giovedì 28 luglio 2016

L'ORTO DI NONNO MARIO ..


L'ORTO DI NONNO MARIO
dedicato a tutti i nonni che nei secoli hanno conservato e tramandato la biodiversità

..mamma mamma vieni che ti devo far vedere qualcosa di molto importante”


La mano della bimba afferra quella della madre e la trascina con entusiasmo verso un angolo della scuola, in cui si intravede un ammasso di fieno, foglie, cartelli e colori”

.. questo è il nostro orto mamma” annuncia gioiosa la bimba.. ”un orto molto importante, è qui che abbiamo seminato i semi di nonno Mario e da queste piantine otterremo tanti semi da donare ad altri bambini”.



L’orto di Nonno Mario fa parte di un progetto che nasce dalla collaborazione tra la scuola primaria di Soranzen (Cesiomaggiore), piccolo paesino adagiato ai piedi delle Dolomiti bellunesi e il gruppo coltivare condividendo.



Il tutto prende avvio dalla giornata dei cereali in cui due rappresentanti del gruppo portano nelle classi della scuola una trentina di mazzi di varietà di grano, avena, farro, segale e mostrano ai bimbi le differenze di altezza, di grandezza della spiga, di presenza o meno dei ”baffi” tra le diverse varietà. Cereali coltivati in uno dei campi catalogo del gruppo, ottenuti da semente antica e riproducibile

L’interesse dei bambini è davvero molto, come molte sono le loro domande e proposte. Quando vien loro detto “ogni una di queste varietà ha gusti e sapori diverse dalle altre”, ecco subito la loro richiesta “sarebbe davvero bello poter assaggiare tutti quei cereali".

Così, grazie all’impegno degli insegnanti e di Tiziana, gli allievi della scuola di Soranzen hanno potuto fare e assaggiare delle pagnotte ottenute da una miscela di farine di diverse varietà di cereali, alcuni macinati al momento con un piccolo mulino; hanno degustato dei cereali mantecati e perfino una cioccolata calda fatta con il latte ottenuto in classe partendo da semi di riso rosso e avena.

Nonostante una serie di difficoltà legate ai pochi spazi utilizzabili nel giardino della scuola, a fine ottobre sono state seminate nove varietà di cereali, tre in un cassone e sei in vaso. Questo capo catalogo di cereali antichi è stato sicuramente il più osservato e “coccolato” dei cento realizzati dai componenti o sostenitori del gruppo








In inverno c’è ben poco da seminare e quindi di semi si può parlare, i semi si possono vedere (molto apprezzata la collezione di oltre 40 varietà di fagioli tipici e locali mostrata e raccontata ai bimbi).. coi semi si può anche giocare. Un giocare educativo. Grazie a una psicomotricista che fa parte del gruppo sono state fatte una decina di lezioni in cui i bimbi ripercorrevano la storia di “Mino Semino”, un piccolo seme che cercava il modo più adatto a lui per seminarsi. In una lezione i bambini usavano una sorta di paracadute, in un altra si travestivano per essere più appetibili da qualche animale.. in un percorso emozionale/sensoriale/motorio molto vivo, sentito, giocoso.


L’entusiasmo, la passione, il coinvolgimento di questi bimbi e degli insegnanti della Scuola, ha convinto i componenti del gruppo ad affidare a loro i tanto preziosi “semi di Nonno Mario..

Ma chi è questo “nonno Mario”? In realtà noi nonno Mario non lo abbiamo mai conosciuti direttamente, abbiamo pero’ conosciuto sua nipote, che durante una delle tante giornate di informazione su biodiversità e su coltivare sano e sostenibile, promosse del gruppo, ci ha avvicinato e affidato le sementi del suo nonno recentemente scomparso. “..per anni si è coltivato un bel orto e si è sempre riprodotto una miriade di sementi.. piselli, coste, fagioli, insalata e tanto altro.. ora che lui non c’è più.. non voglio che vadano perse..

Una gran bella responsabilità, non c’è dubbio. Non abbiamo voluto affidare quei semi a destra e manca, in questo o quello scambio sementi.. in cui spesso si trovano persone che
prendono i semi e di cui poi si perde ogni traccia.. li abbiamo tenuti da parte per un’occasione speciale, per dei bimbi speciali.. per gli allievi della scuola primaria di Soranzen



Purtroppo pero’ i bei progetti si scontrano a volte con la dura realtà, che in questo caso prende le sembianze del non poter smuovere il poco terreno di cui dispone la scuola.. ma dato che molti di noi conoscono il buon Fukuoka e la sua rivoluzione del filo di paglia.. abbiamo subito predisposto un bel orto “rialzato”, senza smuovere il terreno e usando fieno e terra.. il classico orto a lasagna. Ovviamente un orto biologico, ricco di biodiversità e senza uso di chimica di sintesi (è "criminale" usare la chimica di sintesi soprattutto negli orti scolastici)

E’ difficile trovare parole adeguate per esprimere la gioia e l’ entusiasmo di quei bimbi alle prese con semi, piantine, aromatiche.. con semine e annaffiatura.. sicuramente ai loro sorrisi si univano quelli di qualcuno che da lassù era felice di sapere i suoi semi in così buone mani..anzi manine..



Oggi 29 luglio abbiamo deciso di andare a trebbiare i cereali e sistemare un po’ l’orto.. certo è folle pensare che dei bambini che sono in vacanza tornino a scuola per dedicarsi all’orticoltura..e invece..erano davvero tanti quelli che hanno contato quanti semi ci sono in una spiga di Risciola o di Piave o messo in fermentazione i semi dei primi pomodorini.

Davvero bello raccogliere assieme zucchine e sedano, coste colorate e melanzane, basilico all’anice e menta.. e ancora più bello vedere i bambini felici che se ne tornavano a casa con i frutti del loro amato orto.. dell’orto di Nonno Mario.. dell’orto dedicato ai nonni che nei secoli hanno conservato e tramandato la biodiversità”



..ci dispiace di non poter pubblicare nessuna foto dei volti sorridenti dei bambini che hanno partecipato a questo progetto.. siamo certi che sarebbero bastati quei sorrisi a descrivere appieno la bellezza di questo stupendo e per noi emozionante percorso..

giovedì 12 maggio 2016

Acque contaminate dai pesticidi.. è allarme


La notizia è di quelle che fanno tremare i polsi… l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ci fa sapere che il 65% delle acque italiane è contaminato da pesticidi e che in Veneto la situazione è ancora peggiore.
Nelle acque superficiali venete sono state individuate 42 sostanze: ci sono residui nel 74,8% dei punti al vaglio e nel 53,4% dei campioni. Nelle acque sotterranee si riscontrano 13 pesticidi, con residui nel 29,7% dei punti esaminati e nel 22,2% dei campioni (cliccare qui per poter leggere il rapporto ISPRA)
Ma quali sono i principali responsabili di tale contaminazione, che minaccia salute e ambiente? Innanzitutto i diserbanti, in primis il famigerato “glifosate” (e prodotti della sua degradazione). Glifosate che, solo qualche mese fa, è balzato agli onori della cronaca dato che l'Organizzazione Mondiale della Sanità e lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) lo hanno classificato come “possibile cancerogeno”. Il glifosate è molto usato in viticoltura, nella coltivazione del mais e troppo spesso anche per il diserbo di strade, cortili e spazi privati.
Allarma molto anche il fatto che i dati forniti dimostrano che le acque sono contaminate da miscele di pesticidi (in un campione sono state trovate ben 48 sostanza diverse) e che non esiste una valutazione complessiva del rischio per queste miscele.

Questi dati sono l’ennesima conferma che l' agricoltura chimica e intensiva sta facendo dei danni notevoli,
minacciando non solo la biodiversità, la fertilità del suolo ma anche la salubrità dell'acqua e il futuro dei nostri figli.
Ovviamente dinnanzi a questi dati agghiaccianti non possiamo restare inerti!!!
  • Chiediamo con forza, nel rispetto della salute pubblica e dell'ambiente che si avvii quanto prima una forte azione di stimolo per una graduale conversione a metodi di coltivazione biologici o che non utilizzano la chimica di sintesi
  • Crediamo sia indispensabile l'adozione, quanto prima di regolamenti di polizia rurale capaci di monitorare il corretto utilizzo di pesticidi e la loro graduale sostituzione con principi attivi meno impattanti. Il tutto supportato da un valido sostegno formativo e un preciso e puntuale monitoraggio ambientale ed epidemiologico.
Ma difronte a questa preoccupante criticità cosa possiamo fare noi cittadini?
Innanzitutto, avere piena consapevolezza dei rischi legati all'uso di pesticidi e diserbanti, limitarne l'uso e ancora meglio bandirli dai nostri campi ed orti (consapevoli che ci sono valide alternative).

Fare pressione su Sindaci (che sono i massimi responsabili della salute pubblica) ed Amministratori affinché si adottino seri disciplinari di polizia rurale che tutelino in primis la salute dei cittadini.
A proposito di Sindaci, in questo periodo stiamo ricevendo tantissime segnalazioni, da parte di cittadini arrabbiati dato che troppo spesso operai comunali irrorano (spesso anche senza protezioni) diserbanti a ridosso delle alle loro abitazioni, di parchi e scuole. Nella stragrande maggioranza dei casi il diserbante usato è proprio il famigerato “glifosate”!!

Qui come cittadini possiamo fare un atto molto concreto e pratico: possiamo scrivere al Sindaco del nostro Comune affinchè renda noto il principio attivo utilizzato per il diserbo dagli operai comunali, RICORDANDO CHE IN AREA URBANA il PAN (Piano di Azione Nazionale) vieta l'utilizzo di pesticidi e diserbanti. (Un fax simile della lettera è scaricabile a fondo pagina o può essere richiesto inviandoci una email)

Crediamo che, alla luce di questi dati e di tanti altri che certificano un pesante inquinamento di ambiente e contaminazione del cibo, sia indispensabile una seria e profonda riflessione sul modello di agricoltura che vogliamo. Siamo consapevoli che una valida alternativa c'è, è un coltivare basato su biodiversità, biologico, filiera corta e trasparente, su relazioni tra coltivatori e consumatori, … siamo altresí convinti che questa alternativa sia percorribile sin da ora ... per il bene del nostro pianeta e della nostra salute.

lunedì 18 aprile 2016

vi aspettiamo il 21 aprile a Sedico (BL)


Serata dedicata ai fagioli bellunesi a Villa Patt a Sedico

Giovedì 21 aprile si terrà a Villa Patt a Sedico (BL) un convegno dedicato ai fagioli.
Un giusto omaggio a questa importante leguminosa a cui la FAO ha intitolato il 2016 (anno internazionale delle leguminose)
badane bonorive
Al fagiolo è stata riconosciuta una grande importanza sia dal punto di vista ambientale ed agronomico, dato che è una pianta “migliorativa” del terreno, sia alimentare dato che è fonte di proteine basilari per l'esistenza umana
L'importanza del fagiolo è ancora piu' vera soprattutto qui, ai piedi delle Dolomiti, dove i fagioli hanno sfamato e fornito reddito ai nostri avi e dove si coltivano tutt'ora decine di varietà di questa leguminosa, varietà alcune molto note e conosciute, altre tipiche di ben determinate aree e zone.
Delle oltre 30 varietà di fagioli delle tecniche e metodologie di coltivazione, di conservazione e di riproduzione del seme si parlerà giovedì 21 aprile in un convegno organizzato nell'ambito della festa di Primavera organizzata dalla Pro Loco e dal Comune di Sedico, in collaborazione con il gruppo coltivare condividendo (inizio del tutto dalle ore 20.30)
Sarà anche possibile vedere la mostra delle sementi antiche bellunesi e ricevere qualche seme tipici, locale e riproducibile per coltivare anche nel proprio orto qualche di queste importanti varietà di fagiolo bellunese.
Ampio spazio sarà anche dato anche alla presentazione del progetto per le riproduzione e il miglioramento genetico partecipato delle sementi locali che ha lo scopo di Rendere più sane, produttive e diffuse le sementi antiche, locali e
fagiolo nanao "bianchet"
tipiche della Provincia di Belluno e dell' area Dolomitica
A dare peso a questa iniziativa il coinvolgimento, la partecipazione e il supporto tecnico di importanti realtà nazionali e internazionali (CREA di Bergamo, il genetista, noto a livello mondiale Salvatore Ceccarelli e Arche Noah la più importante realtà europea in ambito di recupero e rigenerazione delle sementi antiche.
Cediamo molto in questo progetto che ha lo scopo di rigenerare, fortificare, rendere più sani e produttivi i nostri semi tipici e locali, ma anche di renderli capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici. Un lavoro che significa da un lato salvare la nostra biodiversità locale, e dall'altro di fornire a chi vorrà coltivare queste varietà, un seme più sicuro e valido.

Ovviamente il progetto è aperto a tutti, vi possono aderire, dare il loro contributo o sostenerlo singoli cittadini, coltivatori, aziende, ma anche associazioni, gruppi, realtà varie, enti e Comuni. Il progetto sarà articolato su più livelli, da quelli più semplici, ma comunque molto importanti di riproduzione e selezione in campo a quelli più articolati e efficaci di miglioramento genetico.

Crediamo che in un momento come questo sia vitale il costruire assieme, consapevoli che il futuro di queste nostre preziose ed apprezzate varietà locali (sulle queli possiamo basare il futuro del nostro territorio), sta nelle nostre mani e nel nostro impegno, nel lavoro che possiamo fare assieme in e per questa nostra Terra

martedì 29 marzo 2016

AIUTATECI A SALVARE LA BIODIVERSITA' COLTIVATA

AIUTATECI A SALVARE LA BIODIVERSITA' COLTIVATA

Ormai ci siamo.. fra poco più di un mese campi ed orti saranno per lo più seminati e la nostra speranza è che in molti di essi abbiano trovato posto sementi e piantine di varietà riproducibili, antiche, locali e tipiche.
E' solo con la coltivazione che queste varietà, che hanno sfamato i nostri avi, hanno la possibilità di
essere tramandati di generazione e generazione, di continuare una pratica che ha caratterizzato per secoli la nostra agricolutura
Varietà che hanno la straordinaria capacità di adattarsi (nei limiti del possibile e terreni, climi, variabilità climatiche)

La speranza è che, oltre alla coltivazione, prenda sempre più piede anche un metodologia, una pratica che è sempre più importante.. fondamentale.. per fare in modo che questa nostra biodiversità sia basata su semi sani, resistenti, geneticamente validi, produttivi e non minacciati da erosioni, virosi e
problematiche varie. Tutto cio' è possibile grazie a una corretta e precisa SELEZIONE di MIGLIORAMENTO GENETICO PARTECIPATIVO.

Grazie al supporto e all'aiuto di importanti genetisti (tra tutti Salvatore Ceccarelli), di tecnici, esperti (anche di coltivazione) e di realtà, enti ed associazioni (in primis il Crea di Bergamo..ma non solo), abbiamo deciso di avviare una serie di progetti sia di riproduzione che di selezione riguardanti le antiche varietà di MAIS, FAGIOLI e CEREALI
Progetti che hanno suscitato l'interesse e la voglia di adesione e partecipazione di molti coltivatori locali (agricoltori professionisti e non).
Crediamo che cio' sia molto importante dato che denota una spiccata sensibilità da parte di chi crede in un coltivare sano, sostenibile e biodiverso

Dopo l'interessante incontro tenutosi a Villa Patt a Sedico il 20 marzo scorso, che ha visto una buona e attenta partecipazione.. ora è giunto il momento di partire coi progetti!!!!

PROGETTO CEREALI
I cereali sono stati seminati lo scorso autunno e in questo periodo, dopo un inverno non certo favorevole, è il momento di proseguire con la rilevazione dei dati relativi alle varie parcelle. Il progetto ha visto una ottima partecipazione sia di auto produttori, che di scuole (dalle scuole agrarie di San Michele all'Adige-TN- a quella di Thiene-VI, alla scuola media di Cesiomaggiore, alla primaria di Soranzen, a quella dell'infanzia di Tomo ecc..). Il
campo catalogo, che quest'anno è stato fatto a San Gregorio nelle Alpi ha un estensione di circa 5000metri, mentre gli altri, sparsi tra bellunese, feltrino, trentino, Carnia e resto del triveneto hanno parcelle piu' ampie rispetto agli scorsi anni

CHIEDIAMO A TUTTI COLORO CHE STANNO COLTIVANDO I CEREALI DI INVIARCI UNA MAIL RACCONTANDOCI DELLA SITUAZIONE DELLE LORO PARCELLE.. SPECIFICANDO VARIETÀ ED ESTENSIONE DELLE STESSE E SE NECESSITANO O MENO DI AIUTO PER LA TREBBIATURA 

PROGETTO FAGIOLI e PROGETTO MAIS
I progetti (chi partecipa puo' farli entrambi o solo uno di essi) hanno lo scopo di promuovere una selezione in campo di varietà locali di fagiolo e mais, con lo scopo di ottenere un buon seme.. sano, produttivo, resistente e capace di adattarsi alle tipicità del luogo (clima, terreno ecc..) 
Ogni progetto prevede due livelli:

- progetto di riproduzione per aumentare la quantità di sementi della varietà meno diffuse e noti, facendo una prima selezione in campo seguendo i dettami tecnico scientifici dati dagli esperti che ci seguono e supportano
- progetto di miglioramento genetico partecipativo Per migliorare anche geneticamente soprattutto quelle varietà più note e diffuse (bonel, gialet, balla rossa, riga d'oro..) Progetto che richiede una maggior precisione e metodologie più stringenti (es una fagiolo ogni tutore, numero minimo di piante coltivate pari a 100)
Chiediamo a tutti coloro che sono interessati a partecipare al progetto di selezione migliorativa di contattarci, mandandoci una mail nella quale specificano:
- DATI DEL COLTIVATORE E CONTATTI (nome, cognome, indirizzo mail e telefono)
- LOCALITÀ DI COLTIVAZIONE 
- se desiderano partecipare al progetto RIPRODUZIONE o a quello SELEZIONE
- CHE VARIETÀ desiderano coltivare e se HANNO GIA' SEMI LORO CHE DESIDERANO COLTIVARE E SELEZIONARE ADEGUATAMENTE

Per informazioni relative alle procedure e metodologie di coltivazione e selezione dei diversi progetti si puo' contattare il Gruppo Coltivare Condividendo o farsi un idea leggendo il post  "progetto MIGLIORAMENTO GENETICO PARTECIPATIVO DI ANTICHE VARIETÀ LOCALI" (CLICCARE QUI) 

VERSO META' APRILE SI TERRA' UNA GIORNATA DI APPROFONDIMENTO IN CUI VERRANNO CONSEGNATI I SEMI E LE SCHEDE TECNICHE DI COLTIVAZIONE... 
OVVIAMENTE IN TALI PROGETTI NON E' CONSENTITO L'UTILIZZO DI PRODOTTI CHIMICI DI SINTESI (si seguiranno disciplinari biologici)

..GRAZIE ALLA BIODIVERSITÀ COSTRUIAMO COMUNITA'..


 

lunedì 14 marzo 2016

Domenica 20 Marzo presentazione del Progetto di Miglioramento Genetico partecipativo

DOMENICA 20 MARZO SI TERRA' A SEDICO, PRESSO VILLA PATT 
(CON INIZIO ALLE ORE 16,00)

 un incontro per illustrare, far conoscere e costruire assieme il progetto dal titolo: MIGLIORAMENTO GENETICO PARTECIPATIVO DI ANTICHE VARIETÀ LOCALI

Progetto che riguarda la riproduzione, la selezione e il miglioramento in campo di varietà antiche, tipiche, locali di FAGIOLI, MAIS e CEREALI.

Un progetto, aperto a tutti, che ha la finalità di
promuovere, grazie al supporto di tecnici, esperti, enti ed associazioni, la selezione delle sementi di varietà riproducibili, locali e tipiche, in campo, con metodologie scientifiche capaci di migliorare la salubrità, la qualità, la produttività delle sementi stesse. 
Cio' comporta si un evidente miglioramento delle varietà coinvolte nel progetto, ma anche una conoscenza e un sapere diffuso tra i partecipanti riguardanti la selezione, la conservazione e l'utilizzazione delle sementi stesse
Il progetto sarà articolato su più livelli, da quelli più semplici, ma comunque molto importanti di riproduzione e selezione in campo a quelli più articolati e efficaci di miglioramento genetico.
Tutto cio' è reso possibile da una serie di
collaborazioni molto importanti con il CREA di Bergamo (specializzato in Mais e cereali) e con il genetista di fama mondiale Salvatore Ceccarelli
Non mancherà il supporto tecnico riguardanti le metodologie di coltivazione (che escludono ogni sostanza chimica di sintesi)
Durante la giornata di domenica 20 marzo avremo modo di illustrare i vari progetti, di rispondere alle domande di quanti sono interessati a seguire o aderire al progetto e di costruire assieme una serie di progetti utili al buon funzionamento del progetto stesso
Ovviamente il progetto è aperto a tutti, vi possono aderire, dare il loro contributo o sostenerlo singoli cittadini, associazioni, gruppi, realtà varie, enti e Comuni
Il programma della giornata sarà così articolato:

Programma indicativo della giornata:
- presentazione del progetto evidenziando le finalità dello stesso

- introduzione alla riproduzione delle sementi con uno sguardo alle caratteristiche botaniche delle varietà

- visione di un breve video sulla selezione in campo
- progetto Fagioli
. progetto mais
. progetto cereali
- microfono aperto, discussione e adesioni al progetto
Questo sarà il primo di una serie di incontri. Già in programma una serie di appuntamenti sia tecnico-teorici con esperti che pratici in campo.
Vi aspettiamo Domenica 20 marzo a Sedico!!!!

lunedì 22 febbraio 2016

Pericolo Prosecco..anche la televisione ne parla..


PERICOLO PROSECCO..
anche la televisione nazionale ne parla

..sono inorridita da quello che succede nella zona del prosecco..e terrorizzata che ciò accadrà anche qui da noi un giorno”.. “ma allora sono veramente molto gravi i danni da pesticidi legati alla viticoltura..”..”non voglio che il futuro dei miei figli sia minacciato dai pesticidi del prosecco”

Queste sono solo alcune delle tante frasi, delle tante preoccupazione che in questi giorni ci sono state recapitate via mail da tanti bellunesi che hanno visto la puntata di Presa Diretta, la trasmissione di Rai 3 che ha dedicato un servizio alla “fabbrica del vino” e al prosecco. (per vedere la trasmissione cliccare qui)
Qualche giorno fa anche la 7 aveva trasmesso un servizio dal titolo più che mai esplicito “Terre avvelenate per i vitigni del prosecco”(per vedere il servizio cliccare qui)

Servizi molto chiari, espliciti che fanno conoscere dati, situazioni, storie di vita noti da tempo, ben illustrati da volantini, serate informative, conferenze.. ma questa volta a parlarne non è un medico, un pediatra o chi vive quelle situazioni sulla propria pelle.. questa volta a raccontare tutto cio' è la televisione.. e quindi tutto diventa drammaticamente
più vero
Fa comunque impressione sentire madri che per tutelare la salute dei propri figli sono costrette a trasferirsi altrove, o che è vietato il passaggio (da aprile ad agosto) lungo sentieri che passano attraversi i vigneti (causa trattamenti in atto). Inquietante vedere scuole chiuse e bambini barricati in casa (magari con particolari sistemi di filtraggio dell'aria) per evitare esposizioni a pesticidi. Pesticidi spesso autorizzati in deroga anche se hanno effetti cronici sulla salute umana o vengono considerati “possibili
cancerogeni” dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Certo la risonanza mediatica di questi servizi è stata notevole, ma la preoccupazione di molti bellunesi verso l'invasione dei vigneti di prosecco (la colonizzazione tossica come qualcuno la chiama) è già molto alta, basti pensare che son circa SEIMILA coloro che hanno firmato la petizione che chiede tra l'altro regole più chiare e restrittive nell'uso dei pesticidi (soprattutto in viticoltura e melicoltura) per evitare che questi avvelenino scuole, asili, campi, giardini, terreni biologici, case. Da non dimenticare che lo scorso anno c'è stato un aumento nell'uso dei fitofarmaci del 30% nella nostra Provincia (nonostante un anno climaticamente ottimale) Aumento dovuto, a detta di molti, proprio all'espansione della viticoltura nel nostro territorio
Purtroppo dinnanzi a questa forte preoccupazione di coltivatori e cittadini bellunesi la politica balbetta e raramente
abbiamo assistito a prese di posizioni forti, chiare e nette. Certo di sono Sindaci e Assessori (per lo più donne) che hanno firmato la petizione o che si stanno muovendo per concretizzarla, ma la maggioranza degli amministratori locali fa “orecchie da mercante” anche se sono proprio i Sindaci i massimi responsabili della salute dei cittadini. (questo è una dato da non sottovalutare dato che sono molti i dati scientifici che certificano la pericolosità, soprattutto per i bambini, di molti prodotti usati)
Ovviamente l'impegno del Gruppo Coltivare Condividendo, nell'ambito della campagna “liberi dai veleni” (che vede impegnate molte associazioni e realtà bellunesi), continua e si concretizza sempre più. Molte le iniziative di informazione e sensibilizzazione che porteranno medici, esperti, pediatri in
vari comuni della provincia. Continueremo a chiedere a tutti i cittadini di mobilitarsi e agli amministratori di promuovere azioni concrete
Ci stiamo inoltre impegnando a costruire una serie di progetti per promuovere e far conoscere le nostre eccellenze tipiche e locali. Un lavoro che è anche sperimentazione e miglioramento genetico per rendere i nostri fagioli, mais, cereali più sani e produttivi.
Un lavoro fatto in collaborare con importanti realtà italiane e straniere, che sta coinvolgendo molti coltivatori e appassionati bellunesi e non.
Sono proprio le nostre tipicità che possono garantire un futuro prospero, diffuso e sano a questa nostra terra e non certo il
tanto decantato “prosecco” che porta soldi e onori alle cantine trevigiane e lascia a noi pesticidi e pesanti alterazioni di paesaggio e territorio

Il futuro di questa nostra terra sta nelle nostre mani, nelle nostre scelte, nelle nostre azioni e collaborazioni.. nel non subire passivamente imposizioni calate dall'altro utili sono agli interessi di pochi a scapito della salute di tutti.. in primis della nostra

venerdì 22 gennaio 2016

al via il progetto MIGLIORAMENTO GENETICO PARTECIPATIVO DI ANTICHE VARIETÀ LOCALI

AL VIA IL PROGETTO:
"Miglioramento genetico partecipativo delle antiche varietà locali" 
            PROGETTO APERTO A TUTTE E TUTTI

di seguito riportiamo alcune linee guida e intenti..che saremo ben felici di integrare e completare grazie a idee e al coinvolgimento di tutti coloro che vorranno aiutarci e condividere questo lavoro con noi

Abbiamo deciso di costruire questo progetto "partecipato e condiviso" per "celebrare" a modo nostro questo 2016 che la FAO e le nazioni Unite hanno dedicato ai legumi. Un ottima occasione per dare risalto alle oltre 40 varietà di fagioli tipici, locali e riproducibili coltivate in questa nostra zona.. ricca di biodiversità coltivata e non

Siamo ben consapevoli dell'importanza della biodiversità soprattutto se legata a un coltivare sano e sostenibile. (senza comunque trascurare l' interessamento del mercato per le varietà tipiche e locali) Crediamo sia indispensabile fare in
modo che tale patrimonio non vada disperso, perduto e impoverito soprattutto dal punto di vista genetico. E' altresì evidente che un lavoro di questo tipo è difficile che possa essere fatto da un'unica azienda, sia per le competenze richieste e per i costi che avrebbe coinvolgere tecnici ed esperti. Riteniamo pertanto importante costruire un progetto “partecipato e collettivo”, anche alla luce delle “raccomandazioni politiche ed esperienze della conferenza internazionale FSO”, degli articoli 6 e 9 del trattato internazionale PGRFA (Plant Genetic Resources for Food and Agriculture), di molte raccomandazioni della FAO e degli ottimi risultati ottenuti in varie parti del mondo dall'amico
Salvatore Ceccarelli e dai PPB (Partecipatory Plant Breeding)
Crediamo pertanto che sia indispensabile avviare, quanto prima, un progetto di:

- individuazione - classificazione - catalogazione - riproduzione - rigenerazione - selezione di varietà antiche, tipiche e locali

Un lavoro che o viene fatto dalle aziende e realtà locali (che usufruiscono e basano il loro futuro su dette varietà) o che non verrà fatto da nessuno visto lo scarso interesse delle ditte sementiere per queste varietà

L'obiettivo principale del progetto è quello di ottenere un BUON SEME. Un seme sano, vitale, produttivo, con un ampia diversità genetica, resistente ad avversità e virosi, riproducibile e migliorabile, che si sa adattare al meglio alle mutazioni del clima. Quindi un seme che sfrutta a nostro vantaggio il suo potenziale evolutivo, fondamentale per un coltivare biologico, sano e sostenibile. Un seme ottenuto in modo partecipato e frutto di una condivisione di saperi, conoscenze, pratiche, metodi.
Un “buon seme” che consente di salvare la biodiversità costruendo una comunità

I criteri base di questo nostro progetto sono:

- Si usano varietà locali possibilmente frutto di buone selezioni,
- si fa una selezione inter-varietale, basata su materiale genetico diversificato
- si utilizzano metodi di coltivazione biologici o che comunque escludono la chimica di sintesi
- i coltivatori che partecipano al progetto usufruiranno di supporti tecnici da parte di esperti e ricercatori ed è ipotizzabile l'uso di macchinari e materiale a uso collettivo

Il progetto è bene che abbia diversi livelli di svolgimento. Riteniamo importante che ogni aspetto del progetto sia
trasparente e visionabile o visitabile da chiunque, ogni risultati sarà messo a disposizione e condiviso con tutti

Il progetto sarà strutturato su 2 livelli di complessità

La riproduzione prevede il coinvolgimento di tutti coloro che desiderano prendersi cura di una certa qualità di sementi di varietà locali e si impegnano a riprodurle annotando fasi vegetative, culturali e avversità
Le varietà usate per questo ambito sono sementi locali e riproducibili non molto diffuse, non molto conosciute e studiate. Varietà in cui non è stato fatto alcun lavoro di selezione e miglioramento genetico
vengono affidati minimo 60 semi (1 ma anche 3 semi per tutore), si deve tenere una distanza dalle altre coltivazioni di fagiolo di minimo 10m
La scheda che si chiede di compilare prevede una serie di dati generali (altitudine, quota, esposizione) e colturali ( quantitativo seme, data semina, data germogliazione, data inizio fioritura, data primo raccolto secco e quantitativo raccolto) oltre a una serie di osservazioni e annotazioni

Rigenerazione e selezione sono livelli leggermente più complessi dato che richiedono una maggiore osservazione e raccolta dati.
Le varietà usate in questi ambiti sono note e ampiamente coltivate in zona, già soggetti a precedenti selezioni in campo
Tali “livelli” prevedono momenti partecipati e condivisi di selezione e monitoraggio in campo. Sono previsti minimo 100 tutori con un solo seme che vi si arrampica e una distanza da altre coltivazioni di fagiolo di minimo 20m
I dati che sono richiesti sono:
dati generali
nome coltivatore, luogo di coltivazione, esposizione, quota, altitudine, tipo di terreno, andamento climatico stagionale, descrizione dei metodi di coltivazione e calendario degli interventi colturali
dati colturali
quantitativo semi, data semina, data germinazione (segnare le prime dieci piantine, anche in campo con apposito segnalino), data del raggiungimento del metro di altezza (segnare le prima 10 piante) data inizio fioritura (prime dieci piante) data comparsa dei primi baccelli freschi maturi (prime 10 piante), indicare le 10 piante più vigorose, indicare le piante sane, esenti da virus e malattie, data di comparsa dei primi baccelli secchi e quantitativo raccolto
E' inoltre importante osservare e annotare: le malattie riscontrare, la presenza di insetti dannosi e utili, sviluppo e anomalie dell'apparato radicale (con particolare attenzione per i rizobi), la produttività o meno di eventuali piante colpite da virosi e loro segnalazione, qualità e caratteristiche del seme prodotto

Tutti i partecipanti al progetto saranno coinvolti in momenti
periodici di confronto, dialogo, condivisione di conoscenze e saperi. Potranno usufruire della consulenza di tecnici ed esperti e di materiale ad hoc per agevolare coltivazione e selezione