un brodo abbastanza ristretto. Unire della passata di pomodoro quanto basta per ottenere un bel colore bruno. Salare. Adesso è il momento di aggiungere le due spezie "signore" di questa petanza: la cannella macinata e il  peperoncino.  Mettete anche un po' di pepe nero (non troppo avanti nella cottura), paprika e pochissimo zenzero. Nel frattempo infornate a bassa temperatura del pane (meglio se raffermo) tagliato a cubetti per farlo diventare ben croccante. Fate cuocere la zuppa per circa 15 minuti o comunque fino a quando avrà assunto una consistenza morbida e cremosa, ma con la maggior parte dei fagioli ancora "definiti". Servire la zuppa calda, con i cubetti di pane e un  filo d'olio d'oliva.   

FARINA MAIS SPONCIO 
Prima di essere lavorato in farina il mais è essiccato con esposizione al sole in idonei graticci, solai e poggioli di legno. Le cariossidi sono macinate per l’ottenimento di una farina per polenta dalla grana media (ne troppo fine ne troppo grossolana).
La tradizionale farina di mais sponcio viene lavorata presso piccoli molini locali ed è di due tipi:
- Farina tipo integrale o semi-integrale, con lavorazione a palmenti a pietra.
La farina ottenuta presenta la quasi totalità delle parti della cariosside. Essa appare puntinata di porzioni scure, ricca in oli e grassi vegetali e dà origine ad una polenta definita in termini positivi come “grassa” ed  altamente nutriente.     
- Farina a molitura con “cilindri” dalla quale sono estratti parte del germe e del pericarpo.
La farina, porta con sé tutti  i pigmenti delle cariossidi, apparendo di un colore aranciato intenso.

POLENTA DI MAIS SPONCIO
Scaldare 4 litri e mezzo d'acqua in un recipiente (possibilmente un paiolo di rame) e, poco prima che cominci a bollire, aggiungere 2 cucchiai di sale grosso. Lasciare cadere a pioggia la farina, mescolando bene dapprima con una frustina e successivamente con un mestolo di legno, per evitare la formazione di grumi.
Continuare la cottura a fuoco lento per almeno 40 minuti, mescolando di tanto in tanto.
La polenta che si ottiene deve essere riversata su un “tajer” di legno e  mantenere la forma del paiolo. Accompagna con successo un gran numero di piatti in particolare formaggio, funghi e affettati.

giovedì 23 dicembre 2010

GRAZIE !!!!

un GRAZIE davvero grande a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del riuscitisismo progetto "la BORSA della SOSTENIBILITA'" !!
Siamo rimasti davvero contenti dell'esito dell'iniziativa che dimostra ancora una volta l'interesse che c'è, sia in provincia che soprattutto fuori, verso i prodotti bellunesi coltivati seguendo il disciplinare biologico

Un grazie sentito anche a nome delle aziende che hanno avuto modo di vendere (a prezzo pieno) i loro prodotti..
Crediamo che una menzione particolare la meriti la Coordinatrice del GAS di Belluno (e componebte del Gasdotto) Cristina Piaz per l'ottimo lavoro svolto!!


VISTA L'OTTIMA RIUSCITA DELL'INIZIATIVA E IL GRANDE AIUTO CHE E' STATO DATO A  MOLTE AZIENDE E' NOSTRA INTENZIONE PROSEGUIRLA.. CON ALTRE PROPOSTE DI PRODOTTI ANCHE NEL PERIODO  "POST NATALIZIO"


Con l'occasione segnaliamo un bel articolo che parla di noi sul Corriere delle alpi di qualche giorno fa
(per leggere l'articolo cliccare qui)
..tante piccole aziende agricole vorrebbero fare il salto verso il biologico, ma non hanno ancora osato per motivi economici, tecnici e burocratici. Eppure coltivano seguendo rigidi disciplinari basati su biodiversità, tutela della salute e dell'ambiente, senza utilizzare diserbanti chimici, in un rapporto sempre più stretto tra produttore e consumatore attraverso la filiera corta.  Per venire loro incontro, il gruppo Coltivare condividendo, il coordinamento dei Gruppi di acquisto solidale della provincia e l'associazione Dolomiti bio lanciano il progetto di "Certificazione semplificata" - che ha avuto il consenso dell'Associazione italiana per l'agricoltura biologica - con l'obiettivo di costituire un gruppo di ditte interessate ad ottenere il riconoscimento di qualità bio e insieme discutere con l'ente preposto alla certificazione un costo minore rispetto al percorso individuale.

INOLTRE .. MARTEDI' 28 DICEMBRE   ABBIAMO ORGANIZZATO, PRESSO L'AGRITURISMO "L'ALBERO DEGLI ALBERI" IN VALLE DI SEREN, UNA CENA..A BASE DI PRODOTTI TIPICI E DI TANTE CHIACCHIERE..IDEE..PROPOSTE  PER L'ANNO CHE STRA PER INIZIARE.. ma anche tanta allegria!!!

sabato 18 dicembre 2010

CERTIFICAZIONE BIOLOGICA PARTECIPATA !!! una bella opportunità per la nostra Provincia

Fine d’anno con il botto per l’ “alleanza tra Gasdotto (coordinamento dei GAS della prov di BL) Gruppo Coltivare Condividendo e ass. Dolomiti bio (ass. delle aziende bio bellunesi

Grazie all’ottimo lavoro svolto, in maniera puntuale, capillare e agli ottimi riscontri avuto (sia in provincia che fuori) promovendo un agricoltura SANA e basata su biodiversità, biologico, filiera corta, tutela di salute, ambiente, paesaggio.. AIAB si è convinta e ha dato il consenso all’ avvio di un progetto, in provincia di Belluno, di CERTIFICAZIONE SEMPLIFICATA

Si aggiunge un nuovo tassello al mosaico di iniziative nate in seguito alla costituzione del Patto sostenuto da Coltivare Condividendo, Dolomitibio e Gasdotto.



In collaborazione con AIAB Veneto nel 2011 si concretizzerà un interessante progetto di CERTIFICAZIONE BIOLOGICA.

Questo progetto innovativo (unico nel Veneto e tra i pochi a livello nazionale) vuole innanzitutto svincolare la certificazione biologica dal solo rapporto azienda agricola - ente certificatore concentrando l’attenzione sulla comunicazione trasparente verso il pubblico, la collaborazione e lo scambio di conoscenze tra aziende, l’assistenza tecnica e burocratica al produttore.

Le parole d’ordine saranno pertanto
Semplificazione – Collaborazione – Trasparenza – Assistenza

Questo progetto è molto importante per la nostra provincia dato che sono molte le aziende che già coltivano seguendo disciplinari biologici o che semplicemente hanno escluso la chimica di sintesi.
Diverse piccole aziende vorrebbero fare il salto verso il biologico, ma ancora non hanno osato per motivi economici, tecnici e burocratici.

L’idea è quella di costituire un gruppo di aziende seriamente interessate alla certificazione, discutere con l’ente certificatore un costo minore rispetto al percorso individuale, e con la differenza che risparmiamo gestire un supporto tecnico-agronomico e burocratico a disposizione delle aziende partecipanti.
In questo processo verremo supportati da AIAB Veneto.

Insieme a questo verranno attivate iniziative di comunicazione e di partecipazione pubblica, per far comprendere ai cittadini il valore della produzione biologica certificata.

Ovviamente più siamo e più forza contrattuale abbiamo.
   
Entro la fine dell’anno puntiamo ad avere un elenco di aziende (anche già certificate) seriamente interessate.

INVITIAMO PERTANTO TUTTI COLORO CHE DESIDERANO AVERE INFORMAZIONI E CHE DESIDERANO PARTECIPARE AL PROGETTO A CONTATTARCI.

L’ ADESIONE OVVIAMENTE NON E’ VINCOLANTE

PER ADESIONI E INFORMAZIONI:

coltivarcondividendo@yahoo.it
tel 3336889954 (tiziano)
tel 3403486821 (andrea)
  

lunedì 13 dicembre 2010

FINE SETTIMANA RICCO DI SODDISFAZIONI...

FA SEMPRE PAICERE QUANDO GIORNALI O SITI DEDICANO SPAZIO ALLE NOSTRE INIZIAVIVE..

(dal Corriere delle Alpi di Domenica) .. cliccare qui per leggere l'articolo

"CIBO BIOLOGICO sotto l'ALBERO"

Con la Borsa della sostenibilità si diffonde il prodotto tipico
Un regalo buono per il palato, di gusto e sapori genuini, si offre come alternativa ai tradizionali doni di Natale per portare sotto l'albero l'agricoltura biologica. È la "Borsa della sostenibilità", riempita con una serie di prodotti tipici bellunesi (o bellunesi e trevigiani insieme per sancire il gemellaggio tra i coordinamenti dei Gruppi di acquisto solidale delle due province), coltivati senza l'uso di diserbanti chimici da aziende dell'associazione Dolomiti bio e da altre realtà del territorio.... A promuovere il progetto basato sui principi di filiera corta, biodiversità e biologico, è il gruppo "Coltivare condividendo", con l'obiettivo di «creare un legame sempre più stretto e di aiuto reciproco soprattutto tra Gruppi di acquisto solidale e aziende che hanno rinunciato alla chimica di sintesi». Una rete tra chi coltiva, chi è interessato a mangiare sano a chilometro zero e chi vuole difendere le colture ecosostenibili valorizzando la biodiversità, è stretta proprio dal Gas, che nel feltrino conta quaranta famiglie. Scelgono alimenti sani, riducendo i costi di mercato e andando a favorire i coltivatori locali (in tutto una cinquantina quelli aderenti, tra aziende, ditte di media grandezza e piccoli produttori, con diversi giovani interessati). E adesso si guarda al binomio del turismo agroalimentare.

ANCHE SUL SITO DI "BELLUNO PRESS" SPAZIO ALLA NOSTRA ULTIMA INIZIATIVA..
  " LA BORSA DELLA SOSTENIBILITA'"
(cliccare qui per leggere l'articolo)
Il Gruppo Coltivare Condividendo ha avviato assieme al Gasdotto (coordinamento GAS prov. di BL) e all’ associazione Dolomiti bio un’iniziativa che sta avendo un ottimo riscontro e che sancisce un alleanza sempre più stretta e efficace fra chi coltiva e chi ama alimentarsi in maniera sana eco compatibile ed ecosostenibile, a tutela di biodiversità, biologico, paesaggio e territorio.
La “borsa della sostenibilità” è un progetto che prende forma durante la riuscitissima festa “chiamata a.. raccolto” che ha visto affluire a Lentiai diverse centinaia di persona decise a dire SI a un’agricoltura sana, basata su biodiversità e biologico, su filiera corta, su un rapporto fiduciari, di scambio di conoscenze, esperienze e saperi tra chi produce e chi acquista. Ma anche rispettosa di ambiente, paesaggio e territorio.
Un sentire che ha caratterizzato il nostro agire di questi mesi e che ora ci porta a promuovere questa iniziativa tesa a creare un legame sempre più stretto e di aiuto reciproco soprattutto tra Gruppi di Acquisto Solidale e aziende che hanno rinunciato alla chimica di sintesi (in perfetta linea coi dettami del “patto” costruito e sottoscritto nel maggio scorso).
La “borsa della sostenibilità” è, in sostanza, una borsa nella quale viene collocata una serie di prodotti tipici bellunesi e/o bellunesi +trevigiani (per sancire il gemellaggio tra i coordinamenti GAS delle due province venete) coltivati senza l’uso di prodotti chimici di sintesi da aziende dell’ associazione Dolomiti bio o che hanno condiviso le nostre iniziative. Prodotti che consentono di apprezzare l’enorme patrimonio di biodiversità e tipicità della nostra zona.
..

MA OLTRE AGLI ARTICOLI DEDICATI AL NOSTRO GRUPPO...
IL NOSTRO FINE SETTIMANA E' STATO CONTRADDISTINTO DALLA PARTECIPAZIONE AL "TERRA MADRE DAY" A VICENZA. UNA GIORNATA ORGANIZZATA DA SLOW FOOD, DA EQUISTIAMO, DA CA' DELL'AGATA, DA PACHAMAMA E DAL PRESIDIO NO DAL MOLIN CHE HA OSPITATO L'EVENTO
CI HA FATTO PIACERE RACCONTARE LA NOSTRA ESPERIENZA ED ASCOLTARE LE TANTE IDEE, PROPOSTE, INIZIATIVE DI MOLTE REALTA' VICENTINE E VENETE (a breve un resoconto dettagliato)

PER VEDERE ALCUNE FOTO DELLA GIORNATA VICENTINA CLICCARE QUI 

martedì 7 dicembre 2010

ORDINA ANCHE TU LA BORSA DELLA SOSTENIBILITA'

La “borsa della sostenibilità” è un progetto che prende forma durante la riuscitissima festa “chiamata a.. raccolto” che ha visto affluire a Lentiai diverse centinaia di persona decise a dire SI a un’agricoltura sana, basata su biodiversità e biologico, su filiera corta, su un rapporto fiduciari, di scambio di conoscenze, esperienze e saperi tra chi produce e chi acquista. Ma anche rispettosa di ambiente, paesaggio e territorio.

Un sentire che ha caratterizzato il nostro agire di questi mesi e che ora ci porta a promuovere questa iniziativa tesa a creare un legame sempre più stretto e di aiuto reciproco soprattutto tra Gruppi di Acquisto Solidale e aziende che hanno rinunciato alla chimica di sintesi (in perfetta linea coi dettami del “patto” costruito e sottoscritto nel maggio scorso).

La “borsa della sostenibilità” è, in sostanza, una borsa nella quale viene collocata una serie di prodotti tipici bellunesi e/o bellunesi +trevigiani (per sancire il gemellaggio tra i coordinamenti GAS delle due province venete) coltivati senza l’uso di prodotti chimici di sintesi da aziende dell’ associazione Dolomiti bio o che hanno condiviso le nostre iniziative. Prodotti che consentono di apprezzare l’enorme patrimonio di biodiversità e tipicità della nostra zona.

Sono previsti 4 formati di “borse della sostenibilità” che conterranno indicativamente i seguenti prodotti:

          borsa della sostenibilità base
-         borsa di carta contenente: fagioli, farina di mais, mele, confettura, orzo..  
                                                                                               dal costo di  euro 15
   
                                borsa della sostenibilità bellunese
-         borsa di tela contenente: fagioli, farina di mais, mele, confettura, orzo..  
                                                                                                dal costo di euro  20     

                                 borsa della sostenibilità gemmellaggio base
-         borsa di carta contenente: fagioli, farina di mais, mele, succo di frutta, orzo, radicchio ed eventuale bottiglia di prosecco bio
                                                                                                 dal costo di euro 25
          
 borsa della sostenibilità BL/TV      
              
-         borsa di tela contenente: fagioli, farina di mais, mele, succo di frutta, orzo, radicchio ed eventuale bottiglia di prosecco bio
                                                                                                 dal costo di euro 30   

le varietà di fagiolo usate sono GIALET (confezione da 300 g)
                                                    e BALLA ROSSA (confezione de 500 g)
le varietà di mas usate sono: SPONCIO e MARANO o a scleta MAIS bianco perla
                                                 (per tutti confezione da 1 kg)
le varietà di mela usate sono POM PRUSIAN (fino a esaurimento poi altre varietà locali)
                                                  (quantità = 1 kg di mele)  

L’offerta è aperta a tutti i componenti dei GAS e di chi ha a cuore biologico, biodiversità, salute, ambiente, paesaggio e territorio.

E’ importante che le richieste giungano entro il 18 dicembre

Per informazioni e ordinazioni:

cripiaz@gmail.com
coltivarcondividendo@yahoo.it                                                                          

lunedì 6 dicembre 2010

INTERESSANTE RIFLESSIONE SULLA QUESTIONE BIOLOGICO

(di Virgilio Rossi e Giuseppe Visintainer)


Biologico: tirata d’orecchi ai tecnici di San Michele
E' consigliato mangiare la frutta con la buccia se è biologica
«La politica comunitaria è proiettata a rafforzare il ruolo dell'attività agricola in funzione della salvaguardia del territorio, riducendo al minimo i residui nelle produzioni alimentari, limitando il ricorso ai prodotti chimici nelle coltivazioni. La Val di Non non potrà sottrarsi a questa tendenza: prima ci si attrezza per affrontare i nuovi scenari, minori saranno i contraccolpi che i cambiamenti comportano».
Questa la conclusione di un documento dei consiglieri del gruppo Sae (Salute ambiente economia, ora in assemblea della Comunità di valle) Virgilio Rossi e Giuseppe Visintainer , steso all'indomani della pubblicazione dell'articolo «Bio e tradizionale entrambi controllati», pubblicato da l'Adige il 28 novembre, in cui Maria «Mina» Venturelli, Michele Pontalti e Gastone Dallago , elementi di vertice dell'Istituto agrario, affermavano che non esistono contrapposizioni tra agricoltura bio e convenzionale, esprimendo qualche perplessità sulle decisioni assunte dall'amministrazione di Malosco guidata da Adriano Marini . I due consiglieri della Comunità di valle esprimono invece compiacimento per la decisione assunta a Malosco, vòlta a favorire la coltivazione biologica. In tutti i programmi dei gruppi in corsa per l'elezione della Comunità, viene sottolineato, era rimarcata la necessità di coniugare agricoltura e turismo, anche se solo «Sae» aveva avanzato proposte concrete; inoltre «l'agricoltura biologica è l'unico metodo di produzione regolato da una legge Comunitaria recepita da tutti gli Stati membri».
E mentre delle esperienze maturate in campo biologico hanno portato a «tecniche colturali e strategie di difesa adottate anche dall'agricoltura convenzionale, raramente si è assistito al percorso opposto». L'agricoltura bio - continuano Rossi e Visintainer - si avvale dell'utilizzo di soli prodotti naturali, che non rientrano nelle classificazioni T+ (molto tossico) e T (tossico), «fitofarmaci con potenzili effetti acuti sulla salute dell'uomo, anche mortali». Prodotti che superano il vaglio del Ministero della Salute, ma questo «non deve indurre ad equivocare sulla loro presunta innocuità». Nell'agricoltura bio si usano formulati a base di rame e zolfo, elementi naturali e non di sintesi («come erroneamente affermato nell'articolo»), ma a basso dosaggio (20-40 grammi a ettolitro). Nell'agricoltura convenzionale si eseguono meno interventi con tali prodotti, ma a dosaggi più elevati (250-500 g/hl). Il «bio» favorisce, oltre alla salute umana e dell'ambiente, «lo sviluppo di economie quasi assenti in Val di Non quali il turismo ecosostenibile e responsabile»; e nonostante la crisi «la domanda di prodotti certificati biologici sia in continuo aumento».
Tirata d'orecchi per i tecnici dell'Istituto agrario, il cui atteggiamento nei confronti dell'agricoltura bio «suona come una presa di distanza»; peraltro, viene affermato, «il termine biologico non rientra ancora nella terminologia ricorrente all'interno della Fondazione Mach», e viene il sospetto che «il ricorrente rinvio alle possibili ricadute legate all'individuazione del genoma della vite e del melo sia quasi un alibi per procrastinare scelte non più rinviabili».
Da tempo, continuano Rossi e Visintainer, esistono varietà con spiccata attitudine a resistere a determinate malattie, che «attendono solo di essere sdoganate da tecnici e responsabili commerciali». La loro introduzione e la diminuzione dei trattamenti «può rappresentare un vero cambiamento in termini di salute, costi, fatiche e pacifico svolgimento della propria attività».
CARTELLI CHE NON VORREMMO MAI VEDERE LUNGO PISTE CICLABILI CHE ATTRAVERSANO MELETI                  ...MA CIO' E' POSSIBILE SOLO SE I MELETI SONO COLTIVATI BIOLOGICAMENTE

giovedì 2 dicembre 2010

UN INTERESSANTE CORSO di AGRICOLTURA BIOLOGICA a SAN GREGORIO nelle ALPI

FARE AGRICOLTURA BIOLOGICA IN MONTAGNA

In attesa del volantino ufficiale ecco i primi dettagli.

Martedì 7 dicembre - FRUTTICOLTURA (piccoli frutti) - relatore: Roberto De Nart, titolare di un'Azienda agricola biodinamica a Carzano (Valsugana - TN)
Martedì 14 dicembre - ORTICOLTURA - relatore: Luca Michieletto, agronomo AIAB Veneto

Martedì 21 dicembre - CERALICOLTURA - relatore da definire

Tutti gli incontri si terranno a SAN GREGORIO NELLE ALPI, dalle 9 alle 18

I corsi sono gratuiti in quanto finanziati con fondi del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Veneto.
Gli incontri sono di carattere tecnico-agronomico, sono ammessi i possessori di partita Iva agricola, i loro coadiuvanti, salariati e partecipi famigliari (coniugi, figli, nipoti, ecc.).
A questi verrà riconosciuto un attestato di partecipazione.
E’ possibile partecipare anche a singoli incontri.

Per prenotazioni ed informazioni 

E PER RICHIEDERE MODULO DI ISCRIZIONE AL CORSO:

ANDREA PASQUALOTTO
E-mail: endriupasq@hotmail.com
tel.:     3403486821
ALESSANDRO PEZZINO
E-mail: ifruttidelsole3@libero.it
tel.:     3478675598


PER ISCRIVERSI AL CORSO E' NECESSARIO INVIARE RICHIESTA AL CIPAT

martedì 30 novembre 2010

ANCORA SU SABATO 27 A LENTIAI.. DUE VIDEO..e un breve resoconto..

video

DUE VIDEO CHE CI RACCONTANO ALCUNI ATTIMI DELLO STUPENDO POMERIGGIO DI LENTIAI..  a breve altri video sugli interventi

video


Un GRAZIE davvero immenso a coloro che hanno contribuito alla straordinaria riuscita dell’iniziativa “chiamata a.. raccolto”!!
Un sabato pomeriggio illuminato da un magico sole che ha reso ancora più affascinanti, i deliziosi squarci di natura e paesaggi innevati.
Diverse centinaia di persona hanno affollato la Sala della Società operaia a Lentiai sia per esporre che per scambiare o ammirare le tantissime sementi antiche presenti.
Oltre al fornito erbario di Erminio Fent (di fagioli coltivati a Lamon) e alle sementi che il Gruppo Coltivare Condividendo ha raccolto ma anche coltivato e scambiato in provincia di Belluno, hanno fatto bella mostra di se quelle portate da “spiazzi verdi” (Venezia) da Civiltà Contadina, e quelle giunte dal Parco di Paneveggio.

Un immenso patrimonio di biodiversità coltivata che ha reso consapevoli i tantissimi visitatori dell’importanza di tutelare le molte varietà locali, ognuna delle quale è unica per gusto, sapore, caratteristiche organolettiche, adattabilità a una determinata zona e sicuramente più resistenti alle avversità rispetto agli ibridi commerciali
Ribadita più volte dai tecnici, esperti, coltivatori intervenuti, l’importanza dell’ essere “liberi” di questi semi (ed è vitale che lo restino), cioè non soggetti a brevetti da parte di multinazionali o ditte cementiere.
Sementi che non sono pero’ un “reperto archeologico”, un cimelio, da tenere sotto chiave, ma che hanno enormi potenzialità economiche (sono stati portati i interessanti esempi tra cui quello del fagiolo gialet) soprattutto in una visione che lega sempre più coltivazione (basata su biologico, biodiversità e filiera corta) con territorio, in sinergia con i Gruppi di Acquisto Solidale e il turismo.
E proprio in questa ottica sono stati proposti alcuni interessanti progetti.
Oltre alla riproposizione del “museo diffuso” per coltivare, riprodurre, moltiplicare, distribuire i semi, si è anche parlato di portare la mostra delle sementi antiche presso agriturismi o ristoranti al fine di proporre una giornata in cui il visitatore può ammirare le sementi, degustare dei piatti a base di queste produzioni locali e antiche (constatando l’ enorme differenza di gusto tra diversi fagioli o mais) e fare un percorso guidato per ammirare la bellezza del nostro territorio.

“Chiamata a  raccolto” ha portato a Lentiai anche molti componenti di GAS sia bellunesi che veneti. Nei loro interventi hanno ribadito l’importanza della “S”, cioè del loro essere solidali. Quindi consapevoli che nell’acquisto dei prodotti non si deve tenere conto solo del prezzo ma anche di come produce l’azienda a cui ci si rivolge. Vitale è che essa usi metodi di coltivazione che escludono la chimica di sintesi e tutelano paesaggio e biodiversità.
Da questa sensibilità sta prendendo forma l’idea di costruire un “cesto della sostenibilità” formato da una serie di prodotti locali e biologici da proporre nel periodo natalizio ai vari GAS. Proseguirà inoltre lo “scambio” di conoscenze tra aziende e GAS grazie a corsi gratuiti sia di coltivazione biologica che di altri saperi e pratiche (es informatica)

E’ molto piaciuta anche l’idea di dar vita a un “orto comune o condiviso”, un luogo di socialità e convivialità in cui scambiare conoscenze e competenze, organizzare corsi pratici sia di coltivazione  biologica ma anche di alimentazione e buone pratiche

Dopo alcuni squisiti assaggi proposti dall’ agriturismo L’Albero degli Alberi, la giornata si è conclusa con una serie di interventi molto seguiti ed apprezzati. In primis quello del prof. Michele Corti (università di Milano) di ritorno dalla Val di Non di cui ci ha descritto il devastante e impattante modello della melicoltura intensiva, auspicando che mai e poi mai invada la anche nostra valle. Molto applauditi anche gli interventi di Stefano Sanson (IPSA Feltre e slow food), di Eliana di Spiazzi Verdi, di Mariella dell'agriturismo Cà dell'Agata di Zugliano (VI), di Marco, coltivatore bio di Giavera del Montello, di L. Zanetti (pastori del lagorai) e di diversi espositori, componenti di Gruppi d’Acquisto Solidali e visitatori.

Una giornata sicuramente da ripetere caratterizzata da un atmosfera festosa, intrisa di colori, racconti, esperienze, ricordi, idee, progetti e che ci fa acquisite una forte consapevolezza dell’importanza e della giustezza del cammino da noi condiviso, basato su un agricoltura decisamente “moderna”, sana, ecosostenibile ed ecocompatibile.
Un’agricoltura tipica, legata al territorio, in sinergia con il turismo. Tutt’altra cosa rispetto ai vecchi e sorpassati modelli di agricoltura intensiva che oltre ad avere forti impatti ambientali vanno a competere sui mercati mondiali con prodotti cinesi o brasiliani senza alcuna tipicità.

Siamo sempre più convinti che sia giunto il momento di pensare a un “distretto del biologico” basato su un “paniere tipico e sano” incentrato su disciplinari biologici e capace di attirare visitatori: per coniugare paesaggio, gastronomia e turismo.  

Associazione Dolomiti bio
Gasdotto (coordinamento G.A.S. della prov di Belluno)
Gruppo Coltivare Condividendo

domenica 28 novembre 2010

GRAZIE!!!!!!!!!!!!

Un immenso GRAZIE  a tutte e tutti coloro che hanno partecipato e reso SPECIALE la giornata di ieri a Lentiai
Diverse centinaia di persone ci hanno fatto visita condividendo con noi sementi..saperi..idee..progetti e percorsi condivisi
A breve prepareremo un resoconto e un video relativo a questa stupenda giornata
Per il momento ci sta a cuore ringraziare tutte e tutti coloro che ci hanno aiutato a costruire, publicizzare e realizzare una giornata davvero speciale e riuscitissima!!!
Inevitabile constatare che l'idea di un agricoltura sana rispettosa di ambiente, paesaggio, salute, biodiversità In cui rapporto i rapporti fiduciari e di conoscenza diretta hanno un ruolo molto importante
... il cammino "condiviso" ..CONTINUA... 

CONSIGLIAMO A TUTTI DI LEGGERE IL BELLISSIMO ARTICOLO CHE IL dott: MICHELE CORTI HA DEDICATO ALLA GIORNATA  DI  LENTIAI ..

"RISPONDONO IN TANTI ALLA CHIAMATA A RACCOLTO" (Ruralpini)

lunedì 22 novembre 2010

STIAMO PREPARANDO UN SABATO SPECIALE

CHIAMATA A.. RACCOLTO !!!!


vi aspettiamo numerosi alla nostra iniziativa "CHIAMATA A..RACCOLTO"
che si svolgerà:
sabato 27 novembre a Lentiai (BL) 
presso la sala della società operaia

il tutto  avrà inizio alle ore 14.00
con:
-. mostra e scambio delle sementi antiche (di varie zone del veneto)
-  esposizione materiale fotografico e non da parte di alcuni gruppi e realtà venete e trentine
- discussioni informali su tecniche di coltivazione, progetti, esperienze conoscenze..

.. ci sarà uno spazio dedicato ai produttori locali per esposizione e vendita prodotti

Ore 17 circa .. verranno proposti alcuni assaggi di prodotti locali

Ore 18 dibattito a microfono aperto “l’agricoltura.. che vorremmo”
Tutte le iniziative in atto, progetti, desideri, idee per un agricoltura rispettosa di ambiente, paesaggio, salute, qualità della vita, biodiversità .. priva di chimica di sintesi, ogm, brevetti sulle sementi Un occhio di riguardo per auto produzioni, filiera corta, biologico e alimentazione

.. interverranno tecnici, esperti, docenti universitari, componenti di GAS veneti, di associazioni biologiche  e chiunque lo voglia…

Un pomeriggio da dedicare all’agricoltura che vorremmo
Troppo spesso veniamo attaccati (etichettati) come coloro che sanno dire solo No.. che son sciocchi
idealisti Nulla di piu’ falso dato che le iniziative fin qui costruite son state sempre molto concrete e
basate su un idea di agricoltura decisamente “moderna” .. sana, ecosostenibile ed ecocompatibile, priva di chimica di sintesi e rispettosa di paesaggio, ambiente, biodiversità..priva di brevetti
 In cui ha un ruolo determinate l’autoproduzione, la rete, la filiera corta (con rapporti fiduciari e diretti tra chi produce e chi acquista). Un agricoltura tipica.. molto legata al territorio e in sinergia col turismo Tutt’altra cosa rispetto ai vecchi e sorpassati modelli di agricoltura intensiva che oltre ad avere forti impatti ambientali va a competere cui mercati mondiali con prodotti cinesi o brasiliani dai quali nn si differenzia affatto

Spero che avremo modo di parlarti di tutto cio’.. di farti vedere la nostra mostra delle sementi antiche e lo scambio delle sementi stesse Spazio anche per forum, dibattiti e condivisione di idee, esperienze, progetti ..qualche assaggio
Ci raggiungeranno rappresentanze di “spiazzi verdi” (Ve) e civiltà contadina, del Museo di Paneveggio (TN) di molti GAS veneti e (speriamo) anche molti cittadini, coltivatori e soprattutto auto produttori..
..speriamo che ci farai visita anche tu

sabato 20 novembre 2010

UNA BELLA NOTIZIA DALL'ALTA VAL DI NON

a detta di medici ed esperti è bene mangiare una mela con la buccia solo se è BIOLOGICA




(dall' Adige del 19/11/2010) cliccare qui x leggere l'articolo





 MALOSCO: UN FRENO AI FRUTTETI INTENSIVI
                            vietati i pesticidi tossici

MALOSCO -  «L'obiettivo è di conservare un ambiente ancora integro   che non va deturpato da palificazioni, reti e teli antigrandine, come pure dal conseguente uso di prodotti fitosanitari e di sintesi.      Per questo va promossa l'agricoltura biologica» ha spiegato il sindaco Adriano Marini introducendo l'argomento che ha visto come unico vero oppositore Francesco Calliari (suo l'unico voto contrario, quattro le astensioni) figlio del presidente di Coldiretti. Secondo i dati forniti dal primo cittadino, Malosco sarebbe il paese più turistico dell'intera Val di Non, con 22.201 presenze alberghiere e 34.455 extralberghiere: «Questa è la vocazione socio-economica della nostra realtà» che «deve trarre un naturale positivo sviluppo dall'integrazione con un'agricoltura zootecnica per migliorare l'offerta con prodotti di alta qualità e soprattutto con il rispetto del paesaggio che è un bene di tutti». Il regolamento approfondisce dunque le prescrizioni per i trattamenti fitosanitari: «Per contenere i rischi connessi agli effetti negativi legati all'effetto deriva degli agrofarmaci, l'atomizzatore e la "lancia" azionata a mano devono essere utilizzati ad una distanza di 50 metri da strutture di uso pubblico (strade incluse), case e giardini».
Si fa eccezione per le colture ad uso domestico, piante da frutto nei giardini o isolate, coltivazioni annuali come patate e cereali e piccoli frutti: in questi casi però l'applicazione dei pesticidi va attuata attraverso l'uso di attrezzature manuali. A Malosco viene inoltre vietato l'impiego di prodotti classificati come molto tossici (T+) o tossici (T). «In caso di rinnovo o di nuova realizzazione di impianti frutticoli dove si praticano trattamenti fitosanitari - si legge nel documento - gli appezzamenti dovranno essere dotati di barriere vegetali di siepi, da mettere a dimora con già un metro di altezza, posizionate lungo tutto il perimetro confinante con proprietà private o pubbliche non adibite allo stesso tipo di coltivazione».
Su tutto il territorio comunale, fatto salvo quanto espressamente previsto dal Prg, è vietata la posa di pali di cemento o metallo per la realizzazione di impianti di colture arboree, l'installazione di reti antigrandine e serre di superficie superiore ai 12 metri quadrati. Sarà il personale comunale o di vigilanza ad intervenire, senza alcun preavviso, per verificare il rispetto degli articoli del regolamento: le sanzioni ai trasgressori variano da 500 euro a 10 mila euro.
Andrea Bergamo

sabato 13 novembre 2010

... CONDIVIDERE...

Le foglie degli alberi si tingono di colori e sfumature sgargianti e il “San martìn” è ormai alle porte Segno inequivocabile che il tempo dedicato al “coltivare” si riduce sempre più mentre si moltiplicano le occasioni per “condividere”
Molti i momenti di dialogo, di confronto, di scambio di conoscenze, esperienze e di progetti da costruire insieme che hanno caratterizzato questi ultimi giorni

Decisamente interessante e intensa la serata padovana in cui abbiamo parlato della nostra “piccola esperienza” bellunese Serata per lo più dedicata alla presentazione del video “Il mondo secondo Monsanto” (che è nostra intenzione proporre anche nella nostra zona) e alle testimonianze di Presila Facina Monnerat rappresentante del Movimento Sem Terra del Brasile 
Sconcertante la panoramica fatta sulla questione OGM in America Latina, con contaminazioni, prevaricazioni, scienziati e controllori prezzolati e un tentativo di controllo di sementi e cibo che deve preoccuparci non poco. Concetti ribaditi, con dovizia di particolari e documenti nel video documentario che ci racconta dello strapotere della multinazionale statunitense e di quanto minacciata la nostra sovranità alimentare
Con notevole emozione abbiamo raccontato del nostro cammino fatto, ai momenti di condivisione e di progetti dal basso basati su biologico, biodiversità stimolo all’ auto produzione e della filiera corta. Sull’importanza del fare rete e del ruolo dei GAS
Inevitabile ribadire la nostra totale contrarietà agli OGM Tralasciando l’aspetto scientifico, abbiamo basato la nostra obiezione su questioni economiche tese a evidenziare come sia folle rinunciare a un patrimonio immenso e unico di biodiversità tipiche, che non richiedono massicce dosi di chimica di sintesi e che sono strettamente legate al nostro splendido territorio, per usare gli OGM (ed è chiara ormai a tutti che, a causa della contaminazione OGM non possono convivere coltivazioni ogm e convenzionali)
Noi non potremmo mai competere in termini di quantità e costi di produzione con altre aree del mondo e quindi che senso ha rinunciare alla nostra preziosa unicità e tipicità per coltivare mais, patate o altro che sarebbe identico a quello cinese, brasiliano o canadese? Sarebbe come, alla vigilia di una importante competizione, rinunciare alla nostra Ferrari  per correre con un ape car
Concludendo nn possiamo non citare una frase di Carlo Petrini (slow food):"Nelle campagne del mondo ci vogliono uomini, non multinazionali. Il cibo deve essere prodotto per essere mangiato, e non solo per essere venduto. Ne va della sovranità alimentare dei popoli; ne va della nostra libertà. Non ci è dato sapere quali saranno in futuro gli effetti degli OGM sulla salute dell’ambiente e delle persone, ma per ora è certo che essi sono di proprietà di multinazionali che mirano a controllare il nostro cibo su scala globale, per vendercelo alle loro condizioni. Il Mondo secondo Monsanto ci fa capire di più su questi processi perversi, e ci mette in guardia sul futuro del cibo»  

E l’importanza, l’unicità e l’enorme potenzialità delle nostre coltivazioni locali la abbiamo avuta all’assemblea del Consorzio del Gialet Ottimi i riscontri ottenuto dal nostro fagiolo al Salone del Gusto di Torino Sia in termini di qualità, di tipicità organolettiche ma anche per la scelta fatta di adottare un disciplinare di coltivazione biologico. Presenti alla serata anche alcuni giovani coltivatori intenzionati ad avviare o a convertire coltivazioni usando questo squisito legume

Riteniamo sia molto importante il lavoro che più soggetti e ottime realtà stanno facendo in provincia di Belluno in ambito agricolo Possiamo ormai contare su un paniere davvero interessante: l’orzo, il mais sponcio, la patata di cesio, il fagiolo gialet e il Lamon, l’agnello d’Alpago e i formaggi di malga oltre a noce, moroni e mela prussiana paniere che puo’ sicuramente essere integrato con altri interessanti prodotti tipici e locali (ad esempio il fagiolo Bonel e altre varietà di frutta)
Prodotti che possono costituire un menù davvero interessante, soprattutto se proposto in una cornice (le dolomiti patrimonio dell’Umanità) unica e splendida

Del legame “territorio, paesaggio, turismo, produzioni tipiche e sane” su cui basare il domani di questa nostra provincia, abbiamo parlato molto anche al Corso di Agricoltura biologica svoltosi martedì a San Gregorio nelle Alpi
Momento di formazione tecnica di grande spessore grazie alle competenze di Luca Conte che ci ha raccontato come sia possibile fare agricoltura in modo sano, ecosostenibile senza rinunciare a produzioni e qualità
Per chi volesse approfondire alcune tematiche relative alla fertilità, a tecniche di coltivazioni biologiche e biodinamiche, al sovescio e a molto altro consigliamo questa pagina http://biodinamicaveneta.blogspot.com/p/documenti.html

Molto interessante anche il racconto di Luca sui suoi frequenti viaggi in Sud America e soprattutto all’esperienza della “certificazione partecipata” in Bolivia Una certificazione biologica (con valore locale) fatta non da enti certificatori (da pagare) ma da gruppi composti da rappresentanti delle municipalità, dei consumatori, degli agricoltori col supporto di tecnici. Un modello perfetto per la nostra zona, che non smetteremo di inseguire. 
Bello anche il confronto sulla questione “alimentazione” (inevitabilmente legato alla questione coltivazione e produzione) soprattutto grazie alle competenze di Annalisa Malerba. Utile evitare eccessivi radicalismi mirando invece a una dieta equilibrata e molto varia, basata sulla stagionalità, sulle produzioni biologiche e sane, magari auto prodotte. Evitare il più possibile la carne, l’eccesso di latticini, di cibi industriali ed eccessivamente lavorati (anche se biologici), di quelli precotti e pronti in 4minuti Importante ritagliarsi del tempo da dedicare alla preparazione del cibo

E’ piaciuta a tutti l’idea di dar vita a un “orto sociale condiviso” da coltivare assieme e utile per favorire la socialità e per tenervi corsi di coltivazione ma anche di preparazione di pranzi

venerdì 5 novembre 2010

TRE IMPORTANTI APPUNTAMENTI

CORSO GRATUITO dI AGRICOLTURA BIOLOGICA 
A SAN GREGORIO NELLE ALPI

corso aperto a tutte le aziende agricole!! ma anche ai componenti dei GAS, autoproduttori e piccoli produttori (per le aziende agricole è richiesta il n. di partita IVA)
Il Corso sarà tenuto da un relatore d'eccezione:                    LUCA CONTE 
il corso si terrà il 9 e il 23 novembre
e sarà incentrato su:
Tecniche ed esperienze di difesa delle colture orticole, officinali e dei piccoli frutti in agricoltura biologica. Controllo biologico: ripristino degli equilibri naturali sopra e sotto il terreno, incremento delle popolazioni degli organismi utili, introduzione di organismi utili. Controllo agronomico dei parassiti. Controllo diretto con antiparassitari naturali. Esemplificazioni di programmi di difesa, anche a partire dalle richieste degli allievi 
 Per scaricare il programma del corso e le modalità di partecipazione..cliccare qui





RIUNIONE CONSORZIO DEL FAGIOLO GIALET

LUNEDì 8 NOVEMBRE  a VELLAI presso il plesso scolastico IPSA (scuola Agraria)
dalle ore 20.30 si terrà la riunione del CONSORZIO DEL GIALET Incontro aperto a tutti!!! soprattutto a coloro che sono interessati a coltivare questo importante e interessante fagiolo..che ricordiamo è presidio Slow Food (oltre ad avere un disciplinare di coltivazione biologico)
Si farà il punto della situazione, con resoconto della partecipazione al "Salone del Gusto" a Torino e illustrazione delle problematiche e criticità di questa annata agraria
Non mancherà un confronto su tecniche di coltivazione e commercializzazione
 



E NON POSSIAMO NON RICORDARE L'APPUNTAMENTO DEL 27NOVEMBRE A LENTIAI CHIAMATA A RACCOLTO!!
VI ASPETTIAMO NUMEROSI !!!!!!!!!!!!!!!!


mercoledì 27 ottobre 2010

UNA DATA DA SEGNARE.. UN EVENTO AL QUALE NON MANCARE.. sabato 27novembre 2010 - lentiai


“...amare la propria terra significa difenderla da devastazioni, speculazioni... significa consentirle di esprimere appieno le sua tipicità e potenzialità...”

E’ con questo spirito che una miriade di cittadini bellunesi, feltrini, trentini, veneti hanno dato vita al Gruppo Coltivare Condividendo. Convinti che il bellissimo territorio che ci ospita sia sì minacciato da una miriade di progetti impattanti e devastanti, ma che in esso vi siano anche molte conoscenze, saperi, sensibilità che è importante interagiscano tra di loro al fine di difenderlo e tutelarlo.

"Coltivare Condividendo" è soprattutto  “un momento di dialogo, condivisione, costruzione comune dal basso”, autogestione. Un qualcosa che  ha preso forma attraverso “spazi”, serate informative, tavole rotonde, forum, corsi, iniziative e progetti concreti soprattutto in ambito agricolo e rurale. Da questi momenti sono nati:

-          la “mostra itinerante delle sementi antiche” per far conoscere l’immenso patrimonio di biodiversità e ripristinare l’antica usanza dello scambio delle sementi, per dire No ai brevetti sui semi.
-          Il Museo diffuso affinché queste sementi non siano una collezione, ma si affidino alla terra. I frutti ottenuti verranno  scambiati e degustati.
-          Una serie di progetti che vedono la collaborazione del Gasdotto (Coordinamento dei Gruppi d'Acquisto Solidali della Provincia di Belluno) e l’Associazione Dolomiti Bio (ass. di produttori biologici) sancita in seguito da una sorta di alleanza tra l’uomo, il territorio e il paesaggio  ( il “Patto”).
-          La Banca del Tempo, un'attività nella quale  gli agricoltori insegnano gratuitamente ai componenti dei G.A.S. a coltivare un orto biologico e ricevono in cambio lezioni sull’uso del computer o della comunicazione multimediale.
-          Progetti di “certificazione biologica partecipata”
      proposte di disciplinari, rivolti alle pubbliche amministrazioni, 
      per limitare l’ uso dei fitofarmaci e il cosiddetto “effetto deriva”.


Davvero molte le persone sensibilizzate nei nostri incontri, molti i contatti avuti e le idee, i suggerimenti, le critiche raccolte. Da qui il desiderio di costruire un momento di ulteriore incontro... ABBIAMO PERTANTO IL PIACERE DI INVITARTI:


SABATO 27 NOVEMBRE a LENTIAI (BL)
(presso Sala della Società Operaia – dalle 14 in poi)   

Una giornata da costruire assieme, dedicata all’antica e vitale pratica dello scambio delle sementi antiche (per approfondire di seguito il concetto di biodiversità e di brevetti sui semi), all’assaggio di varietà locali (parlando di alimentazione e coltivazione, ovviamente biologica), al pensare insieme  quale presente e quale futuro vorremmo per questo nostro...per tutti i territori. Crediamo fermamente in un’agricoltura sostenibile, nella biodiversità, nei prodotti a km zero e nella tipicità. Crediamo molto in un legame forte tra agricoltura, turismo e artigianato, nella filiera corta, nel rapporto diretto tra chi produce e chi acquista, nell’opera importante dei G.A.S. auto organizzati dal basso e dei cittadini che autoproducono beni di vario genere. Crediamo in una visione a 360° che considera un tutt’ uno l’ambiente, il territorio, il paesaggio e noi che interagiamo con essi, che ne siamo parte.
Per parlare di tutto ciò, ma anche per momenti di convivialità e svago, vi aspettiamo !!!




Per informazioni
coltivarcondividendo@yahoo.it - gasdottoBL@gmail.com

giovedì 21 ottobre 2010

FINE SETTIMANA MOLTO INTENSO.. dal Salone del Gusto (Torino) a Faller (fiera del Pom Prussian)

Ennesimo fine settimana molto intenso!! L'idea di un AGRICOLTURA SANA E SOSTENIBILE sbarca a Torino, al Salone del Gusto, dove verranno presentati quattro importanti presidi bellunesi: l' agnello d' Alpago, il formaggio di malga Agrodino, l' Orzo delle valli bellunesi e soprattutto il FAGIOLO GIALET (che ricordiamo ha un DISCIPLINARE BIOLOGICO)
Un' ennesima conferma che c'è un agricoltura sana, sostenibile, legata al territorio.. un agricoltura che ha un riscontro sempre maggione e che ci induce a dire un NO sempre più chiaro, netto e motivato alla colonizzazione da parte di "modelli dis edicente agricoltura intensiva e basata su chimica di sintesi e monoculture"

cliccare qui per leggere l'articolo del Corriere delle alpi  "Prodotti rari al Salone del Gusto l antico orzo e il fagiolo Gialet"
TORINO. Le eccellenze bellunesi si mettono in vetrina al Salone del Gusto di Torino e a Terra Madre, i due eventi organizzati da Slow Food che prenderanno il via giovedì. Quest’anno sarà massiccia la presenza di bellunesi e grande l’occasione di visibilità per le piccole produzioni che Slow Food sostiene da anni: proprio all’interno del Salone del Gusto, infatti, verranno presentati ufficialmente i due nuovi presìdi del territorio, quello dell’antico orzo delle Dolomiti Bellunesi e quello del fagiolo gialet...



 La "MOSTRA delle SEMENTI ANTICHE" darà invece tappa a Faller alla "FIERA del POM PRUSSIAN"   Dove alle 11.30 illustreremo le nostre iniziative e progetti nell'ambito del convegno "Biodiversità: possibile economia?"
.. VI ASPETTIAMO NUMEROSI !!!! 
 

martedì 19 ottobre 2010

bella iniziativa di SLOW FOOD a favore DEI PASTORI SARDI !!

ci fa piacere divulgare questa iniziativa di Slow Food a favore dei PASTORI SARDI  a cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza.. 

dalla Sardegna alle montagne d'Abruzzo, i piccoli produttori sono in forte crisi, e protestano perché il prezzo che ottengono per il loro latte non basta neppure a coprire i costi, è fermo al livello di trent'anni fa mentre, in questi anni, i pastori hanno ammodernato ovili e costruito caseifici a norma, contraendo mutui.  Le industrie trasformatrici sostengono di non poter pagare un centesimo di più, perché fanno fatica a vendere – i consumi di pecorino sono in calo – ma nello stesso tempo aumentano le delocalizzazioni e le importazioni di grandi quantità di latte dall'Est a prezzi bassissimi.  
In Sardegna – la regione al mondo che produce più latte ovino – i caci si accumulano nelle stagionature invenduti, l'esportazione è in affanno, il prezzo del latte ha raggiunto i minimi storici (65 centesimi al litro, ma per recuperare i costi e guadagnare qualcosa non dovrebbe essere inferiore a 80). Allo stesso modo soffrono altre aree storicamente vocate alla pastorizia: Molise, Campania, Sicilia. In Abruzzo molti pastori, stanchi di ricorrere ai mutui e alle anticipazioni delle banche, iniziano a vendere le pecore.
Eppure l'allevamento ovino è una risorsa fondamentale per le montagne e per le aree più marginali e depresse del nostro Paese.
Se si vuole dare una speranza a migliaia di piccole aziende bisogna fare resistenza: una solidale “resistenza casearia”. Per  ristabilire la dignità di produrre secondo tradizione, conservando razze antiche, proteggendo dal degrado territori incontaminati. Guadagnando il giusto.
Il gruppo di acquisto organizzato da Slow Food propone un pacco contenente una forma di Fiore Sardo dei pastori, Presidio Slow Food, e una forma di pecorino abruzzese del Presidio del Canestrato di Castel del Monte o della Comunità del cibo dei pastori dell'Appenino Abruzzese e Molisano.

PER INFORMAZIONI:   infopresidi@slowfood.it 

PERVISIONARE IL DEPLIAN "PASTORI D'ITALIA" CLICCARE QUI