martedì 27 settembre 2016

COLTIVIAMO ASSIEME LA BIODIVERSITÀ..CONTRO OGNI MONOPOLIO


..e adesso cosa facciamo?..e adesso cosa fate...?”
Domande che ci vengono rivolte, con una certa frequenza in questi ultime settimane, dopo che la Bayer ha acquistato (per la modica cifra di 66 miliardi) la Monsanto, dando così vita a un colosso che controlla gran parte delle sementi, dei pesticidi e delle medicine. Settori che stanno vedendo la fusione di altre grosse multinazionali DuPont con Dow Chemical, Syngenta con ChemChina e che quindi tende a concentrare nelle mani di pochi (e potenti) settori cruciali per il nostro vivere.

Certi, dinnanzi a questi enormi movimenti di potere e denaro la domanda sorge spontanea..
..e adesso cosa facciamo?..e adesso cosa fate...?”

Beh noi continuiamo a fare ciò che abbiamo sempre fatto.. recuperiamo, coltiviamo, selezioniamo, cerchiamo di migliorare dal punto di vista genetico rendendo più resistenti e produttive le varietà antiche..locali..tipiche.. riproducibili.. cioè
quelle sementi che ci hanno lasciato i nostri padri, i nostri nonni e che abbiamo il dovere di donare ai nostri figli e alle future generazioni.
Sementi riproducibili, quindi non manipolate in qualche laboratorio, non modificate per renderle più adatte a metodi di coltivazione finalizzati solo al massimo profitto e alla massima resa (con abbondante uso di pesticidi, concimi chimici, ormoni ecc.).
Sementi riproducibili coltivate in modo sano e sostenibile, selezionate in campo (in modo partecipativo) e capaci di fornire un seme “tramandabile” di generazione in generazione
(a differenza degli ibridi, dei super ibridi, dei CMS “costruiti” dalle multinazionali che devono essere acquistati ogni anno)
Sementi riproducibili dai sapori unici e vari, capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici e alle diverse condizioni di terreni e clima, che amano sinergia e consociazioni.
Semi riproducibili che amano essere scambiati, condivisi, donati.. per far si che grazie alla biodiversità si costruisca una comunità di coltivatori e contadini che condividono non solo i semi, ma anche conoscenze, saperi e una bella energia.

Crediamo che i due progetti che abbiamo avviato e che stiamo portando a termine in questo 2016 siano la risposta migliore che possiamo dare a chi vede nelle mega fusioni tra multinazionali del settore agro-chimico-sementiero, il capolinea di ogni agricoltura sana, indipendente e bio-diversa. (e quello che stiamo facendo noi è portato avanti anche da tantissime altre associazioni, gruppi e realtà italiane e non)
Il progetto “l’orto di nonno Mario” fatto con la scuola di Soranzen (Cesiomaggiore BL) e il progetto di “miglioramento genetico partecipativo” di varietà antiche, locali, tipiche e riproducibili” oltre a darci tante belle soddisfazioni e sensazioni, crediamo siano importanti momenti di divulgazioni (di conoscenze, saperi, esperienze) e costruzione condivisa.

Delprogetto con la scuola di Soranzen abbiamo già parlato a lungo, ma vista la gran bella esperienza fatta ci piacerebbe molto coinvolgere anche altre scuole nel progetto, unendo la coltivazione dell’ orto (biologico e con sementi antiche) con momenti dedicati alla realizzazione e degustazione di pietanze. Inoltre, nell’ambito di “chiamata a raccolto 2016 (che si terrà a Sedico-BL- domenica 27 novembre) stiamo pensando a momenti dedicati ai bambini e alle scuole.
Per quel che riguarda il progetto di “miglioramento genetico partecipativo” possiamo dire che l’entusiasmo dei 20 partecipanti e l’annata particolarmente favorevole alla coltivazione del fagiolo, ci ha dato dei risultati davvero ottimi, sia per quel che riguarda la qualità del seme ottenuto che la quantità
Gli appezzamenti per la selezione e il miglioramento genetico partecipativo delle varietà di fagiolo sono sparpagliati in varie zone del territorio dolomitico, dal primiero al cadore, dallo zoldano al feltrino, dal bellunese a Quero e all’alto vicentino. Per quel che riguarda invece la sola “moltiplicazione” (con selezione in campo della semente) i partecipanti sono stati diverse decine e le località di coltivazione hanno toccato paesi e luoghi di veneto, friuli e trentino.

A ogni selezionatore sono stati consegnati i fagioli per seminare circa 100 tutori (su ogni tutore è stato fatto arrampicare un solo fagiolo per poterlo studiare e catalogare al meglio). Il progetto ha visto una serie di incontri informativi e formativi di condivisione di esperienze e problematiche sia in aula che in campo. Sempre in campo una lezione teorico pratica dell’agronomo Luca Conte, molto utile e illuminante. Ogni pianta di fagiolo è stata identificata e segnata in base alla sua precocità, salubrità, produttività, vigoria e in base a questi (e altri) parametri scelta o meno per fornire i semi

In questa fase siamo in pieno raccolto. Vengono raccolti i baccelli secchi solo dalle piante selezionate (le altre forniscono invece fagioli da degustare e assaporare).
Dopo la raccolta i baccelli vengono lasciati qualche giorno al solo, poi vengono sgrananti, selezionati e fatti asciugare qualche altro giorno all’ombra. Poi si passano in congelatore per almeno una decina di giorni

Le varietà che abbiamo selezionato sono le seguenti:

fagiolo BONEL (recuperato e tipico della zona di Fonzaso) fagiolo alto, produttivo, ottimo sia fresco che secco. Fiori bianchi, baccello giallastro. Fagiolo bislongo, tendente al piatto. Da fresco è bianco, poi colore crema. Buccia fine, sapore delicato

fagiolo GIALLET (tipico della valbelluna) fagiolo alto, tendenzialmente piccolo, tondeggiante. Fiori bianchi, baccello giallastro, fagiolo tondo, piccolo e giallo. Buccia fine e sapore delicato

fagiolo RIGA d’ ORO è un borlotto molto coltivato in valbelluna (ma anche in altre zone es. Posina). Fagiolo alto, molto produttivo. Fiori bianchi e baccello tendenzialmente striato di rosso. Fagiolo tondeggiante (ma varia facilmente di forma) color crema di fondo con una striatura (a chiocciola) color giallo scuro-marrone. Buccia fine, molto buono

fagiolo BALA ROSSA feltrina è un ottimo borlotto molto coltivato in valbelluna. Fagiolo alto, molto produttivo. Fiori bianchi e baccelli striati di rosso vivo. Fagiolo tondeggiante, sfondo bianco rosato e striature rosse. Buccia fine e molto buono

fagiolo di SANT’ANTONIO varietà poco nota, alta e tendenzialmente tardiva. Fagiolo bianco, leggermente allungato, con chiazza (che ricorda vagamente un frate) nera in corrispondenza dell’ilo.

 

Fagiolo BIANCHET fagiolo basso, recuperato in zona Arten-Fonzaso dove un tempo veniva coltivato sotto le viti. Molto precoce e di buona produzione. Fiore bianco, baccello giallognolo, fagiolo tondo e bianco, buccia fine e sapore delicato

fagiolo MASELETA ROSSA (guancia rossa) fagiolo recuperato a Fonzaso. Alto tendenzialmente tardivo Fiori bianchi e baccello giallastro. Fagioli grossi, tondi, per metà bianchi e per metà rossi.

Fagiolo della SUORA fagiolo alto con fiori bianchi e baccello giallognolo striato. Il seme è tondeggiante metà bianco e metà nero

Per il progetto di moltiplicazione dei fagioli varietà antichi, tipici e locali sono invece state individuate una trentina di varietà tra le quali:

tegolina bisbolada (o dell’abbondanza), fagiolo basso
Fumolet, borlotto precoce, bianchet alto, Monachella, fagiolo del frate, borlotto antico, fagiolo dalla riga blu, fasole bianche e colorate, fasol macià, fasol de la bareta, rossoni del cadore…


 

 





Tutti i fagioli (oltre 40 varietà) della mostra del gruppo Coltivare Condividendo e i risultati del progetto di selezione partecipata verranno illustrati durante CHIAMATA A RACCOLTO 2016 che anche quest’anno si terrà a Sedico (BL) presso Villa Patt, domenica 27 novembre. In quell’occasione arriveranno nel bellunese una serie di gruppi, associazioni e realtà di “salvatori di semi” che mostreranno le loro collezzioni, scambieranno e doneranno le loro preziose sementi.. per stimolare sempre più un coltivare sano, sostenibile, biologico (senza chimica di sintesi) e incentrato sulla biodiversità..su sementi non manipolate ma adattate a climi e situazioni.. perché..
LE SEMENTI NON SONO DELLE MULTINAZIONALI.. NON SONO DEI GOVERNEI E NEMMENO DEI CONTADINI..
LE SEMENTI SONO DEI BAMBINI….. 
 

sabato 3 settembre 2016

Pericolo DISERBANTE nelle scuole???


   PERICOLO DISERBANTE NELLE SCUOLE ??
La scuola sta per iniziare.. e proprio in questi giorni che anticipano la riapertura di molti plessi scolastici, tanti genitori ci stanno scrivendo e contattando.

Genitori molto preoccupati dal fatto che gran parte degli spazi adiacenti la scuola sono più o meno inerbati ed il loro timore è che per “ripulirli” vengano usati dei diserbanti chimici, soprattutto il diserbante più usato e discusso al mondo, il famigerato “glifosate”.


La preoccupazione è più che giustificata dato che questo principio attivo è stato pesantemente messo sotto accusa dallo IARC (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) che lo ha classificato “probabile cancerogeno”. Del resto sono già diversi anni che associazioni e centri di ricerca indipendenti sfornano analisi e documentazioni dettagliate che evidenziano la pericolosità del glifosate, sia sulla salute pubblica che sull’ ambiente (comecertificato dal ISPRA)



Il consiglio che noi diamo a tutti coloro che ci contattano (e che ci sentiamo di rivolgere a chiunque sia preoccupato per questo rischio di utilizzo di diserbanti negli spazi adiacenti la scuola) è di rivolgersi all’Ufficio Tecnico Comunale o al Sindaco, sia per manifestare la loro preoccupazione che per ricordare che il glifosate era già vietato dal 13/02/2014, giorno dell’entrata in vigore del PAN (piano di Azione Nazionale), ma che c’ è una recente normativa Statale (decreto dirigenziale 9 agosto 2016) che:

modifica le condizioni d’impiego di prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosate revocandone l’impiego:



nelle aree frequentate dalla popolazione o dai gruppi vulnerabili di cui all’articolo 15, comma 2, lettera a, decreto legislativo n. 150/2012 quali: parchi, giardini, campi sportivi e aree ricreative, cortili e aree verdi all’interno di plessi scolastici, aree gioco per bambini e aree adiacenti alle strutture sanitarie”



Ovviamente confidiamo nel buon senso dei nostri amministratori che, consci della pericolosità di certi prodotti, non li possono (e non devono) usare soprattutto in aree così delicate e frequentate da bambini. Crediamo pero’ che la vigilanza, da parte di genitori e cittadini, debba essere puntuale e costante. Se si notano aree di erba ingiallita o operai comunali intenti a spruzzare prodotti sia nelle vicinanze delle scuole, ma anche in parchi, aree verdi, ospedali, è indispensabile fare foto, video e segnalare il tutto agli amministratori competenti, chiedendo spiegazioni e il principio attivo utilizzato (che sono obbligati a comunicare).


Come Gruppo Coltivare Condividendo siamo, da subito, disponibili a fornire tutta la documentazione e i facsimile di lettera da inviare a Sindaco e Amministratori, ma siamo speranzosi che il buon senso prevarrà e non ci sarà nessuno che per superficialità, approssimazione o comodità metterà a rischio la salute di bambini e insegnanti

Cogliamo l’occasione per augurare a tutti un buon (e sano) avvio di anno scolastico !!!!!!!!!!!! ..magari con un bel orto (biologico e con sementi antiche) da costruire assieme..

giovedì 28 luglio 2016

L'ORTO DI NONNO MARIO ..


L'ORTO DI NONNO MARIO
dedicato a tutti i nonni che nei secoli hanno conservato e tramandato la biodiversità

..mamma mamma vieni che ti devo far vedere qualcosa di molto importante”


La mano della bimba afferra quella della madre e la trascina con entusiasmo verso un angolo della scuola, in cui si intravede un ammasso di fieno, foglie, cartelli e colori”

.. questo è il nostro orto mamma” annuncia gioiosa la bimba.. ”un orto molto importante, è qui che abbiamo seminato i semi di nonno Mario e da queste piantine otterremo tanti semi da donare ad altri bambini”.



L’orto di Nonno Mario fa parte di un progetto che nasce dalla collaborazione tra la scuola primaria di Soranzen (Cesiomaggiore), piccolo paesino adagiato ai piedi delle Dolomiti bellunesi e il gruppo coltivare condividendo.



Il tutto prende avvio dalla giornata dei cereali in cui due rappresentanti del gruppo portano nelle classi della scuola una trentina di mazzi di varietà di grano, avena, farro, segale e mostrano ai bimbi le differenze di altezza, di grandezza della spiga, di presenza o meno dei ”baffi” tra le diverse varietà. Cereali coltivati in uno dei campi catalogo del gruppo, ottenuti da semente antica e riproducibile

L’interesse dei bambini è davvero molto, come molte sono le loro domande e proposte. Quando vien loro detto “ogni una di queste varietà ha gusti e sapori diverse dalle altre”, ecco subito la loro richiesta “sarebbe davvero bello poter assaggiare tutti quei cereali".

Così, grazie all’impegno degli insegnanti e di Tiziana, gli allievi della scuola di Soranzen hanno potuto fare e assaggiare delle pagnotte ottenute da una miscela di farine di diverse varietà di cereali, alcuni macinati al momento con un piccolo mulino; hanno degustato dei cereali mantecati e perfino una cioccolata calda fatta con il latte ottenuto in classe partendo da semi di riso rosso e avena.

Nonostante una serie di difficoltà legate ai pochi spazi utilizzabili nel giardino della scuola, a fine ottobre sono state seminate nove varietà di cereali, tre in un cassone e sei in vaso. Questo capo catalogo di cereali antichi è stato sicuramente il più osservato e “coccolato” dei cento realizzati dai componenti o sostenitori del gruppo








In inverno c’è ben poco da seminare e quindi di semi si può parlare, i semi si possono vedere (molto apprezzata la collezione di oltre 40 varietà di fagioli tipici e locali mostrata e raccontata ai bimbi).. coi semi si può anche giocare. Un giocare educativo. Grazie a una psicomotricista che fa parte del gruppo sono state fatte una decina di lezioni in cui i bimbi ripercorrevano la storia di “Mino Semino”, un piccolo seme che cercava il modo più adatto a lui per seminarsi. In una lezione i bambini usavano una sorta di paracadute, in un altra si travestivano per essere più appetibili da qualche animale.. in un percorso emozionale/sensoriale/motorio molto vivo, sentito, giocoso.


L’entusiasmo, la passione, il coinvolgimento di questi bimbi e degli insegnanti della Scuola, ha convinto i componenti del gruppo ad affidare a loro i tanto preziosi “semi di Nonno Mario..

Ma chi è questo “nonno Mario”? In realtà noi nonno Mario non lo abbiamo mai conosciuti direttamente, abbiamo pero’ conosciuto sua nipote, che durante una delle tante giornate di informazione su biodiversità e su coltivare sano e sostenibile, promosse del gruppo, ci ha avvicinato e affidato le sementi del suo nonno recentemente scomparso. “..per anni si è coltivato un bel orto e si è sempre riprodotto una miriade di sementi.. piselli, coste, fagioli, insalata e tanto altro.. ora che lui non c’è più.. non voglio che vadano perse..

Una gran bella responsabilità, non c’è dubbio. Non abbiamo voluto affidare quei semi a destra e manca, in questo o quello scambio sementi.. in cui spesso si trovano persone che
prendono i semi e di cui poi si perde ogni traccia.. li abbiamo tenuti da parte per un’occasione speciale, per dei bimbi speciali.. per gli allievi della scuola primaria di Soranzen



Purtroppo pero’ i bei progetti si scontrano a volte con la dura realtà, che in questo caso prende le sembianze del non poter smuovere il poco terreno di cui dispone la scuola.. ma dato che molti di noi conoscono il buon Fukuoka e la sua rivoluzione del filo di paglia.. abbiamo subito predisposto un bel orto “rialzato”, senza smuovere il terreno e usando fieno e terra.. il classico orto a lasagna. Ovviamente un orto biologico, ricco di biodiversità e senza uso di chimica di sintesi (è "criminale" usare la chimica di sintesi soprattutto negli orti scolastici)

E’ difficile trovare parole adeguate per esprimere la gioia e l’ entusiasmo di quei bimbi alle prese con semi, piantine, aromatiche.. con semine e annaffiatura.. sicuramente ai loro sorrisi si univano quelli di qualcuno che da lassù era felice di sapere i suoi semi in così buone mani..anzi manine..



Oggi 29 luglio abbiamo deciso di andare a trebbiare i cereali e sistemare un po’ l’orto.. certo è folle pensare che dei bambini che sono in vacanza tornino a scuola per dedicarsi all’orticoltura..e invece..erano davvero tanti quelli che hanno contato quanti semi ci sono in una spiga di Risciola o di Piave o messo in fermentazione i semi dei primi pomodorini.

Davvero bello raccogliere assieme zucchine e sedano, coste colorate e melanzane, basilico all’anice e menta.. e ancora più bello vedere i bambini felici che se ne tornavano a casa con i frutti del loro amato orto.. dell’orto di Nonno Mario.. dell’orto dedicato ai nonni che nei secoli hanno conservato e tramandato la biodiversità”



..ci dispiace di non poter pubblicare nessuna foto dei volti
sorridenti dei bambini che hanno partecipato a questo progetto.. siamo certi che sarebbero bastati quei sorrisi a descrivere appieno la bellezza di questo stupendo e per noi emozionante percorso..

giovedì 12 maggio 2016

Acque contaminate dai pesticidi.. è allarme


La notizia è di quelle che fanno tremare i polsi… l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ci fa sapere che il 65% delle acque italiane è contaminato da pesticidi e che in Veneto la situazione è ancora peggiore.
Nelle acque superficiali venete sono state individuate 42 sostanze: ci sono residui nel 74,8% dei punti al vaglio e nel 53,4% dei campioni. Nelle acque sotterranee si riscontrano 13 pesticidi, con residui nel 29,7% dei punti esaminati e nel 22,2% dei campioni (cliccare qui per poter leggere il rapporto ISPRA)
Ma quali sono i principali responsabili di tale contaminazione, che minaccia salute e ambiente? Innanzitutto i diserbanti, in primis il famigerato “glifosate” (e prodotti della sua degradazione). Glifosate che, solo qualche mese fa, è balzato agli onori della cronaca dato che l'Organizzazione Mondiale della Sanità e lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) lo hanno classificato come “possibile cancerogeno”. Il glifosate è molto usato in viticoltura, nella coltivazione del mais e troppo spesso anche per il diserbo di strade, cortili e spazi privati.
Allarma molto anche il fatto che i dati forniti dimostrano che le acque sono contaminate da miscele di pesticidi (in un campione sono state trovate ben 48 sostanza diverse) e che non esiste una valutazione complessiva del rischio per queste miscele.

Questi dati sono l’ennesima conferma che l' agricoltura chimica e intensiva sta facendo dei danni notevoli,
minacciando non solo la biodiversità, la fertilità del suolo ma anche la salubrità dell'acqua e il futuro dei nostri figli.
Ovviamente dinnanzi a questi dati agghiaccianti non possiamo restare inerti!!!
  • Chiediamo con forza, nel rispetto della salute pubblica e dell'ambiente che si avvii quanto prima una forte azione di stimolo per una graduale conversione a metodi di coltivazione biologici o che non utilizzano la chimica di sintesi
  • Crediamo sia indispensabile l'adozione, quanto prima di regolamenti di polizia rurale capaci di monitorare il corretto utilizzo di pesticidi e la loro graduale sostituzione con principi attivi meno impattanti. Il tutto supportato da un valido sostegno formativo e un preciso e puntuale monitoraggio ambientale ed epidemiologico.
Ma difronte a questa preoccupante criticità cosa possiamo fare noi cittadini?
Innanzitutto, avere piena consapevolezza dei rischi legati all'uso di pesticidi e diserbanti, limitarne l'uso e ancora meglio bandirli dai nostri campi ed orti (consapevoli che ci sono valide alternative).

Fare pressione su Sindaci (che sono i massimi responsabili della salute pubblica) ed Amministratori affinché si adottino seri disciplinari di polizia rurale che tutelino in primis la salute dei cittadini.
A proposito di Sindaci, in questo periodo stiamo ricevendo tantissime segnalazioni, da parte di cittadini arrabbiati dato che troppo spesso operai comunali irrorano (spesso anche senza protezioni) diserbanti a ridosso delle alle loro abitazioni, di parchi e scuole. Nella stragrande maggioranza dei casi il diserbante usato è proprio il famigerato “glifosate”!!

Qui come cittadini possiamo fare un atto molto concreto e pratico: possiamo scrivere al Sindaco del nostro Comune affinchè renda noto il principio attivo utilizzato per il diserbo dagli operai comunali, RICORDANDO CHE IN AREA URBANA il PAN (Piano di Azione Nazionale) vieta l'utilizzo di pesticidi e diserbanti. (Un fax simile della lettera è scaricabile a fondo pagina o può essere richiesto inviandoci una email)

Crediamo che, alla luce di questi dati e di tanti altri che certificano un pesante inquinamento di ambiente e contaminazione del cibo, sia indispensabile una seria e profonda riflessione sul modello di agricoltura che vogliamo. Siamo consapevoli che una valida alternativa c'è, è un coltivare basato su biodiversità, biologico, filiera corta e trasparente, su relazioni tra coltivatori e consumatori, … siamo altresí convinti che questa alternativa sia percorribile sin da ora ... per il bene del nostro pianeta e della nostra salute.

lunedì 18 aprile 2016

vi aspettiamo il 21 aprile a Sedico (BL)


Serata dedicata ai fagioli bellunesi a Villa Patt a Sedico

Giovedì 21 aprile si terrà a Villa Patt a Sedico (BL) un convegno dedicato ai fagioli.
Un giusto omaggio a questa importante leguminosa a cui la FAO ha intitolato il 2016 (anno internazionale delle leguminose)
badane bonorive
Al fagiolo è stata riconosciuta una grande importanza sia dal punto di vista ambientale ed agronomico, dato che è una pianta “migliorativa” del terreno, sia alimentare dato che è fonte di proteine basilari per l'esistenza umana
L'importanza del fagiolo è ancora piu' vera soprattutto qui, ai piedi delle Dolomiti, dove i fagioli hanno sfamato e fornito reddito ai nostri avi e dove si coltivano tutt'ora decine di varietà di questa leguminosa, varietà alcune molto note e conosciute, altre tipiche di ben determinate aree e zone.
Delle oltre 30 varietà di fagioli delle tecniche e metodologie di coltivazione, di conservazione e di riproduzione del seme si parlerà giovedì 21 aprile in un convegno organizzato nell'ambito della festa di Primavera organizzata dalla Pro Loco e dal Comune di Sedico, in collaborazione con il gruppo coltivare condividendo (inizio del tutto dalle ore 20.30)
Sarà anche possibile vedere la mostra delle sementi antiche bellunesi e ricevere qualche seme tipici, locale e riproducibile per coltivare anche nel proprio orto qualche di queste importanti varietà di fagiolo bellunese.
Ampio spazio sarà anche dato anche alla presentazione del progetto per le riproduzione e il miglioramento genetico partecipato delle sementi locali che ha lo scopo di Rendere più sane, produttive e diffuse le sementi antiche, locali e
fagiolo nanao "bianchet"
tipiche della Provincia di Belluno e dell' area Dolomitica
A dare peso a questa iniziativa il coinvolgimento, la partecipazione e il supporto tecnico di importanti realtà nazionali e internazionali (CREA di Bergamo, il genetista, noto a livello mondiale Salvatore Ceccarelli e Arche Noah la più importante realtà europea in ambito di recupero e rigenerazione delle sementi antiche.
Cediamo molto in questo progetto che ha lo scopo di rigenerare, fortificare, rendere più sani e produttivi i nostri semi tipici e locali, ma anche di renderli capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici. Un lavoro che significa da un lato salvare la nostra biodiversità locale, e dall'altro di fornire a chi vorrà coltivare queste varietà, un seme più sicuro e valido.

Ovviamente il progetto è aperto a tutti, vi possono aderire, dare il loro contributo o sostenerlo singoli cittadini, coltivatori, aziende, ma anche associazioni, gruppi, realtà varie, enti e Comuni. Il progetto sarà articolato su più livelli, da quelli più semplici, ma comunque molto importanti di riproduzione e selezione in campo a quelli più articolati e efficaci di miglioramento genetico.

Crediamo che in un momento come questo sia vitale il costruire assieme, consapevoli che il futuro di queste nostre preziose ed apprezzate varietà locali (sulle queli possiamo basare il futuro del nostro territorio), sta nelle nostre mani e nel nostro impegno, nel lavoro che possiamo fare assieme in e per questa nostra Terra

martedì 29 marzo 2016

AIUTATECI A SALVARE LA BIODIVERSITA' COLTIVATA

AIUTATECI A SALVARE LA BIODIVERSITA' COLTIVATA

Ormai ci siamo.. fra poco più di un mese campi ed orti saranno per lo più seminati e la nostra speranza è che in molti di essi abbiano trovato posto sementi e piantine di varietà riproducibili, antiche, locali e tipiche.
E' solo con la coltivazione che queste varietà, che hanno sfamato i nostri avi, hanno la possibilità di
essere tramandati di generazione e generazione, di continuare una pratica che ha caratterizzato per secoli la nostra agricolutura
Varietà che hanno la straordinaria capacità di adattarsi (nei limiti del possibile e terreni, climi, variabilità climatiche)

La speranza è che, oltre alla coltivazione, prenda sempre più piede anche un metodologia, una pratica che è sempre più importante.. fondamentale.. per fare in modo che questa nostra biodiversità sia basata su semi sani, resistenti, geneticamente validi, produttivi e non minacciati da erosioni, virosi e
problematiche varie. Tutto cio' è possibile grazie a una corretta e precisa SELEZIONE di MIGLIORAMENTO GENETICO PARTECIPATIVO.

Grazie al supporto e all'aiuto di importanti genetisti (tra tutti Salvatore Ceccarelli), di tecnici, esperti (anche di coltivazione) e di realtà, enti ed associazioni (in primis il Crea di Bergamo..ma non solo), abbiamo deciso di avviare una serie di progetti sia di riproduzione che di selezione riguardanti le antiche varietà di MAIS, FAGIOLI e CEREALI
Progetti che hanno suscitato l'interesse e la voglia di adesione e partecipazione di molti coltivatori locali (agricoltori professionisti e non).
Crediamo che cio' sia molto importante dato che denota una spiccata sensibilità da parte di chi crede in un coltivare sano, sostenibile e biodiverso

Dopo l'interessante incontro tenutosi a Villa Patt a Sedico il 20 marzo scorso, che ha visto una buona e attenta partecipazione.. ora è giunto il momento di partire coi progetti!!!!

PROGETTO CEREALI
I cereali sono stati seminati lo scorso autunno e in questo periodo, dopo un inverno non certo favorevole, è il momento di proseguire con la rilevazione dei dati relativi alle varie parcelle. Il progetto ha visto una ottima partecipazione sia di auto produttori, che di scuole (dalle scuole agrarie di San Michele all'Adige-TN- a quella di Thiene-VI, alla scuola media di Cesiomaggiore, alla primaria di Soranzen, a quella dell'infanzia di Tomo ecc..). Il
campo catalogo, che quest'anno è stato fatto a San Gregorio nelle Alpi ha un estensione di circa 5000metri, mentre gli altri, sparsi tra bellunese, feltrino, trentino, Carnia e resto del triveneto hanno parcelle piu' ampie rispetto agli scorsi anni

CHIEDIAMO A TUTTI COLORO CHE STANNO COLTIVANDO I CEREALI DI INVIARCI UNA MAIL RACCONTANDOCI DELLA SITUAZIONE DELLE LORO PARCELLE.. SPECIFICANDO VARIETÀ ED ESTENSIONE DELLE STESSE E SE NECESSITANO O MENO DI AIUTO PER LA TREBBIATURA 

PROGETTO FAGIOLI e PROGETTO MAIS
I progetti (chi partecipa puo' farli entrambi o solo uno di essi) hanno lo scopo di promuovere una selezione in campo di varietà locali di fagiolo e mais, con lo scopo di ottenere un buon seme.. sano, produttivo, resistente e capace di adattarsi alle tipicità del luogo (clima, terreno ecc..) 
Ogni progetto prevede due livelli:

- progetto di riproduzione per aumentare la quantità di sementi della varietà meno diffuse e noti, facendo una prima selezione in campo seguendo i dettami tecnico scientifici dati dagli esperti che ci seguono e supportano
- progetto di miglioramento genetico partecipativo Per migliorare anche geneticamente soprattutto quelle varietà più note e diffuse (bonel, gialet, balla rossa, riga d'oro..) Progetto che richiede una maggior precisione e metodologie più stringenti (es una fagiolo ogni tutore, numero minimo di piante coltivate pari a 100)
Chiediamo a tutti coloro che sono interessati a partecipare al progetto di selezione migliorativa di contattarci, mandandoci una mail nella quale specificano:
- DATI DEL COLTIVATORE E CONTATTI (nome, cognome, indirizzo mail e telefono)
- LOCALITÀ DI COLTIVAZIONE 
- se desiderano partecipare al progetto RIPRODUZIONE o a quello SELEZIONE
- CHE VARIETÀ desiderano coltivare e se HANNO GIA' SEMI LORO CHE DESIDERANO COLTIVARE E SELEZIONARE ADEGUATAMENTE

Per informazioni relative alle procedure e metodologie di coltivazione e selezione dei diversi progetti si puo' contattare il Gruppo Coltivare Condividendo o farsi un idea leggendo il post  "progetto MIGLIORAMENTO GENETICO PARTECIPATIVO DI ANTICHE VARIETÀ LOCALI" (CLICCARE QUI) 

VERSO META' APRILE SI TERRA' UNA GIORNATA DI APPROFONDIMENTO IN CUI VERRANNO CONSEGNATI I SEMI E LE SCHEDE TECNICHE DI COLTIVAZIONE... 
OVVIAMENTE IN TALI PROGETTI NON E' CONSENTITO L'UTILIZZO DI PRODOTTI CHIMICI DI SINTESI (si seguiranno disciplinari biologici)

..GRAZIE ALLA BIODIVERSITÀ COSTRUIAMO COMUNITA'..


 

lunedì 14 marzo 2016

Domenica 20 Marzo presentazione del Progetto di Miglioramento Genetico partecipativo

DOMENICA 20 MARZO SI TERRA' A SEDICO, PRESSO VILLA PATT 
(CON INIZIO ALLE ORE 16,00)

 un incontro per illustrare, far conoscere e costruire assieme il progetto dal titolo: MIGLIORAMENTO GENETICO PARTECIPATIVO DI ANTICHE VARIETÀ LOCALI

Progetto che riguarda la riproduzione, la selezione e il miglioramento in campo di varietà antiche, tipiche, locali di FAGIOLI, MAIS e CEREALI.

Un progetto, aperto a tutti, che ha la finalità di
promuovere, grazie al supporto di tecnici, esperti, enti ed associazioni, la selezione delle sementi di varietà riproducibili, locali e tipiche, in campo, con metodologie scientifiche capaci di migliorare la salubrità, la qualità, la produttività delle sementi stesse. 
Cio' comporta si un evidente miglioramento delle varietà coinvolte nel progetto, ma anche una conoscenza e un sapere diffuso tra i partecipanti riguardanti la selezione, la conservazione e l'utilizzazione delle sementi stesse
Il progetto sarà articolato su più livelli, da quelli più semplici, ma comunque molto importanti di riproduzione e selezione in campo a quelli più articolati e efficaci di miglioramento genetico.
Tutto cio' è reso possibile da una serie di
collaborazioni molto importanti con il CREA di Bergamo (specializzato in Mais e cereali) e con il genetista di fama mondiale Salvatore Ceccarelli
Non mancherà il supporto tecnico riguardanti le metodologie di coltivazione (che escludono ogni sostanza chimica di sintesi)
Durante la giornata di domenica 20 marzo avremo modo di illustrare i vari progetti, di rispondere alle domande di quanti sono interessati a seguire o aderire al progetto e di costruire assieme una serie di progetti utili al buon funzionamento del progetto stesso
Ovviamente il progetto è aperto a tutti, vi possono aderire, dare il loro contributo o sostenerlo singoli cittadini, associazioni, gruppi, realtà varie, enti e Comuni
Il programma della giornata sarà così articolato:

Programma indicativo della giornata:
- presentazione del progetto evidenziando le finalità dello stesso

- introduzione alla riproduzione delle sementi con uno sguardo alle caratteristiche botaniche delle varietà

- visione di un breve video sulla selezione in campo
- progetto Fagioli
. progetto mais
. progetto cereali
- microfono aperto, discussione e adesioni al progetto
Questo sarà il primo di una serie di incontri. Già in programma una serie di appuntamenti sia tecnico-teorici con esperti che pratici in campo.
Vi aspettiamo Domenica 20 marzo a Sedico!!!!